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Con De Mita per ricordare Moro

Da sx, Vito Catucci, Vito Nicola De Grisantis, Ciriaco De Mita, Menino Coppi e Simeone maggiolini

Nella giornata che ricorda la nascita del noto statista e politico pugliese, Aldo Moro, una giornata tutta dedicata al suo pensiero e alla sua vita, organizzata a Turi dal Centro Studi “Aldo Moro”. Nel pomeriggio del 23 settembre, una rappresentanza cittadina ha deposto una corona d’alloro presso la lapide commemorativa per poi dirigersi presso il Palazzo Marchesale per un incontro sul tema. Al tavolo dei relatori, l’on. Ciriaco De Mita, oggi sindaco di Nusco (Av) e ministro, tra il ’74 e il ’76, nel governo Moro.

“Turi è l’unico comune d’Italia a ricordarlo nel giorno della sua nascita” – ha aperto il presidente del Centro Sudi “Aldo Moro”, Vito Nicola De Grisantis, accogliendo i presenti a quello che si è dimostrato un incontro e un confronto tra la politica di ieri e la politica di oggi. “È in realtà ai giovani che ho pensato organizzando la serata” – ha ancora aggiunto De Grisantis, ponendo l’accento sula fortuna che lui, come quelli della sua generazione, hanno avuto grazie ai riferimenti politici, come lo è stato Moro, ma che oggi mancano per chi si avvicina alla politica. “Sono convinto che la mia generazione ha fallito in questo, perché sono venuti meno gli uomini, ma non gli ideali!” – ha quindi aggiunto, passando la parola all’onorevole europarlamentare De Mita, chiamato in cattedra per offrire la sua memoria di un politico e di un uomo, di cui oggi si “ricerca ancora chi lo abbia ucciso, piuttosto che lasciare spazio al suo pensiero”.

Non una biografia di politico, non una parentesi accademica, ma un contributo emotivo, morale, umano di quell’uomo che tutti ricordano come “familiare”.

Nonostante l’assenza della figlia per motivi di salute, il legame che ha sempre unito la famiglia Moro a Turi ha fatto da liet motiv della serata, moderata dal giornalista Vito Catucci e animata dagli interventi di chi ancora oggi sente vivo il ricordo di Aldo Moro. Primo fra tutti, Simeone Maggiolini, che ha portato a tutti il saluto della famiglia Moro.

“Ricordo ancora lo sgomento alla notizia del suo rapimento, ero in Banca e non potevo crederci” – è il ricordo del sindaco di Turi, Menino Coppi e con lui, anche l’on. De Mita ha aperto ricordando il giorno in cui giunse la notizia del suo rapimento. “Eravamo tutti sgomenti!”. Forte la sua emozione nel parlare di Moro, un’emozione che lo attraversa ogni volta che deve affrontare questo argomento, per il grande contributo che la sua persona ha offerto a chi lo seguiva e a tutti gli Italiani. Ribadisce – “ho la consapevolezza del limite – ricordiamo che Ciriaco De Mita ha 86 anni – e la speranza del pensiero, per cui dedico il tempo che mi rimane a raccontare la storia”. Così affronta un percorso nella sua memoria per esporre di “quell’intellettuale della Magna Grecia” che spesso affianca a De Gasperi, “i due Grandi del pensiero democristiano e della democrazia”. Ma assieme al Moro politico, non dimentica di elogiarne la gentilezza dei modi e la profondità del pensiero, in quella continua opera di progetto per il Partito e per il Paese.

Ma dagli esempi positivi di un passato che si ricorda con il batticuore, De Mita, manifesta il timore di una Democrazia alla deriva, per la quale le decisioni non sono più condivise dal popolo, ma sottratte ad esso con i sondaggi. Invita i giovani, rivolgendosi soprattutto agli amministratori presenti, a stare con la gente e impegnarsi a studiare per risolvere insieme le loro istanze.

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