Gasparro entra in Consiglio

Non sono passati nemmeno due mesi e la giovane dottoressa 28enne Arianna Gasparro è entrata in Consiglio. L’abbiamo contattata telefonicamente per comprendere cosa bolle nella pentola della maggioranza.
Da prima dei non eletti, aveva ipotizzato di entrare in Consiglio così presto? Con quale spirito affronterà questa nuova avventura?
Chi avrebbe mai potuto ipotizzarlo? Non soltanto non l’immaginavo, ma avevo escluso dalla mia mente l’idea di poter entrare nei prossimi cinque anni in Consiglio. È stato un fulmine a ciel sereno. Il primo pensiero è andato ovviamente ai giorni della campagna elettorale, in cui ci sono le ragioni del perchè mi ritrovo in Consiglio comunale. Ho ripensato alle parole che il Sindaco mi aveva detto quando mi aveva chiesto di candidarmi. Proverò ad affrontare questa nuova avventura con gli stessi sentimenti con cui ho vissuto i giorni della campagna elettorale, con la stessa umiltà, con tanta passione e con la fiducia in una persona che credo possa cambiare questo paese. Abbiamo sempre criticato chi ci ha preceduto di non fare abbastanza per il bene di Turi. Adesso tocca a noi. Sono pronta a fare il massimo. Come si dice… Da mo’ vale!
Lei oggi rappresenta il PD in Consiglio oppure, come qualcuno dice, è più vicina ad Impegno per Turi?
Né l’una, né l’altra ipotesi, vociferate in paese un attimo dopo la mia nomina, sono pienamente corrette. Avendo osservato dall’esterno l’operato della maggioranza nelle prime settimane, avevo condiviso con gli esponenti di Impegno per Turi la necessità di garantire all’assetto del gruppo una stabilità di ampio respiro. Il movimento di Mercieri ha in seguito cambiato idea, ritenendo più importante affrontare l’emergenza amministrativa del Bilancio, rinviando così l’analisi intrapresa. Inoltre, sempre nell’ottica dell’unità della squadra che ci ha portato a vincere le elezioni, avevo chiesto che si intraprendessero i percorsi necessari che portassero all’ingresso di Piero Risplendente e Donato Giuliani, perché ritengo rappresentino risorse fondamentali e credo sinceramente che più di me meritino di essere in Consiglio. Discorso rinviato. Riguardo il Partito Democratico, per me sarebbe un onore rappresentarlo, tuttavia è dal 26 maggio che sto cercando di comprendere dove siano finiti gli uomini e soprattutto i voti del PD. Vedremo cosa accadrà; per adesso sono appena entrata in Consiglio e mi sento di rappresentare, senza nessun compromesso, quello spirito di cambiamento di cui il nostro paese ha bisogno e per il quale siamo stati eletti. Altri discorsi appartengono a voi giornalisti.
Il Sindaco non le ha attribuito nessuna delega. È lei che non ha abbastanza tempo da dedicare alla cosa pubblica o ci sono problemi in maggioranza?
Non ho né accettato né voluto deleghe per almeno tre ragioni. In primo luogo, penso che chi giunge a sedere in Consiglio per la prima volta debba sentire l’umiltà di imparare il funzionamento dell’Ente, prima di chiedere deleghe o assessorati. In secondo luogo, credo che la costellazione di deleghe su ogni argomento non aiuti né il dialogo interno, né i cittadini, che hanno bisogno di punti di riferimento univoci e ben identificabili negli assessori. Infine, ritengo che un consigliere debba fare a 360 gradi il suo ruolo: il Consigliere. Spero di dimostrare nel tempo ai turesi e al mio Sindaco che il non pretendere deleghe vorrà dire per me triplicare l’impegno al fine di migliorare questo paese. Poi, quando verrà il tempo di riattribuire le deleghe, vi rassicuro, non mi risparmierò.
La più giovane del Consiglio sostituisce proprio Lenato, il più anziano. Il Sindaco ha assolto con formula piena il suo assessore. E lei, cosa ne pensa?
Non siamo noi a dover assolvere o condannare. Lenato si è dimesso compiendo un atto di responsabilità. Se qualcuno in minoranza immaginava una sorta di processo alle streghe in Consiglio, ha sbagliato grossolanamente. Noi tutti in maggioranza non abbiamo interessi o fantasmi da proteggere, per cui spalancheremo gli archivi e le finestre del nostro Comune affinché possa entrare la luce della trasparenza di cui vogliamo essere portatori e per la quale siamo qui.