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Cultura

Un grande Salvatori nel Requiem di Mozart a Conversano e Ruvo

Antonella Binetti, Zeudi Rella, Nicola D’Alessandro e il m° Renzo Salvatori

Il coro al completo

Poche opere vantano il fascino misterioso che è proprio del Requiem in Re minore KV 626 di W. A.  Mozart. Forse perché già dalla sua nascita l’opera è stata avvolta da un velo di mistero.

Le note di un Mozart altissimo, dolente eppure colmo di fede e speranza, hanno risuonato sabato 12 aprile nella Cattedrale di Conversano e martedì 15 aprile nella Chiesa di San Domenico di Ruvo di Puglia. La voce del basso solista in entrambi i concerti è stata quella, straordinaria, di un nostro concittadino, il maestro Lorenzo Salvatori.

Nel primo concerto, organizzato dall’Associazione culturale Musicale Jubilate di Conversano per festeggiare il decennale della sua fondazione, il maestro Salvatori ha diviso la scena con il soprano Francesca Ruospo, il mezzosoprano Valentina Patella e il tenore Donato Lillo-Tarì. La direzione della compagine orchestrale, coordinata dall’associazione Gershwin nella persona di Fabrizio Signorile, è stata del maestro Donato Totaro.

Se entrano (2)

Il concerto di Ruvo, a cura dell’associazione musicale Misure Composte di Bari, in collaborazione con l’associazione culturale Terra gialla di Ruvo e patrocinata dal Comune di Ruvo di Puglia, s’inseriva invece nell’ambito degli eventi culturali legati alla Settimana Santa. Nell’occasione il maestro Salvatori ha selezionato, come altre voci soliste, quelle di tre dei suoi allievi. Si tratta del soprano Antonella Binetti, il mezzosoprano Zeudi Rella e il tenore turese Nicola D’Alessandro. L’orchestra “Nino Rota” è stata magistralmente diretta dal maestro Salvatore Campanale.

In entrambi gli eventi, le difficoltà virtuosistiche della parte corale sono state abilmente affrontate dal Coro Polifonico Jubilate di Conversano, splendidamente preparato dal maestro e direttore dello stesso coro Donato Totaro.

Mettere insieme oltre settanta esecutori tra coro, solisti e orchestra, soprattutto in tempo di crisi per la cultura, non è sicuramente stata impresa semplice. Il risultato ha ripagato però degli sforzi profusi con le due chiese gremite in ogni ordine di posto.

Lorenzo Salvatori e Nicola D'Alessandro

Entusiasta il tenore Nicola D’Alessandro al termine della serata: “è un sogno che si realizza. Il Requiem l’ho sempre ascoltato con la massima partecipazione, fantasticando di poter essere io un giorno ad eseguirlo da solista. È stato poi magnifico poterlo cantare accanto al mio insegnante e a due soliste con cui condivido il percorso di crescita, visto che facciamo parte dello stesso coro, i Polimnia Vocal Ensemble. Devo ringraziare il direttore Salvatore Campanale per avermi dato questa enorme occasione ma più di tutti voglio ringraziare il maestro Salvatori per aver creduto in me. Devo tutto a lui”.

Ma come nasce il Requiem? Nell’estate del 1791 Mozart riceve una commissione da un enigmatico personaggio che non vuole rivelare il suo nome: si tratta del conte Franz Von Walsegg-Stuppach, un amatore di musica che vuole fare eseguire una messa per la moglie, deceduta pochi mesi prima. Le circostanze oscure della commissione, il tipo di musica da eseguire (un Requiem, appunto) e la generosità del committente esercitano però un effetto devastante sulla mente di Mozart che, nell’ultimo anno della vita, è continuamente angosciato da pensieri di morte, e che per di più non gode di ottima salute. Nonostante sia pressato da altre commissioni, Mozart si butta anima e corpo alla scrittura del Requiem, convinto che stia componendo, in realtà, la messa per la propria morte. Lo lascerà incompiuto, morendo il 5 dicembre dello stesso anno. Sarà l’allievo Franz Xavier Süssmayr a completarlo, secondo appunti e istruzioni verbali ricevuti dallo stesso Mozart: si dice che sul letto di morte Mozart dettasse a Süssmayr indicazioni per i movimenti mancanti. Da qui prende le mosse la composizione di una delle opere più potenti e al contempo elegiache di tutta la storia della musica.

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