NATALE E CAPODANNO A TURI… IN MOLTE LINGUE
Stupendo vedere come da fine novembre, e forse anche prima, le strade di Turi siano state addobbate a festa, vestite di colori e luci e soprattutto riempite di frenesia e movimento. Meraviglioso è stato il clima di pace, di distensione, di unione, che si è respirato. Che possa continuare a respirarsi anche se Natale e Capodanno son già alle spalle. Ma come sono state trascorse queste due giornate dai turesi e dai “nuovi turesi”, residenti nel territorio di Turi ma non originari della zona?
I turesi hanno l’usanza di trascorrere generalmente il Natale in famiglia, attorno ad una tavola imbandita con ogni ben di Dio e che riunisce genitori, figli, nonni, zii, cugini e, perché no, anche amici. Il Capodanno, se nelle famiglie più tradizionaliste è stato vissuto allo stesso modo, mangiando cotechino e lenticchie prima della mezzanotte per augurare a tutti i convitati buona fortuna, nelle famiglie più giovani è stato trascorso fuori casa, con gli amici, spesso in ristoranti o sale in cui, subito dopo il cenone di Capodanno, si è ballato fino a notte fonda.
Per la comunità barese o comunque non turese, il Natale si è trascorso o a Bari, oppure è stata l’occasione per mostrare casa nuova ai parenti. Piatto tipico: linguine con l’anguilla, pesce che non deve mai mancare a Natale sulle tavole dei baresi. Il Capodanno, invece, il barese lo ha trascorso a Bari, in Piazza del Ferrarese circondato dai familiari ed amici più stretti. Magici son stati i classici “baci di Mezzanotte” che le coppie si sono scambiati teneramente.
Stupenda la tradizione della comunità albanese cristiana di Turi: l’usanza vuole che si pongano ad ardere nel camino presente nella casa della comunità familiare, nel periodo che va da Natale a Capodanno, tre ceppi di legno ricavati da un grosso tronco d’albero. Questi ceppi sembrano indicare i tre Re Magi, anche se la tradizione pare derivi da un originario culto pagano degli alberi e della natura. Il dolce tipico della comunità albanese, preso in realtà dalla tradizione islamica, è la Bakllava, buonissimo dessert fatto di numerosi strati di pasta sfoglia aromatizzati con spezie, noci, pistacchi e imbevuti di una soluzione di zucchero e succo di limone, oppure miele, spezie ed acqua di rose.
Per la comunità romena, invece, Natale e Capodanno sono stati conviviali, trascorsi in famiglia, magari invitando amici a pranzo e cena. È stata l’occasione per ritrovare quel clima di unione, gioia e cordialità tipici dello spirito nazionale rumeno. Il loro piatto tipico di questo periodo è il buonissimo Piftie, una sorta di gelatina con carne di maiale aromatizzata con carote, prezzemolo e cipolle.
La comunità georgiana, comunità con forte presenza femminile, festeggia il Natale il 7 gennaio, come tutti gli ortodossi, poiché la chiesa ortodossa non ha mai accetta
to né il calendario giuliano né quello gregoriano, sicché nel 1900 la data del 25 dicembre fu spostata al 7 gennaio. Comunque, la comunità ha festeggiato il Capodanno in famiglie matriarcali allargate con la presenza di amici di famiglia. Tipica è la carne di capretto, nonché un buonissimo pane fatto in casa e cotto con metodi particolari.
La vera festa però è scoprire che popoli con diverse tradizioni, culture e lingue, si ritrovano alla fine a credere negli stessi valori: la festa intesa come unità familiare e di speranza che l’anno nuovo sia migliore.
Turiweb.it e la redazione tutta augurano ai turesi un magnifico anno 2010.