Salviamo la sanità pubblica
I mille volti corrispondono ai tanti drammi della Sanità Italiana. Uno dei rischi che corre il nostro sistema nazionale, tra i più efficienti al mondo, è quello di finire triturato sotto la scure dei tagli, mancando l’obiettivo sugli sprechi e sulla corruzione, il vero male della Sanità. Per questo e altri motivi, Domenico Diomeda, rappresentante dell’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati e Trapiantati) di Turi riporta all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della rete ospedaliera.
L’ANED condivide l’operazione di rivisitazione e razionalizzazione della rete ospedaliera, come quella contenuta nel decreto ministeriale della Salute, a patto che sia finalizzata al miglioramento degli standard qualitativi e quantitativi per garantire la tutela della salute dei cittadini. Tuttavia, precisa l’ANED, “troviamo non condivisibili e particolarmente preoccupanti le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio nelle scorse settimane…”, a proposito del “macigno degli eccessivi costi del servizio sanitario nazionale”, poiché i “riferimenti ad altre forme di finanziamento della sanità, solo in parte smentite, alludevano non tanto velatamente al sistema assicurativo”.
L’ANED realtà avanzate: perfino negli USA “stanno tentando di uscire dal modello assicurativo, perché più costoso e meno efficiente dei sistemi pubblici di tipo universalistico, com’è quello italiano. L’appropriatezza e l’evidenza scientifica delle cure rappresentano i presupposti etico-scientifici cui ANED si ispira nella propria azione quotidiana di sostegno e tutela dei malati nefropatici”.
L’importante del sistema sanitario pubblico, anche nel caso di malati di reni, è evidente: “Non possiamo fare a meno di segnalare che, per i malati, l’accesso a cure adeguate o l’umanizzazione delle stesse costituiscono traguardi spesso irraggiungibili, tanto è in salita la strada per giungervi e tanto è piena di ostacoli burocratici e di sordità del potere politico”.
L’ANED, così come l’intero sistema sanitario italiano, ha raggiunto alti livelli qualitativi. Lo dimostra anche l’inchiesta andatain onda qualche settimana fa su “Presa Diretta” di Riccardo Iacona. Eppure, i tagli rischiano di rovinare tutto. Si sono strutturare reti cliniche che – osserva l’ANED – “non possono essere sacrificate da un approccio meramente quantitativo. Riteniamo quindi fondamentale guardare alle misure del Governo con l’attenzione di chi pensa che, anche in presenza della crisi che investe l’Italia, bisogna assicurare le cure a tutti, salvaguardando le straordinarie esperienze organizzative e di professionalità cresciute nel territorio”.
