Bilancio: si cerca la quadra

Quasi un anno fa l’amministrazione Resta ha iniziato il suo cammino che si preannunciava già in salita. Il consigliere Antonio Tateo, capogruppo di maggioranza, rispondendo alle nostre domande, spiega tra quali difficoltà si cerca di portare avanti un paese indubbiamente difficile da amministrare.
Nonostante le difficoltà del momento, qualche risultato si vede. Ci spiega qual è il vostro segreto?
Nessun particolare segreto ma consapevolezza delle notevoli difficoltà del momento e del fatto di essere stati votati dieci mesi fa con un Sindaco e con un programma da attuare. Si sta cercando di gestire al meglio l’ordinaria amministrazione. La mia opinione è che si è ancora in una fase di rodaggio e, quanto prima, è necessario entrare a pieno regime.
Lei ha la delega al bilancio comunale. Come definisce l’attuale situazione delle casse comunali?
Sono fiducioso nonostante le incertezze del momento politico nazionale che si riflettono negativamente anche sui conti dei comuni. La chiusura del rendiconto 2012 e la redazione del bilancio 2013 hanno bisogno di alcune informazioni e indicazioni definitive da parte del Ministero che tardano ad arrivare. Mi riferisco all’ammontare definitivo dell’IMU che condiziona l’esatta quantificazione del fondo sperimentale di riequilibrio e della certificazione del patto di stabilità. Auspico alcune soluzioni per la finanza locale con un alleggerimento del Patto di Stabilità con regole nuove che adeguino i vincoli interni con il pareggio di bilancio sulla spesa corrente e limiti all’indebitamento sulla spesa in conto capitale e il rinvio al 2014 della Tares poiché rischia di determinare un’emergenza di liquidità e di raccolta dei rifiuti.
Nei passati bilanci l’economia del paese è stata molto aiutata dagli oneri di urbanizzazione. Ora che le cifre diventano sempre più basse e sono destinate a diventare più esigue, come pensate di sopperire a questa minore entrata finanziaria?
È più corretto affermare che una parte degli oneri è stata utilizzata per coprire le spese correnti e che negli ultimi anni, tale percentuale è stata diminuita. Per il 2013 vi sono ancora margini positivi. Per il futuro, vedremo.
Poche settimane fa una facciata di una palazzina del centro storico è crollata per via delle condizioni metereologiche. Ha parlato di un’impossibilità d’interventi, almeno nell’immediato, per la riqualificazione del centro storico. Ha ricordato anche la rata dei B.O.C. che condizionerà le finanze comunali, ancora per molti anni. State pensando qualche alternativa per abbassare o estinguere la rata oppure rimarrà tale fino alla naturale scadenza?
Per la riqualificazione del Centro Storico è necessario mettere in campo una pluralità di interventi. L’Amministrazione Comunale sta per iniziare con i lavori dell’intero piano terra del Polivalente, proseguirà con l’adozione di un regolamento che consentirà le agevolazioni e gli incentivi alle attività economiche nel Centro Storico secondo le norme regionali vigenti mediante una compensazione dei tributi locali. Per interventi più organici, abbiamo alcune idee su cui ci stiamo confrontando. La questione BOC è molto delicata. Sono sempre stato convinto che gli enti locali devono utilizzare i BOC per le spese d’investimento e non certamente per la ristrutturazione o revisione del debito come nel nostro caso. Leggendo le carte dell’epoca, emerge che la scelta dell’emissione obbligazionaria fu più conveniente rispetto all’accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti ma, il tempo, con l’eliminazione dei vantaggi fiscali, la scelta del tasso variabile, e, soprattutto, la volatilità dei mercati ha ridotto di molto quella convenienza. Se a ciò aggiungiamo i probabili costi occulti presenti in questo tipo di prodotti finanziari, la situazione potrebbe essere veramente esplosiva. Era mio dovere informare il consiglio comunale durante la discussione dell’assestamento di bilancio che la situazione dei derivati del Comune di Turi deve essere maneggiata con molta cura giacché sino al 2025, l’ente sarà ancora controparte in strumenti finanziari per i quali non sempre le simulazioni fornite dall’advisor si avvereranno. Stiamo aspettando la relazione dell’analista finanziario per fare una valutazione complessiva della questione e procedere di conseguenza. D’altronde, la Corte dei Conti ha invitato gli amministratori degli enti locali ad adire le vie giudiziali per estinguerli anticipatamente e minimizzare i loro costi. Per questo, riteniamo che vada eliminato ogni dubbio per garantire il bilancio del nostro comune e, soprattutto, le future generazioni.
Come spiega le gravi difficoltà economiche per far fronte alle emergenze delle buche stradali? Spesso si è giustificato il ritardo per via dei fondi quasi del tutto prosciugati. È mai possibile che Turi, davanti ad emergenze tutto sommato prevedibili (in inverno è molto probabile che piova e le strade possano essere danneggiate dalle intemperie), non sia stata pronta a fronteggiarla senza prima arrecare disagi ai cittadini?
I fondi sono quelli stanziati nel bilancio approvato dal consiglio comunale a luglio, e per il 2012 erano superiori rispetto all’anno precedente.
L’assessore Tundo ha parlato di una stipula di contratto con una ditta per la manutenzione ordinaria delle strade urbane ed extra urbane e un fondo per la manutenzione straordinaria delle vie del paese. Si spera di raggiungere nel prossimo triennio una cifra abbastanza consistente. Lei è fiducioso per la realizzazione di questo progetto lungimirante e ambizioso?
Stiamo già valutando con tutta la maggioranza, la possibilità di aumentare le somme per questi interventi sia per le strade urbane sia per quelle extraurbane.
Per le entrate alternative, quali soluzioni sono al vaglio dei tecnici? Lo sviluppo del paese, inteso come istituzione di un’area commerciale o industriale, è una possibilità troppo difficile da realizzare per un paese prevalentemente agricolo come Turi? Non pensa che sia arrivato il momento di prendere in seria considerazione anche questo fattore per dare linfa all’economia del paese sempre più messa a dura prova e ormai al limite della tollerabilità?
Penso che sia coerente aspettare l’approvazione definitiva del PUG per poi prendere una decisione per le aree produttive.
Lei è stato protagonista di due amministrazioni, la precedente, col dott. Gigantelli e l’attuale col prof. Resta. In quali delle due esperienze ha ereditato la situazione più difficile?
Le difficoltà delle situazioni dipendono dal contesto in cui si manifestano e dalle persone che si trovano a gestirle. È noto che nella precedente amministrazione, dopo un avvio promettente vi fu un problema di sinergie tra alcune persone. L’attuale amministrazione si trova ad affrontare gravi problemi dettati da un momento economico e sociale sempre più difficile. Con il buon senso e l’aiuto da parte di tutti ce la possiamo fare.