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FALDACCHEA CERCASI, TUTTO PRENOTATO FINO AL 31

faldacchea

Natale si avvicina e molti già pensano a garantirsi un dolce regalo per sé e per gli amici. Molti, dalle nostre parti, optano per la faldacchea, il tradizionale e più antico dolce locale che ha fatto conoscere Turi, insieme agli altri prodotti tipici, quali le ciliegie e i ‘tronere’, in tutto il circondario

Ma ahimè, son finiti! Se voleste assaggiarne uno solo di questi fantastici dolcetti ricoperti di cioccolato bianco, mentre siete di passaggio a Turi, non ci riuscireste. Sarete costretti a prenotare oggi, per assaggiarle a feste faldacchenatalizie concluse. Cosa offrire allora agli ospiti in casa? Come fare a sopportare questo languorino? Un vero dilemma.

 Facendo una veloce ricognizione delle pasticcerie autorizzate locali non è possibile comprare una sola guantiera, anche se esposta in vetrina: “tutto prenotato fino al 31 dicembre, siamo spiacenti” ci si sente dire. E se per caso si cerca l’alternativa nei bar che forniscono dolcetti fatti a mano, anche lì, stessa storia: “quelli  in mostra sono tutti prenotati. Per quando le servono?

Insomma, se in estate le ciliegie diventano l’oro rosso di Turi, sotto Natale le prelibate faldacchee possono essere paragonate all’oro bianco. Introvabili.

E per chi non sapesse cos’è la faldacchea, dolce di cui i paesi limitrofi sono gelosi e golosi, prima di invitarli ad assaggiarla, ecco un po’ di storia:

Faldacchea o ‘boccone di dama’ è dolce di svariate misure fatto con pasta di mandorle cotte, zucchero e amarene sciroppate; è tradizionalmente ricoperto da una glassa biafaldacchea1nca di zucchero, sostituito oggi da cioccolato bianco.

La sua storia nasce nella cucina della foresteria del soppresso Monastero delle Clarisse di Cassano, dove il 4 ottobre del 1903 giunsero quattro suore del Sacro Cuore di Gesù, mentre era sindaco l’avvocato Vincenzo Petruzzellis.
In questa dimora, spesso si riunivano gli alunni della Scuola Elementare, nonché i più grandi delle Scuole Medie per recite ed incontri formativi, sempre assistiti e guidate dalle Religiose.
In questo periodo le Apostole si dedicarono alle famiglie povere e alla conduzione di un laboratorio per giovanette; tra queste, trascorse parte della sua giovinezza una turese, che tornando a Turi fu nominata “monacacèdde” (piccola monaca) e insegnò ad altre l’arte pasticciera che aveva imparato nel convento.

Le foto di questo articolo sono del prof. Giovanni Palmisano

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