Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Attualità

Edilizia convenzionata e illuminazione: Un falso problema?

illum

Il caso di Via La Quacquera, con il comune di Turi che ha tagliato il collegamento abusivo dell’illuminazione pubblica alla rete comunale facendo scatenare i cittadini residenti, ha riacceso un caso che nei prossimi mesi molto probabilmente, si ripeterà più e più volte.

Perché è successo e perché potrebbe succedere di nuovo?

Dobbiamo ricordare che un imprenditore edile quando costruisce un’abitazione ha due opzioni possibili per quanto riguarda le urbanizzazioni: pagare tutti gli oneri di urbanizzazione al Comune che poi provvederà a far costruire la pubblica illuminazione, l’allaccio di acqua e fogna. Oppure può, perché previsto dalla legge regionale, chiedere una convenzione con il comune dove si stabilisce con atto notarile, che l’imprenditore non paga parte degli oneri impegnandosi alla realizzazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie con obbligo di cederle gratuitamente al patrimonio comunale.

Una volta avuto il permesso di costruire il costrutto per prima cosa chiede all’Enel una fornitura di energia elettrica che si chiama “fornitura di cantiere” che serve per la costruzione delle unità abitative. Fatto ciò il costruttore una volta realizzate tali opere, visto che ha interesse a tenere illuminato il palazzo, per poterlo vendere, attacca l’illuminazione stradale realizzata sulla “fornitura di cantiere”; c’è un piccolo problema, l’impresa quando finirà l’opera si vedrà ritirare dall’Enel la fornitura usata per la costruzione del manufatto. In questo momento sorge il problema dell’edilizia convenzionata, poiché visto che il costruttore si era preso l’onere di costruire le urbanizzazioni primarie il comune ha il dovere di acquisire tali opere nel proprio patrimonio, togliendo il fatto che il costruttore sia di Gravina di Turi o di Canicattì.

Cosa succede ora. Visto che il Comune tarda nell’acquisizione e l’impresa edile ha bisogno di vendere le case terminate (case con regolare abitabilità) nella stragrande maggioranza dei casi decide di attaccare l’illuminazione stradale abusivamente sull’impianto elettrico comunale. Bisogna sempre ricordare che tale illuminazione una volta acquisita dal comune andrà a finire nel patrimonio comunale, è meglio averlo sempre presente.

Un tecnico del settore energetico con anni di esperienza alle spalle ci rammenta: “Si può dire in anticipo che nel 99% di edilizia convenzionata può succedere quanto è successo in Via  La Quacquera, con il distacco da parte del comune. Però io mi chiedo, perché oltre al distacco energetico non c’è anche la chiusura delle strade e della rete fognaria? Sono tutte opere di urbanizzazione non ancora acquisite dal comune attaccate ai servizi comunali? Perché cittadini che pagano regolarmente tasse comunali non hanno il diritto di ricevere l’illuminazione pubblica? Visto che le opere saranno acquisite dal comune, io mi chiedo ha senso pagare per staccare e dopo averle acquisite pagare di nuovo per riattaccarle?

Bisogna ricordare che se si volesse le pratiche amministrative per l’acquisizione delle opere di illuminazione si potrebbe realizzare soltanto in un giorno poiché tutti gli atti sarebbero stati già fatti. Mi domando non si vuole o non ce la si fa?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *