{"id":4804,"date":"2009-04-23T11:08:52","date_gmt":"2009-04-23T11:08:52","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2009\/04\/23\/il-passa-passa-diffusione-di-un-antico-rituale\/"},"modified":"2009-04-23T11:08:52","modified_gmt":"2009-04-23T11:08:52","slug":"il-passa-passa-diffusione-di-un-antico-rituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2009\/04\/23\/il-passa-passa-diffusione-di-un-antico-rituale\/","title":{"rendered":"IL PASSA PASSA: DIFFUSIONE DI UN ANTICO RITUALE"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"immagini\/IMG_6487.JPG\" style=\"margin: 5px\" width=\"320\" height=\"213\" \/>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<b><i>Articolo scritto dalla dott.ssa Angela Minoia<\/i><\/b><b><i><\/i><\/b>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<i>Il passa passa<\/i> detto anche <i>passata<\/i> &egrave; la sopravvivenza di un antico rituale magico-religioso legato alla prevenzione e alla cura dell&#8217;ernia infantile.<\/p>\n<p>Nel tempo si &egrave; caratterizzato in diverse tipologie: passaggio attraverso un arco di foglie, un arco di pietra,una porta e poi un percorso circolare intorno ad un luogo sacro, come nel caso di Turi. <i>Il passa-passa<\/i> a Turi si svolge dal 1903, anno in cui i turesi hanno cominciato a disertare i <i>passa-passa<\/i> di Gioia del Colle e Rutigliano.\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<br \/>\nLa data non &egrave; casuale, ma &egrave; legata alla storia della cappella di San Rocco, intorno alla quale si svolge il rito. Famiglie di notabili turesi costruivano cappelle in memoria dei loro defunti, o donavano risorse in favore di conventi e opere pie. Anche la dedica a San Rocco, santo taumaturgo di Montpellier, potrebbe avvalorare l&#8217;ipotesi di una vocazione popolare del restauro.<\/p>\n<p>Attualmente a Turi il rito che si svolge il 25 aprile &egrave; una manifestazione di fede, ben articolata, un grande anello di piccoli a adulti che girano passo dopo passo intorno a tre isolati, compresa la chiesetta di San Rocco, presso Largo pozzi. Pregano la Madonna Annunziata affinch&egrave; protegga particolarmente i bambini e li liberi da ogni male, soprattutto dall&#8217;ernia, detto <i>il male della Madonna.<\/i>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<br \/>\nIl nostro &egrave; stato, in anni passati, un popolo d&igrave; lavoratori a volte sottoposto a duri sforzi fisici, per cui facilmente era afflitto dal male dell&#8217;ernia che veniva chiamato <i>u&#8217; gu&egrave; de la Mad&ograve;nne<\/i> cio&egrave; il guaio dal quale ci scampi la Madonna. I credenti, quindi, spontaneamente, invocavano la Madonna per affidare i piccoli alla sua materna protezione. Ancora oggi il rito segue la sequenza tradizionale.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Alle 11.00, dalla chiesa di San Domenico in via XX Settembre, la confraternita dell&#8217;Addolorata si muove per raggiungere la chiesetta di San Rocco. E dare inizio alla processione che dura circa trenta minuti. La confraternita si posiziona all&#8217;inizio del corteo processionale, quindi segue l&#8217;immagine della Madonna Annunziata e dietro di essa, incolonnati per due presso ciascun bordo delia strada, procedono i padrini e le madrine con i bambini e il resto dei fedeli. Il sacerdote guida il canto e insieme si recita il rosario. La recita delle decine del rosario occupa esattamente il tempo occorrente per svolgere i tre giri intorno alla chiesetta e ai due isolati.<\/p>\n<p>Dal 1902 si sono succedute ben tre statue dell&#8217; Annunziata. Con il passare degli anni la prima statua, quella vestita, si deterior&ograve;.La seconda immagine fu acquistata subito dopo, anch&#8217;essa con il passare degli anni si deterior&ograve; e fu custodita in una masseria di propriet&agrave; di un avvocato di Putignano. La terza statua, quella attuale, fu commisionata nel 1965 da don Donato Totire e scolpita in legno cirmolo alpestre da Luigi Santifaller, di Ortisei.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nE&#8217; un&#8217;autentica opera d&#8217;arte, scolpita in un grande tronco, ad alto rilievo: l&#8217; Annunziata, l&#8217;Arcangelo Gabriele e lo Spirito Santo, sotto forma di una colomba. I bambini portano uno, due o tre nastrini colorati al braccio o a tracolla, a seconda del numero dell&#8217;anno di esecuzione. Vengono loro regalati dal padrino o dalla madrina; non c&#8217;&egrave; una misura precisa da seguire, il colore dipende dal gusto personale. L&#8217;uso del nastrino &egrave; solo un modo per ricordare il numero dell&#8217;anno di partecipazione consecutiva, dato che il rito si svolge per tre anni di seguito e non ha pi&ugrave; alcun significato di carattere magico.<\/p>\n<p>I bambini che partecipano al rito hanno varie et&agrave;; di solito il primo anno di passa-passa si fa coincidere con il terzo anno di et&agrave;. Durante la processione,&nbsp; alcuni dei pi&ugrave; piccoli hanno palloncini colorati legati al braccio e gli altri sono portati in braccio dal padrino o dalla madrina. Al termine del terzo giro, dopo la benedizione, i genitori dei piccoli invitano il padrino o la madrina a pranzo. Al terzo anno di partecipazione consecutiva oltre il pranzo c&#8217;&egrave; lo scambio dei regali, ed &egrave; un occasione per stare insieme. Ai padrini e alle madrine si regalava, anche oggi, un dolce tipico turese, <i>la faldacch&egrave;a<\/i> fatta di pasta di mandorle. <\/p>\n<p>II passa-passa non si &egrave; sempre svolto il 25 aprile; nei primi anni si svolgeva il 25 marzo, data appunto della festa della Madonna Annunziata ma perch&eacute; spesso in quel periodo faceva molto freddo e la data coincideva con il tempo forte della Quaresima, don Donato Tot&igrave;re, rettore della chiesetta di San Rocco, la fiss&ograve; nel 1950 al 25 aprile, approfittando della festa nazionale per la liberazione dell&#8217;Italia, giorno festivo in cui grandi e bambini potevano partecipare tranquillamente.In passato, il giorno del <i>passa-passa<\/i> era l&#8217;occasione in cui molti usavano mettere abiti e scarpe nuove. Vi erano presenti le <i>train&egrave;tte<\/i> con arachidi, noci, mandorle <i>mollesche<\/i>, olive, <i>pistizze<\/i>, pistacchi,&nbsp; castagne o <i>pr&egrave;vete<\/i>, lupini, palloncini, giocattoli, tipici delle feste. <\/p>\n<p>Il signor Trifone Costantino, inaugurava la Stagione portando in giro il suo carrettino con i gelat&igrave;.Questo ricordo &egrave; ancora vivo nei turesi che aspettavano la festa per poter gustare le specialit&agrave; di Trifone. Mentre si svolgeva <i>u&#8217; pass&egrave;ggie<\/i> nella villa comunale, nei pressi dello svolgimento del rito. Si coglieva l&#8217;occasione per fare le foto ricordo con i padrini o madrine in villa e soprattutto vicino alla fontana.\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<br \/>\n<b><i>Per approfondimenti <\/i><\/b>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<i>&#8211; Si pu&ograve; consultare <b>la tesi di Laurea<\/b> in Storia<br \/>\ndelle tradizioni popolari <b>dal titolo: &quot;Il passa passa diffusione di un<br \/>\nantico rituale&quot;<\/b> della dott.ssa in Lettere Moderne <b>Angela Minoia <\/b>disponibile presso la Bibiloteca Comunale di Turi.&nbsp;<\/i>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<i>&#8211; Tutte le foto dello scorso anno<\/i> <a href=\"Attualit%C3%A0\/UNA-TRADIZIONE-CHE-NON-PASSA-PASSA-MAI.html\" title=\"UNA TRADIZIONE CHE NON \">UNA TRADIZIONE CHE NON &quot;PASSA PASSA&quot; MAI<\/a>\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"text-align: center\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"immagini\/IMG_6487.JPG\" style=\"margin: 5px\" width=\"320\" height=\"213\" \/>\n<\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-4804","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4804"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4804\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}