{"id":4085,"date":"2007-11-29T18:36:54","date_gmt":"2007-11-29T18:36:54","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2007\/11\/29\/lantifascismo\/"},"modified":"2007-11-29T18:36:54","modified_gmt":"2007-11-29T18:36:54","slug":"lantifascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2007\/11\/29\/lantifascismo\/","title":{"rendered":"L&#8217;antifascismo"},"content":{"rendered":"<h2><span class=\"mw-headline\">La giovent&ugrave;<\/span> <\/h2>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\" style=\"width: 252px\"><font size=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/7\/77\/P_005.gif\/250px-P_005.gif\" border=\"0\" alt=\"Sandro, in piedi, con la madre, il padre, la sorella Marion e il fratello Eugenio\" width=\"250\" height=\"210\" \/><\/font> <\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\" style=\"float: right\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"skins-1.5\/common\/images\/magnify-clip.png\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"11\" \/><\/div>\n<p>Sandro, in piedi, con la madre, il padre, la sorella Marion e il fratello Eugenio<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nacque da una famiglia benestante &ndash; il padre Alberto era proprietario terriero &ndash; formata da quattro fratelli: il primogenito Luigi, pittore; la sorella Marion, che spos&ograve; un diplomatico italiano; Giuseppe, ufficiale di carriera ed Eugenio, deportato e tragicamente scomparso nel campo di concentramento di Flossenb&uuml;rg il 25 aprile del 1945.<\/p>\n<p>Pertini, molto legato alla madre Maria Muzio, fece i suoi primi studi presso il collegio dei salesiani &quot;Don Bosco&quot; di Varazze, e successivamente al Liceo Ginnasio &quot;Gabriello Chiabrera&quot; di Savona, dove ebbe come professore di filosofia Adelchi Baratono, socialista riformista e collaboratore di <em>Critica Sociale<\/em> di Filippo Turati, il quale contribu&igrave; ad avvicinarlo al socialismo ed agli ambienti del movimento operaio ligure. Iscrittosi all&#39;Universit&agrave; di Genova, si laure&ograve; in giurisprudenza.<\/p>\n<p>Nel 1917, il giovane Pertini venne richiamato come sottotenente di complemento e inviato sul fronte dell&#39;Isonzo e si distinse per una serie di atti di eroismo: fu decorato con la medaglia d&#39;argento al valor militare per aver guidato, nell&#39;agosto del 1917 un assalto al monte Jelenik, durante la battaglia della Bainsizza. Tuttavia, dopo la guerra, non gli fu consegnata la decorazione poich&eacute; il regime fascista occult&ograve; tale merito a causa della sua militanza socialista.<\/p>\n<p>Nel 1918 Sandro Pertini inizi&ograve; di fatto la propria militanza nelle file del Partito Socialista Italiano. In quegli anni si trasfer&igrave; a Firenze, ospite del fratello Luigi, e si iscrisse all&#39;Istituto Universitario &quot;Cesare Alfieri&quot; conseguendo nel 1924 la seconda laurea, in scienze politiche, con una tesi dal titolo <em>La Cooperazione<\/em>. A Firenze, Pertini entr&ograve; in contatto con gli ambienti dell&#39;interventismo democratico e socialista vicini a Gaetano Salvemini, ai fratelli Rosselli e a Ernesto Rossi, e in quel periodo ader&igrave; al movimento di opposizione al fascismo &quot;Italia Libera&quot;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span class=\"mw-headline\">L&#39;antifascismo<\/span> <\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span class=\"mw-headline\">La prima condanna<\/span> <\/h4>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\" style=\"width: 202px\"><font size=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/a\/a3\/P_018.gif\/200px-P_018.gif\" border=\"0\" alt=\"Pertini aspirante ufficiale alla Scuola Mitraglieri Fiat di Brescia\" width=\"200\" height=\"310\" \/><\/font> <\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\" style=\"float: right\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"skins-1.5\/common\/images\/magnify-clip.png\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"11\" \/><\/div>\n<p>Pertini aspirante ufficiale alla Scuola Mitraglieri Fiat di Brescia<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ostile fin dall&#39;inizio al regime fascista, si iscrisse al PSU dopo l&#39;assassinio di Giacomo Matteotti. Per la sua attivit&agrave; politica fu spesso bersaglio di aggressioni squadriste e il 22 maggio 1925 venne arrestato per aver distribuito un opuscolo clandestino, stampato a sue spese, dal titolo <em>Sotto il barbaro dominio fascista<\/em>, in cui denunciava le responsabilit&agrave; della monarchia verso l&#39;instaurazione del regime fascista, le sue illegalit&agrave; e le violenze del fascismo stesso, e la sfiducia nell&#39;operato del Senato del Regno, composto in maggioranza da filofascisti, chiamato a giudicare in Alta Corte di Giustizia le eventuale complicit&agrave; del generale Emilio De Bono a riguardo del delitto di Giacomo Matteotti.<\/p>\n<p>Venne accusato di &laquo;istigazione all&#39;odio tra le classi sociali&raquo; secondo l&#39;articolo 120 del Codice Zanardelli, oltre che dei reati di stampa clandestina, oltraggio al Senato e lesa prerogativa della irresponsabilit&agrave; del re per gli atti di governo.<\/p>\n<p>Pertini, sia nell&#39;interrogatorio dopo l&#39;arresto, sia nell&#39;interrogatorio condotto dal procuratore del re, sia durante l&#39;udienza pubblica davanti al Tribunale di Savona, rivendic&ograve; il proprio operato assumendosi ogni responsabilit&agrave; e dicendosi disposto a proseguire nella lotta antifascista e per il socialismo e la libert&agrave;, qualunque fosse la condanna a cui andava incontro.<\/p>\n<p>Fu ovviamente condannato, il 3 giugno 1925, a otto mesi di detenzione e al pagamento di una ammenda per i reati di stampa clandestina, oltraggio al Senato e lesa prerogativa regia e fu assolto per l&#39;accusa di istigazione all&#39;odio di classe. La condanna non attenu&ograve; la sua attivit&agrave;, che riprese appena liberato.<\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\" style=\"width: 202px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/a\/a5\/P_023.gif\/200px-P_023.gif\" border=\"0\" alt=\"Pertini nell&#39;immediato primo dopoguerra\" width=\"200\" height=\"291\" \/> <\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\" style=\"float: right\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"skins-1.5\/common\/images\/magnify-clip.png\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"11\" \/><\/div>\n<p>Pertini nell&#39;immediato primo dopoguerra<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nel novembre 1926, dopo il fallito attentato di Anteo Zamboni a Mussolini, come molti altri antifascisti in tutta Italia, fu oggetto di nuove violenze da parte dei fascisti e costretto ad abbandonare Savona per riparare a Milano. Il 4 dicembre 1926, con la proclamazione delle leggi eccezionali antifasciste, Pertini venne assegnato al confino per la durata di cinque anni, il massimo della pena previsto dalla legge, nel carcere della piccola isola di Santo Stefano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span class=\"mw-headline\">L&#39;esilio ed il periodo clandestino<\/span> <\/h4>\n<p>Per sfuggire alla cattura, il 12 dicembre 1926, da Milano espatri&ograve; verso la Francia assieme a Filippo Turati con l&#39;aiuto di Carlo Rosselli e Adriano Olivetti. Dopo aver passato alcuni mesi a Parigi, si stabil&igrave; definitivamente a Nizza e divenne un esponente di prim&#39;ordine tra gli esiliati, svolgendo un&#39;intensa propaganda contro il regime fascista, con scritti e con conferenze.<\/p>\n<p>Nell&#39;aprile del 1926 impiant&ograve; nella sua residenza di Nizza una stazione radio clandestina allo scopo di mantenersi in corrispondenza con i compagni in Italia, per potere comunicare e ricevere notizie. Scoperto dalla polizia francese, sub&igrave; un procedimento penale e fu condannato a un mese di reclusione, pena poi sospesa con la condizionale, dietro il pagamento di una ammenda.<\/p>\n<p>Il suo esilio francese termin&ograve; nel marzo 1929, quando part&igrave; da Nizza e, munito di passaporto falso portante la sua fotografia ed intestato al nome di Roncaglia Luigi, varc&ograve; la frontiera dalla stazione di Chiasso il 26 marzo 1929 e rientr&ograve; in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span class=\"mw-headline\">La cattura ed il carcere<\/span> <span style=\"font-weight: normal; font-size: x-small; float: none; cssfloat: none\" class=\"editsection\"><font size=\"1\">[<\/font><font size=\"1\">modifica<\/font><font size=\"1\">]<\/font><\/span><\/h4>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\" style=\"width: 252px\"><font size=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikip\n\nedia\/it\/thumb\/6\/60\/P_031.gif\/250px-P_031.gif\" border=\"0\" alt=\"In esilio a Nizza, con i compagni di lavoro\" width=\"250\" height=\"306\" \/><\/font> <\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\" style=\"float: right\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"skins-1.5\/common\/images\/magnify-clip.png\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"11\" \/><\/div>\n<p>In esilio a Nizza, con i compagni di lavoro<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Il 14 aprile 1929 a Pisa, in corso Vittorio Emanuele, l&#39;attuale corso Italia, venne riconosciuto e tratto in arresto. Il 30 novembre 1929 fu condannato dal Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato a 10 anni e 9 mesi di reclusione e a 3 anni di vigilanza speciale. Durante il processo Pertini rifiut&ograve; di difendersi, conscio del fatto che si trovava di fronte a un tribunale non normale ma di partito, e perci&ograve; esort&ograve; la corte a passare direttamente alla condanna gi&agrave; stabilita. Durante la pronuncia della sentenza si alz&ograve; gridando: &laquo;Abbasso il fascismo! Viva il Socialismo!&raquo;.<\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\" style=\"width: 252px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/2\/21\/Santostefcarcere.JPG\/250px-Santostefcarcere.JPG\" border=\"0\" alt=\"Il carcere di Santo Stefano, oggi\" width=\"250\" height=\"168\" \/> <\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\" style=\"float: right\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"skins-1.5\/common\/images\/magnify-clip.png\" alt=\"\" width=\"15\" height=\"11\" \/><\/div>\n<p>Il carcere di Santo Stefano, oggi<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Fu internato nell&#39;ergastolo dell&#39;isola di Santo Stefano, ma dopo quasi due anni di detenzione, il 10 dicembre 1930, venne trasferito, a causa delle precarie condizioni di salute, alla casa penale di Turi dove condivise la cella con Athos Lisa e Giovanni Lai. A Turi, unico socialista recluso, conobbe Antonio Gramsci, al quale fu stretto da grande amicizia e ammirazione intellettuale e dalla condivisione delle sofferenze della reclusione: ne divenne confidente, amico e sostenitore.<\/p>\n<p>Nel 1932 fu trasferito presso il sanatorio giudiziario di Pianosa ma, nonostante il trasferimento, le sue condizioni di salute non migliorarono, al punto che la madre present&ograve; domanda di grazia alle autorit&agrave;. Pertini, non riconoscendo l&#39;autorit&agrave; fascista e quindi il tribunale che lo condann&ograve;, respinse la domanda di grazia con parole durissime, sia per la madre che per il presidente del Tribunale Speciale.<\/p>\n<table border=\"0\" cellpadding=\"0\" style=\"font-size: 95%; background: none transparent scroll repeat 0% 0%; margin-bottom: 0.5em; width: auto; color: #000; text-align: left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"padding-right: 1.2em; padding-left: 1.2em; padding-bottom: 0px; vertical-align: top; padding-top: 0px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/f\/ff\/Wikiquote-logo-15px.png\" border=\"0\" alt=\"Collabora a Wikiquote\" width=\"15\" height=\"17\" \/><\/td>\n<td style=\"padding-right: 1.2em; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px\">\n<p><span style=\"font-size: 125%; font-style: normal\"><strong><font size=\"5\">&laquo;<\/font><\/strong><\/span>&nbsp;[&#8230;] Perch&eacute; mamma, perch&eacute;? Qui nella mia cella di nascosto, ho pianto lacrime di<\/p>\n<p>&nbsp;amarezza e di vergogna &#8211; quale smarrimento ti ha sorpresa, perch&eacute; tu abbia potuto <\/p>\n<p>compiere un simile atto di debolezza? E mi sento umiliato al pensiero che tu, sia pure per un <\/p>\n<p>solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di <\/p>\n<p>riacquistare la libert&agrave;. Tu che mi hai sempre compreso che tanto andavi orgogliosa di me, <\/p>\n<p>hai potuto pensare questo? Ma, dunque, ti sei improvvisamente cos&igrave; allontanata da me, da <\/p>\n<p>non intendere pi&ugrave; l&#39;amore, che io sento per la mia idea? [&#8230;]&nbsp;<span style=\"font-size: 125%\"><strong><font size=\"5\">&raquo;<\/font><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"padding-right: 1.2em; padding-left: 1.2em; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"padding-right: 1.2em; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px\">\n<div style=\"font-style: normal\">(<font size=\"2\">Lettera alla madre 1933<sup class=\"reference\">[2]<\/sup><\/font>)<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 10 settembre 1935 venne trasferito a Ponza come confinato politico ed il 20 settembre 1940 venne assegnato al confino per altri cinque anni da trascorrere tra Ponza e Ventotene dove incontr&ograve;, tra gli altri, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giovent&ugrave; Sandro, in piedi, con la madre, il padre, la sorella Marion e il fratello Eugenio Nacque da una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4085","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4085"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4085\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}