{"id":18780,"date":"2022-11-14T07:54:04","date_gmt":"2022-11-14T07:54:04","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2022\/11\/14\/il-camposanto-dei-colerosi-di-turi\/"},"modified":"2022-11-14T07:54:04","modified_gmt":"2022-11-14T07:54:04","slug":"il-camposanto-dei-colerosi-di-turi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2022\/11\/14\/il-camposanto-dei-colerosi-di-turi\/","title":{"rendered":"Il Camposanto dei Colerosi di Turi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52499237268_168a3763e3_n.jpg\" alt=\"cimitero colerosi (2)\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Un sito storico da valorizzare e tramandare ai nostri figli&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Turi, il 1\u00b0 settembre 1837, muore la prima vittima del cholera-morbus. \u00c8 l\u2019inizio di trentadue giorni vissuti come un incubo, tra lo sconcerto delle autorit\u00e0, il terrore dei cittadini e l\u2019impotenza della medicina del tempo. Per fronteggiare l\u2019epidemia, venne realizzato un camposanto dove dare degna sepoltura alle anime trapassate; la scelta ricadde su un suolo in via Castellana poich\u00e9, essendo sufficientemente distante dal centro abitato, permetteva di rispettare la profilassi imposta dall\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il passare del tempo, l\u2019area dell&#8217;antico Cimitero dei Colerosi ha sub\u00ecto una urbanizzazione scellerata: case e condomini hanno inglobato un importante sito, che avrebbe meritato pi\u00f9 rispetto, salvaguardia e tutela. Ricordo, infatti, che l\u2019ex camposanto dei colerosi, da qualche decennio, \u00e8 stato dichiarato monumento storico nazionale ed \u00e8 sottoposto a vincolo architettonico ai sensi del codice dei beni culturali e ambientali (ex D.lvo 490\/99). Inoltre, il sito \u00e8 ubicato in un\u2019area con rilevante valenza archeologica e idrogeologica, recepita nel nostro Piano Urbanistico Generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sorte dell\u2019ex Cimitero pare oggi nuovamente in bilico. Difatti, con delibera del 18 novembre 2021, la Giunta comunale ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo che prevede di impiegare il finanziamento di circa 76.000 euro, riveniente da un bando del consorzio GAL, per la realizzazione di un\u2019area sosta per i turisti, con un punto attrezzato per i camper e uno spazio dedicato al pic-nic; un\u2019area gioco per i bambini e un\u2019area sgambatura per i cani; il rinnovo dell\u2019arredo urbano (lampioni e panchine) della villetta preesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza voler entrare nel merito estetico e funzionale dell\u2019opera, l\u2019auspicio \u00e8 che si prenda in considerazione l\u2019opportunit\u00e0 di rivisitare la progettazione, optando per un indirizzo che, nel rispetto dei vincoli apposti, sia pi\u00f9 fruttuoso per il patrimonio storico in questione. Una proposta potrebbe essere quella di realizzare all\u2019interno dell\u2019ex camposanto un orto urbano, aprendo la strada ad almeno tre prospettive: inaugurare uno spazio verde fruibile di cui la periferia del paese \u00e8 carente; valorizzare la biodiversit\u00e0 del nostro territorio, coltivando piante officinali ed essenze autoctone; creare un contenitore culturale alimentato da laboratori didattico-ambientali, affidando l\u2019area comunale ad una delle tante associazioni culturali del paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52498962874_83406cbe3c_c.jpg\" alt=\"prgogetto cimitero colerosi\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"566\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un mese di epidemia vissuto come un incubo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per progettare il futuro bisogna conoscere il passato. Animato da questo monito, propongo di seguito una breve ricostruzione degli eventi che accaddero quasi due secoli fa, quando la nostra comunit\u00e0 si trov\u00f2 alle prese con la funesta epidemia di colera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto che, l\u2019attacco del colera, a Turi, dur\u00f2 poco pi\u00f9 di un mese (1\u00b0 settembre &#8211; 2 ottobre 1837) e fortunatamente fu molto contenuto. Infatti, i Comuni limitrofi e le altre regioni del Regno delle due Sicilie ebbero perdite umane di gran lunga superiori alle nostre. A Turi, che nel 1837 contava 4.709 abitanti, furono contagiati 127 donne e 35 uomini, di cui perirono solo 25 donne e 10 uomini. Gli altri cittadini infettati guarirono completamente grazie alle attente cure dei medici condotti di Turi: i professori di medicina Pietro de Donato, Giacomo Zita e Vincenzo D\u2019Addiego si prestarono con coraggio e dedizione all\u2019assistenza di tutti i turesi infermi, lavorando senza sosta e impiegando tutte le loro conoscenze e i rimedi scientifici del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima vittima del colera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1\u00b0 settembre 1837, il turese Francesco Colapinto, di anni 58, risulta la prima vittima del colera. Il Comune di Turi, con massima tempestivit\u00e0, si organizz\u00f2 per affrontare il terribile morbo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3 settembre 1837, il sindaco di Turi, Vitantonio Giannini, scrive al Marchese di Montrone, Intendente di Terra di Bari, per comunicare le azioni che si stanno intraprendendo: \u00abL\u2019indomabile morbo asiatico non sazio di aver immolato alla sua ferocia tante vittime in questa provincia del Regno intero [\u2026] alla fine si \u00e8 penetrato nei focolari di questi miei cittadini, fin dalla notte del 31 agosto 1837. Assalendo al primo attacco le donne, che fin ad oggi ascendono al numero di undici, delle quali tre sono gi\u00e0 trapassate [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La costruzione del camposanto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa missiva, il primo cittadino informa che in sinergia con il \u00abdecurionato e la commissione sanitaria\u00bb si sono occupati di realizzare il \u00abcamposanto per i cholerosi\u00bb, \u00aballa distanza ordinata dai regolamenti in vigore\u00bb, \u00abin un fondo di propriet\u00e0 del Real Monastero di Santa Chiara di Napoli\u00bb. Inoltre, \u00absi \u00e8 dovuto far travagliare una cassa mortuaria ed acquistare un carro funebre per lo trasporto dei cadaveri in tempo di notte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I regolamenti richiamati prendono origine dall\u2019editto napoleonico detto di \u2018Saint Cloud\u2019 (12 giugno 1804) che stabiliva che ogni Comune dovesse avere un proprio camposanto costruito in aperta campagna, lontano dai centri abitati, principalmente per ovvi motivi igienico-sanitari. Il dispositivo rivoluzionava l\u2019antica usanza di seppellire i morti intorno agli orti delle chiese e per questo fu molto criticato; tuttavia, la legge fu confermata anche successivamente, con la fine del periodo rivoluzionario ed il ritorno al potere dei Borboni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una comunit\u00e0 unita per superare l\u2019emergenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allestito in tutta fretta il Cimitero, si costru\u00ec un carro funebre, trainato da muli, costato complessivamente ducati 37,07. Il \u2018trainiere\u2019 addetto fu Vito Donato Pasciolla, il quale si occup\u00f2 del trasporto dei cadaveri colerosi nel camposanto che, come noto, fu allestito in via Castellana. Al \u2018falegname\u2019 Giuseppe Schettini furono corrisposti grana 87,3 per la costruzione della cassa funebre da integrare al carro, nonch\u00e9 di una croce in legno colorato alta 9 palmi (2,34 metri) e di una scala a pioli alta 11 palmi (2,21 metri), entrambe utilizzate nel Cimitero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per motivi di sicurezza pubblica, il decurionato comunale nomin\u00f2 \u201ccustode del camposanto\u201d Giovanni D\u2019Addiego. La nomina fu valida per il periodo lavorativo dal 1\u00b0 settembre 1837 sino al 1839, e gli furono corrisposti 200 ducati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due \u2018seppellitori\u2019 addetti all\u2019inumazione furono i turesi Sabino Di Bello e Giovanni Conforto e vennero retribuiti con 40 grana al giorno; gli stessi furono muniti di due grosse fiaccole, indispensabili per illuminare il cammino dall\u2019abitato al Cimitero, in quanto le operazioni di seppellimento dei morti di colera furono eseguite di notte. Inoltre, gli amministratori ingaggiarono alcuni contadini di Turi \u201cper cavar le fosse\u201d. Il totale delle giornate fu 61 per gli \u2018uomini\u2019 e 48 per i \u2018ragazzi\u2019. Il costo della giornata lavorativa fu di grana 30 per gli uomini e grana 10 per i ragazzi, quest\u2019ultimi, muniti di zappa, \u201ctiravano la terra dalle fosse\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal \u201cmaestro murario e basolaro\u201d Domenico Tinella, per ducati 4,51, si acquistarono 22 \u2018cantaia\u2019 di calce in polvere [pari a quasi due tonnellate]. Il cloruro di calce fu impiegato per la disinfestazione delle abitazioni colpite dal morbo, eseguita dai farmacisti di Turi Donato Scalera, Domenico D\u2019Addiego e Giuseppe Rocco De Leonardis, con l\u2019ausilio di due infermieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per illuminare l\u2019ufficio della commissione sanitaria e per alimentare le lampade utilizzate dai seppellitori furono spese grana 85 \u2018d\u2019olio lampante\u2019, acquistato dal \u2018bottegaro\u2019 Giovanni Acito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52498193277_9381185f3f_z.jpg\" alt=\"WhatsApp Image 2022-09-20 at 22.59.04\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"500\" height=\"288\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fine dell\u2019epidemia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 ottobre 1837, una delle ultime vittime del colera a Turi risulta la piccola Esposito Pellegrina, di sette mesi, figlia di Gaetano e di Rachele Imparata, provenienti da Napoli, di professione \u2018giocolatori\u2019 o \u2018giocolieri\u2019. La famiglia Esposito si trovava a Turi sin dall\u2019agosto del 1837, forse per esibirsi nella festa di Sant\u2019Oronzo. Gli stessi, alloggiarono presso l\u2019abitazione di Aniello Panarelli, \u201cserviente comunale\u201d, che abitava in piazza Municipio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo trentadue giorni di paura e incertezza, a Turi, l\u2019epidemia del colera risulta sconfitta, tanto che il 21 dicembre 1837 il sindaco Giannini scrive nuovamente all\u2019Intendente di Terra di Bari: \u00abSignore, all\u2019aggressione del morbo tutto l\u2019abitato si divise in quattro sezioni. Due volte al giorno si visitavano le case degli attaccati per somministrare loro le medicine, consigliate dai Professori. Si fiss\u00f2 un luogo pubblico per preparare dei brodi e somministrarli agli infermi di giorno e di notte, sempre a giudizio dei Professori. Si destinarono due infermieri e due speziali dei quattro esistenti, che andavano nelle case dei trapassati per disinfettare i muri e i mobili ivi esistenti. L\u2019incaricato della polizia urbana spieg\u00f2 con zelo ed energia che, per rendere salubre l\u2019aria del paese, bisognava spurgare ogni sostanza infetta e fetida\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 ottobre 1837 il Marchese di Montrone risponde ed elogia il sindaco: \u00abLe esterno tutta la mia soddisfazione per le sollecitudini spiegate da lei e da tutti gli altri funzionari per apprestare soccorsi pronti e di ogni sorta agli infermi della dominata malattia e dei segni di filantropia che han dato codesti amministratori e tra gli altri li professori sanitari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019odissea della costruzione del muro di cinta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superata l\u2019emergenza sanitaria, i decurioni convocano a Turi gli ingegneri Nicola Scodes da Bari e Matteo Pascasio da Mola. I due tecnici, dopo aver effettuato il sopralluogo presso il sito ove erano stati seppelliti i colerosi, dichiarano da subito che tale luogo era inadatto per l\u2019uso di camposanto. Tuttavia, i tecnici suggerirono agli amministratori che era indispensabile la costruzione di un muro di cinta, per motivi di sicurezza sanitaria, specificando che \u00abdeve essere di forma rettangolare della grandezza di palmi 90&#215;80 [pari a circa 23&#215;46 metri], e il preventivo di spesa sar\u00e0 di ducati 294\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52498675736_01c08e4a80_n.jpg\" alt=\"cimitero colerosi\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 luglio 1838, dopo l\u2019approvazione del progetto da parte dell\u2019Intendente di Terra di Bari, i decurioni deliberano i lavori del muro al camposanto \u00abnella contrada che da Turi mena nel Comune di Castellana, ad una distanza indicata dalla legge, in cento passi in pi\u00f9, in territorio sativo, sotto il titolo del Santissimo. Atto alla inumazione per la profondit\u00e0 del terreno, che offre in palmi 7 circa, e sito in una piccola valletta, tal che i venti settentrionali non possano spingere verso questo abitato le esalazioni, e la via col\u00e0 che mena non \u00e8 frequentata e battuta, per essere quasi quasi una contrada inospite a questi abitanti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019affissione del bando, eseguita dal \u201cbanditore\u201d turese Vito Leonardo Rossi, il 6 dicembre 1838, dopo alcune \u2018subaste\u2019 andate deserte, l\u2019appalto viene aggiudicato al maestro murario Giovanni D\u2019Addiego, di Giuseppe Nicola, al prezzo di ducati 11 la pertica (pari a 2,63 metri). Francesco D\u2019Addiego, di Francesco Paolo, \u2018intraprenditore\u2019 e \u2018conciapelle\u2019, fu il garante dei lavori appaltati, mentre il perito di fiducia, incaricato dal Comune, fu il \u2018maestro murario\u2019 Pietrantonio Schettini di Noci, domiciliato a Turi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019agosto 1840 il camposanto dei colerosi di Turi, dopo due anni dall\u2019inizio dei lavori, \u00e8 un\u2019opera, diremmo oggi, \u2018incompiuta\u2019, ragion per cui l\u2019Intendente di Terra di Bari invia l\u2019ingegnere regio Felice Ravillion che, giunto a Turi il 28 agosto, d\u00e0 il giusto impulso al prosieguo dei lavori. Il 7 novembre 1840, Ravillon, dopo aver misurato e verificato la corretta esecuzione dell\u2019opera, redige il verbale di fine lavori, sbloccando i 100 ducati lasciati in garanzia dal \u2018conciapelle\u2019 Francesco D\u2019Addiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Stefano de Carolis<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52499237268_168a3763e3_n.jpg\" alt=\"cimitero colerosi (2)\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18780","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18780","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18780"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18780\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}