{"id":18738,"date":"2022-09-25T07:33:39","date_gmt":"2022-09-25T07:33:39","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2022\/09\/25\/il-culto-di-santoronzo-tra-storia-e-agiografia\/"},"modified":"2022-09-25T07:33:39","modified_gmt":"2022-09-25T07:33:39","slug":"il-culto-di-santoronzo-tra-storia-e-agiografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2022\/09\/25\/il-culto-di-santoronzo-tra-storia-e-agiografia\/","title":{"rendered":"Il culto di Sant\u2019Oronzo tra Storia e Agiografia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52381169122_9597ef964b_n.jpg\" alt=\"anna d'addabbo\" width=\"320\" height=\"242\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Anna D\u2019Addabbo si laurea in Scienze dei Beni Culturali con una tesi in Storia della Chiesa Antica incentrata sul Santo Patrono, la storia del suo culto e della sua reliquia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com\u2019\u00e8 ormai noto ai nostri lettori pi\u00f9 affezionati, da diversi mesi, con cadenza variabile, dedichiamo spazio alle tesi di laurea, alle ricerche e ai papers scientifici inerenti alla nostra citt\u00e0 e\/o realizzati da dottori e ricercatori turesi di qualsiasi facolt\u00e0 ed ambito. <br \/>In questo numero vogliamo occuparci di Anna D\u2019Addabbo, classe \u201897, laureatasi il 6 luglio scorso in Scienze dei Beni Culturali presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bari Aldo Moro con una tesi in Storia della Chiesa Antica dal titolo \u201cIl culto di sant\u2019Oronzo tra storia e agiografia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Motivazioni e difficolt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di illustrare sinteticamente il proprio lavoro, la dott.ssa D\u2019Addabbo tiene ad esprimere le ragioni che l\u2019hanno spinta a scegliere il percorso accademico coronato appena due mesi fa: \u00abHo intrapreso questo percorso di studi per l\u2019interesse verso l\u2019arte e la storia, discipline da sempre in grado di coinvolgermi; l\u2019arte per la sua capacit\u00e0 di comunicare attraverso numerosi mezzi e modi d\u2019espressione e la storia per il suo ruolo di maestra di vita, capace di narrare eventi passati e trarne insegnamenti per le generazioni presenti e future. Durante il corso di laurea \u2013 prosegue \u2013 ho affrontato altre discipline che hanno catturato la mia attenzione, come Storia della Chiesa Antica. Sviluppare una tesi affrontando una tematica del I secolo e ricercare fonti letterarie e agiografiche attendibili non \u00e8 stato semplice: a causa delle molteplici invasioni barbariche che hanno colpito l\u2019Italia, molti volumi sono andati perduti, causando delle importanti lacune di informazione a partire dal IV secolo. Sfruttando la possibilit\u00e0 di accedere a diverse biblioteche ed archivi, ho approfondito le mie conoscenze per poi finalmente procedere con la stesura e la realizzazione definitiva di questo mio lavoro di tesi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sulle tracce di Sant\u2019Oronzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com\u2019\u00e8 facile intuire, non \u00e8 certamente causale che l\u2019attenzione della nostra concittadina sia ricaduta su Sant\u2019Oronzo; stesso discorso si potrebbe fare sul lavoro di tesi ad opera di Francesca Gangi, anch\u2019essa nostra concittadina, dedicato a Giovanni Maria Sabino, il quale veniva riportato su questa colonne non pi\u00f9 tardi di due mesi fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando al presente, con la curiosit\u00e0 rinnovata dall\u2019ultima edizione della Festa Patronale da poco svoltasi, lasciamo volentieri spazio alle parole della dott.ssa Anna D\u2019Addabbo. <br \/>\u00abLa mia tesi di laurea, incentrata sulla tradizione della vita e del culto del vescovo e martire sant\u2019Oronzo, nasce dall\u2019interesse di approfondire la vita e il culto del santo protettore della mia citt\u00e0, Turi. La Passio oronziana \u00e8 al quanto complessa sia per l\u2019epoca in cui si suppone si siano svolti i fatti \u2013 i primi tempi del cristianesimo \u2013, sia per le vicende che, nel corso dei secoli, ne hanno alterato ed offuscato la veridicit\u00e0, fino a dubitare della sua esistenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 stato, dunque, l\u2019obiettivo di questo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo scopo del presente elaborato \u00e8 quello di cercare i segni del culto di Sant\u2019Oronzo attraverso l\u2019analisi delle diverse fonti esistenti, appartenenti ad epoche e aree geografiche differenti. Inizialmente ho analizzato le fonti agiografiche, partendo dal primo documento nel quale sant\u2019Oronzo viene menzionato, il Martirologio Geronimiano: un documento del V secolo di grandissima importanza sul piano agiografico e storico, nel quale il nome di Oronzo viene riportato ai latercoli del 26 e il 27 agosto con la dizione di Arontius.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente ho analizzato la Passio, pubblicata da Giacomo Antonio Ferrari poco dopo il 1570, dove Oronzo \u00e8 accostato a Giusto e Fortunato: secondo questa Passio, Giusto, discepolo di san Paolo, fu inviato da questi a Roma, ma la sua nave affond\u00f2 sulle coste del Salento a causa di una violenta burrasca. Il discepolo fu soccorso da Oronzo e Fortunato che egli convert\u00ec al cristianesimo. Secondo la consolidata tradizione di far risalire le sedi episcopali ai tempi apostolici, Oronzo fu nominato da san Paolo primo vescovo di Lecce, citt\u00e0 dove in seguito sarebbe stato martirizzato durante la persecuzione di Nerone. Proseguendo cronologicamente con lo studio di fonti storico-letterarie, ho preso in considerazione quattro citt\u00e0 nelle quali il santo \u00e8 venerato come patrono: Lecce, Ostuni, Campi Salentina e Turi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Lecce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa pi\u00f9 antica notizia del culto di sant\u2019Oronzo in questa citt\u00e0 \u00e8 contenuta nel diploma di Tancredi del 1181 il quale ci informa dell\u2019esistenza di una chiesa dedicata al santo fuori porta san Giusto; notizia confermata, in seguito, nel diploma del re Ladislao di Napoli del 1407 e, ancora, in un documento notarile leccese del 13 aprile 1554. Ma il culto del santo si \u00e8 consolidato nel 1656, quando la citt\u00e0 di Lecce, rimasta immune durante la pestilenza che colp\u00ec il Regno di Napoli, attribu\u00ec la salvezza a sant\u2019Oronzo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad Ostuni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSecondo la tradizione di Ostuni, durante le presunte persecuzioni dei cristiani in et\u00e0 neroniana, sant\u2019Oronzo si sarebbe rifugiato nella grotta del monte Morrone, nei pressi di Ostuni e colpendo la roccia con il suo bastone, avrebbe fatto scaturire dell\u2019acqua, utilizzata per battezzare i primi cristiani del luogo. Anche qui il culto di sant\u2019Oronzo ebbe un notevole impulso durante l\u2019epidemia di peste del 1656, quando i cittadini attribuirono la salvezza di Ostuni al santo. Due documenti del XVII secolo attestano quanto successe: I prodigi di Castorio Sorano (1659) e la Relazione a Papa Innocenzo XII (1691) redatta da Nicola Francesco Fatal\u00f2. Tra novembre 1657 e luglio 1658, fu costruita una chiesa sul monte Morrone; da quell\u2019anno si svolge la cavalcata di sant\u2019Oronzo con 30 cavalieri che seguono la statua sino alla cattedrale vestendo abiti tipici. Poco distante dal santuario \u00e8 il \u2018cippo della peste\u2019 del 1691 e la \u2018colonna di campagna\u2019 in pietra leccese che presenta una statua di sant&#8217;Oronzo eretta nel 1836 a ricordo dell\u2019epidemia di colera del 1831\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Campi Salentina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa devozione per sant\u2019Oronzo in Campi Salentina crebbe, come per Lecce, durante la peste del 1656. Gli abitanti vollero esprimere la propria gratitudine commissionando una tela al pittore Carlo Rosa che raffigurasse il santo in atto di benedire la citt\u00e0 di Campi e di Lecce. Spostato il dipinto nella nuova chiesa nel 1688 \u00e8 credenza popolare che la mano di sant\u2019Oronzo nella tela si sia miracolosamente abbassata a maggiore tutela delle citt\u00e0 protette\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui, a Turi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer molto tempo si \u00e8 creduto che il culto di sant\u2019Oronzo a Turi si fosse diffuso solo dopo la peste del 1656, ma in un documento del 1627 viene riportato che in quell\u2019anno il santo fu invocato per una calamit\u00e0 e che il popolo si riunisse per pregarlo nella grotta della citt\u00e0 a lui dedicata. Secondo la tradizione, in questa grotta sant\u2019Oronzo si sarebbe rifugiato durante le persecuzioni del I secolo. Altre notizie sulla tradizione oronziana a Turi sono riportate nella Distinta Relazione della grotta del glorioso martire s. Oronzo, del 1757. Questa narra che, durante l\u2019epidemia di peste che colp\u00ec il regno di Napoli nel 1656, ad una ragazza sarebbe apparso sant\u2019Oronzo che invitava i Turesi a rivolgersi a lui per far cessare la peste, indicandole una grotta in cui pregare. Il sogno, raccontato ai sacerdoti, fece riscoprire ai Turesi la figura del santo vescovo e la grotta. Il santo sarebbe apparso ancora una volta nel 1727 a fra Tommaso da Carbonara, raccomandando al popolo di visitare la grotta. Il luogo divenne centro di culto per i numerosi fedeli e grazie alle loro offerte, nel 1727, fu fatto costruire sulla grotta \u201cil Cappellone di sant\u2019Oronzo\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La reliquia, contro ogni equivoco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo voluto dedicare un capitolo a parte alla reliquia di sant\u2019Oronzo. Lo scrittore e parroco di Lecce Luigi Protopapa ha formulato tre ipotesi circa la sorte della reliquia del santo che la vedrebbero probabilmente distrutta durante le invasioni, oppure nascosta in un luogo sicuro, con il tempo tuttavia dimenticato o, ancora, in un luogo lontano da Lecce. Protopapa, venendo a conoscenza di una cassetta d\u2019argento fatta costruire nel 1091 dal giudice di Zara per riporre il capo di sant\u2019Oronzo martire, part\u00ec per la Croazia e qui si convinse che l\u2019indicazione sulla cassetta si riferisse alla reliquia del capo di sant\u2019Oronzo leccese. In occasione dell\u2019anno giubilare oronziano del 2018, l\u2019arciprete di Turi don Giovanni Amodio chiese all\u2019arcivescovo di Zara l\u2019autorizzazione per la traslazione provvisoria della reliquia a Turi di cui parlava anni prima lo storico Protopapa. Nel giugno del 2018, partita per la Croazia, la cordata turese guidata da don Giovanni scopr\u00ec, attraverso un breviario del 1833, che il capo di sant\u2019Oronzo cui faceva riferimento Protopapa sarebbe in realt\u00e0 appartenuto ad un santo martirizzato in Gallia l\u201911 febbraio e che, invece, un\u2019altra reliquia custodita a Nin (Croazia) sarebbe appartenuta al sant\u2019Oronzo di Lecce. Infine, parlando con l\u2019arciprete di Turi don Giovanni Amodio ho appreso il desiderio di voler approfondire le indagini con ulteriori ricerche per poter datare con sicurezza la reliquia al fine di una attribuzione pi\u00f9 certa al santo leccese. Dopo un duro lavoro di ricerca, ho potuto analizzare le varie fonti letterarie e agiografiche del culto del santo in varie citt\u00e0 della Puglia ed attestarne la sua presenza nell\u2019anno del bimillenario della sua nascita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progetti per il futuro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer il futuro vorrei iscrivermi ad un Master Universitario di Marketing e Digital Innovation per l\u2019arte e la cultura per approfondire i miei studi e immettermi nel mondo del lavoro cercando di unire passione e professione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/52381169122_9597ef964b_n.jpg\" alt=\"anna d'addabbo\" width=\"320\" height=\"242\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18738","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18738"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18738\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}