{"id":18607,"date":"2021-06-30T06:09:51","date_gmt":"2021-06-30T06:09:51","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/06\/30\/progetto-gramsci-il-futuro-a-spese-del-passato\/"},"modified":"2021-06-30T06:09:51","modified_gmt":"2021-06-30T06:09:51","slug":"progetto-gramsci-il-futuro-a-spese-del-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/06\/30\/progetto-gramsci-il-futuro-a-spese-del-passato\/","title":{"rendered":"\u201cProgetto Gramsci\u201d: il futuro a spese del passato?\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51882627207_e27c3881c3_n.jpg\" alt=\"Archivio de Carolis\" width=\"320\" height=\"203\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Stefano de Carolis ricostruisce la storia della villa comunale, invitando ad accertarsi che si operi nel rispetto della legge<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorniamo a parlare del programma di collaborazione interregionale con Albania e Montenegro, denominato \u201cCompagni e Angeli\u201d, che punta a riqualificare piazza Sandro Pertini e piazza Aldo Moro nel segno dell\u2019eredit\u00e0 culturale di Antonio Gramsci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Convinti che per progettare il futuro occorra conoscere il proprio passato, prima di indugiare sulle possibili problematiche del progetto, abbiamo chiesto al concittadino Stefano de Carolis di aiutarci a ricostruire la storia della nostra villa comunale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da \u201corto delle clarisse\u201d a villa comunale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Carcere di Turi \u2013 racconta de Carolis \u2013 nasce, alla fine del 1830, come uno dei pi\u00f9 grandi Monasteri di clausura della Terra di Bari e i terreni limitrofi erano di propriet\u00e0 della Chiesa Madre di Turi. In particolare, il suolo su cui verranno realizzate entrambe le ville comunali era denominato \u201corto delle clarisse\u201d, perch\u00e9 era utilizzato per la coltivazione di frutta e verdura con la presenza di antiche cisterne per l\u2019irrigazione, i cui resti sono tutt\u2019ora conservati nel sottosuolo della villa comunale\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51883916904_278fbd0e29_n.jpg\" alt=\"La Villa negli anni '20 - Archivio Franco Giannini\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"199\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer alcuni anni \u2013 prosegue \u2013 la Curia Vescovile di Conversano concede questo terreno in fitto al Comune di Turi, avviando un rapporto di locazione che sar\u00e0 segnato da varie controversie relative al pagamento del canone. Ogni contesa, tuttavia, si annulla nel 1866: con la promulgazione delle cosiddette \u201cleggi eversive\u201d che sopprimono numerosi enti ecclesiastici avocandone il patrimonio allo Stato e agli enti pubblici locali. Il Monastero diviene di propriet\u00e0 dello Stato che, successivamente, lo riconverte in Carcere; il terreno che ospitava l\u2019orto delle clarisse, invece, entra a far parte del demanio pubblico e, dopo tante traversie, viene nel 1876 acquistato dal Comune al prezzo di 800 lire\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna volta acquisito il suolo, che si presentava in pessime condizioni, si inizia a discutere su come convertirlo. Ed \u00e8 in questo momento \u2013 spiega de Carolis \u2013 che si costituisce spontaneamente un comitato di cittadini illuminati, chiedendo con forza agli amministratori locali la realizzazione di un parco cittadino, dato che Turi non aveva un luogo pubblico di aggregazione. Nell\u2019arco di un paio d\u2019anni, la posizione del comitato ha la meglio: il terreno viene bonificato, livellandolo e chiudendo le buche, affidando ad un giardiniere di Bari il compito di piantare e gestire il verde pubblico che caratterizzava i giardini ottocenteschi, tra cui spiccavano aiuole con piante ed essenze varie, acacie, palme e i nostri lecci. I lavori proseguiranno per vari anni sino ad arrivare all\u2019assetto che oggi possiamo ammirare, riconducibile al 1916\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tuteliamo la storia del nostro parco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon voglio entrare nel merito del progetto dal punto di vista estetico e artistico, mi limito semplicemente a sottolineare la necessit\u00e0 che si ottemperi a tutte le norme vigenti per la tutela e la salvaguardia del nostro parco\u00bb. Cos\u00ec risponde de Carolis quando, alla luce della ricostruzione storica della villa comunale, chiediamo una sua opinione sul \u201cProgetto Gramsci\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn primis \u2013 argomenta \u2013 secondo l\u2019articolo 21 del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. n. 42 del 22\/01\/2004), per qualsiasi modifica su un bene sottoposto a vincolo storico \u00e8 indispensabile richiedere l\u2019autorizzazione preventiva al Ministero dei Beni Culturali che, esaminato il progetto, valuta la congruit\u00e0 dell\u2019intervento, dettandone le dovute prescrizioni. In secondo luogo, andrebbe considerata anche la possibile sussistenza di un vincolo indiretto: poich\u00e9 la Casa Circondariale \u00e8 una struttura \u201cmonumentale\u201d sottoposta a vincolo diretto, qualunque cosa si voglia costruire nelle vicinanze del bene tutelato (fascia di rispetto) deve rispondere a ferree prescrizioni, disposte dalla Soprintendenza, che hanno l\u2019obiettivo di evitare che \u201csia messa in pericolo l&#8217;integrit\u00e0 dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51883916479_550d14d79b_n.jpg\" alt=\"Uno dei lecci centenari\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"300\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I lecci centenari non si toccano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella conferenza di presentazione del progetto del 21 maggio, si \u00e8 accennato alla possibilit\u00e0 di spostare alcuni alberi, rassicurando, tuttavia, che sarebbero stati reimpiantati. Sulla questione de Carolis ricorda che \u00abi primi lecci, il cui nome scientifico \u00e8 \u201cquercius ilex\u201d, risalgono alla fine dell\u2019Ottocento: parliamo, quindi, di alberi centenari che devono essere preservati. Gli strumenti esistono e sono chiari: oltre a interpellare la Soprintendenza, va richiesta la preventiva autorizzazione al Dipartimento Sviluppo Rurale ed Ambientale, in base alla Legge regionale n.14 del 31.05.2001 e al Regolamento regionale n.19 del 13\/10\/2017. Tra l\u2019altro, vorrei ricordare che l\u2019esito dell\u2019operazione di reimpianto dei lecci potrebbe non andare a buon fine, decretando la morte della pianta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carcere e Sicurezza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDagli studi che ho condotto sulla malavita in Terra di Bari nella fine dell\u2019Ottocento, \u00e8 emerso che uno dei principali problemi per le Carceri italiane era quello di bloccare le comunicazioni con i detenuti. Dai pizzini agli stornelli, esiste un vasto repertorio di espedienti a cui si ricorreva (e si ricorre) per superare le mura del carcere e far filtrare messaggi o, magari, trasmettere ordini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato, anche il Carcere di Turi \u00e8 stato interessato da questo fenomeno. Ho avuto modo di raccogliere una testimonianza diretta di questi \u201ccontatti clandestini\u201d: il nostro concittadino Franco Cistulli (classe 1951), quando aveva poco pi\u00f9 di dieci anni, veniva avvicinato dai parenti dei detenuti che chiedevano di recapitare un messaggio al proprio recluso. La prassi era tanto rocambolesca quanto ben rodata: il giovane Franco memorizzava il messaggio scritto su un pezzo di carta \u2013 volutamente criptato dai mittenti \u2013 e lo trasformava in versi, cantando gli \u201cstornelli\u201d in cui veniva inserito il soprannome del detenuto destinatario della \u201cambasciata\u201d. Visto che in via Casamassima c\u2019era una guardia che era di vigilanza lungo il muro di cinta, agiva dall\u2019altro lato, quello appunto della villa comunale: si arrampicava sugli alberi, che all\u2019epoca erano piantati anche sulla \u201cmontagnetta\u201d, e iniziava a canticchiare il messaggio. In cambio, riceveva dalle 20 alle 100 lire, un piccolo tesoro da investire in caramelle e dolci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, proprio per evitare che tali scenari si ripetano, mettendo a serio rischio la sicurezza, se si vuole realizzare una struttura architettonica che superi in altezza il muro di cinta della Casa Penale, \u00e8 d\u2019obbligo trasmettere il progetto e chiedere la preventiva autorizzazione alle autorit\u00e0 del sistema carcerario italiano: dalla Direzione della Casa Circondariale fino al Ministero di Giustizia, passando per il Comandante della Polizia Penitenziaria e il Magistrato di Sorveglianza del Carcere interessato. Tra l\u2019altro, sul muro di cinta sono ben visibili i cartelli che vietano di fotografare o eseguire rilievi a vista, pena pesanti sanzioni penali\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>FD<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51882627207_e27c3881c3_n.jpg\" alt=\"Archivio de Carolis\" width=\"320\" height=\"203\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-18607","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18607"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18607\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}