{"id":18387,"date":"2021-05-20T06:30:13","date_gmt":"2021-05-20T06:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/05\/20\/da-un-nocciolo-nacque-la-ciliegia-ferrovia-di-turi\/"},"modified":"2021-05-20T06:30:13","modified_gmt":"2021-05-20T06:30:13","slug":"da-un-nocciolo-nacque-la-ciliegia-ferrovia-di-turi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/05\/20\/da-un-nocciolo-nacque-la-ciliegia-ferrovia-di-turi\/","title":{"rendered":"\u201cDa un nocciolo nacque la ciliegia \u2018Ferrovia\u2019 di Turi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51179214441_9446b60c3d_n.jpg\" alt=\"1\" width=\"310\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa ciliegia \u2018Ferrovia\u2019 di Turi nei decenni, con il suo inconfondibile sapore, la sua bellezza, e l&#8217;ineguagliabile calibro tra i 28-30 mm, ha conservato il suo nome di cultivar d&#8217;eccellenza, nome ormai clonato e impropriamente usato in tutta Italia. Oggi il territorio di Turi ha una superficie coltivata a ciliegio di circa 3.800 ettari ed una produzione media di 100.000 quintali. La ciliegia \u2018Ferrovia\u2019 di Turi sui mercati nazionali ed esteri pu\u00f2 proporsi come prodotto di eccellenza e pu\u00f2 a pieno titolo fregiarsi di ciliegia regina delle regine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec iniziano le riflessioni di Stefano de Carolis che, investigando la contesa primogenitura della ciliegia \u2018Ferrovia\u2019, ha raccolto alcune preziose testimonianze che inducono a collocare la nascita del pregiato frutto proprio a Turi. Merito dello spirito d\u2019iniziativa di due agricoltori che, nel giugno della fine degli anni \u201830, a ridosso dell\u2019ingresso dell\u2019Italia nel secondo conflitto mondiale, ebbero la fortunata intuizione di seminare nella contrada Prociere alcuni noccioli di ciliegia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>UNA FOTOGRAFIA DEL NOVECENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma procediamo con ordine, iniziando da una fotografia della cerasicoltura agli esordi del \u201cSecolo breve\u201d. \u00abAgli inizi del \u2018900 \u2013 afferma de Carolis \u2013 la maggior parte delle ciliegie prodotte a Turi e in Terra di Bari venivano solforate e stipate in barili con acqua salata per essere commercializzate nei mercati esteri e del nord Italia, rifornendo le industrie conserviere per la produzione di marmellate, canditi e sciroppi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019esportazione \u2013 prosegue \u2013 avveniva esclusivamente per mezzo della ferrovia, utilizzando treni con vagoni merci refrigerati con temperatura costante, un espediente necessario per mantenere la conservazione e per non far deperire i fragili frutti. Per meglio capire come fosse complicato e difficile questo commercio, basti tenere presente che il trasporto dalla Puglia con destinazione Londra durava circa otto giorni. E nei mesi di maggio-giugno, anche se il vagone merci era ben ventilato e refrigerato, spesso accadeva che, durante il viaggio, le ciliegie subivano alterazioni e arrivavano a destinazione avariate\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSolo una modesta parte delle ciliegie veniva riservata al \u201cmercato del fresco\u201d, ovvero venduta al dettaglio per il mercato interno. Del resto \u2013 commenta \u2013 il prezioso frutto aveva un prezzo molto elevato ed erano pochi quelli che potevano permettersi di acquistarlo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>UN\u2019AFFASCINANTE STORIA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51179436193_545ec4ebdb_n.jpg\" alt=\"La panca dove si sedettero i due cognati\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abVerso la fine degli anni \u201930 \u2013 riferisce de Carolis \u2013 nella contrada \u2018Prociere\u2019 di Turi, in un piccolo terreno di propriet\u00e0 di Modesto Valentini (soprannominato Anz\u00ecdde-Anz\u00ecdde) nei pressi della Masseria Caracciolo, con molta probabilit\u00e0, casualmente, ebbe inizio la bella e affascinante storia della nostra ciliegia \u2018Ferrovia\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si racconta che i primi attori di questa storia furono Giovanni Arr\u00e8 e suo cognato Matteo Di Venere, entrambi agricoltori di Turi, i quali dopo aver merendato un frugale pasto accompagnato da alcune ciliegie, mangiate nel podere dello zio Modesto, curiosi pensarono bene di seminare quei noccioli di \u2018Capo di Serpe\u2019 &#8211; \u2018Ruvo\u2019 sotto un piccolo cumulo di pietre (specchia). Dopo aver prestato le dovute cure, a distanza di un anno, quei semi finalmente germogliarono ed una piantina port\u00f2 un frutto molto speciale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DUE AUTOREVOLI VOCI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA testimonianza di questa storia di vita vissuta \u2013 precisa de Carolis \u2013 abbiamo parlato con due esperti agricoltori turesi, i quali, con disinteresse, e con la loro lunga esperienza hanno narrato come quei semi, probabilmente della variet\u00e0 \u2018capo di serpe\u2019 o \u2018Ruvo\u2019, grazie a madre natura e alle leggi della botanica, divennero ciliegia \u2018Ferrovia\u2019\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GIOVANNI CAZZETTA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51178532172_2bf6b92511_n.jpg\" alt=\"Giovanni Cazzetta\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"150\" height=\"170\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo racconto registrato \u00e8 quello di Giovanni Cazzetta (classe 1939): \u00abMio nonno si chiamava Giovanni Arr\u00e8, e di professione era agricoltore. Alla fine degli anni \u201830, nel mese di maggio-giugno, con suo cognato Matteo Di Venere, a bordo del traino, si portarono in un podere dello zio Modesto Valentini, nella contrada Prociere, a lavorare in un terreno. Dopo qualche ora di lavoro nei campi, i due si fermarono per la consueta merenda e, seduti in un sedile in pietra, incavato nella \u2018pariete\u2019, consumarono il loro pasto. A poca distanza da loro, c\u2019era una piccola specchia di pietre. Al termine della merenda presero a mangiare un pugno di ciliegie della variet\u00e0 \u2018Ruvo\u2019 e, una volta mangiate, i loro noccioli decisero di seminarli accanto alla specchia di pietre, e dissero: \u201cVed\u00edme ce av&#8217;ass\u00ecje\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo circa un anno da quella semina, quei noccioli iniziarono a germogliare, e dopo altri cinque o sei anni, sempre con le dovute cure, una piccola pianta, senza essere innestata, inizi\u00f2 a portare le prime ciliegie. Da subito, grazie alla loro esperienza, i due agricoltori poterono apprezzare alcune caratteristiche della nuova ciliegia: la forma, il sapore, e soprattutto la consistenza della polpa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51179436178_931f963718_n.jpg\" alt=\"Il primo albero di 'Ferrovia' - anni '70\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"266\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passati altri quattro anni, il giovane albero di ciliegie, divenne sempre pi\u00f9 produttivo, e in un giorno di giugno, finalmente dalla pianta poterono raccogliere un cesto di vimini colmo di belle e rosse ciliegie. Per non rovinare il loro aspetto, le adagiarono con cura sopra uno strato di paglia, e riposero il cesto sul traino per portarle a vendere al mercato di Turi. In quei tempi il mercato cerasicolo era allestito in piazza San Giovanni, \u2018s\u00f2bbe o tr\u00e8ppizze\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunti nel largo di San Giovanni, trovarono un loro compaesano, tale Vito Simone (1895-1959), capo dei facchini di Turi e commerciante di ciliegie e mandorle, nonch\u00e9 padre di Giovanni, Natale e Cosimo, anch\u2019essi futuri commercianti. Questi, avvicinandosi al traino di Matteo Di Venere, disse: \u201cMatteo c&#8217;\u00e8 ger\u00e8se p\u00f9urte s\u00f2bbe o tra\u00ecne?\u201d E Di Venere non sapendo cosa rispondere, esclam\u00f2: \u201cV\u00ecte, ger\u00e8se s\u00f2nde!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto il compratore Vito Simone prese a mangiare alcune ciliegie e disse: \u201cCaspita sono buone di sapore, e sono toste! Matteo, queste ciliegie sono buone per il trasporto con la ferrovia\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>FRANCO GIANNINI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51179214531_13e04b5890_n.jpg\" alt=\"Franco Giannini\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"150\" height=\"170\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda testimonianza cristallizzata da de Carolis \u00e8 quella di Franco Giannini (classe 1931) che, oltre ad essere un esperto agricoltore, ha rivestito l\u2019incarico di presidente della sezione cittadina dei Coltivatori Diretti dal 1965 al 1992 ed ha ricoperto la carica di assessore all\u2019agricoltura del Comune di Turi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abConfermo totalmente la storia raccontata da Giovanni Cazzetta. Verso la fine degli anni \u201970, ero presidente della sezione coltivatori diretti di Turi; un giorno, con il giovane collaboratore, Vito Orlando, andammo nel podere di Matteo Di Venere, sito nella Contrada Prociere, dove al dire di Tommaso Arre&#8217;, innestatore turese, esisteva il primo albero di ciliegie \u2018Ferrovia\u2019. La pianta si presentava vecchia d\u2019et\u00e0 ed era nata all\u2019interno di una piccola specchia di pietre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51192407072_d02a4b0f02_n.jpg\" alt=\"Vito Simone\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"150\" height=\"196\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che da molti anni, numerosi agricoltori turesi, grazie al passaparola, chiedevano al figlio del Di Venere le marze di quella pianta per poter fare innesti. In quel giorno di giugno, scattammo una foto dell&#8217;albero e, dopo aver fatto un ingrandimento, la mettemmo in bella mostra sulla parete del nostro ufficio dei coltivatori diretti, ufficio che in quegli anni era allocato in Corso XX Settembre. Sin dagli inizi degli anni \u201960, la variet\u00e0 della \u2018Ferrovia\u2019 si \u00e8 diffusa in tutti i paesi limitrofi, ed \u00e8 diventata una ciliegia molto conosciuta su tutti i mercati nazionali ed internazionali\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA VENDITA DELLE MARZE NELLA PIAZZA DI SAMMICHELE<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51193107356_073fd85875_n.jpg\" alt=\"Giacomo Dell'Aera\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"150\" height=\"211\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCampanilismi a parte \u2013 puntualizza de Carolis \u2013 dalla testimonianza raccolta dai due anziani agricoltori emerge una storia importante della ciliegia \u2018Ferrovia\u2019, una narrazione genuina e ben circostanziata. Inoltre, il tutto \u00e8 documentato anche da una foto, scattata negli anni \u201870, la quale arricchisce la storia delle origini di questa pianta, nata casualmente nel territorio di Turi. In pi\u00f9, guardando attentamente la foto, si nota che sul tronco non \u00e8 presente nessun innesto. Questo particolare potrebbe essere la riprova che quell\u2019albero di \u2018Ferrovia\u2019 \u00e8 la pianta madre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe per i natali della \u2018Ferrovia\u2019 occorre ragionare con la necessaria prudenza \u2013 aggiunge \u2013 non c\u2019\u00e8 alcun dubbio sul fatto che la particolare ciliegia si sia diffusa primariamente a Turi e da qui si sia propagata nei paesi limitrofi e in tutta la Terra di Bari. La conferma di questa tesi \u2013 dichiara \u2013 arriva dalle autorevoli parole del dott. Oronzo Dalfino, sammichelino doc, gi\u00e0 Direttore Generale dell&#8217;ex Cassa Rurale di Sammichele di Bari, nonch\u00e9 promotore dello sviluppo cerasicolo di Turi e Sammichele.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51178532157_2d539656ee_n.jpg\" alt=\"Giuseppe Dalfino\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"150\" height=\"213\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dott. Dalfino, che nel 1982 organizz\u00f2 il primo convegno nazionale sul ciliegio, mi ha raccontato che, gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201950, vari agricoltori turesi si recavano a Sammichele per vendere le marze della \u2018Ferrovia\u2019 (magghi\u00f2le de ger\u00e8se), ossia porzioni di ramo tagliati dagli alberi coltivati a Turi che venivano successivamente innestate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51178532132_fc1278a7e1_n.jpg\" alt=\"Sammichel, ex Cinema Vittoria (2)\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"223\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019importante testimonianza del dott. Dalfino, \u201ci turesi venivano con i traini carichi di marze, si fermavano in una piazzetta e aspettavano che si avvicinassero gli acquirenti. Era il 1952 e mio padre (Giuseppe Dalfino, classe 1914) acquist\u00f2 le marze di \u2018Ferrovia\u2019, al costo di 50 lire cadauna (15 gemme) da un certo Dell&#8217;Aera di Turi. Con le marze reinnest\u00f2 al colletto piante giovani di ciliegia \u2018Forl\u00ec\u2019 e \u2018Fuciletta\u2019 (cultivar Ruvo e Biscegliese) e cre\u00f2 a Sammichele, nella contrada Cocevola e Mastroroberto (M\u00e8ste Leb\u00e8rte), il primo impianto specializzato di \u2018Ferrovia\u2019 in Puglia. Alcune piante, veri cimeli, sopravvivono tutt&#8217;oggi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA tal proposito \u2013 riprende de Carolis \u2013 mi piace ricordare quando mio padre mi raccontava che, giovanissimo agricoltore, nel 1954, con suo cugino Vincenzo Di Pinto, esperto innestatore, innestarono un filare di 100 alberi a \u2018Ferrovia\u2019 in un suo terreno, nella contrada Marchione di Turi. \u00c8 importante sottolineare che agli inizi degli anni &#8217;50, la giornata lavorativa dello zappatore\/potatore era di 200 lire al giorno mentre, come ha ricordato il dott. Dalfino, il costo di una marza era di 50 lire\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51180309165_fa108e4f29_z.jpg\" alt=\"Sammichel, ex Cinema Vittoria (1)\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"640\" height=\"460\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>TUTELIAMO LA NOSTRA \u2018FERROVIA\u2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQualche mese fa \u2013 dichiara de Carolis \u2013 il noto programma GEO ha trasmesso un documentario ambientato nella cittadina di Roseto Capo Spulico (CS); con immenso stupore, ho potuto ascoltare che in quel centro calabrese si coltiva da qualche anno la \u201cfamosa ciliegia \u2018Ferrovia\u2019 di Roseto\u201d, omettendo di citare la Terra di Bari, Turi o Sammichele (Sic!)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019episodio \u2013 prosegue \u2013 \u00e8 emblematico della necessit\u00e0 di ottenere il marchio DOP per la nostra bistrattata ciliegia \u2018Ferrovia\u2019, al fine di tutelarla giuridicamente da qualsiasi \u201cingiusta appropriazione\u201d. Tale importante riconoscimento \u00e8 attribuito dall&#8217;UE agli alimenti le cui peculiarit\u00e0 qualitative dipendono essenzialmente dal territorio in cui sono stati prodotti: l&#8217;ambiente geografico, i fattori climatici e, soprattutto, le tecniche di produzione tramandate dai nostri avi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDopo tante parole e promesse \u2013 chiosa \u2013 alla luce degli scarsi risultati finora ottenuti, dovremmo aver compreso che per difendere la nostra \u2018Ferrovia\u2019 non bastano le annuali e sterili passerelle sulla scena della politica regionale e romana. Occorre prima di tutto che i produttori, i veri protagonisti, facciano all\u2019unisono squadra; in parallelo, la Buona Politica, senza interessi personali e clientelari, dovrebbe attivarsi seriamente, diventando l\u2019anello di collegamento tra i cittadini, il territorio e la politica nazionale deputati alla tutela della nostra ciliegia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Fabio D\u2019Aprile<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51179214441_9446b60c3d_n.jpg\" alt=\"1\" width=\"310\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18387","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18387"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18387\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}