{"id":18327,"date":"2021-04-22T08:24:49","date_gmt":"2021-04-22T08:24:49","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/04\/22\/le-antiche-e-nobili-origini-del-primitivo-di-turi\/"},"modified":"2021-04-22T08:24:49","modified_gmt":"2021-04-22T08:24:49","slug":"le-antiche-e-nobili-origini-del-primitivo-di-turi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/04\/22\/le-antiche-e-nobili-origini-del-primitivo-di-turi\/","title":{"rendered":"Le antiche e nobili origini del Primitivo di Turi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51119553602_8469a1f6f0_n.jpg\" alt=\"Cratere di Turi - Nozze di Zeus ed Hera\" width=\"320\" height=\"301\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dal cratere di Turi ai pionieri della famiglia Cozzolongo, gli studi di Stefano de Carolis riscrivono la storia del nettare turese<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120034638_41b225bc46_n.jpg\" alt=\"Rievocazione storica della vinificazione - 2019\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"180\" \/>Ad ottobre 2019 Stefano de Carolis, con la collaborazione dell\u2019Associazione Mule del Carro di Sant\u2019Oronzo e dei Discjadiscie, metteva in scena davanti a nutrita platea di alunni della scuola primaria di Turi una minuziosa rievocazione storica del \u2018rituale\u2019 della vinificazione. Iniziava cos\u00ec la sua ricerca sui \u2018segreti\u2019 del vino turese; quel vino di cui aveva sentito parlare fin da bambino, allorquando i suoi avi de Carolis Domenico e Valentini Raffaele coltivavano e producevano Primitivo. Negli anni \u201940, suo zio Modesto Valentini, nella sua attrezzata cantina di via Conversano, produceva 200 quintali di ottimo primitivo e lo vendeva ad un grossista di Monopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La svolta in questi studi risale allo scorso anno, quando Stefano de Carolis si imbatte in alcuni documenti pubblicati a met\u00e0 Ottocento: \u00abSono riuscito a consultare \u2013 spiega \u2013 vari saggi di ampelografia, trattati di ampelologia e riviste di viticoltura ed enologia, in cui si parla esplicitamente del Primativo o Primaticcio di Turi, accertandone la produzione nel nostro territorio fin dal periodo pre-unitario\u00bb. \u00abQuesti documenti \u2013 aggiunge \u2013 sono per la maggior parte pubblicati al nord Italia, dunque nelle \u201cterre del vino\u201d, e ritraggono il nostro Primativo come un vino rosso di alta qualit\u00e0 esportato in tutta Italia e nel resto del mondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019ESPOSIZIONE DI PARIGI E VIENNA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conferma del carattere \u201cinternazionale\u201d del Primativo prodotto a Turi arriva dal dott. Antonio Carpen\u00e8, direttore della Societ\u00e0 Enotecnica Trevigiana di Conegliano Veneto e massima autorit\u00e0 nel campo enologico italiano: \u00abNell\u2019ambito dell\u2019Esposizione Universale di Parigi (1867) \u2013 ricostruisce de Carolis \u2013 Carpen\u00e8 cos\u00ec elogia il nettare turese: \u201climpido, bel colore di vino vecchio, sapore secco, tonico, fragranza gradevolissima, armonico nel complesso e generoso\u201d. E aggiunge: \u201c[\u2026] diamo una stretta di mano al cordiale Sig. Cozzolongo e lo preghiamo a proseguire nel cammino bene iniziato, perch\u00e9 avr\u00e0 soddisfazione morale nel bene che far\u00e0 al suo paese e sicuro lucro [\u2026]\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1873, inoltre, il nostro Primativo approda all\u2019Esposizione Universale di Vienna con lo slogan: \u201cProduciamo ottimi vini da pasto, ed un vino speciale di Turi\u201d. Due anni dopo, nel volume del giornale vinicolo italiano diretto da Ottavi e Macagno, si ritorna a parlare in termini entusiasti del Primaticcio di Turi, \u201c[\u2026] trovato sceltissimo per ogni verso, e giudicato superiore ai barbera, ai grignolini e a tutti i migliori vini piemontesi, escluso il barolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, nel 1877, sulla rivista pisana \u201cL\u2019Agricoltura Italiana\u201d, diretta del prof. Caruso, il Primativo di Turi \u00e8 nuovamente protagonista: \u201climpido, bel colore, sapore ottimo, aromatico secco tonico generoso\u201d\u00bb.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120034688_92774bf73c.jpg\" alt=\"Bollettino scientifico Ampelografico del 1879\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019IMPRIMATUR DI CARPEN\u00c8<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120127251_33b897bda3_n.jpg\" alt=\"Antonio Carpen\u00e8, illustre enologo veneto\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"245\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa carrellata delle attestazioni 800esche del Primitivo di Turi rintracciate da Stefano de Carolis, ne va aggiunta un\u2019altra: la recensione apparsa sulla rivista di viticoltura ed enologia italiana del 1881, diretta dal prof. G.B. Cerletti e dal dott. Antonio Carpen\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOltre a descrivere dettagliatamente le caratteristiche tecniche della vite da cui si ricava il Primitivo \u2013 dichiara de Carolis \u2013 la recensione indica che questa variet\u00e0 di uva autoctona, i cui acini mezzani si presentano di color azzurro scuro, era estesamente coltivata \u201ca Turi, Casato Michele, Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carpen\u00e8, in sostanza, mette in evidenza due dati rilevanti. Il primo \u00e8 che la variet\u00e0 di uva \u201cPrimitivo\u201d potrebbe discendere direttamente dalle coste della Dalmazia, dove ancora oggi \u00e8 presente la cultivar \u201cplavac mali\u201d (letteralmente \u201cpiccolo blu\u201d) identica al nostro Primitivo. Il secondo elemento \u00e8 che il Primitivo era coltivato principalmente a Turi e Gioia del Colle fin dall\u2019800. Tesi, quest\u2019ultima, che \u00e8 suffragata anche dalla consultazione di uno dei catasti onciari, redatto a met\u00e0 del Settecento, da cui emerge che almeno un terzo del territorio comunale di Turi era coltivato con la vite \u201ca vigna\u201d, spesso associata con uliveti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDunque \u2013 annota de Carolis \u2013 \u00e8 indiscusso che Turi sia un territorio vocato da sempre alla coltivazione della vite, anche grazie alle straordinarie peculiarit\u00e0 del territorio, quali le favorevoli condizioni climatiche, la natura del sottosuolo e le sostanze organiche e inorganiche disciolte nel terreno. Tutto questo, nel tempo, \u00e8 stato arricchito dalla plurisecolare esperienza fatta sul campo dai nostri nonni, esperti agricoltori e vocati alla coltivazione della vite da sempre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA FAMIGLIA COZZOLONGO, \u201cPIONIERI DEL PRIMATICCIO\u201d<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120917980_2164b4283f_n.jpg\" alt=\"Primicerio Modesto Cozzolongo 1803-1876\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"240\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi di de Carolis hanno permesso anche di recuperare la memoria di Domenico Cozzolongo, uno dei primi produttori del Primativo di Turi, che svolse un ruolo fondamentale nella promozione del nettare turese come vino d\u2019eccellenza. Non a caso una bottiglia di \u201cPrimaticcio di Turi\u201d, annata 1869, costava 1 lira, ovvero l\u2019equivalente del salario di una giornata di lavoro in campagna.<\/p>\n<p>\u00abDomenico Cozzolongo \u2013 racconta de Carolis \u2013 fu un lungimirante proprietario turese, che possedeva vigneti sia sul versante Gioia-Putignano che su quello Turi-Rutigliano. Annoverato \u201ctra i pi\u00f9 distinti enologi della provincia di Bari\u201d, fu un vero pioniere della produzione e commercializzazione del vino Primitivo in bottiglia. Suo zio, tale Modesto Cozzolongo, anch\u2019egli proprietario terriero, era un primicerio del Capitolo di Turi, nato nel 1803, primo maestro della scuola pubblica di Turi e, con molta probabilit\u00e0, anch\u2019egli esperto di vini. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51124802244_75f770f50a_n.jpg\" alt=\"domenico cozzolongo\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"204\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la sua dipartita, Domenico Cozzolongo pass\u00f2 il testimone al suo giovane figlio Giovanni, agronomo, che intraprese una carriera imprenditoriale altrettanto brillante. Classe 1856, Giovanni Cozzolongo viene ricordato come un elegante uomo d\u2019altri tempi, d\u2019animo buono e gentile, soprannominato dai suoi concittadini \u201cDon Giovanni non piglia resto\u201d, per la sua abitudine di non chiedere mai il resto quando faceva compere. Nel 1914 venne eletto sindaco del Comune di Turi, carica che ricopr\u00ec per poco pi\u00f9 di un anno a causa dell\u2019improvvisa morte che avvenne il 22 dicembre 1915\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abRitornando al Primaticcio prodotto da Domenico Cozzolongo \u2013 annota de Carolis \u2013 oltre ad essere oggetto delle entusiastiche recensioni di cui abbiamo parlato prima, venne pi\u00f9 volte premiato come miglior vino rosso sia in Italia che all\u2019estero. Ad esempio, nel 1877 alla II Fiera dei vini italiani di Roma, ottenne la medaglia d\u2019argento, ex aequo con il barolo prodotto al nord, e \u201cvino rosso tra i migliori d\u2019Italia\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120127206_84d722cdd6.jpg\" alt=\"Palazzo Cozzolongo 2\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120034663_e9a544cfef.jpg\" alt=\"Palazzo Cozzolongo\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DON FILIPPO INDELLICATI E L\u2019ORIGINE DEL PRIMITIVO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51120918040_786a88124e_n.jpg\" alt=\"Vincenzo Carenza, viticultore turese\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"235\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricostruzione storica fin qui proposta da Stefano de Carolis, con documenti e protagonisti, pone un interrogativo sull\u2019assunto secondo cui la paternit\u00e0 del Primitivo vada attribuita a Gioia del Colle, poich\u00e9 il vitigno sarebbe stato individuato dal sacerdote primicerio don Francesco Filippo Indellicati che, dopo aver notato che quella particolare uva maturava con largo anticipo rispetto alle altre variet\u00e0, avrebbe ideato il nome di \u201cprimativus\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl primicerio Indellicati \u2013 stigmatizza de Carolis \u2013 viene nominato per la prima volta nel 1919 dal prof. Giuseppe Musci, all\u2019epoca direttore dei Consorzi di Difesa della Viticoltura di Bari, autore della monografia \u201cIl Primativo di Gioia\u201d. Tuttavia, Musci precisa di aver fatto una propria ricerca ma di non avere rintracciato alcuna documentazione certa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019altro, se questa paternit\u00e0 fosse stata storicamente comprovata, se ne sarebbe trovata traccia nelle pubblicazioni ampelografiche e ampelologiche 800esche, dove, al contrario, si parla di Primitivo di Turi e di Gioia del Colle. Don Indellicati non viene mai indicato quale scopritore della cultivar\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51119552882_3d2f3923e0.jpg\" alt=\"Vinicola Zaccheo (1882) attuale Vinicola Coppi\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"472\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL CRATERE DI TURI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51119553577_8ec491f541_n.jpg\" alt=\"Cratere di Turi - Scena con Dionisio e Sileni danzanti\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo filone complementare dell\u2019approfondimento di Stefano de Carolis vira verso il culto del vino nel nostro territorio, che affonda le sue radici in un passato molto pi\u00f9 remoto di quanto si possa immaginare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI tanti palmenti installati sia nel centro abitato che nei vigneti \u2013 evidenzia de Carolis \u2013 assieme alle numerose cantine e alla presenza dei resti di un antichissimo \u201ctorchio a leva di Catone\u201d, un autentico reperto di archeologia industriale, dimostrano un\u2019antica ed importante tradizione enologica a Turi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non bastasse, arriva in soccorso l\u2019archeologia classica, che permette a de Carolis di individuare un inedito legame tra il territorio dell\u2019antica Turi e il mito del vino: \u00abNel 1932 \u2013 ricorda \u2013 nei pressi della stazione ferroviaria, in via Fiume, nel corso di alcuni lavori edili, venne rinvenuta una tomba con un sarcofago di epoca peuceta. Nel ricco corredo funerario scoperto a Turi, riferibile al VI secolo a.C., venne recuperato uno straordinario vaso attico, alto 40 cm e largo 36 cm, completamente dipinto e riccamente e finemente decorato con figure e scene della mitologia greca. Questo contenitore chiamato \u201ccratere\u201d \u00e8 un vaso di grandi dimensioni, sicuramente in uso ad una famiglia della aristocrazia locale, che veniva impiegato nei banchetti per la mescita del vino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cratere di Turi \u2013 citato dall\u2019archeologo Michele Gervasio e da Giovanni Bruno, e descritto dall\u2019archeologo Donato Labate \u2013 raffigura le nozze di Zeus ed Hera, rappresentati su una quadriga preceduta da Ermes e seguita da Dionisio; il restante del corteo nuziale \u00e8 composto da Apollo e da tre figure femminili. Sull\u2019altra faccia del vaso \u00e8 raffigurata una scena dionisiaca con al centro Dionisio e ai suoi lati due Sileni che danzano, figure della mitologia greca molto spesso assimilati ai satiri, e due Menadi. I Sileni erano divinit\u00e0 minori a cui si attribuiva la protezione delle sorgenti e dei fiumi che irrigano e fecondano i campi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo importante reperto che, come spiega Gervasio, si salv\u00f2 grazie alla diligenza del Podest\u00e0 Orlandi, sto continuando ad approfondire e analizzare la scena raffigurata assieme al collega Maestro Fabio Tassinari, musicista ed etno-musicologo, che ha gi\u00e0 messo in risalto il particolare strumento suonato da Apollo, la Kithara tradizionale; uno strumento difficilissimo da suonare che nell\u2019antica Grecia veniva utilizzato solo da musicisti professionisti\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51119553602_8469a1f6f0.jpg\" alt=\"Cratere di Turi - Nozze di Zeus ed Hera\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"500\" height=\"471\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>VINO TRA ARCHEOLOGIA E BENESSERE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di congedarci, de Carolis ci anticipa che \u00e8 gi\u00e0 a lavoro per organizzare insieme a Vito Donato Giuliani, Doni Coppi e ad altri esperti del settore, una tavola rotonda incentrata sul Primitivo declinato tra territorio, storia, archeologia e benessere. Del resto, Ippocrate, considerato il padre della medicina, considerava il vino un medicamento naturale, utile a migliorare le funzioni renali e quelle della digestione. Tesi che \u00e8 stata sposata anche dalla medicina moderna, a patto che chiaramente se ne faccia un uso morigerato.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Fabio D\u2019Aprile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Foto Archivio de Carolis<br \/><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51119553602_8469a1f6f0_n.jpg\" alt=\"Cratere di Turi - Nozze di Zeus ed Hera\" width=\"320\" height=\"301\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18327","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18327\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}