{"id":18237,"date":"2021-03-18T08:15:56","date_gmt":"2021-03-18T08:15:56","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/03\/18\/don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-ultima-parte\/"},"modified":"2021-03-18T08:15:56","modified_gmt":"2021-03-18T08:15:56","slug":"don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-ultima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/03\/18\/don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-ultima-parte\/","title":{"rendered":"Don Vito Ingellis racconta Giovanni Maria Sabino \u2013 Ultima parte"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51030009368_960d1e81a1_n.jpg\" alt=\"Prime lezioni di musica all'Oratorio - anni '60\" width=\"320\" height=\"238\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il 20 marzo \u201977 don G. Cipriani inaugurava il nuovo palco per la sala dell\u2019Oratorio; don Vito ricorda l\u2019evento e riporta i nomi dei giovanissimi turesi che nell\u2019estate del \u201978 eseguirono la \u201cLaude alla Vergine\u201d di Sabino, \u201cvanto della nostra terra\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 maggio dello scorso anno, domenica di Pentecoste, appariva sui social il Cavalier don Giovanni Maria Sabino, sacerdote e musicista stimatissimo, nato nel 1588 a Turi. Ad oggi, sulla sua bacheca personale e sulla pagina Facebook dedicata all\u2019ensemble barocco che porta il suo nome, il sacerdote e musicista turese ha rivelato molto dei suoi primi anni di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL VOTO DI DON VITO INGELLIS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In rete, fuori dal mondo dei social, ci siamo imbattuti in un pdf caricato sul sito turionline.it; all\u2019interno del file, la scannerizzazione di uno dei numeri di \u201cTuri \u2013 Chiesa Madre\u201d, il periodico diretto e scritto dal compianto don Vito Ingellis. Nel giugno del \u201978, attraverso il suo ciclostilato, il compianto sacerdote annuncia solenne ai suoi concittadini una felice ed importante scoperta: \u00abSiamo in possesso \u2013 scriveva &#8211; di centodieci fotocopie di fogli di musica scritti da un\u2019autentica gloria di Turi\u00bb. Nel virgolettato riportato, don Vito Ingellis si riferisce per l\u2019appunto a don Giovanni Maria Sabino, una \u201cgloria di Turi\u201d finita tuttavia nel dimenticatoio. A sottrarla dall\u2019oblio furono lo stesso don Vito, don Giovanni Cipriani ed il M\u00b0 Peppino Mallardi, coadiuvati in maniera determinante dall\u2019insegnante Pietro Miale e dai suoi contatti nella citt\u00e0 partenopea, dove Sabino visse per molto tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca, sentita in maniera viscerale dai nostri compianti protagonisti, dur\u00f2 circa due anni; i primi passi risalgono infatti al \u201976; difatti, a pagina 31 del 18\u00b0 numero del ciclostilato \u201cTuri-Chiesa Madre\u201d, don Vito scriveva: \u00abMi permetto di esprimere un voto ed un augurio. Ci conceda il Cielo, la gioia di vivere un giorno veramente grande in cui qualcuna delle opere scritte dal Sabino, ripescate in qualche Conservatorio musicale o in qualche biblioteca, venga ripresentata a distanza di quasi 4 secoli ai turesi di oggi, sensibili a questi valori. Sarebbe una scoperta ed una rimpatriata. In quella stupenda giornata aleggerebbero nel nostro cielo le anime dei grandi turesi che ci precedettero in questa terra solatia. Da quella musica ci verrebbe un alato messaggio di bene, espressione di fede e di arte: gli ideali vissuti e cantati dai due fratelli sacerdoti musicisti, nati a Turi di Bari: don Giovanni Maria Sabino e don Antonio Sabino\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parole, queste, solenni quanto un voto che si sarebbe poi adempiuto l\u20198 giugno \u201978, in occasione dello spettacolo di fine anno scolastico organizzato dalle scolaresche, nel cui palinsesto compariva l\u2019esecuzione della \u201cLaude alla Vergine\u201d composta da Sabino. La serenit\u00e0 dell\u2019evento fu tuttavia turbata dall\u2019investimento automobilistico verificatosi in via G. Cisternino ai danni di una fanciulla che, fortunatamente, se la cav\u00f2 con poco; don Vito stesso si rec\u00f2 in ospedale per dare conforto alla famiglia della giovane ed il discorso che con tanto amore aveva preparato non fu pi\u00f9 pronunciato in pubblico. Non potendo dar fiato al suo \u201cdistillato di meningi\u201d, don Vito ripiega sull\u2019inchiostro e sulle pagine del numero di \u201cTuri &#8211; Chiesa Madre\u201d da noi rinvenuto negli archivi di turionline.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ULTIMA PARTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019oggi riportiamo la terza ed ultima parte di quel discorso, seguita dalle conclusioni finali di don Vito: \u00abQuesta sera \u2013 rivolgendosi idealmente alla platea dello spettacolo di fine anno &#8211; questo voto si adempie qui dinanzi a voi. Grazie all\u2019armonizzazione ed alla rielaborazione fatta dal maestro Pietro Sgobba, direttore del nostro concerto bandistico di Turi, ascolteremo eseguita da 10 strumenti la \u201cLaude alla Vergine\u201d di don Giovanni Maria Sabino, al quale il 20 marzo 1977, fu intitolata la grande Sala dell\u2019Oratorio con lo scoprimento di una lapide, che servir\u00e0 ad eternare cos\u00ec la memoria. E\u2019 un momento solenne questo. Vivetelo in tutta la sua intensit\u00e0. E quando le noti dolci, soavi, melodiose si fermeranno come sospese, come librate a volo, al termine dell\u2019esecuzione, per disperdersi poi lontano lontano oltre le nubi, nel cielo azzurro, sentirete ancora aleggiare qui lo spirito grande del musicista e sacerdote turese, don Giovanni Maria Sabino\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA \u201cLAUDE ALLA VERGINE\u201d E I NOMI DEI GIOVANISSIMI ESECUTORI TURESI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51030737756_e458f333a1_n.jpg\" alt=\"Don Giovanni Cipriani e la banda dell'Oratorio\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuesto piccolo discorso che sarebbe stato letto da me \u201cand\u00f2 in fumo\u201d, ma nello spettacolo dell\u20198 giugno \u201978 l\u2019esecuzione del pezzo \u201cLaude alla Vergine\u201d ci fu ugualmente. Piacque a tutti. Molti la trovarono veramente bella. Vi fu chi disse: \u201cPi\u00f9 la senti e pi\u00f9 piace! Suscita sentimenti religiosi. E\u2019 un meraviglioso pezzo da camera!\u201d. La \u201cLaude alla Vergine\u201d \u00e8 composta da due parti. La prima ha il tempo di tre quarti (molto lenta), la seconda invece \u00e8 il trio cio\u00e8 ha il tempo di quattro quarti (pi\u00f9 bella). Il trio \u00e8 la parte centrale preceduta e seguita dalla prima parte. Il grande Rossini nella stessa maniera, sullo stesso stile, avrebbe poi fatto la marcia del Mos\u00e8. La \u201cLaude alla Vergine\u201d \u00e8 un decimino, vale a dire un pezzo suonato da dieci strumenti cio\u00e8: primo e secondo clarino, sassofono tenore, prima e seconda tromba in SI bemolle, contrabbasso in MI bemolle. Non vi \u00e8 canto. Per la storia, i nomi dei giovanissimi esecutori, facenti parte del concerto bandistico Maria SS Ausiliatrice dell\u2019Oratorio di Turi diretto dal Maestro Pietro Sgobba: 1\u00b0 clarino \u2013 Valerio Paolo; 2\u00b0 clarino \u2013 Cazzetta Franco di Michele; sassofono contralto \u2013 Cazzetta Franco di Modesto; sassofono tenore \u2013 Topputi Lorenzo; 1\u00b0 corno \u2013 Spinelli Domenico; 2\u00b0 corno \u2013 D\u2019Addabbo Salvatore; trombone tenore \u2013 Perfido Vincenzo; 1\u00b0 tromba \u2013 Mangini Domenico; 2\u00b0 tromba \u2013 Palmisano Donato; basso in MI bemolle \u2013 D\u2019Orlando Giuseppe\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20 MARZO 1977: IL DISCORSO DI DON GIOVANNI CIPRIANI<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51030840807_260d072dd6_n.jpg\" alt=\"50\u00b0 anniversario della banda dell'Oratorio\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"213\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDicevo pi\u00f9 sopra che il 20-3-1977, nel nostro Oratorio Maria SS Ausiliatrice di Turi, fu scoperta una lapide in cui si legge: \u201cIl concerto bandistico dell\u2019Oratorio ricorda il Sac. Giovanni Maria Sabino (Turi, 1588 \u2013 Napoli, 1649), musicista, compositore, organista, Maestro di cappella.\u201d. Nella stessa data fu inaugurato il nuovo palco della sala dell\u2019Oratorio che misura metri 20&#215;6. Perch\u00e9 non se ne perda la memoria trascrivo una parte del discorso che don Giovanni Cipriani prepar\u00f2 per quella solenne occasione: \u201cDon Sabino compose molti mottetti di questo genere e li faceva eseguire dalle Scholae Cantorum delle Chiese di Napoli. Compose musica per i Salmi del Vespro a quattro voci (1627) e poi pubblicati dallo stesso editore Magnetti. Altri pezzi di antologia dell\u2019epoca. Numerose cantate sacre e profane. La cantata \u00e8 scritta ad una o pi\u00f9 voci con accompagnamento strumentale, destinata alla camera o al concerto in Chiesa. Alle volte la cantata era scritta per solisti, coro e orchestra nella tradizione musicale per circostanze particolari come le feste cittadine, ricorrenze di feste patriottiche, visite di personaggi illustri, occasioni queste che a Napoli, citt\u00e0 cantora per eccellenza, non mancavano mai, anche ai tempi di Don Sabino. Egli scrisse ancora e pubblic\u00f2 una gagliarda a quattro voci. La gagliarda era una danza mondana, in voga nel XVI secolo, che si cantava e si suonava sul liuto, strumento a corde pizzicate, il cui corpo ha la forma di mezza pera, divisa nel senso della lunghezza. Il liuto fu messo da parte con l\u2019avvento degli strumenti a tastiera. Infatti la gagliarda, danza di corte, pass\u00f2 di moda alla fine del XVI secolo, ma sopravvisse nelle intavolature dell\u2019organo. Di questo genere di composizione Don Sabino ne scrisse solo una a quattro voci [\u2026]. Scrisse altre composizioni di genere diverso che non \u00e8 necessario menzionare qui. Gran parte di questa musica, quasi interamente inedita \u00e8 di elevata ispirazione e di elevata linea melodica. Bisogna riconoscere che prima del 1600, la polifonia vocale non era stata tanto coltivata come ai tempi di Don Sabino. Dobbiamo pensare che gli innumerevoli mottetti ed, in particolare, le brevi pagine di musica scritta per i piccoli cori dei fanciulli dell\u2019Istituto Turchini sono la meravigliosa testimonianza di un cuore semplice ed un\u2019anima piena di fede. Il segreto incantevole della musica sacra consiste nel fatto che essa parla al cuore pi\u00f9 che all\u2019immaginazione. Con l\u2019ala del suo genio, egli la strappa all\u2019aridit\u00e0 scolastica per animarla di note che ora vibrano di umano sentimento e ora brillano di ingenuo candore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cVANTO DELLA NOSTRA TERRA\u201d, 40 ANNI DOPO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51030009383_fd9313156f_n.jpg\" alt=\"Ensemble barocco Giovanni Maria Sabino (al centro il M\u00b0 Paolo Valerio)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver dato spazio alle parole di don Giovanni Cipriani, don Vito Ingellis conclude il suo articolo: \u00ab\u00c8 interessante dare una occhiata ai due fascicoli di musica composti da circa 70 fogli scritti da don Sabino e di cui abbiamo le fotocopie. Tenter\u00f2 di riprodurre a ciclostile una in cui si legge chiaramente: \u201cCanto \u2013 Per salmi de Vespere a quattro voci del cavalier D. Giovanni Maria Sabino da Turi \u2013 Maestro di Cappella della Real Chiesa del Castello Nuovo. In Napoli \u2013 Appresso Ambrosio Magnetta, 1607. Notate l\u2019anno. Don Sabino aveva allora 19 anni. I suoi spartiti tranne pochissimi non sono divisi a battute. Durante la Quaresima di quest\u2019anno \u00e8 stato a predicare nella Chiesa di S. Giovanni in Turi un padre benedettino, che vive presso il Santuario di Picciano non molto lontano da Matera. Insegna l\u00ec nel Conservatorio Musicale. Egli ha spiegato, tra l\u2019altro, che la virgola su gli spartiti indica la pausa. Assicurava che se si facessero ricerche presso il Conservatorio di Bologna si troverebbe altra musica di Don Sabino. Ma quello che abbiamo \u00e8 gi\u00e0 tanto. Egli dedica i Salmi del Vespero al Signor Gabriele Cabrini. Abbiamo la partitura del canto, del tenore, del basso e del basso per l\u2019organo. I primi quattro dei cinque salmi sono musicati da don Sabino, il quinto da Claudio Monteverdi, il grande autore dell\u2019Orfeo (1607) dell\u2019Arianna (1608) ecc\u2026 vissuto dal 1567 al 1643, quindi coevo. Siamo nel periodo in cui sorgono i grandi musicisti come Palestrina, Giovanni e Andrea Gabrielli, Gesualdo da Venosa. A dare una scorsa agli altri fogli in cui vi sono cantate, sinfonie, gagliarde ecc. si scoprono soprattutto in calce alcune espressioni che rivelano il suo animo gioviale. Ne trascrivo alcune: \u201cFa la carit\u00e0. Volti presto\u201d; \u201cNon si scordi di voltare\u201d; \u201cAbbi pazienza Volta\u201d; \u201cFavorisca di voltare\u201d; \u201cChe ce vuoi fare, ritorna a volt\u00e0\u201d; \u201cAndiamo in voltamento\u201d; Finis coronat opus\u201d. Una bella figura questo sacerdote e musicista, vanto della nostra terra: don Giovanni Maria Sabino da Turi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando al passato ben pi\u00f9 recente, nel 2020, a distanza di oltre 40 anni, Giovanni Maria Sabino e l\u2019ensemble barocco che porta il suo nome sono approdati su Facebook grazie ad un lavoro di ricerca lungo 15 anni, condotto con impegno da Paolo Valerio, il primo clarino di quell\u20198 giugno del \u201978.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/51030009368_960d1e81a1_n.jpg\" alt=\"Prime lezioni di musica all'Oratorio - anni '60\" width=\"320\" height=\"238\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18237","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18237\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}