{"id":18201,"date":"2021-03-04T13:00:15","date_gmt":"2021-03-04T13:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/03\/04\/don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-parte-ii\/"},"modified":"2021-03-04T13:00:15","modified_gmt":"2021-03-04T13:00:15","slug":"don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/03\/04\/don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-parte-ii\/","title":{"rendered":"Don Vito Ingellis racconta Giovanni Maria Sabino \u2013 Parte II"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50983106633_4b74362e2d_n.jpg\" alt=\"La banda dell'Oratorio con il M\u00b0 Peppino Mallardi (primo in piedi in basso a sx) e don Giovanni Cipriani (al centro)\" width=\"320\" height=\"216\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il M\u00b0 Giuseppe Mallardi e don Giovanni Cipriani avviano le ricerche; l\u2019insegnante Pietro Miale li aiuta rimandandoli a Napoli, ed il \u201cvoto si adempie\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 maggio dello scorso anno, domenica di Pentecoste, appariva sui social il Cavalier don Giovanni Maria Sabino, sacerdote e musicista stimatissimo, nato nel 1588 a Turi. Ad oggi, sulla sua bacheca personale e sulla pagina Facebook dedicata all\u2019ensemble barocco che porta il suo nome, il sacerdote e musicista turese ha rivelato molto dei suoi primi anni di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ANNUNCIO SOLENNE DI DON VITO INGELLIS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In rete, fuori dal mondo dei social, ci siamo imbattuti in un pdf caricato sul sito turionline.it; all\u2019interno del file, la scannerizzazione di uno dei numeri di \u201cTuri \u2013 Chiesa Madre\u201d, il periodico diretto e scritto dal compianto don Vito Ingellis. L\u2019amato sacerdote, attraverso il suo ciclostilato, annunciava solenne ai suoi concittadini una felice ed importante scoperta: \u00abSiamo in possesso \u2013 scriveva &#8211; di centodieci fotocopie di fogli di musica scritti da un\u2019autentica gloria di Turi\u00bb. Nel virgolettato riportato, don Vito Ingellis si riferisce per l\u2019appunto a don Giovanni Maria Sabino. Da qualche tempo sulle tracce del musicista nato a Turi nel 1588, in quell\u2019estate del \u201978 don Vito avrebbe voluto presentare al pubblico i primi frutti significativi della sua non semplice indagine, avviata da almeno un paio di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occasione scelta fu quella dello spettacolo di fine anno scolastico organizzato dalle scolaresche, nel cui palinsesto compariva l\u2019esecuzione della \u201cLaude alla Vergine\u201d composta da Sabino. La serenit\u00e0 dell\u2019evento fu tuttavia turbata dall\u2019investimento automobilistico verificatosi in via G. Cisternino ai danni di una fanciulla; don Vito stesso si rec\u00f2 in ospedale per dare conforto alla famiglia, perdendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di pronunciare pubblicamente il discorso con cui avrebbe presentato Giovanni Maria Sabino ai turesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"cultura\/40941-don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino-.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nel numero di \u201cTuri \u2013 Chiesa Madre\u201d poc\u2019anzi menzionato e da noi ripreso due settimane fa<\/a>, dopo aver ripercorso i momenti della tragedia sfiorata, don Vito Ingellis dedica spazio a quello che fu il discorso mai pi\u00f9 pronunciato e che quel giorno avrebbe dovuto introdurre la \u201cLaude alla Vergine\u201d di Sabino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cA TURI LO AVEVANO DIMENTICATO\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abChiedo scusa se mi inserisco nella prima parte di questo memorabile spettacolo. Desidero rivolgervi alcune parole come turese e come sacerdote turese. Se presterete attenzione, forse non vi pentirete e non dimenticherete quello che vi dir\u00f2. Pi\u00f9 volte il vostro direttore didattico prof. Nicola Iacovazzi, turese come noi, mi ha pregato di riunire alcune scolaresche e di parlare loro di questa nostra terra solatia, della nostra Turi, terra che ci \u00e8 cara pi\u00f9 di ogni altra, perch\u00e9 qui siamo nati, qui trascorriamo i nostri giorni, qui vissero i nostri cari morti, che l\u2019amarono e ci amarono, la onorarono e ci trasmisero in prezioso retaggio la fede, l\u2019amore per la nostra terra, le tradizioni, il loro genio, che \u00e8 nostro onore e vanto. Ed ora mi consentirete incominciare come si usava nelle favole che una volta le nonne narravano ai nipotini, quando calavano le ombre della sera, una favola meravigliosa, che comincia come tutte le fiabe: \u201cC\u2019era una volta\u2026\u201d. S\u00ec, c\u2019era una volta qui a Turi, tanti, tanti anni or sono. Chi? Mi chiederete tutti\u2026 Ebbene s\u00ec, vi era un bimbo come voi. Un bambino destinato a diventare celebre. [\u2026] A Turi, purtroppo, come spesso \u00e8 avvenuto anche per altro l\u2019avevano dimenticato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cSI GLORIAVA DI APPARTENERE ALLA NOSTRA TERRA\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl giovane turese professore di fagotto Giuseppe Mallardi, nipote di don Giovanni Cipriani scopr\u00ec due anni or sono, quasi per caso, prima nel Dizionario musicale \u201cLarousse\u201d scritto a cura di Delfino Nava delle Edizioni Paoline e poi nell\u2019Enciclopedia Rizzoli \u2013 Edizioni Ricordi, alla voce \u201cSabino\u201d che, almeno due dei tre musicisti menzionati erano sacerdoti nati a Turi. Don Giovanni Cipriani mi comunicava, con sorpresa e con gioia, la notizia. Feci ricerche interessantissime, che pubblicai nel periodico ciclostilato \u201cTuri \u2013 Chiesa Madre\u201d n\u00b018 edito per la festa di S. Oronzo di due anni or sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Giovanni Maria Sabino sacerdote turese e musicista ebbe una sorella e tre fratelli, di cui uno, Antonio, fu anche sacerdote e musicista. Ambedue le enciclopedie, sia quella della Rizzoli che quella delle Edizioni Paoline, dicono che tutti e due i fratelli sono nati a Turi di Bari ma non precisano l\u2019anno. Non mi \u00e8 stato difficile scoprirlo. Sono quindi turesi autentici. [\u2026] Vi dir\u00f2 soltanto che il primo si firmava \u201cDon Giovanni Maria Sabino da Turi\u201d. Ci teneva. Si gloriava di appartenere alla nostra terra. Fu compositore, organista, maestro di cappella a Napoli. Dalla sua scuola uscirono eccellenti compositori, tra cui Provenzale, Pagano, Strozzi, Coppola. Insegn\u00f2 nel Conservatorio della Piet\u00e0 dei Turchini. Compose. Pubblic\u00f2 nel 1627 il I\u00b0 libro dei mottetti a due voci; salmi del Vespro a 4 voci; altri pezzi in antologia dell\u2019epoca e numerose cantate. Una gagliarda a 4 voci ed altro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PIETRO MIALE, UN PONTE PER NAPOLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDon Giovanni Cipriani che con tanto amore e con tanta passione dirige l\u2019Oratorio e si preoccupa che il suo concerto bandistico faccia sempre meglio, scrisse a varie parti, nella speranza di rintracciare qualche pagina di questo musicista \u201cimportante\u201d e nostro compaesano. Per sua e nostra fortuna gli venne incontro l\u2019insegnante Pietro Miale, oriundo di Acquaviva ma domiciliato a Turi. Due suoi amici, il prof. Vito Cirielli e il prof. Michele Di Lella, residenti a Napoli \u2013 Viale Colli Aminei 23, si resero diligenti ricercatori prendendo contatto con alcuni amici per rintracciare le musiche del maestro Sabino. \u201cPoich\u00e9 quel sacerdote \u2013 scrivevano \u2013 doveva essere un compositore importante alla sua epoca, certamente troveremo qualche sua composizione. Insomma faremo di tutto per accontentare te e il tuo amico per\u00f2 non posso garantirti quanto tempo potr\u00e0 durare la ricerca\u201d \u2013 cos\u00ec scrivevano su di una cartolina a Pietro Miale il 17 febbraio 1977\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NEL BUIO\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDomenica 27 marzo 1977, in una lettera, uno dei due gli scriveva: \u201cHo ritardato di proposito a risponderti perch\u00e9 intendevo darti notizie positive in merito al maestro compositore di Turi, Giovanni Sabino; ma purtroppo, per ora almeno, posso darti solo informazioni negative. La casa editrice che aveva pubblicato le sue opere da oltre un secolo non esiste pi\u00f9. Neanche la cappella con l\u2019oratorio dei Filippini (ove egli fu organista nel 1630) esiste pi\u00f9 e il suo archivio musicale \u00e8 passato alla Biblioteca Nazionale di questa citt\u00e0, mentre l\u2019archivio musicale della Chiesa dell\u2019Annunziata l\u2019hanno trasferito al nostro Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella. Stando cos\u00ec le cose, il prete a cui ho dato l\u2019incarico dovrebbe fare la ricerca presso il Conservatorio e presso la Biblioteca Nazionale&#8230; Dopo tutto, anche a me fa piacere scoprire quest\u2019altra gloria passata pugliese. Tanti musicisti italiani e stranieri del passato, ormai dimenticati stanno tornando a rivedere la luce; chiss\u00e0 che non meriti di essere rivalutato anche il nostro Sabino!\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2026LA LUCE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl 19 luglio 1977 il prof. Michele Di Lella comunicava al maestro Miale di aver spedito \u201cil pacchetto contenente le copie fotostatiche (oltre 70) del musicista Turese\u201d. Il 6 agosto 1977 il prof. Michele Di Lella scriveva a don Giovanni Cipriani: \u201cHo ricevuto la sua gentile lettera e la ringrazio delle espressioni di gratitudine spese nei miei confronti e in quelle del prof. Vito Cirielli, mio cognato e collaboratore. In verit\u00e0 siamo noi che dobbiamo ringraziarla per averci dato l\u2019occasione di essere utili nella ricerca di quei manoscritti tanto preziosi del nostro compaesano Giovanni M. Sabino. Siamo contenti della sua insistiva, quella cio\u00e8 di voler far cantare dalla Schola Cantorum dell\u2019Oratorio alcuni brani e far eseguire altri dalla banda dei ragazzi dello stesso Oratorio. Sar\u00e0 una bella soddisfazione per lei, e, perch\u00e9 no, anche per i ragazzi, i quali saranno felici di sapere di suonare musica di un loro \u201cvalente\u201d compaesano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cQUESTA SERA IL VOTO SI ADEMPIE DINANZI A VOI\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSarebbe molto interessante \u2013 prosegue don Vito &#8211; che vi mostrassi qualche fotocopia con le battute spiritose che il musicista turese don Giovanni Maria Sabino metteva in calce, o farvi vedere il celebre Vespro musicato in collaborazione con il sommo Claudio Monteverdi, ma voglio concludere con quello che scrivevo a pagina 31 del 18\u00b0 numero del ciclostilato \u201cTuri-Chiesa Madre\u201d [\u2026] Scrivevo nell\u2019estate del 1976: \u201cMi permetto di esprimere un voto ed un augurio. Ci conceda il Cielo, la gioia di vivere un giorno veramente grande in cui qualcuna delle opere scritte dal Sabino, ripescate in qualche Conservatorio musicale o in qualche biblioteca, venga ripresentata a distanza di quasi 4 secoli ai turesi di oggi, sensibili a questi valori. Sarebbe una scoperta ed una rimpatriata. In quella stupenda giornata aleggerebbero nel nostro cielo le anime dei grandi turesi che ci precedettero in questa terra solatia. Da quella musica ci verrebbe un alato messaggio di bene, espressione di fede e di arte: gli ideali vissuti e cantati dai due fratelli sacerdoti musicisti, nati a Turi di Bari: don Giovanni Maria Sabino e don Antonio Sabino\u201d. Ebbene questa sera \u2013 chiosa Ingellis, tornando al suo \u201cdiscorso\u201d &#8211; questo voto si adempie qui dinanzi a voi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Alla prossima puntata\u2026<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50983106633_4b74362e2d_n.jpg\" alt=\"La banda dell'Oratorio con il M\u00b0 Peppino Mallardi (primo in piedi in basso a sx) e don Giovanni Cipriani (al centro)\" width=\"320\" height=\"216\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18201","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18201","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18201"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18201\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}