{"id":18171,"date":"2021-02-17T13:28:27","date_gmt":"2021-02-17T13:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/02\/17\/don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino\/"},"modified":"2021-02-17T13:28:27","modified_gmt":"2021-02-17T13:28:27","slug":"don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/02\/17\/don-vito-ingellis-racconta-giovanni-maria-sabino\/","title":{"rendered":"Don Vito Ingellis racconta Giovanni Maria Sabino"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50937034986_2a8f0551ee_n.jpg\" alt=\"don vito ingellis\" width=\"280\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Avrebbe dovuto parlarne ai ragazzi e alle famiglie nella manifestazione scolastica del \u201978, sconvolta dall\u2019investimento di una bambina in via Guglielmo Cisternino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 maggio dello scorso anno, domenica di Pentecoste, appariva sui social Giovanni Maria Sabino, sacerdote e musicista stimatissimo, nato nel 1588 a Turi. Col suo primo post, scritto in italiano seicentesco, ricordava che: \u201cFra un mese esatto, il d\u00ec 30 di giugno, il genetliaco de&#8217; miei primi 432 anni si compir\u00e0 \u2013 che a Dio piaccia far me degno di questo contento \u2013, per la qual cagione \u00e8 d&#8217;uopo che si onori tal recorrentia. Tosto dunque prencipier\u00f2 la compilattione, per diffonderle in via telematica, de le mie informationi di vita e musicali, acciocch\u00e9 possiate conoscermi come uomo ovver musicista. Son lor pronti a cotal avvenimento? Baciando riverentemente la mano, prego il Signor Dio doni loro felicissimo compimento di quanto desiderano\u201d. Ad oggi, sulla sua bacheca personale e sulla pagina Facebook dedicata all\u2019ensemble barocco che porta il suo nome, il sacerdote e musicista turese ha rivelato molto dei suoi primi anni di vita. Per maggiori informazioni, \u00e8 possibile consultare i canali appena menzionati ed i nostri precedenti articoli sempre disponibili su www.turiweb.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ANNUNCIO SOLENNE DI DON VITO INGELLIS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In rete, fuori dal mondo dei social, ci siamo imbattuti in un pdf caricato dal sito turionline.it, gi\u00e0 da noi spesso elogiato per la particolarit\u00e0 di alcuni suoi contenuti. All\u2019interno del file, la scannerizzazione di uno dei numeri di \u201cTuri \u2013 Chiesa Madre\u201d, il periodico diretto e scritto dal compianto don Vito Ingellis.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50936341478_282df08cf5_n.jpg\" alt=\"Il frontespizio del \u201cVespro\u201d musicato da Giovanni Maria Sabino\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"235\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggiamo cosa scrive: \u00abSiamo in possesso di centodieci fotocopie di fogli di musica scritti da un\u2019autentica gloria di Turi. Ecco \u2013 riferendosi all\u2019immagine che vi proponiamo di fianco \u2013 la prima delle quarantaquattro fotocopie \u201cdoppie\u201d del \u201cVespro\u201d musicato dal sacerdote don Giovanni Maria Sabino, nato a Turi di Bari il 1588. Notate in data di fondo. Risale al 1607, cio\u00e8 quando egli aveva diciannove anni ed era gi\u00e0 Maestro di Cappella della Real Chiesa del Castel Nuovo di Napoli. Delle altre 66 fotocopie di fogli di musica dello stesso musicista sacerdote turese don Giovanni Maria Sabino in cui vi sono \u201cCantate, \u201cArie bellissime\u201d, \u201cGagliarde\u201d, ecc. ho voluto stralciare alcune annotazioni che egli pose in calce ai fogli musicati. Sono battute umoristiche o suggerimenti come: \u201cFalla carit\u00e0 volti presto\u201d; \u201cFavorisca di voltare\u201d; \u201cAndiamo in voltamento\u201d; \u201cFinis coronat opus.\u201d A parte poi pubblico la stupenda \u201cLaude alla Vergine\u201d [\u2026] con l\u2019armonizzazione fatta dal M\u00b0 Pietro Sgobba di Noci, attuale direttore del concerto bandistico dell\u2019oratorio M. SS. Ausiliatrice di Turi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8 GIUGNO \u201978: LA MANIFESTAZIONE DI FINE ANNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEra stata preparata con amore e con passione da parte soprattutto delle insegnanti e degli allievi delle quinte classi delle elementari di Turi la manifestazione di chiusura dell\u2019anno scolastico 1977-78. E, poich\u00e9 in correlazione da noi vi \u00e8 un corso di educazione musicale presso il vicino Oratorio Maria Santissima SS. Ausiliatrice, \u00e8 intervenuto alla manifestazione anche il Concerto bandistico, programmando otto \u201cpezzi\u201d formidabili, destinati a far suscitare con un crescendo vertiginoso l\u2019entusiasmo dei piccoli e dei grandi. Tutto doveva svolgersi gioved\u00ec 8 giugno 1978, con l\u2019inizio alle ore 17.30 nella seguente maniera: \u201cRadetzki\u201d \u2013 marcia \u2013 di Strauss; \u201cLa forza del destino\u201d \u2013 preghiera \u2013 di G. Verdi; \u201cLaude alla Vergine\u201d \u2013 del Sac. G. M. Sabino da Turi; \u201cNabucco\u201d \u2013 coro degli schiavi \u2013 di G. Verdi. \u201cRomanza\u201d \u2013 opera 50 di L. W. Beethoven; \u201cConcerto K 467\u201d di W. A. Mozart; \u201cTema di Lara\u201d (dott. Zivago) di M. Jarr\u00e8; \u201cSinfonia n\u00b040\u201d di W. A. Mozart\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA PREPARAZIONE DEL DISCORSO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAllorch\u00e9 don Giovanni Cipriani me lo comunic\u00f2 e mi disse che al terzo posto sarebbe stata eseguita la \u201cLaude alla Vergine\u201d composta dal sacerdote don Giovanni Maria Sabino, nato a Turi 390 anni or sono, dissi di fare io la presentazione di quel \u201cpezzo\u201d. Trascorsi la notte tra il 7 e l\u20198 giugno quasi tutta in bianco. Scrissi quanto avevo in animo di dire soprattutto ai piccoli. L\u2019indomani mattina feci ascoltare il distillato delle mie meningi al direttore didattico, prof. Nicola Iacovazzi, prima ed a don Giovanni Cipriani, dopo. Avrei parlato per meno di dieci minuti, ma avrei fatto vibrare all\u2019unisono l\u2019uditorio composto da moltissimi ragazzi e dai rispettivi famigliari. Ambedue furono entusiasti della mia iniziativa. Il mio intervento avrebbe avuto il sapore ed il valore di una improvvisata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA TRAGEDIA SFIORATA IN VIA CISTERNINO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cdistillato di meningi\u201d prodotto da don Vito Ingellis, tuttavia, quel giorno non fu mai pronunciato in pubblico; accadde qualcosa: \u00abAlle ore 17.30, ero gi\u00e0 alle scuole elementari, ove all\u2019aperto si sarebbe svolta la manifestazione. Fervevano gli ultimi ritocchi ai preparativi, allorch\u00e9 l\u2019attenzione delle molte centinaia di bambini si spost\u00f2 improvvisamente verso la via Guglielmo Cisternino, adiacente alle scuole, in cui, dopo una frenatura di molti metri, la piccola bambina Annalisa De Carolis, figlia del professore di educazione fisica, Romano, e nipote quindi dell\u2019indimenticabile insegnante, don Giovanni, e figlia dell\u2019insegnante Lidia Volpe, veniva investita e catapultata lontana. Accorremmo tutti. La piccola che per giunta \u00e8 anche sofferente, ridotta quasi ad uno straccio, raggomitolata su se stessa, perdeva sangue del sano. Era come svenuta. Lo stesso investitore la metteva subito nella sua macchina poderosa e la portava di gran corsa all\u2019ospedale di Putignano. Si cre\u00f2 una confusione indescrivibile. Il padre e la madre della piccola seguirono con la comprensibile commozione in altra macchina. [\u2026] Salimmo su di un\u2019altra auto e raggiungemmo Putignano. Temevamo che la bimba avesse avuto le ossa fracassate e addirittura che i suoi minuti di vita erano contati. Dopo i controlli, i raggi, le analisi risult\u00f2 che aveva riportato lussazioni varie e soprattutto tanto spavento. Povera bambina e poveri genitori! Noi personalmente fummo loro vicino, per far sentire meno terribile l\u2019angoscia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ATTIMI DI ANGOSCIA E DI SOLIDARIET\u00c0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA Turi \u2013 prosegue don Vito Ingellis \u2013 anche se tutti erano emozionatissimi, aveva avuto luogo la manifestazione programmata. Naturalmente, fu saltata la mia \u201cpresentazione\u201d alla \u201cLaude\u201d. Pur se mi sarebbe piaciuto fare quello che avevo preparato, avevo sentito il bisogno di essere vicino a quei due cari genitori, che soffrivano tanto, che nascondevano le loro lagrime e che vivevano terribili momenti di ansia. La presenza mia e degli altri amici in ospedale serv\u00ec a dar loro coraggio. Non ho voluto, comunque, rinunziare a pubblicare quello che avevo scritto e che non lessi in quella occasione. Servir\u00e0 a proiettare un fascio di luce sulla grande figura di un sacerdote, musicista turese che dopo quasi quattro secoli viene tolto dall\u2019oblio grazie anche al nostro periodico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL DISCORSO CHE NON FU PRONUNCIATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abChiedo scusa se mi inserisco nella prima parte di questo memorabile spettacolo. Desidero rivolgervi alcune parole come turese e come sacerdote turese. Se presterete attenzione, forse non vi pentirete e non dimenticherete quello che vi dir\u00f2. Pi\u00f9 volte il vostro direttore didattico prof. Nicola Iacovazzi, turese come noi, mi ha pregato di riunire alcune scolaresche e di parlare loro di questa nostra terra solatia, della nostra Turi, terra che ci \u00e8 cara pi\u00f9 di ogni altra, perch\u00e9 qui siamo nati, qui trascorriamo i nostri giorni, qui vissero i nostri cari morti, che l\u2019amarono e ci amarono, la onorarono e ci trasmisero in prezioso retaggio la fede, l\u2019amore per la nostra terra, le tradizioni, il loro genio, che \u00e8 nostro onore e vanto. Ed ora mi consentirete incominciare come si usava nelle favole che una volta le nonne narravano ai nipotini, quando calavano le ombre della sera, una favola meravigliosa, che comincia come tutte le fiabe: \u201cC\u2019era una volta\u2026\u201d. S\u00ec, c\u2019era una volta qui a Turi, tanti, tanti anni or sono\u2026 Chi? Mi chiederete tutti\u2026 Ebbene s\u00ec, vi era un bimbo come voi. Un bambino destinato a diventare celebre. Era nato a Turi, nella nostra Turi ed io ho trovato il suo atto di battesimo nei registri della nostra Chiesa Madre, esattamente alla data del 30 giugno 1588, cio\u00e8 390 anni or sono. Era nato a Turi, dicevo, e si chiamava Giovanni Maria Sabino. [\u2026] I suoi genitori si chiamavano Francesco Sabino e Caterina Cecere. Fu battezzato da don Giovanni Francesco Pitrello. Ebbe per padrino don Massimiliano dei Leoni. A Turi, purtroppo, come spesso \u00e8 avvenuto anche per altro l\u2019avevano dimenticato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ALLA PROSSIMA PUNTATA\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei prossimi numeri continueremo a far rivivere su queste pagine don Vito Ingellis e con lui don Giovanni Cipriani e Giuseppe Mallardi, i quali fecero a loro volta rivivere don Giovanni Maria Sabino, un gigante della storia della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50937034986_2a8f0551ee_n.jpg\" alt=\"don vito ingellis\" width=\"280\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-18171","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18171\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}