{"id":18138,"date":"2021-02-04T06:23:55","date_gmt":"2021-02-04T06:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/02\/04\/antonio-gramsci-abbraccia-il-cuore-di-turi\/"},"modified":"2021-02-04T06:23:55","modified_gmt":"2021-02-04T06:23:55","slug":"antonio-gramsci-abbraccia-il-cuore-di-turi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2021\/02\/04\/antonio-gramsci-abbraccia-il-cuore-di-turi\/","title":{"rendered":"\u201cAntonio Gramsci abbraccia il cuore di Turi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50889041897_b0c21a91bf_n.jpg\" alt=\"Lilli Susca\" width=\"320\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Lilli Susca: \u201cUn\u2019occasione per dare risalto ad uno dei pi\u00f9 alti esponenti della lotta al fascismo, entrando in un circuito turistico di altissimo livello\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venerd\u00ec 22 gennaio, nell\u2019aula consiliare, i consiglieri comunali si sono riuniti per discutere del \u201cprogetto Gramsci\u201d, che prevede un sostanziale intervento sulle due ville comunali e la collocazione di una installazione artistica dedicata al pensatore italo-albanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad illustrare il progetto il direttore del Dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia, dottor Aldo Patruno, affiancato da due tecnici intervenuti per fornire una prima risposta a eventuali proposte o domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl dottor Patruno ha illustrato, con dovizia di particolari, ma anche con grande trasporto, la genesi del progetto: come nasce l\u2019idea, con quali fondi viene finanziata, l\u2019iter amministrativo fin qui percorso, il ponte ideale Roma-Turi-Tirana alla base del progetto, da cosa si sono lasciati ispirare Nunes e Pirri, artisti di fama internazionale impegnati nel concepire una rappresentazione ideale della figura gramsciana e nel darle forma\u00bb \u00ac\u2013 commenta il consigliere Lilli Susca, che ha accettato di rispondere alle nostre domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Condivide l&#8217;idea progettuale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPremesso che non ho le competenze tecniche per giudicare questo come altri progetti, mi permetto di manifestare il mio entusiasmo per l\u2019idea su cui si basa il progetto \u201cCompagni e Angeli\u201d, che nasce da alcuni versi della canzone \u201cLa rosa di Turi\u201d dei Radio Dervish. La canzone, a sua volta, prende spunto da una lettera scritta da Gramsci, durante la sua prigionia a Turi, e indirizzata a sua cognata Tatiana. Una lettera bellissima, che invito tutti a leggere per intero, perch\u00e9 esprime al meglio la volont\u00e0 di Gramsci di superare con la mente le barriere imposte dallo stato detentivo. La rosa, con i suoi boccioli, rametti e foglie, ma anche gli alberi, le colombe, la neve e altri elementi naturali evocati nella lettera, rappresentano il suo attaccamento alla vita e fungono da ponte ideale verso il fuori, lo spazio altro da quello angusto della sua cella 6&#215;2. Questo spazio angusto sar\u00e0 riprodotto, nelle stesse dimensioni, nello spazio esterno e precisamente in piazza Aldo moro, la nostra villa comunale, sul lato di via Gramsci, di fronte alla finestra della cella. Una sorta di traslazione fisica delle mura che lo hanno accolto, che suggerisca una traslazione ideale dell\u2019uomo; una sorta di evasione postuma, in risposta ad un desiderio di libert\u00e0 di Antonio Gramsci e ad un rimpianto globalmente condiviso per averlo tenuto costretto fra quattro mura. \u00c8 come se una mano guidata da \u201ccompagni e angeli\u201d, compatti nell\u2019ammirazione per questo grande uomo, lo avesse salvato, portato fuori da quelle mura di cinta, a godere di quegli alberi che, nella sua cella, poteva solo immaginare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella cella 6&#215;2, adesso a Roma in attesa di essere impiantata a Turi, \u00e8 stata realizzata in materiale trasparente che contiene una grande quantit\u00e0 di piume, che richiamano il volo, la libert\u00e0, gli angeli de \u201cLa rosa di Turi\u201d, ma anche la scrittura e la sua forza nel rendere un uomo libero, al di l\u00e0 delle restrizioni fisiche. Attraverso le lettere dal carcere Gramsci continu\u00f2 a dare forma scritta alle sue teorie politiche e filosofiche, nonch\u00e9 ad esprimere tutta la sua umanit\u00e0 che, grazie all\u2019opera di Pirri, viene rappresentata in tutta la sua forza. Ma il progetto firmato Pirri-Nu\u00f1es non prevede solo la trasposizione fisica, seppur ricca di implicazioni simboliche, della cella di Gramsci, ma anche la costruzione di un\u2019arena all\u2019aperto, che si congiunge alla cella formando una grande G. L\u2019arena sar\u00e0 percorsa da una rampa che, al culmine del suo percorso, permetter\u00e0 ai visitatori di avere una visuale ottimale della finestra della cella, che si trova sulla facciata laterale del carcere. Il visitatore si trover\u00e0 a tu per tu con quel rettangolo illuminato dall\u2019interno, costruendo un ponte ideale che lo avviciner\u00e0 ancor di pi\u00f9 a quell\u2019uomo che si trovava l\u00ec per aver detto tanti \u201cNo\u201d. E ci sar\u00e0 un ponte luminoso a collegare la finestra alla cella posta nella villa, firma poetica di un artista che porta l\u2019idea di libert\u00e0, seppur solo mentale, in cima alle sue priorit\u00e0. La libert\u00e0 del pensiero che valica i confini di tempo e spazio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avete suggerito modifiche alla proposta che vi \u00e8 stata illustrata?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, alcune. L\u2019incontro di venerd\u00ec \u00e8 stato solo il primo di una serie di consultazioni che vedranno protagonisti non solo noi consiglieri, ma tutta la cittadinanza. A noi il compito di trasmettere entusiasmo per questa grande opera, perch\u00e9 si superino le perplessit\u00e0 e i disagi che sicuramente tutti noi dovremo affrontare per il periodo necessario alla conclusione dei lavori. Dovremo fare a meno per un po\u2019 della nostra amata villa comunale, e questo potrebbe mal disporre i cittadini verso questa novit\u00e0, anche perch\u00e9 la riqualificazione della villa non risale a moltissimi anni fa, e quindi un nuovo intervento potrebbe essere considerato superfluo. E qui l\u2019Amministrazione avr\u00e0 la responsabilit\u00e0 di intervenire, non solo con una campagna di informazione e sensibilizzazione che coinvolga la cittadinanza nel processo di cambiamento del cuore della nostra cittadina, ma anche con opere di decentramento temporaneo degli spazi di aggregazione, organizzando per esempio eventi in altre piazze, magari del borgo antico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le perplessit\u00e0 e i suggerimenti emersi venerd\u00ec riguardano sostanzialmente i seguenti aspetti: il prato inglese, la soluzione di continuit\u00e0 fra piazza Moro e Piazza Pertini (la villa piccola e quella grande) e l\u2019imponente siepe che circonder\u00e0 l\u2019arena.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il prato inglese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prato inglese fu piantato vent\u2019anni fa in occasione della ristrutturazione della villa e riscosse un immediato successo. Sembrava di essere in uno di quei parchi delle grandi citt\u00e0, in cui la gente si sdraia per leggere un libro o per prendere il sole. In realt\u00e0, dubito fortemente che qualcuno dei miei concittadini abbia mai avuto il coraggio di affrontare lo sguardo inquisitore degli abituali fruitori della villa grande, sdraiandosi sull\u2019erba con i vestiti della domenica. Lo dubito ancor pi\u00f9 fortemente anche perch\u00e9 temo non ce ne sia stato il tempo. Infatti, purtroppo, quel bellissimo prato inglese dur\u00f2 al massimo un paio di mesi. E questo nonostante fosse stato previsto un impianto di irrigazione che ancora oggi esiste. Quello che manca \u00e8 l\u2019acqua. Quindi delle due l\u2019una: o si trova un modo per far arrivare l\u2019acqua all\u2019impianto, magari sfruttando le acque reflue, cosa che temo possa costare pi\u00f9 di tutto il progetto, oppure si rinuncia all\u2019erbetta, consapevoli del fatto che non siamo esattamente un paese ad alta concentrazione idrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le due ville unite<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda perplessit\u00e0 \u00e8 stata facilmente recepita dai tecnici e non costituir\u00e0, a detta loro, alcun problema. Baster\u00e0 utilizzare la stessa pavimentazione e prevedere una continuit\u00e0 nella disposizione di alberi, siepi o altro. A proposito di alberi, sulla pianta del progetto \u00e8 scritto che gli unici alberi che saranno rimossi sono quelli di fronte all\u2019ingresso del carcere. A me personalmente \u00e8 venuto un colpo quando ho letto che saranno espiantati, ma il mio attaccamento agli alberi sfiora il patologico, quindi, a fronte di una riqualificazione di tutta la villa piccola, la cui pianta risulter\u00e0 speculare al prospetto del palazzo che ospita il carcere, cosa che non sarebbe percepibile se ci fossero quegli alberi, e considerato il fatto che le radici stanno da tempo creando problemi alla pavimentazione, sono disposta a tenere per me il dispiacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La siepe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terzo punto: la siepe. E su questo credo che ci sar\u00e0 parecchio da lavorare. Il progetto prevede che sia piantata una siepe, alta due metri, che racchiuda l\u2019installazione artistica dedicata a Gramsci. Nel riprodurre con la siepe la pianta della cinta muraria che racchiude la cella, si spera di porre il visitatore in uno stato d\u2019animo affine a quello del filosofo Italo-Albanese. Guardando la pianta non si percepisce molto l\u2019impatto che questa avrebbe, ma se ci si ferma un attimo a pensare a come potrebbe essere percepita questa cosa, \u00e8 probabile che ci si ponga qualche dubbio. Il timore, espresso da pi\u00f9 di un consigliere, \u00e8 che la siepe risulti respingente, eccessivamente opprimente e che produca l\u2019effetto di allontanare i fruitori piuttosto che avvicinarli. I suddetti consiglieri temono che l\u2019effetto artistico di straniamento voluto dai progettisti finisca per rendere quel luogo estraneo ai cittadini turesi. In altre parole, se il cittadino percepisse la villa come un luogo triste e opprimente, a causa di quella siepe che, secondo le ipotesi suggerite dalla pianta, potrebbe nascondere alla vista il resto della villa, non \u00e8 improbabile che decida di non frequentarla pi\u00f9. Insomma, si teme che l\u2019aspetto artistico sia privilegiato rispetto a quello funzionale e che ad usufruire della nuova villa siano pi\u00f9 i turisti, auspicabilmente attratti da questa novit\u00e0, che i turesi, i quali, gradualmente, rinuncerebbero all\u2019unico spazio storicamente deputato alla socializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, se permettete, su questo vorrei dire la mia. Intanto una siepe non \u00e8 un muro. Banale, ma fino ad un certo punto. La siepe nasconde alla vista, ma \u00e8 cosa viva rispetto ad un muro e a me, personalmente, fa pensare pi\u00f9 al giardino di un palazzo reale che ad un carcere. Il fatto che non siamo abituati a questo tipo di architettura del verde non vuol dire che non ci si possa sentire a proprio agio, anche in considerazione del fatto che quelle siepi, che solo in pochi si potevano permettere, avevano la funzione di creare intimit\u00e0, di escludere allo sguardo dal fuori al dentro, pi\u00f9 che viceversa. Quindi, se solo ci sforzassimo di pensare a questa grande siepe come a mura domestiche pi\u00f9 che alle mura invalicabili di un carcere, godremmo dell\u2019intimit\u00e0 di una casa comune, di una casa della collettivit\u00e0, dove \u00e8 pi\u00f9 facile raccontare e raccontarsi. Fermo restando il diritto di ciascuno, turese o no, di immergersi nell\u2019atmosfera voluta dai progettisti. Perch\u00e9 anche provare dolore e tentare di immedesimarsi in quello di altri, \u00e8 un diritto sacrosanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troppa fuffa? Ok, allora. Parliamo di aspetti pratici. L\u2019arena, secondo gli ideatori, sar\u00e0 contenitore di eventi culturali organizzati in collaborazione con la Fondazione Gramsci, ma non solo. Essendo un bene donato alla nostra cittadina, sarebbe a disposizione per qualsiasi evento culturale. Per spettacoli teatrali e concerti, per esempio. E quindi, la siepe sarebbe di grande utilit\u00e0, per migliorare l\u2019acustica, isolando l\u2019area dal resto della villa che sarebbe, auspicabilmente, sempre \u201cteatro\u201d di giocose scorribande fra bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un suggerimento che ho gi\u00e0 espresso al sindaco e che vorrei comunicare ai progettisti, cosa che far\u00f2 non appena me ne sar\u00e0 data la possibilit\u00e0, \u00e8 quello di prevedere sedute in pietra senza schienale, all\u2019interno dell\u2019arena, al fine di evitare il trasporto di sedie in occasione degli eventi e anche per salvaguardare l\u2019aspetto estetico che con sedie di plastica potrebbe non essere garantito\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale valore avr\u00e0 quest&#8217;opera per Turi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa scelta dei progettisti di commemorare Gramsci non con un busto ma con una architettura accogliente e funzionale \u00e8, a mio parere, assolutamente vincente. Il direttore Patruno ha pi\u00f9 volte sottolineato quanta attenzione la Regione Puglia stia rivolgendo a questo progetto, in quanto si ritiene che quest\u2019opera possa rientrare in circuiti turistico-culturali di altissimo livello, in grado di dare ulteriore spinta al settore turistico della nostra regione. E non posso che concordare con lui su questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Turi \u00e8 onorata di aver ospitato per ben otto anni un personaggio della levatura di Antonio Gramsci. Ma questo onore pare spesso sopito, dato per scontato. Sono rare le occasioni, tranne quelle di commemorazione ufficiale coincidenti con l\u2019anniversario della sua nascita, in cui dimostriamo il nostro orgoglio per la sua presenza qui. Ricordo di aver partecipato, una vita fa, ad una messinscena a lui dedicata, in cui veniva riprodotta la sua cella, con i suoi arredi minimi, e in cui furono lette alcune sue lettere. Ricordo, con grande emozione, una danza di braccia che cercano la libert\u00e0 oltre le sbarre, sulle note de \u201cLa rosa di Turi\u201d. Ricordo anche un cortometraggio realizzato fuori e dentro le mura del carcere, in cui venivano rappresentati i momenti cruciali della sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo risale a pi\u00f9 di vent\u2019anni fa. Da allora ad oggi, oltre al bel murale sulla grave, ci sono state diverse iniziative, concentrate nelle settimane gramsciane, ma occorrono ulteriori e rinnovati sforzi per non far calare l\u2019oblio su una porzione della nostra storia. Non ci rendiamo conto che abbiamo una grande responsabilit\u00e0, e in questi giorni in cui ricorre la Giornata della Memoria dovremmo sentirla ancora pi\u00f9 grande: quella di dare risalto ad uno dei pi\u00f9 alti esponenti della lotta al fascismo, detenuto qui a Turi proprio per questo. Il suo pensiero politico e filosofico \u00e8 studiato e apprezzato in tutto il mondo. Questa \u00e8 l\u2019occasione per noi turesi di dare lustro a questo grande uomo. Non dobbiamo assolutamente farcela sfuggire. E l\u2019unico modo che abbiamo per non farcela sfuggire e non porre intoppi all\u2019approvazione definitiva del progetto. Questo \u00e8 l\u2019invito che faccio ai miei concittadini: siate orgogliosi di quello che sta per succedere a Turi, proprio nel cuore di Turi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>FD<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50889041897_b0c21a91bf_n.jpg\" alt=\"Lilli Susca\" width=\"320\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-18138","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18138"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18138\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}