{"id":17973,"date":"2020-11-17T06:27:14","date_gmt":"2020-11-17T06:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/11\/17\/la-macabra-danza-del-virus\/"},"modified":"2020-11-17T06:27:14","modified_gmt":"2020-11-17T06:27:14","slug":"la-macabra-danza-del-virus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/11\/17\/la-macabra-danza-del-virus\/","title":{"rendered":"\u201cLa macabra danza del virus\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50598821361_2276f1c927_n.jpg\" alt=\"Il prof. Onofrio Resta\" width=\"320\" height=\"243\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il prof. Onofrio Resta: \u201cLa situazione pugliese \u00e8 preoccupante ma non drammatica\u201d. Per evitare la paralisi degli ospedali, \u00e8 indispensabile \u201cchiudere le scuole e avere il massimo rigore sulle relazioni sociali\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A marzo, nella fase pi\u00f9 concitata dell\u2019assalto del Coronavirus, si provvedeva a riconvertire in tempi record il padiglione \u201cAsclepios\u201d del Policlinico di Bari in centro Covid. A guidarlo, in qualit\u00e0 di Direttore del Reparto UTIR Covid, veniva chiamato il Prof. Onofrio Resta. In questa \u201cseconda ondata\u201d, il luminare turese ritorna in trincea, mettendo la sua esperienza nuovamente al servizio del nostro sistema sanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l\u2019incessante lavoro, cui si affiancano i seminari divulgativi e i costanti aggiornamenti, il professore ci ha concesso l\u2019opportunit\u00e0 di intervistarlo, facendo finalmente chiarezza sulla reale situazione che la Regione Puglia sta affrontando in queste settimane. Non c\u2019\u00e8 spazio per le opinioni, da esperto uomo di scienza, il prof. Resta parte dall\u2019analisi e dall\u2019interpretazione dei dati, che restituiscono una fotografia un po\u2019 pi\u00f9 rincuorante rispetto alle versioni apocalittiche che affollano i vari canali di comunicazione. Insomma, prendendo in prestito un frammento delle dichiarazioni del professore: \u201cLa situazione pugliese \u00e8 preoccupante ma non drammatica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Professore, si ha l\u2019impressione che la \u201cseconda ondata\u201d, seppur prevista, sia sfuggita al controllo. Concorda?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa seconda ondata era prevista ma nessuno pensava che si manifestasse con tale intensit\u00e0. Un aspetto da considerare \u00e8 quello della distribuzione dei contagi: sento affermare quasi con sorpresa che, in zone in cui la prima ondata della pandemia \u00e8 stata pi\u00f9 aggressiva, oggi ci sono meno malati; viceversa, nei territori che sono stati toccati dal virus con minore intensit\u00e0, come ad esempio la Puglia, si registrano maggiori casi. In realt\u00e0, questo scenario non fa affatto a pugni con le regole della biologia: il Covid, come altri agenti virali, pu\u00f2 dare un\u2019immunit\u00e0. Questa \u00e8 la principale ragione che giustifica la sperequazione dei casi positivi al Covid tra le varie regioni italiane. L\u2019altra \u00e8 di carattere organizzativo-gestionale: purtroppo, durante l\u2019estate \u2013 complice la voglia di riprenderci quello che avevamo perso durante il lockdown \u2013 c\u2019\u00e8 stato un allentamento della soglia di attenzione da parte nostra e degli organi governativi. E ora paghiamo il prezzo della riduzione della cautela e della messa in campo delle misure che erano riuscite a ridimensionare di molto la parte finale della prima ondata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci sono differenze sostanziali tra la prima e la seconda fase della pandemia?<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50598821476_02285ec1ce_n.jpg\" alt=\"Bollettino Covid_09112020_page-0004\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"198\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa situazione pugliese \u00e8 preoccupante ma non drammatica. A parlare sono i numeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Casi positivi<\/strong> <\/em>&#8211; \u00abNella prima ondata, ovvero da marzo al 15 agosto, avevamo in Puglia pressappoco 4.600 persone positive al Covid-19. In questa seconda ondata, al 9 novembre, abbiamo verificato la presenza di circa 21.500 contagi. Un dato che pu\u00f2 sembrare abnorme ma va letto alla luce del numero di tamponi eseguiti, che \u00e8 aumentato a dismisura e ha consentito di individuare l\u2019amplia platea di soggetti asintomatici o paucisintomatici che nella prima fase dell\u2019epidemia sfuggivano ai conteggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Ricoveri<\/strong><\/em> &#8211; Per quanto riguarda la tenuta degli ospedali, ad oggi abbiamo poco pi\u00f9 di 1.000 pazienti ricoverati e circa 140 posti occupati in rianimazione. Dunque, sui 21.500 contagiati della seconda ondata, annotiamo il 5% di ricoverati e lo 0,8% di pazienti in terapia intensiva. Valori che sono nettamente pi\u00f9 bassi della prima ondata. Il bagaglio dei posti letto, almeno per il momento, non \u00e8 sproporzionato rispetto al quadro epidemiologico e tra l\u2019altro la Regione si \u00e8 impegnata a raggiungere i 3.000 posti letto destinati ai pazienti Covid entro la fine di novembre, coinvolgendo anche alcune cliniche private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Decessi<\/strong><\/em> &#8211; Stesso discorso vale per il numero dei decessi, sceso proporzionalmente. Nella prima ondata, abbiamo perso 553 pazienti su 4.600 casi positivi; il bollettino del 9 novembre segna 280 morti dall\u2019inizio della seconda ondata, che per\u00f2 vanno \u201cspalmati\u201d su 21.500 positivi. Si deduce che la letalit\u00e0 del virus \u00e8 molto pi\u00f9 bassa; quello che \u00e8 alto \u00e8 l\u2019indice di contagio, influenzato come dicevamo dai milioni di tamponi che si stanno eseguendo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo al collasso della sanit\u00e0 pugliese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSul piano del sovraccarico degli ospedali, i dati raccolti fotografano una situazione che ha retto all\u2019urto della seconda ondata e presenta ancora discreti margini di lavoro nei reparti. Il nodo centrale \u00e8 cosa succeder\u00e0 nei prossimi giorni: se nella prima fase l\u2019inverno era alle nostre spalle, oggi lo abbiamo davanti ed \u00e8 facile ipotizzare che i contagi possano salire. Il punto \u00e8 che nessun sistema sanitario al mondo pu\u00f2 mantenere ritmi cos\u00ec imponenti di ricoveri, anche perch\u00e9 \u2013 inutile nasconderlo \u2013 i posti Covid vengono sottratti alla normale degenza e ci sono altre patologie, come quelle oncologiche, che non possiamo trascurare. Ecco perch\u00e9 \u00e8 vitale che vengano assunte misure di salute pubblica orientate a far abbassare la curva dei contagi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Condivide la scelta della Regione di sospendere le lezioni in frequenza in tutte le scuole?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abProprio per le considerazioni esposte finora, sono assolutamente d\u2019accordo con il lockdown e la sospensione delle lezioni in presenza disposta dal Governatore Emiliano. Su quest\u2019ultimo aspetto, va fatta chiarezza: il problema non \u00e8 il numero di docenti, operatori scolastici o studenti che contraggono il virus, il problema \u00e8 tutto ci\u00f2 che ruota attorno al \u201cpianeta scuola\u201d, dagli incontri alle relazioni interpersonali che favoriscono la possibilit\u00e0 di assembramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un paio di giorni fa, ho presentato un lavoro recentissimo, pubblicato dai ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Edimburgo sulla autorevole rivista \u201cLancet Infectious Diseases\u201d, in cui si dimostra che tra i fattori che fanno aumentare l\u2019indice di riproduzione (Rt), ossia la capacit\u00e0 del virus di diffondersi, la scuola incide per il 24%, quasi al pari degli eventi pubblici che pesano il 30%. La chiusura delle scuole, inoltre, \u00e8 la seconda misura pi\u00f9 rilevante per limitare il numero dei contagi (dopo 28 giorni si registra un calo del 15%), mentre, ad esempio, la richiesta di restare a casa permette di fermare la corsa del virus appena del 3%. Altra riflessione \u00e8 che, se \u00e8 vero che i bambini, fortunatamente, si ammalano poco avendo un sistema immunitario resistente, \u00e8 altrettanto vero che diventano fonte inconsapevole di contagio per i genitori e soprattutto per i nonni, i soggetti pi\u00f9 fragili che abbiamo il dovere di tutelare. Si desume che occorra applicare il prima possibile il massimo rigore alle relazioni sociali\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A marzo aveva sostenuto l\u2019importanza di potenziare la medicina territoriale. Il suo appello \u00e8 caduto nel vuoto o si \u00e8 fatto qualche passo avanti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 una pecca atavica della sanit\u00e0 italiana e soprattutto meridionale, basta pensare alla Calabria. Si sta cominciando a fare qualche timido passo ma \u00e8 molto poco. Come ho avuto modo di ricordare, la battaglia la facciamo negli ospedali, la guerra si combatte sul territorio con il supporto dei medici di medicina generale. Purtroppo, la medicina territoriale, determinante in questo contesto, non sta rispondendo adeguatamente, non per colpa degli operatori ma poich\u00e9, oltre a qualche discrasia di ordine organizzativo, abbiamo sempre pensato che la panacea fosse riempire gli ospedali. Il modello \u201cospedale-centrico\u201d non funziona: non possiamo pretendere che ci siano tanti posti letto tutti contemporaneamente disponibili. Molti dei ricoverati paucisintomatici potevano essere trattati a domicilio, come si \u00e8 fatto in altre nazioni dove funziona meglio la gestione e la coordinazione dei setting medici per i pazienti pi\u00f9 leggeri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sistema dei tracciamenti, per stessa ammissione dell\u2019assessore Lopalco, \u00e8 \u201csaltato\u201d. I test sierologici possono essere una soluzione valida?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn un discorso di screening demografico, possono aiutare a capire come evolve il profilo epidemiologico della pandemia. Tuttavia, il \u201cgold standard\u201d per accertare la positivit\u00e0 al virus resta il tampone naso-faringeo, con tutti i limiti intrinseci che l\u2019esame ha dimostrato. Difatti, il test non ha una sensibilit\u00e0 completa e, talvolta, pu\u00f2 restituire \u201cfalsi positivi\u201d: si va a controllare il materiale molecolare che pu\u00f2 essere il residuo di un virus gi\u00e0 morto e quindi innocuo\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come procedono le sperimentazioni sul plasma iperimmune come terapia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo stiamo testando anche in Puglia, all\u2019interno del progetto nazionale \u201cTsunami\u201d. Al momento non c\u2019\u00e8 alcuna indicazione certa all\u2019uso. Leggo che sta avendo successo un altro approccio terapeutico, quello degli anticorpi monoclonali. Si tratta di proteine, prodotte in laboratorio, progettate per bloccare l&#8217;aggressione e l&#8217;ingresso del virus nelle cellule umane. La Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l&#8217;autorizzazione per l&#8217;uso di emergenza, ovvero limitatamente a pazienti ad alto rischio di ospedalizzazione. Sicuramente \u00e8 uno strumento in pi\u00f9 nel trattamento del Covid-19 ma bisogna sperimentarlo su pi\u00f9 ampia scala prima di accertarne scientificamente l\u2019efficacia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Corrisponde al vero che entro dicembre saranno disponibili le prime dosi di vaccino contro il Covid-19?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuando si parla di ricerche scientifiche \u00e8 difficile definire con precisione le tempistiche. Di certo siamo vicini al traguardo e questa \u00e8 una notizia che ci d\u00e0 un po\u2019 di respiro; tuttavia, agli annunci devono seguire prove sul campo, rigorose e valide. \u00c8 indubbio che ogni sforzo si stia indirizzando verso il tassello determinante: fermare sul nascere i contagi per evitare l\u2019assalto al sistema sanitario, una circostanza che, come spiegato, impedirebbe di curare i casi Covid pi\u00f9 severi e le altre malattie che possono essere pi\u00f9 pericolose e dannose, mi riferisco alle patologie oncologiche o a quelle che arriveranno in seguito alle complicazioni dell\u2019influenza, l\u2019altro virus \u201ccugino\u201d del Covid\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo appreso che \u00e8 in corso uno studio sull\u2019andamento dei casi all\u2019interno della \u201cseconda ondata\u201d. Pu\u00f2 anticiparci qualche riflessione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abStiamo preparando un lavoro che compara la prima parte della seconda ondata (dal 15 agosto al 31 settembre) con la seconda fase, quella che stiamo vivendo. Nella prima parte, i pazienti sono pi\u00f9 giovani e hanno meno comorbidit\u00e0; a fronte delle maggiori complicazioni cardiache, si rileva un ridotto numero di accesso alle terapie intensive e di decessi. In sostanza, parliamo dei ragazzi che sono andati in vacanza ad agosto \u2013 magari in zone a rischio come Grecia, Spagna e Francia \u2013 che, in percentuale, raramente hanno avuto bisogno di cure ospedaliere ma hanno riaperto la macabra danza del virus, portando gli ospedali a riempirsi nuovamente. Nella seconda fase, invece, il quadro si va aggravando poich\u00e9 sono entrate in gioco tutte le situazioni di relazione sociale, tra cui la riapertura della scuola, che offrono terreno fertile alla diffusione del Covid\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Fabio D\u2019Aprile<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50598821361_2276f1c927_n.jpg\" alt=\"Il prof. 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