{"id":17828,"date":"2020-09-09T09:06:24","date_gmt":"2020-09-09T09:06:24","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/09\/09\/orontius-unopera-consegnata-alla-storia\/"},"modified":"2020-09-09T09:06:24","modified_gmt":"2020-09-09T09:06:24","slug":"orontius-unopera-consegnata-alla-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/09\/09\/orontius-unopera-consegnata-alla-storia\/","title":{"rendered":"\u201cOrontius, un\u2019opera consegnata alla Storia\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50309768416_0e8c10e66b_n.jpg\" alt=\"3\" width=\"320\" height=\"307\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Nella miscellanea, Stefano de Carolis racconta il culto, l\u2019arte e la devozione di Sant\u2019Oronzo a Turi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mercoled\u00ec 26 agosto, mentre Turi festeggiava il suo Patrono, nella Cattedrale di Ostuni veniva presentato il libro \u201cOrontius. La statua d\u2019argento del Patrono di Ostuni e la devozione oronziana\u201d, patrocinato dal Comune di Ostuni, dalla Diocesi Brindisi-Ostuni e dal Museo di Civilt\u00e0 Preclassica della Murgia Meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La miscellanea, nata per celebrare il restauro della statua settecentesca, raccoglie anche il contributo del nostro concittadino Stefano De Carolis, appassionato di ricerca storica, cui \u00e8 stato chiesto di curare un capitolo incentrato sulla storia, l\u2019arte e la devozione di Sant\u2019Oronzo nella citt\u00e0 di Turi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendendo le parole del sindaco di Ostuni, si tratta di un lavoro, cui hanno collaborato professionisti con instancabile passione e competenza, che \u00abviene consegnato alla Storia\u00bb, \u00abricchissimo di notizie che apprendiamo dai racconti delle altre citt\u00e0 che venerano Sant&#8217;Oronzo\u00bb. Insomma, c\u2019\u00e8 materiale sufficiente a smuovere la sana curiosit\u00e0 di scoprire qualcosa in pi\u00f9 su quest\u2019opera e intervistare de Carolis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di rispondere alle nostre domande, de Carolis tiene a precisare l\u2019obiettivo della sua attivit\u00e0, svolta con preparazione, perizia e in modo del tutto disinteressato: \u00abCerco sempre di trovare qualcosa di inedito non per ottenere un futile primato temporale ma perch\u00e9 lo spirito della ricerca \u00e8 proprio quello di trovare strade non ancora percorse che consentano di aggiungere un pezzo in pi\u00f9 all\u2019enorme puzzle della ricostruzione della memoria. Sono dell\u2019idea che ognuno possa e debba dare il proprio contributo \u2013 sempre sulla base di documenti, fonti attendibili e fatti comprovati \u2013 sforzandosi di creare serie collaborazioni con altri studiosi e di attivare le universit\u00e0 e le competenti Soprintendenze\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superare il campanilismo sterile e non arrogarsi il diritto di prelazione sulla \u201cverit\u00e0 storica\u201d o, peggio, quello di giudici saccenti, pronti ad alzare i toni se viene narrato qualcosa che non abbia il loro imprimatur. Con buona pace del confronto, che deve essere s\u00ec schietto ma al tempo stesso rispettoso. Questi sono i parametri che Stefano de Carolis tiene sempre a mente quando si approccia al mondo della ricerca storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come nasce la collaborazione per questa \u2018miscellanea oronziana\u2019?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTutto nasce con il convegno internazionale sulla \u201cquestione oronziana\u201d organizzato a Turi nell\u2019agosto del 2019. Tra i relatori invitai il professore Dino Ciccarese, studioso e fine conoscitore del culto di Sant\u2019Oronzo ad Ostuni. Verso maggio, lo stesso Ciccarese mi ha contattato illustrandomi il progetto di dare vita a una pubblicazione in occasione del restauro della statua argentea di Sant\u2019Oronzo, custodita nella Cattedrale di Ostuni. In quell\u2019occasione, mi ha chiesto un contributo sulla devozione, le tradizioni e il culto turese del nostro Patrono\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Su cosa \u00e8 centrato il suo contributo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPremetto che il lavoro di ricerca sulla devozione di Sant\u2019Oronzo in passato \u00e8 stato molto frammento, per questo, come ho scritto a chiare lettere, bisogna ringraziare alcuni studiosi che se ne sono occupati per primi, lasciandoci importanti testimonianze: il compianto arciprete don Vito Ingellis e il prof. Osvaldo Bonaccino D\u2019Addiego che, anche con il contributo dell\u2019archeologo Donato Labbate, si occupa da anni con grande competenza della \u201cquestione oronziana\u201d e ha dato alle stampe due saggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mio contributo, ho ripercorso tutte le fasi del Giubileo Oronziano, dal viaggio esplorativo in Croazia fino alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria all\u2019Arcivescovo di Zara, Mons. \u017delimir Pulji?. Ho ricordato l\u2019ultima pubblicazione, \u201cSant\u2019Oronzo proteggi questa citt\u00e0\u201d, scritta a quattro mani dal benemerito don Giovanni Amodio e dal dott. Egidio Buccino, devoto e grande conoscitore del culto del nostro Patrono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra porzione del saggio \u00e8 dedicata all\u2019importante lavoro di ricerca scientifica, eseguito dal prof. Eugenio Scandale e dal dott. Gioacchino Tempesta, sulla Grotta di Sant\u2019Oronzo: nel 2013, grazie all\u2019interessamento dell\u2019allora sindaco prof. Onofrio Resta, fu pubblicato un volume che oltre a raccogliere le osservazioni sulla Grotta presentava un interessante analisi e ricerche archeometriche sul tappeto maiolicato con un contributo dell\u2019archeologo Donato Labate. Sulla stessa linea, ho sollecitato il futuro coinvolgimento della Soprintendenza Archeologica per effettuare un approfondimento sul perimetro dell\u2019antico altare della Grotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono poi soffermato sul documento ritrovato dal Maestro Paolo Valerio a seguito dei suoi studi su Giovanni Maria Sabino. Nel documento viene indicato il toponimo riconducibile a Sant\u2019Oronzo attestato gi\u00e0 dal 1485, il che testimonia la persistenza del culto a Turi in tempi antecedenti al 1656. Infine, ho riportato alcune mie ipotesi che mettono in correlazione il culto di Sant\u2019Oronzo con le varie epidemie di peste\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A proposito della relazione tra Sant\u2019Oronzo e la peste, ci sono novit\u00e0 che in questi mesi ha portato alla luce.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono riuscito a mettere in connessione, per la prima volta, la \u201cpeste di Conversano\u201d (1690-92) con la devozione oronziana nella nostra citt\u00e0. Il \u201cRaguaglio historico\u201d di Filippo de Arrieta, che ho avuto modo di studiare, testimonia che a Turi non si registr\u00f2 nessun contagio: una circostanza straordinaria che fece gridare al miracolo di Sant\u2019Oronzo, cos\u00ec come avvenne a Ostuni, a Lecce e in tutta la Terra d\u2019Otranto, anch\u2019esse rimaste immuni dall\u2019epidemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra novit\u00e0 riguarda il mezzo busto d\u2019argento di Sant\u2019Oronzo, custodito nel Museo della Cattedrale di Lecce, realizzato da Domenico Gigante, orafo leccese trasferitosi a Napoli, come ex voto per lo scampato pericolo della peste del 1691. Il dono arriv\u00f2 in pompa magna a Lecce il primo giugno 1691, proprio quando nella Terra di Bari imperversava l\u2019epidemia. Questa novit\u00e0 l\u2019ho condivisa con don Luigi Manca, Vicario Generale della Diocesi di Lecce e Direttore dell\u2019Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano \u201cDon Tonino Bello\u201d, il quale era all\u2019oscuro di tale connessione, confermandomi che da sempre si era convinti che l\u2019opera fosse collegata al terremoto leccese del 1743. Don Luigi si \u00e8 fatto portavoce di questa \u201cscoperta\u201d con Mons. Seccia, Arcivescovo della Diocesi di Lecce, e nel periodo pasquale, dopo decenni, la statua \u00e8 stata portata fuori dalla Cattedrale, esposta alla venerazione dei fedeli, per invocare la protezione di Sant\u2019Oronzo di fronte al tragico momento che si stava vivendo a causa del Coronavirus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ultimo, mi sono soffermato sull\u2019ex voto custodito presso l\u2019Ufficio del Sindaco. A tal proposito, come abbiamo avuto modo di riportare su queste colonne, avanzai un\u2019ipotesi storica analizzando l\u2019iconografia del quadro. Il malato mostra ai due astanti, verosimilmente due medici-cerusici, la propria gamba con una ferita guarita dal bubbone della peste. \u00c8 un dettaglio che potrebbe far riferimento ad altre pesti scoppiate nel Regno delle due Sicilie. Mi riferisco alla \u201cpeste di Conversano\u201d, alla \u201cpeste di Messina\u201d, scoppiata in tutto il Regno nel 1743, e all\u2019epidemia del 1708, molto pi\u00f9 circoscritta, di cui si trovano tracce in un testo scientifico opportunamente indicato nel volume \u201cOrontius\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Fabio D\u2019Aprile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Foto P. Caiati<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50309768416_0e8c10e66b_n.jpg\" alt=\"3\" width=\"320\" height=\"307\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17828","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17828\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}