{"id":17802,"date":"2020-08-29T10:11:22","date_gmt":"2020-08-29T10:11:22","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/08\/29\/lopera-buffa-per-antonomasia-in-piazza-orlandi\/"},"modified":"2020-08-29T10:11:22","modified_gmt":"2020-08-29T10:11:22","slug":"lopera-buffa-per-antonomasia-in-piazza-orlandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/08\/29\/lopera-buffa-per-antonomasia-in-piazza-orlandi\/","title":{"rendered":"L\u2019opera buffa per antonomasia in piazza Orlandi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50280019406_9251247a13_n.jpg\" alt=\"locandina\" width=\"227\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Stasera, alle ore 20.30, l\u2019ensemble barocco \u201cGiovanni Maria Sabino\u201d, con la partecipazione di Pasquale Del Re, presenta \u201cLa serva padrona\u201d di Giambattista Pergolesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 agosto 1733, al Teatro San Bartolomeo di Napoli, negli intervalli tra i tre atti dell\u2019opera seria \u201cIl prigionier superbo\u201d, and\u00f2 per la prima volta in scena \u201cLa serva padrona\u201d. Quest\u2019intermezzo, composto da Giovanni Battista Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico, ha il merito di aver dato inizio ad un nuovo genere, quello dell\u2019Opera buffa, di cui lo stesso Pergolesi fu dunque precursore. A proposito di precursori, diamo un\u2019occhiata alla breve biografia, di seguito proposta, di Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERGOLESI, SABINO E LA SCUOLA MUSICALE NAPOLETANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque a Jesi, nelle Marche, il 4 gennaio 1710 e mor\u00ec appena 26enne a Pozzuoli il 16 marzo 1736. All&#8217;et\u00e0 di quindici anni, Pergolesi fu ammesso nel celebre Conservatorio dei Poveri di Ges\u00f9 Cristo a Napoli, dove ebbe modo di studiare composizione con alcuni dei pi\u00f9 celebri autori della Scuola musicale napoletana, come Francesco Durante, Leonardo Vinci e Gaetano Greco. Questi musicisti avevano studiato con Giovanni Salvatore che a sua volta era stato allievo di Giovanni Maria Sabino, musicista nato a Turi a fine giugno del 1588.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Sabino abbiamo diffusamente parlato su queste colonne nelle settimane precedenti al nostro breve periodo di pausa, soprattutto in occasione della conferenza tenutasi in piazza Silvio Orlandi lo scorso marted\u00ec 28 luglio. In quella sede, a dirigere un\u2019orchestra fatta di svariati documenti, fotografie, schemi e informazioni inerenti al musicista e sacerdote turese don Giovanni Maria Sabino, non poteva che esserci Paolo Valerio, ricercatore e direttore dell\u2019ensemble barocco \u201cGiovanni Maria Sabino\u201d. A quest\u2019ultimo il maestro Valerio ha dedicato 15 anni di intensa attivit\u00e0 di ricerca, con il risultato di poter ammirare quest\u2019oggi con le nostre orecchie una preziosa parte del patrimonio musicale composto da Sabino; la rilevanza di quanto appena espresso non scaturisce dalla semplice origine turese del Sabino, quanto piuttosto per ci\u00f2 che egli ha rappresentato lontano dalla nostra piccola terra. Sabino, infatti, ebbe \u2013 non casualmente \u2013 numerosi contatti con Claudio Monteverdi, genio assoluto riconosciuto a livello internazionale, dal quale attinse un nuovo stile di composizione musicale \u2013 lo stile barocco -successivamente importato a Napoli, dove Sabino fond\u00f2 la Scuola musicale napoletana di cui sopra, creando al contempo una catena maestro-allievo che sarebbe presto diventata prolifica fucina di incredibili talenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, per ulteriori informazioni relative al compositore turese, invitiamo i lettori a visitare la pagina facebook Ensemble Barocco \u201cGiovanni Maria Sabino\u201d. Altre notizie, invece, sono reperibili sugli articoli da noi pubblicati e sempre disponibili gratuitamente su www.turiweb.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA TRAMA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ATTENZIONE SPOILER! Fatta questa dovuta avvertenza, lasciamo adesso ai lettori la libert\u00e0 di decidere se crearsi un\u2019anteprima dell\u2019opera o se lasciarsi sorprendere stando comodamente seduti in piazza S. Orlandi a partire dalle 20.30 di sabato 29 agosto. Sulla scena, nei panni di Vespone, ci sar\u00e0 anche un altro turese, Pasquale Del Re, carico dopo il grande successo riscosso dalla \u201cTurida\u201d organizzata assieme a \u201cI D\u00ecscjad\u00ecsce\u201d. In ogni caso, ecco un riassunto della trama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uberto, svegliatosi da poco, \u00e8 arrabbiato perch\u00e9 la serva Serpina tarda a potargli la tazza di cioccolata con cui \u00e8 solito iniziare la giornata e perch\u00e9 il servo, Vespone, non gli ha ancora fatto la barba. Invia quindi il garzone alla ricerca di Serpina e questa si presenta dopo un po\u2019 di tempo, affermando di essere stufa e pretendendo, pur essendo una serva, di essere rispettata e riverita come una vera signora. Uberto perde la pazienza e intima alla giovane di cambiare atteggiamento. Serpina, non troppo turbata, si lamenta a sua volta di ricevere solo rimbrotti nonostante le continue cure che offre al padrone e gli intima di zittirsi. Uberto va in collera e decide di prendere moglie per avere qualcuno che possa riuscire a contrastare la serva impertinente. Ordina perci\u00f2 a Vespone di andare alla ricerca di una donna da maritare e chiede che gli vengano portati gli abiti ed il bastone per uscire. Per tutta risposta, Serpina gli intima di rimanere a casa perch\u00e9 ormai \u00e8 tardi e gli dice che, se si azzarda ad uscire, lei lo chiuder\u00e0 fuori. Inizia un vivace battibecco, che evidentemente \u00e8 gi\u00e0 avvenuto altre volte, in cui Serpina chiede al padrone di prenderla in moglie, ma Uberto rifiuta con risolutezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo intermezzo de \u201cLa serva padrona\u201d si apre con Serpina che ha appena convinto Vespone &#8211; con la promessa di farlo diventare secondo padrone &#8211; ad aiutarla nel suo proposito di maritare Uberto. Vespone si \u00e8 perci\u00f2 travestito da Capitan Tempesta ed attende di entrare in scena, quando Serpina, cercando di attirare l\u2019attenzione di Uberto, riveler\u00e0 a quest\u2019ultimo di aver trovato marito e che si tratta di un soldato chiamato, per l\u2019appunto, Capitan Tempesta. Uberto, pur dolorosamente colpito dalla notizia, cerca di dissimulare deridendo la serva ma si lascia sfuggire, alla fine del recitativo, che, nonostante tutto, nutre nei suoi confronti un certo affetto e che sentir\u00e0 la sua mancanza. Serpina, rendendosi conto di essere vicina alla vittoria, d\u00e0 la stoccata finale usando la carta della piet\u00e0, e gli chiede di non dimenticarsi di lei e di perdonarla se a volte \u00e8 stata impertinente. Terminata l\u2019aria, Serpina chiede ad Uberto se vuole conoscere il suo sposo ed egli, a malincuore, accetta. Serpina esce fingendo di andare a chiamare il promesso sposo. Uberto rimasto solo si interroga e, pur rendendosi conto di essere innamorato di Serpina, sa che secondo i rigidi canoni dell\u2019epoca \u00e8 impensabile che un nobile possa prendere in moglie la propria serva. I suoi pensieri sono interrotti dall&#8217;arrivo di Serpina in compagnia di Vespone\/Capitan Tempesta. Uberto \u00e8 al tempo stesso incredulo e geloso. Il Capitano, che non parla per non farsi riconoscere, per bocca di Serpina intima ad Uberto di pagarle una dote di 4.000 scudi oppure il matrimonio non avverr\u00e0 e sar\u00e0 invece Uberto a doverla maritare. Di fronte alle proteste di quest&#8217;ultimo, il militare minaccia di ricorrere alle maniere forti, al ch\u00e9 Uberto cede e acconsente a prendere Serpina in moglie. Vespone rivela la sua vera identit\u00e0 ma il padrone, felice ormai di come siano andati i fatti, lo perdona. L&#8217;opera si conclude con la frase che \u00e8 la chiave di volta di tutta la vicenda: \u201cE di serva divenni io gi\u00e0 padrona\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50280019406_9251247a13_n.jpg\" alt=\"locandina\" width=\"227\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17802","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17802","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17802"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17802\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}