{"id":17779,"date":"2020-07-30T09:44:35","date_gmt":"2020-07-30T09:44:35","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/07\/30\/giovanni-maria-sabino-una-scoperta-necessaria\/"},"modified":"2020-07-30T09:44:35","modified_gmt":"2020-07-30T09:44:35","slug":"giovanni-maria-sabino-una-scoperta-necessaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/07\/30\/giovanni-maria-sabino-una-scoperta-necessaria\/","title":{"rendered":"Giovanni Maria Sabino, una scoperta necessaria"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50145426933_cf3ff51446_n.jpg\" alt=\"Paolo Valerio illustra la sua ricerca\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Musica, fede e storia di Turi nell\u2019incontro di marted\u00ec sera tenuto dal maestro Paolo Valerio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serata di marted\u00ec, protetti dal traffico grazie alle transenne, un buon numero di turesi si \u00e8 incontrato in piazza Silvio Orlandi per assistere ad una conferenza tenuta da Paolo Valerio, ricercatore e direttore dell\u2019ensemble barocco \u201cGiovanni Maria Sabino\u201d. Non c\u2019\u00e8 stata, purtroppo, un\u2019adesione di massa all\u2019evento, comunque gestito nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, e questo \u00e8 un gran peccato, dal momento che durante la dissertazione si \u00e8 parlato diffusamente di Turi e dei suoi cittadini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50146210512_72a8257cbe_n.jpg\" alt=\"Il pubblico presente\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"240\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno su tutti, ovviamente, Giovanni Maria Sabino, genio indiscusso della musica barocca nato nella nostra citt\u00e0 nel 1588; un mese fa, ovvero il 30 giugno, ricorreva il 432\u00b0 anniversario del suo battesimo, celebrato all\u2019interno dell\u2019attuale Chiesa Madre a distanza di pochissimi giorni dalla sua nascita: come riportato su queste colonne in quell\u2019occasione, all\u2019epoca era abitudine consolidata battezzare i neonati appena venuti alla luce, poich\u00e9, a causa dell\u2019elevatissimo tasso di mortalit\u00e0 infantile, si temeva che questi morissero prima che Dio potesse riconoscerli attraverso l\u2019acqua del fonte battesimale. In tal caso il loro destino sarebbe stato il limbo, una dimensione, poi abiurata dalla Chiesa in tempi assai recenti, totalmente avulsa da quel concetto di aldil\u00e0 tripartito in paradiso, purgatorio e inferno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa e tantissime altre informazioni sono state fornite ai presenti accomodati in piazza Silvio Orlandi, proprio dove quattro secoli fa passeggiava un giovanissimo Sabino, ignaro che ben presto sarebbe andato via da Turi per conquistare l\u2019Italia e l\u2019Europa con la sua incredibile musica. Ce lo ha raccontato e documentato lo stesso Paolo Valerio che, per scoprire la vita e gli spartiti dell\u2019illustre musicista turese, ha dovuto consacrare 15 anni della propria vita, addentrandosi in biblioteche impolverate, talvolta situate ben al di l\u00e0 dei confini nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GENEALOGIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro si \u00e8 aperto con una rapida panoramica sull\u2019albero genealogico dei Sabino, o meglio dei \u201cde\u2019 Sabinis\u201d, ricostruito grazie ai registri dei battesimi conservati in Chiesa Madre, nell\u2019Archivio della Diocesi di Conversano e poi comprovato in seguito al ritrovamento di alcuni atti notarili presenti nell\u2019Archivio di Stato a Bari. Tutto ci\u00f2, inoltre, \u00e8 stato utile per poter sfatare quel falso mito per cui i Sabino turesi, presenti a Turi gi\u00e0 dal 1485, sarebbero parenti ai Sabino lancianesi, famiglia a cui appartengono altri musicisti di livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CENTRO STORICO E SAN GIACOMO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50145427048_3cba1fe9a8_n.jpg\" alt=\"La statua di San Giacomo custodita in Chiesa Madre\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"231\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito di questa parentesi genealogica, il maestro Valerio racconta che sull\u2019architrave di un edificio presente nei pressi di via Forno Comunale \u00e8 ancora oggi visibile il nome di don Antonio De Blancolla alias \u201cGazalino\u201d, ovvero il sacerdote fondatore del beneficio di San Giacomo apostolo di cui lo stesso Sabino fu titolare in vita, assumendo il titolo di abate: \u00abLe pietre che ci circondano possono raccontarci molto\u00bb \u2013 rimarca poeticamente Valerio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di San Giacomo apostolo, come alcuni gi\u00e0 sapranno, tutt\u2019oggi all\u2019interno della Chiesa Madre lo ritroviamo raffigurato in una statua dal valore inestimabile, commissionata all\u2019epoca proprio da Giovanni Maria Sabino allo scultore Aniello Stellato: \u00abQuesto lavoro, assieme agli spartiti, \u00e8 un altro pezzo, un altro ricordo che ha lasciato ai posteri. Fino a due anni fa nessuno sapeva che fosse stato lui a commissionare la statua\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SABINO E LA FEDE NELLA TURI DEL \u2018600<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, il 6 Settembre 1602, Sabino riceveva la prima tonsura, avviandosi cos\u00ec al sacerdozio, appena 14enne. Nel documento che lo dimostra, trovato nell\u2019archivio della diocesi di Conversano, \u00e8 presente la sua firma: \u00abLa sua firma \u00e8 stata scritta con mano sicura, a differenza di altre, molto stentate, apposte da ragazzi che invece non avevano studiato\u00bb \u2013 spiega il maestro Valerio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra carta, rinvenuta invece nell\u2019archivio della Chiesa Madre, documenta invece che nel 1612, all\u2019et\u00e0 canonica di 24\/25 anni, Sabino diventa prete, acquisendo il \u201cdon\u201d ecclesiastico. Sempre grazie al lavoro di ricerca del maestro Valerio, scopriamo un fatto a dir poco curioso relativo alla Turi seicentesca: \u00abNel 1642, il capitolo di Turi, di cui era membro anche Sabino, vantava la presenza di oltre settanta preti: problemi di vocazione, insomma, non ve n\u2019erano\u00bb \u2013 racconta Valerio, precisando che ci\u00f2 era dovuto anche per ragioni socioeconomiche relative a quel tempo e adesso talmente distanti da risultare pressoch\u00e9 incomprensibili; \u00abtra questi ritroviamo alcuni cognomi tutt\u2019oggi presenti a Turi come Orlando, De Grisantis ecc.\u00bb \u2013 aggiunge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre rimanendo in questo ambito, Valerio pronuncia il nome di don Elia De Vittore, fondatore con suo fratello Vittore De Vittore dell\u2019attuale Chiesa di Santa Chiara, alla met\u00e0 del Settecento detentrice di un patrimonio immobiliare addirittura superiore a quello dei baroni Moles: un fatto, questo, ascrivibile alla decisione di tantissimi turesi intenzionati a monacare le figlie, le quali, a tal fine, dovevano disporre di una dote cospicua, talvolta non liquida, ma rappresentata da possedimenti terrieri; una dote pari a 200 ducati, assimilabili quest\u2019oggi a qualche decina di migliaia di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2026 I \u201cSAVINO\u201d COI \u201cSABINO\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che un monito, quella del \u201cnon confondiamo i Savino coi Sabino\u201d \u00e8 una specie di espressione idiomatica, identitaria del popolo turese. Ebbene, alla base di questa magica formula c\u2019\u00e8 una verit\u00e0 storica, spiegata dal nostro Paolo Valerio. Difatti, com\u2019\u00e8 stato possibile evincere da alcuni documenti relativi a diverse fasi della vita di don Giovanni Maria, spesso all\u2019epoca \u201cSabino\u201d veniva pronunciato come \u201cSavino\u201d, fino ad essere addirittura trascritto in questo modo: qualcuno ha mantenuto questa mutazione nel proprio cognome ed \u00e8 ipotizzabile che questi ultimi siano in realt\u00e0 dei \u201cSabino\u201d. Curiosi e simpatici i tentativi dell\u2019epoca di salvare la \u201cb\u201d trascrivendo \u201cSabbino\u201d, come per rimarcare, in maniera scorretta, la forma corretta che, altrimenti, sarebbe stata certamente vittima di deformazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DA TURI ALL\u2019EUROPA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50145969031_b1c32942ec_n.jpg\" alt=\"La 'Ghirlanda Sacra'\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"149\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019aspetto squisitamente musicale \u00e8 impossibile per noi soffermarci in questa sede; la carriera di don Giovanni Maria Sabino \u00e8 stata costellata da grandi riconoscimenti, ottenuti grazie a componimenti apprezzati in tutta Italia e anche in Europa: \u00abHeinrich Sch\u00fctz, fondatore del barocco tedesco e precursore di quella scuola musicale che avrebbe formato geni indiscussi come Bach, menziona Giovanni Maria Sabino nell\u2019elenco dei musicisti pi\u00f9 virtuosi presenti a Napoli nella prima met\u00e0 del \u2018600\u00bb. \u2013 racconta Valerio, il quale ritiene, dopo lo studio approfondito di un trattato di Scipione Cerreto, che l\u2019insegnante di Sabino sia stato Prospero Testa, anch\u2019egli un\u2019eccellenza della citt\u00e0 partenopea dove il nostro illustre concittadino aveva studiato grazie al sostegno economico dei Moles. Forse senza di loro non avrebbe mai lasciato la terra nat\u00eca e la sua musica non sarebbe mai nata o quantomeno mai conosciuta a tal punto da permettere a Sabino di essere insignito, alcuni anni pi\u00f9 tardi, del titolo onorifico di \u201ccavaliere\u201d. E ancora, a tal punto da spingere un genio assoluto come Claudio Monteverdi ad un gesto a dir poco eloquente: all\u2019interno della \u201cGhirlanda Sacra\u201d, una raccolta di opere scritte nel 1625 per Leonardo Simonetti, cantore evirato dell\u2019epoca, spicca il nome di Sabino. Un fatto, questo, straordinario, poich\u00e9 nella \u201cGhirlanda Sacra\u201d compaiono esclusivamente i musicisti padano-veneti: \u00abQuesta fu una raccolta autocelebrativa per la citt\u00e0 di Venezia che, cos\u00ec, metteva in mostra i suoi gioielli musicali pi\u00f9 preziosi, su tutti Monteverdi. \u00c8 interessante notare che Sabino fu l\u2019unico \u201cnapoletano\u201d ad essere coinvolto in questo progetto, nel quale rientr\u00f2 con 4 mottetti, occupando lo stesso spazio di Monteverdi, in un certo senso capofila dell\u2019intero lavoro. Sabino non poteva farne parte, ma Monteverdi glielo permise\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50146210537_e622342f76_n.jpg\" alt=\"Alcuni lavori dell'Ensamble diretta da Valerio\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"173\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo prezioso rapporto con Monteverdi ha avuto ulteriori risvolti per Sabino, poich\u00e9 dal primo attinse il nuovo stile musicale, quello barocco, che poi avrebbe importato a Napoli, portando ai massimi livelli la Scuola Musicale Napoletana, gi\u00e0 instancabile fucina di talenti grazie alla presenza dei conservatori, oggi conosciuti come scuole di musica ma che, all\u2019epoca, erano dei veri e propri orfanatrofi dove, ad un certo punto, si pens\u00f2 bene di insegnare l\u2019arte delle note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GROTTA DI SANT\u2019ORONZO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come anticipato, sulla produzione musicale di Sabino e sui diversi ruoli ricoperti nei diversi conservatori partenopei non \u00e8 nostra intenzione soffermarci in questa sede: per chi volesse saperne di pi\u00f9, resta disponibile la pagina Facebook \u201cEnsemble barocco Giovanni Maria Sabino\u201d, sin da subito apprezzatissima da tanti appassionati di musica barocca italiani come anche stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci preme tuttavia concludere con quanto riferito da Paolo Valerio a proposito della Grotta di Sant\u2019Oronzo: \u00abMi sono recato alla Diocesi di Conversano per trovare notizie su Sabino, ma mi \u00e8 capitato di imbattermi in tutt\u2019altro; ad esempio c\u2019\u00e8 un documento del 1485 che testimonia la presenza del culto oronziano a Turi gi\u00e0 in quegli anni. L\u2019area della grotta, comunque, era di propriet\u00e0 del beneficio di San Giacomo apostolo e dunque, per alcuni anni, \u00e8 \u201cappartenuta\u201d a Giovanni Maria Sabino. Soltanto nel 1723 \u2013 dir\u00e0 pi\u00f9 tardi \u2013 l\u2019area venne finalmente interessata dai primi lavori di edificazione della chiesa l\u00ec attualmente presente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invitando i nostri lettori ad interessarsi maggiormente alla figura di Giovanni Maria Sabino, vogliamo a loro lasciare un concetto, quello della \u201cserendipit\u00e0\u201d, ovvero la fortuna di fare felici scoperte per puro caso, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un&#8217;altra: questo d\u2019altronde \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, in alcuni casi, al nostro ricercatore Paolo Valerio e a tutti coloro che, come lui, desiderano aumentare la propria conoscenza. \u201cFatti non foste per viver come bruti\u2026\u201d \u2013 direbbe qualcuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/50145426933_cf3ff51446_n.jpg\" alt=\"Paolo Valerio illustra la sua ricerca\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17779","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17779\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}