{"id":17598,"date":"2020-05-21T07:14:30","date_gmt":"2020-05-21T07:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/05\/21\/giulio-salvati-lodisseica-storia-vera-di-un-reduce-turese\/"},"modified":"2020-05-21T07:14:30","modified_gmt":"2020-05-21T07:14:30","slug":"giulio-salvati-lodisseica-storia-vera-di-un-reduce-turese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/05\/21\/giulio-salvati-lodisseica-storia-vera-di-un-reduce-turese\/","title":{"rendered":"Giulio salvati: l\u2019odisseica storia vera di un reduce turese"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49895483458_6c7465b770_n.jpg\" alt=\"Giulio Salvati, ritratto\" width=\"281\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La battaglia di Sidi El Barrani (1940), la traversata nel deserto e poi in mare, la schiavit\u00f9 a Johannesburg ed una surreale domenica di Pasqua del 1947<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvento del Covid-19, il mondo a cui siamo stati da sempre abituati ha assunto sembianze nuove, inesplorate: a volte, presi da un legittimo senso di terrore misto a panico, si \u00e8 parlato addirittura in termini di \u201cstato di guerra\u201d. Difatti, nell\u2019immaginario collettivo, e conseguentemente nel dibattito pubblico, si \u00e8 pian piano insinuato il ricordo delle privazioni e dei patimenti a cui siamo stati \u2013 noi inteso come nazione \u2013 sottoposti nella prima met\u00e0 del secolo scorso. Un\u2019esperienza che adesso possiamo soltanto ricordare attraverso le immagini, i documentari, i libri, i volti e le voci di chi \u00e8 sopravvissuto, di chi pu\u00f2 raccontarlo; un\u2019esperienza mediata, dunque, non vissuta in prima persona come invece il Coronavirus che, pur non essendo affatto una passeggiata, tende ad esserlo in confronto alla mostruosit\u00e0 della guerra vera e propria. Sia chiaro: ogni vita strappata \u00e8 una perdita inestimabile ed il paragone tra \u201cvirus\u201d e \u201cguerra\u201d \u00e8 semplicemente motivato da una riflessione sull\u2019uso lessicale che viene fatto di questo secondo termine, come se fosse sinonimo al primo. Potremmo anche sbagliarci con queste considerazioni, certamente lacunose per ragioni di spazio, ma siamo pronti a difendere la nostra presa di posizione anche grazie al racconto che stiamo per proporvi di seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PROTAGONISTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il protagonista \u00e8 Giulio Salvati, nato il 25 aprile del 1920 a Spiano, frazione in zona montuosa della citt\u00e0 di Mercato San Severino (Sanzuv\u00ebrin\u00eb), in provincia di Salerno. In realt\u00e0, come ci viene raccontato quest\u2019oggi da suo nipote Giuliano Salvati, il neonato Giulio attese oltre una settimana per poter essere segnato in anagrafe: ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia del nostro protagonista portava avanti un\u2019impresa boschiva: \u00abDai boschi ricavavano legname per produrre pali in castagno o scale in legno per l\u2019uso agricolo che poi vendevano in tutto il Sud Italia, in particolar modo in Puglia. Prima della guerra \u2013 prosegue Giuliano \u2013 aprirono una sede di vendita a Valenzano, gestita inizialmente dai fratelli pi\u00f9 grandi di mio nonno, penultimo di sette figli. Alla morte del padre, ovvero del mio bisnonno, i fratelli divisero l\u2019azienda e come dote spettarono loro 100 scale da montare. Col tempo anche mio nonno inizi\u00f2 ad occuparsi della vendita e, durante i mercati a Turi, conobbe Stefano De Carolis che gli consigli\u00f2 di trasferirsi qui. Nel 1953 apr\u00ec l\u2019attivit\u00e0 a Turi, mantenendo il sito di produzione a Mercato San Severino. \u00c8 andato via il 23 Giugno 2000\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GUERRA E LA SCHIAVIT\u00d9<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poc\u2019anzi si \u00e8 parlato non a caso di guerra, dal momento che Giulio Salvati avrebbe partecipato alla Seconda Guerra Mondiale: \u00abQuando dormivamo tra lui e la nonna, a mo\u2019 di favole, raccontava a noi nipoti le sue incredibili esperienze. Part\u00ec per il militare nel 1940 a 20 anni: dopo un breve addestramento, si imbarc\u00f2 direttamente dal porto di Salerno, con destinazione Tobruch, in Libia. A distanza di 5 mesi dal suo arrivo, nella battaglia di Sidi El Barrani in Egitto (consultabile su Wikipedia) circa 44mila soldati italiani vennero catturati dagli inglesi e dagli australiani: mio nonno spesso ci raccontava che in questa battaglia il nostro esercito non riusc\u00ec a sparare neanche un colpo. Da prigionieri percorsero a piedi tutta la costa egiziana, seguiti intanto dalle truppe italo-tedesche che cercavano di liberarli. Durante questa marcia, lunga quasi 700 chilometri e terminata a Porto Said, mangiavano solo cipolle per lacrimare e non far seccare gli occhi dato il gran caldo. Ad un certo punto, gli inglesi ordinarono di abbandonare i feriti per non rallentare il loro passo: mio nonno si caric\u00f2 sulle spalle un suo amico, ma purtroppo non riusc\u00ec a salvarlo, in quanto a Porto Said ci arriv\u00f2 morto. Da qui partirono parecchie navi, met\u00e0 in India e met\u00e0 in Sud Africa, molte delle quali furono affondate da sottomarini italiani: nel Canale del Mozambico una tempesta con mare forza 9 ne affond\u00f2 altre. Dopo 18 giorni di navigazione, arrivarono al porto di Durban, sulla costa est del Sudafrica; dopodich\u00e9 furono trasferiti in un campo di prigionia a Johannesburg. La cosa che ricordava maggiormente della prigionia era la fame. Tuttavia si diede molto da fare: faceva tutti i mestieri e si fece tanto apprezzare che riusc\u00ec a diventare attendente di un tenente comandante del campo, che alla fine della guerra lo preg\u00f2 di restare a lavorare con lui nella sua fabbrica di birra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN ANEDDOTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNelle farm sudafricane si usava consegnare il latte a domicilio e quindi gli abitanti lasciavano fuori dall\u2019uscio di casa la bottiglia di vetro vuota e i soldi per pagare il latte. All\u2019arrivo degli italiani, questi soldi puntualmente sparivano, cos\u00ec che gli autoctoni furono costretti a cambiare le loro abitudini e ad andare a prendere il latte di persona\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN RITORNO A CASA AL LIMITE DEL SURREALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuaresima del 1947. La madre del nonno Giulio era solita ospitare i frati che in quel periodo si spostavano dai conventi e andavano a predicare nelle chiese. Ad uno di questi raccont\u00f2 che non aveva notizie del figlio da ben 7 anni. Il giorno della festa patronale di Spiano, dedicata alla Madonna Addolorata e celebrata il venerd\u00ec antecedente alla Domenica delle Palme, quel frate, dinanzi all\u2019immagine della Madonna adornata di fiori, disse che nonno Giulio sarebbe tornato da lei prima che quei fiori fossero appassiti. Lei rispose al frate che le bastava rivedere il figlio e che sarebbe potuta anche morire l&#8217;anno successivo A Pasqua, esattamente 10 giorni pi\u00f9 tardi, il nonno torn\u00f2 a Spiano e a Pasqua del 1948 sua madre mor\u00ec. Da quell&#8217;anno, nonno Giulio e i suoi fratelli, come voto, hanno sempre preparato la composizione di fiori da porre davanti all&#8217;immagine della Madonna Addolorata nella ricorrenza della festa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA NOSTRA GUERRA<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49896309992_aa106c9424_n.jpg\" alt=\"Giuliano Salvati, voce narrante della storia di nonno Giulio\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"312\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019impossibilit\u00e0 di riportare a parole la pelle d\u2019oca suscitata da questo racconto, vogliamo ugualmente provare a chiudere il cerchio, tornando alle considerazioni fatte in fase introduttiva. Della storia di Giulio Salvati siamo venuti a conoscenza grazie ai social e pi\u00f9 nello specifico grazie ad un post del nostro intervistato e concittadino Giuliano che cos\u00ec scriveva: \u00abNel rovistare tra alcuni scatoloni mi sono imbattuto in un contenitore cilindrico di latta, di quelli militari usati per contenere munizioni o altro, non lo vedevo da almeno 15 anni ma l\u2019ho subito riconosciuto. Sapevo cosa ci avrei trovato dentro, e preso dalla nostalgia l\u2019ho aperto. Sono stato colto da una strana sensazione di malinconia mista a commozione, ma ero comunque felice di rivederti, nonno, in quel ritratto che ti volle fare un tuo commilitone, prigioniero come te, in un campo di concentramento inglese a Johannesburg in Sud Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Sai caro nonno negli ultimi mesi siamo entrati anche noi in guerra, ma non nel senso classico del termine, come quella combattuta dalla Vostra Generazione, bens\u00ec una guerra contro un virus, comparso sulla terra dal nulla, ma che nel giro di pochi mesi ha fatto migliaia di vittime ed ha cambiato la nostra vita per sempre. Anche noi senza sparare un colpo siamo stati catturati, siamo prigionieri nelle nostre case: non possiamo uscire, lavorare, andare a trovare i nostri cari, fare una passeggiata, vedere il mare. Siamo stati preda di un\u2019offensiva a sorpresa che ci ha fatto \u201cprigionieri\u201d poco a poco, un decreto alla volta. Ecco che finalmente mi si sono aperti gli occhi su ci\u00f2 che volevi dirmi sulla guerra, sulla prigionia, di quanto siano difficili le privazioni. Ho capito che avevi ragione quando mi dicevi che la libert\u00e0 \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso che possediamo, ma che ce ne accorgiamo solo quando l&#8217;abbiamo persa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Sono certo che da questa situazione ne usciremo pi\u00f9 forti di prima anche se ci vorr\u00e0 tempo, proprio come sostenervi sempre tu \u201cdiceva o\u2019 s\u00f2rc a la noce: damm\u2019 temb, c\u00e0 t sprt\u00f2s\u201d (diceva il topo alla noce: dammi tempo che ti apro)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49895483458_6c7465b770_n.jpg\" alt=\"Giulio Salvati, ritratto\" width=\"281\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17598","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17598\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}