{"id":17540,"date":"2020-04-30T06:39:00","date_gmt":"2020-04-30T06:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/04\/30\/il-passa-passe-una-storia-lunga-4000-anni\/"},"modified":"2020-04-30T06:39:00","modified_gmt":"2020-04-30T06:39:00","slug":"il-passa-passe-una-storia-lunga-4000-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/04\/30\/il-passa-passe-una-storia-lunga-4000-anni\/","title":{"rendered":"Il \u201cP\u00e0ssa p\u00e0sse\u201d: una storia lunga 4000 anni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49814683808_85633e5574_n.jpg\" alt=\"Il 'passa passa' celebrato da Don Donato Totire (1969) - Foto Leo Dell'Aera\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Nella tesi di Angela Minoia, tutta l\u2019evoluzione antropologica del rito arrivato a Turi nel 1903 per curare \u201cu\u2019 gu\u00e8 de la Mad\u00f2nne\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com\u2019\u00e8 ormai noto ai nostri lettori pi\u00f9 affezionati, da alcuni mesi, con cadenza variabile, dedichiamo spazio alle tesi di laurea, alle ricerche e ai papers scientifici inerenti alla nostra citt\u00e0 e\/o realizzati da dottori e ricercatori turesi di qualsiasi facolt\u00e0 ed ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019oggi, invece, torniamo a parlare della dott.ssa Angela Minoia, la prima intervistata in questa rubrica accademica inaugurata, proprio con lei, lo scorso 19 Settembre. La nostra concittadina, infatti, ha conseguito due lauree: prima in Lettere e Filosofia e poi in Scienze dell\u2019Educazione e della Formazione. In entrambi i casi i suoi lavori di tesi hanno attinto dalla realt\u00e0 turese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49815531927_07a1c006be_n.jpg\" alt=\"passa passa leo dell'aera (1)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sette mesi fa, infatti, prendevamo in esame \u201cDon Bosco: Padre e Maestro della Giovent\u00f9\u201d, un lavoro realizzato nell\u2019ambito della Storia della Pedagogia, nelle cui conclusioni viene messo in luce un parallelismo tra il fondatore della congregazione dei Salesiani ed il compianto Don Giovanni Cipriani: \u00abIl sacerdote turese, infatti, sulle orme dell\u2019omonimo maestro fondatore dei Salesiani \u2013 scrivevamo &#8211; impegn\u00f2 la sua esistenza nell\u2019edificazione strutturale e spirituale dell\u2019Oratorio della parrocchia intitolata a Maria SS. Ausiliatrice: in particolare, stando ai dati recuperati con perizia dalla stessa Minoia, a maggio del 1952 fu firmato il compromesso di acquisto del primo lotto per erigere l\u2019Oratorio, tra lo stesso Don Giovanni e la marchesa Fiorenza Hustel, vedova Venusio-Incoronati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, venendo al presente, la nostra intervistata torna non casualmente in questo spazio del nostro settimanale: con lei, infatti, andremo adesso ad approfondire il \u201cP\u00e0ssa p\u00e0sse\u201d, una delle pi\u00f9 sentite ritualit\u00e0 religiose della nostra citt\u00e0; nell\u2019impossibilit\u00e0 di potervi assistere quest\u2019anno di persona, vogliamo proporre con il racconto della dott.ssa Minoia un modo diverso di vivere il \u201cP\u00e0ssa p\u00e0sse\u201d, ossia conoscendolo dalle sue origini pi\u00f9 ancestrali, nella sua genesi antropologica e nella sua storicit\u00e0 evolutiva: grazie alla ricerca della nostra concittadina, infatti, attraverseremo epoche, popolazioni e diverse regioni europee, fino ad arrivare a Turi, o meglio alla caratterizzazione turese del \u201cP\u00e0ssa p\u00e0sse\u201d, anch\u2019essa non esente da alcune trasformazioni interne, ancora una volta ricostruite grazie al pregevole lavoro della dott.ssa Minoia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN CULTO ANCESTRALE E DEMONIACO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Passa passa \u2013 racconta &#8211; detto anche \u201cpassata\u201d \u00e8 la sopravvivenza di un antico rituale magico-religioso legato alla prevenzione e alla cura dell\u2019ernia infantile maschile. Se vogliamo risalire all\u2019origine storica del cerimoniale, uno dei testi da tener presente \u00e8 una prescrizione magica hittita presente su una delle tavolette di argilla di Boghzkoy, databili, fra il 1800 e il 1200 a.C. Tra le fonti classiche, invece, troviamo un passo di Catone in cui si consiglia questo rituale come cura contro una slogatura o lussazione; negli \u201cAdditamenta\u201d di Theodori Prisciani, alla voce De \u201cHerniosis\u201d, si legge: \u201cCerca un ramo largo e novello di qualsiasi albero, fendilo e fa\u2019 passare nella fenditura il bambino affetto da ernia. Poi ricomponilo e legalo e, quando il ramo comincer\u00e0 a riassettarsi, il bambino guarir\u00e0\u201d. Nel Medioevo il rito si diffuse cos\u00ec tanto da allertare la Chiesa e costringerla a introdurlo tra le \u201csuperstitiones\u201d e i \u201cmaleficia\u201d, nonch\u00e9 a bollarlo come manifestazione di culto demoniaco\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49814683738_b3b0e3ebb9_n.jpg\" alt=\"passa passa leo dell'aera (1)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019AMNISTIA E LA RIVALUTAZIONE DELLA CHIESA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSuperato il periodo delle condanne, la pratica si cristianizza con l\u2019affidamento ad alcuni Santi o ad alcune festivit\u00e0 del calendario liturgico, come S. Giovanni, la Madonna Annunziata, la Madonna del Lago, la Madonna di Costantinopoli e alla festa dell\u2019Invenzione della Croce. Ebbene la diffusione della ritualit\u00e0 per l\u2019ernia \u00e8 largamente documentata in vari paesi d\u2019Europa: nel 1897 Feilberg trova delle testimonianze nel territorio scandinavo, dove la terapia era attuata per l\u2019ernia e per il rachitismo, malformazioni ossee ed epilessia. La pratica si faceva sui sagrati delle chiese prima del sorgere del sole o al tramonto: si preferiva un bosco nel punto d\u2019incontro di tre sentieri e si utilizzavano rami di quercia e di salice. In Inghilterra, invece, il museo di Taunton conservava due esemplari di giovani frassini tagliati per farvi passare i bambini afflitti da ernia congenita. Per quanto riguarda il territorio tedesco, la cerimonia si svolgeva il 23 Giugno alla vigilia di San Giovanni Battista: tre uomini di nome Giovanni dovevano tener aperta la fenditura attraverso cui doveva passarvi il bambino; altre testimonianze di questo rito si rinvengono anche in Polonia, in Grecia e Armenia. In Italia, il rito \u00e8 largamente diffuso in molte regioni da Nord a Sud: in Liguria, si fendeva per met\u00e0 un albero di noce e si allargavano i due pezzi per far passare il fanciullo per tre volte; in Toscana, veniva invece spaccato un querciolo; tracce di questo rito si rinvengono anche in Umbria, Marche, nel santuario abruzzese di Scanno, o in Campania, nei pressi di Napoli, pi\u00f9 specificatamente nella zona della Madonna dell\u2019Arco. Anche in Puglia sono numerosi i centri cittadini in cui, ognuno con la propria caratteristica declinazione, si svolge questa pratica rituale: Cerignola (FG), Martano (LE), Noicattaro, Molfetta, Valenzano, Noci, Rutigliano, Gioia del Colle e Turi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cU\u2019 GU\u00c8 DE LA MAD\u00d2NNE\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDa noi il \u201cPassa passa\u201d si svolge dal 1903, anno in cui i turesi hanno incominciato a disertare i rituali di Gioia del Colle e Rutigliano, preferendo riunirsi intorno alla cappella di S. Rocco. Il nostro \u00e8 stato, specie in passato, un popolo di lavoratori sottoposto a duri sforzi fisici: vi era dunque una predisposizione all\u2019ernia, chiamata \u201cu\u2019 gu\u00e8 de la Mad\u00f2nne\u201d; alla Madonna e alla sua materna protezione, i turesi affidavano e affidano tutt\u2019ora, seguendo la sequenza tradizionale, i propri bambini. La Confraternita dell\u2019Addolorata si posiziona all\u2019inizio del corteo processionale, poi segue l\u2019immagine della Madonna Annunziata e, dietro di essa, incolonnati per due, procedono i padrini e le madrine dei bambini coinvolti nel rituale. Il sacerdote guida il canto e si recita il rosario che occupa esattamente il tempo di percorrere i tre giri intorno alla chiesetta: e cos\u00ec, passo dopo passo (da qui deriva il termine Passa passa), un grande anello di piccoli e adulti invoca la protezione della Madonna\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49814683713_f6d5230204_n.jpg\" alt=\"passa passa leo dell'aera (2)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE TRE MADONNE DEL PASSA PASSA TURESE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNei primi anni si svolgeva il 25 Marzo, giorno in cui si festeggia la Madonna Annunziata, ma poich\u00e9 spesso in quel periodo faceva molto freddo e la data coincideva in periodo di Quaresima, don Donato Totire la fiss\u00f2 nel 1950 al 25 Aprile, approfittando della festa nazionale. Dal primo Passa passa si sono succedute ben tre statue dell\u2019Annunziata: con il passare degli anni, la prima statua, quella \u201cvestita\u201d, si deterior\u00f2; la seconda immagine fu acquistata subito dopo, ma anch\u2019essa si deterior\u00f2 e venne custodita in una masseria di propriet\u00e0 di un avvocato di Putignano. La terza statua, quella attuale, fu commissionata nel 1965 da don Donato Totire e scolpita in legno cirmolo alpestre da Luigi Santifaller di Ortisei. E\u2019 scolpita in un grande tronco ad alto rilievo: raffigura l\u2019Annunziata, l\u2019Arcangelo Gabriele e lo Spirito Santo sotto forma di una colomba\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I BAMBINI, LA MADRINA E IL PADRINO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI bambini che partecipano al rito hanno varie et\u00e0, ma di solito il primo anno di Passa passa si fa coincidere con il terzo anno di vita: indossano al braccio o a tracolla, uno, due o tre (a seconda dell\u2019anno di esecuzione) nastrini colorati regalati dal padrino o dalla madrina. Al terzo, ovvero l\u2019ultimo anno di partecipazione consecutiva, oltre al pranzo con la madrina o il padrino, c\u2019\u00e8 lo scambio dei regali, come anche lo scambio del dolce tipico turese: la faldacch\u00e8a\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UN PEZZO DI IDENTIT\u00c0 COLLETTIVA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver conseguito la laurea, un riassunto della tesi della dott.ssa Minoia venne pubblicato all\u2019interno di \u201cSulle tracce\u201d n.8\/2005, pp. 116-125, Centro studi di Storia e Cultura di Turi, Vito Radio Editore: un cos\u00ec importante documento di antropologia culturale e sociale merita tutte le attenzioni possibili dei turesi che hanno interesse ad approfondire meglio la propria identit\u00e0 collettiva, attraverso la conoscenza di uno dei riti pi\u00f9 importanti e caratteristici che si tengono a Turi. In ultimo, \u00e8 interessante inoltre notare quanto una tradizione che considereremmo facilmente locale, abbia ignorati i confini del tempo e attraversato, nel tempo, aree geografiche enormemente distanti rispetto a quelli turesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49814683808_85633e5574_n.jpg\" alt=\"Il 'passa passa' celebrato da Don Donato Totire (1969) - Foto Leo Dell'Aera\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17540","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17540\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}