{"id":17524,"date":"2020-04-23T06:50:35","date_gmt":"2020-04-23T06:50:35","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/04\/23\/la-terra-promessa-per-i-turesi-di-ieri-e-di-oggi\/"},"modified":"2020-04-23T06:50:35","modified_gmt":"2020-04-23T06:50:35","slug":"la-terra-promessa-per-i-turesi-di-ieri-e-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/04\/23\/la-terra-promessa-per-i-turesi-di-ieri-e-di-oggi\/","title":{"rendered":"La terra promessa per i turesi di ieri e di oggi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49783080517_638250d74b_n.jpg\" alt=\"Ship manifest original Madonna 1913\" width=\"298\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Antonio Perfido e Tony Coletta recuperano dei documenti relativi ad alcuni turesi emigrati un secolo fa ad Ellis Island, New York<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche settimana fa, su queste colonne abbiamo riportato la storia di Andrea Cal\u00f2, un giovane cuoco turese partito ad Hollywood per dare un futuro a s\u00e9 stesso e al proprio estro culinario. In quell\u2019occasione, \u00e8 stato inevitabile far riferimento ai tanti nostri concittadini che, nella storia, hanno lasciato la propria terra per raggiungere gli Stati Uniti, specie agli inizi del \u2018900, quando il fenomeno migratorio nel Meridione era ancor pi\u00f9 marcato rispetto ai tempi attuali. Accadeva, infatti, di dover partire con tutta la propria famiglia; in caso contrario, mogli e figli rimanevano a casa, attendendo il ritorno, e forse l\u2019ulteriore ripartenza, dei padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DOMENICO VOLZA E TON\u00ccNE L\u2019AMERECH\u00c8NE<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49782756536_fb0fc0d88b_n.jpg\" alt=\"La nave 'Madonna'\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni giorni fa, in maniera del tutto casuale, nello scorrere compulsivo della home di Facebook, hanno catturato la nostra attenzione dei documenti postati dal fotografo Antonio Perfido, poich\u00e9 inerenti ad un gruppo di turesi approdati ad Ellis Island, nella baia di New York, durante la primavera del 1907. Incuriositi, abbiamo contattato il nostro concittadino, il quale ha spiegato che il materiale da lui condiviso sui social \u00e8 stato scaricato dal sito www.libertyellisfoundation.org.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Tony Coletta, presidente dell\u2019Associazione ONLUS \u201cTuresi nel Mondo\u201d, ha avuto il tempo e il modo di approfondire la conoscenza di questo importante archivio: \u00abSull\u2019isola \u2013 spiega &#8211; venivano registrati tutti gli immigrati che arrivavano con le navi dall\u2019Italia. Le informazioni, scritte a mano, sono state poi decodificate in testo, non senza qualche errore. Per esempio, dalla nave \u201cCanada\u201d, sono scesi una volta 10 turesi, tutti identificabili grazie al sito, provenienti da \u201cEuri\u201d: il nome del paese di provenienza era Turi, ma nella trascrizione la T era stata scambiata con una E.. Comunque sia, il sito \u00e8 ben costruito e permette di fare una ricerca in base al nome del passeggero\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se possiamo, cosa l\u2019ha spinta ad inoltrarsi in questo archivio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCercavo informazioni su mio nonno materno, Domenico Volza, che si era recato negli USA diverse volte presso dei suoi cugini, lasciando a Turi la sua famiglia. Ogni tanto rientrava e poi ripartiva. Con i soldi guadagnati costru\u00ec il primo piano della casa in Via Regina Elena\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49783079787_611e3dd671_n.jpg\" alt=\"I passeggeri turesi\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"192\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Discorso molto simile per Antonio Perfido, venuto a conoscenza di questo sito web per ragioni puramente genealogiche: \u00abSul sito sono riuscito a trovare tutte le informazioni che cercavo sulla migrazione di mio nonno, Vitantonio Perfido, partito verso gli Stati Uniti nella primavera del 1907. Ho ritrovato vari dati, quali data di partenza e di arrivo, et\u00e0, porto di partenza, capacit\u00e0 di scrittura, stato civile, destinazione, chi ha pagato il viaggio, familiare o amico che si intendeva raggiungere. Tengo molto a conoscere meglio la storia personale di mio nonno. Mio padre, scomparso un po&#8217; di anni fa, era il pi\u00f9 piccolo di otto figli, ed \u00e8 stato sempre restio a darmi molte notizie su mio nonno, scomparso quando io frequentavo appena l&#8217;asilo: di lui conservo infatti ricordi molto vaghi. Ricordo solo il suo sguardo. Crescendo, le persone che lo avevano conosciuto mi raccontavano il &#8220;mito&#8221; di &#8220;Ton\u00ecne l&#8217;amerech\u00e8ne&#8221;, migrato negli Stati Uniti e poi tornato in Italia. Chiunque lo avesse conosciuto personalmente ne parlava come di una persona con una forte personalit\u00e0 ma di indole buona e generosa. E con questo pensiero mi sono spinto a cercare pi\u00f9 informazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a Tony Coletta, gli abbiamo domandato quale sia uno dei dati pi\u00f9 interessanti emersi durante il suo scandagliare l\u2019archivio del sito: \u00abMolto spesso i turesi partivano in gruppo, qualche volta anche con dei sammichelini. Difatti, giunti a destinazione, venivano registrati tutti insieme\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>TURESI NEL MONDO: UNA REALT\u00c0 DA SOSTENERE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualit\u00e0 di presidente di un\u2019associazione che ha nella sua natura l\u2019essenza della multiculturalit\u00e0, Coletta segue da molto vicino i flussi migratori passati e presenti dei turesi, tant\u2019\u00e8 che non si risparmia nell\u2019inviarci tabelle e grafici a tal proposito. Difatti, chiedendogli quali siano le nazioni maggiormente raggiunte dai nostri concittadini emigrati, ci mostra un prospetto con dei dati del 2015 confrontati a quelli del 2001: \u00abBisognerebbe aggiornarli con i dati dell\u2019AIRE dell\u2019anagrafe comunale\u00bb \u2013 puntualizza prontamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, nell\u2019arco di tempo che va dall\u2019inizio del nuovo millennio a 5 anni fa, 300 turesi si sono spostati all\u2019estero: in attesa di un aggiornamento, sappiamo che sono 1642 i concittadini sparsi, in ordine di distribuzione, in Lussemburgo (1006), Germania (176), Belgio (126), Francia (86), Svizzera (55), Canada (45), Gran Bretagna (31), Australia (20), USA (16), Brasile (10) e altre nazioni (71). Nel corso dell\u2019intervista, cogliamo l\u2019occasione per porre al gentilissimo Coletta alcune domande in merito al gruppo Facebook \u201cTuresi nel Mondo\u201d, di cui \u00e8 fondatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando \u00e8 stato creato il gruppo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl gruppo su FB \u00e8 stato creato nel 2015 da me, in qualit\u00e0 di presidente della omonima Associazione ONLUS\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 ha deciso di crearlo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019associazione fatica a mantenersi viva, giacch\u00e9 prevede lo svolgimento periodico di assemblee ed anche perch\u00e9 \u00e8 necessario iscriversi versando una quota associativa. Il gruppo su FB \u00e8, invece, molto snello e raggiunge efficacemente lo scopo dell\u2019Associazione, ovvero la promozione delle relazioni con le comunit\u00e0 dei turesi presenti nel mondo ed il parallelo approfondimento culturale delle tematiche dei flussi migratori, dell\u2019interculturalit\u00e0 e del multiculturalismo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per concludere, abbiamo voluto porre a Coletta un quesito difficile; sappiamo che lei stesso \u00e8 stato in passato all\u2019estero: oggi, tralasciando l\u2019impatto del Coronavirus, consiglierebbe a un giovane turese di partire altrove e non fare pi\u00f9 ritorno, o magari di partire per poi un giorno tornare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa mia esperienza all\u2019estero \u00e8 stata estremamente formativa, anche se dolorosa. Mio padre mor\u00ec quando io avevo 12 anni e all\u2019et\u00e0 di 14 anni, dopo la scuola media, mia madre mi accompagn\u00f2 in Canada, dove due dei suoi fratelli mi hanno ospitato e sostenuto nei miei anni formativi (14-23). In Canada ho proseguito gli studi fino a laurearmi. Ho sempre avuto nostalgia del mio paese e quindi appena possibile sono rientrato e, per fortuna, ho trovato subito un impiego grazie alla mia laurea in informatica. Anche per mia madre deve essere stata un\u2019esperienza dolorosa staccarsi da un figlio di 14 anni. Allora (fine anni \u201960) non c\u2019era internet e quindi si comunicava con le lettere e ogni tanto con il telefono che mia madre install\u00f2 dopo qualche anno. In nove anni di permanenza in Canada sono tornato a Turi solo 3 volte. Ai giovani di oggi consiglierei certamente di fare l\u2019esperienza all\u2019estero (o almeno lontano da Turi) ma la scelta se poi rientrare o meno \u00e8 una scelta personale, dettata da molti fattori anche di tipo affettivo. Io per esempio all\u2019et\u00e0 di 60 anni sono ri-emigrato per raggiungere il mio nipotino e attualmente vivo nei pressi di Modena. Gli affetti hanno prevalso sul naturale legame con il paese nativo. Tuttavia spesso \u00e8 decisiva l\u2019assenza di lavoro, che credo sia il motivo prevalente per il fenomeno migratorio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sia concesso, in questo momento, di ricordare ai lettori il valore di queste ultime parole, specie in riferimento all\u2019assenza di Internet, attualmente autentica risorsa a nostra disposizione; si pensi alla possibilit\u00e0 di poter sentire e vedere, gratuitamente e spesso, i propri cari lontani, come anche alla possibilit\u00e0 di creare una rete, magari tra conterranei, nel luogo che si intende raggiungere. In tal senso, il gruppo \u201cTuresi nel Mondo\u201d rappresenta un ulteriore strumento per i giovani di questa generazione; strumenti di cui, a parte lo stretto necessario chiuso nella metaforica o reale valigia di cartone, non disponevano i turesi di una volta, quelli emigrati un secolo fa, senza \u201cBabbel\u201d, \u201cGoogle Maps\u201d, ma con tanta voglia di vivere e dare un futuro a s\u00e9 stessi e alla propria famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile ribadire, anche in quest\u2019occasione, che il fenomeno migratorio va analizzato per il vissuto e le motivazioni sottostanti, in grado di accomunare qualsiasi emigrante, a prescindere dal colore della pelle e di quale sia la Terra Promessa ambita.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49783080517_638250d74b_n.jpg\" alt=\"Ship manifest original Madonna 1913\" width=\"298\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17524","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17524"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17524\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}