{"id":17506,"date":"2020-04-14T13:26:30","date_gmt":"2020-04-14T13:26:30","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/04\/14\/per-grazia-ricevuta\/"},"modified":"2020-04-14T13:26:30","modified_gmt":"2020-04-14T13:26:30","slug":"per-grazia-ricevuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/04\/14\/per-grazia-ricevuta\/","title":{"rendered":"\u201cPer grazia ricevuta\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49758770786_4e0dd52178_n.jpg\" alt=\"L'ex voto turese\" width=\"320\" height=\"288\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il Vescovo Oronzo, Santo taumaturgo, per la seconda volta <br \/>salv\u00f2 la nostra citt\u00e0 dalla peste<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ormai nota passione per la ricerca di Stefano De Carolis in queste settimane si \u00e8 indirizzata sul tema della peste scoppiata nel 1690-92 in Terra di Bari, approfondendo anche il filone riguardante l&#8217;arte e la devozione. E i frutti di questa dedizione alla musa della storia iniziano a maturare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta l\u2019attenzione dello studioso turese si \u00e8 fermata su due ex voto. Il primo \u201cper grazia ricevuta\u201d \u00e8 il dipinto, olio su tela, custodito all\u2019interno dell\u2019ufficio di gabinetto del sindaco. \u00abIl piccolo dipinto \u2013 spiega De Carolis \u2013 si trovava da secoli all&#8217;interno del cappellone di Sant\u2019Oronzo. Una ventina di anni fa, a seguito della sparizione e dei furti di alcune sculture, vari arredi sacri, fucili e altri ex voto, avvenuti negli anni e mai denunciati, il sindaco present\u00f2 ai Carabinieri una dettagliata denuncia di furto. Nel contempo, all\u2019allora sindaco venne suggerito di mettere in sicurezza la chiesa e l\u2019annessa grotta con i suoi tesori. Il dipinto in questione venne trasferito in Municipio, dove ancora oggi fa bella mostra\u00bb. \u00abSi tratta \u2013 aggiunge de Carolis \u2013 di un\u2019interessante e pregevole opera d\u2019arte devozionale, di pittore ignoto, tra i pi\u00f9 belli ex voto catalogati in Puglia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad attirare la curiosit\u00e0 del nostro concittadino, alcuni particolari iconografici finora trascurati: \u00abIl malato, con molta probabilit\u00e0, ha in mano un pezzo di stalattite, staccato quasi certamente della grotta di Sant&#8217;Oronzo. Infatti, come accadeva per le altre grotte oggetto di devozione a santi e madonne, anche nella Grotta di Turi, ritenuta miracolosa, da secoli i devoti turesi e quelli delle citt\u00e0 limitrofe vi si recavano in pellegrinaggio e, nell\u2019occasione, prelevavano piccoli pezzi di pietra o attingevano l\u2019acqua prodotta dallo stillicidio carsico, in quanto ritenuta miracolosa per guarire dalle malattie. L\u2019aspetto pi\u00f9 interessante a carattere iconografico \u00e8 che il malato mostra ai due astanti, verosimilmente un medico-cerusico e un deputato della salute, la propria gamba con una ferita guarita. Un dettaglio che potrebbe far riferimento alla peste. Basti pensare alla classica iconografia di San Rocco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro indizio a sostegno della lettura di De Carolis, che correla il quadro, con molta probabilit\u00e0, con una guarigione dal bubbone della peste, \u00e8 la presenza di Sant\u2019Oronzo, intento ad additare con l\u2019indice l&#8217;avvenuto \u201cmiracolo\u201d e la concessione della grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMolto probabilmente, il condizionale \u00e8 d&#8217;obbligo, siamo di fronte ad un ex-voto commissionato durante o a seguito della peste del 1690-92, o ad una successiva ondata di peste scoppiata in Puglia nel 1708. Tra l\u2019altro \u2013 continua lo studioso turese \u2013 oltre a quella scoppiata a Messina nel 1743, durante il \u2018700 non si conoscono in Puglia altri contagi di peste. Tuttavia, non avendo una datazione certa del dipinto, possiamo ricavare elementi utili a collocarla temporalmente attraverso lo studio e l&#8217;analisi dell\u2019abbigliamento\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49759097502_7253489f2e_n.jpg\" alt=\"Il mezzo busto realizzato da Domenico Gigante (1961)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"233\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due gentiluomini al cospetto del malato, indossano la \u201csciamberga\u201d (o giamb\u00e8rga), un abito tipico della moda francese, adottato dalla nobilt\u00e0 del regno di Napoli verso la fine del 1600: \u00abHo ritrovato il documento \u2013 precisa De Carolis \u2013 con cui il Vicer\u00e8 di Napoli nel 1672 istituisce questo nuovo modo di \u201cvestire con sciamberga\u201d per i nobili napoletani e per quelli di Terra di Bari. Rimane un dubbio sul tipo di cappello \u201cbicorno\u201d indossato dall\u2019uomo appoggiato al letto del malato: ad una prima lettura il cappello pare essere della prima met\u00e0 del \u2018700, tuttavia non \u00e8 da escludere che fosse stato introdotto proprio con la \u201csciamberga\u201d negli ultimi anni del \u2018600\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il mezzo busto argenteo di Sant\u2019Oronzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun margine di incertezza, invece, sul secondo ex voto, relativo al mezzo busto argenteo di Sant\u2019Oronzo, custodito presso il Museo Diocesano di Lecce. Anche in questo caso si tratta di un ex voto che lo studioso turese \u00e8 riuscito a mettere in correlazione con la peste di Terra di Bari scoppiata nel 1690-92.<\/p>\n<p>\u00abQualcuno erroneamente \u2013 ci racconta \u2013 aveva indicato il 1761 come anno di realizzazione dell\u2019opera, collegandola al terremoto del 1743. Invece, ho appurato che la statua \u00e8 datata 1691. Analizzando le fonti documentali, infatti, si apprende che verso la fine del 1690 un argentiere e orafo leccese, tale Domenico Gigante, maestro di pregio operante a Napoli, volle realizzare e donare il mezzo busto di Sant&#8217;Oronzo (in argento a sbalzo e pietre preziose) a devozione e in onore del Santo Patrono, primo Vescovo di Lecce, che nel 1656, \u201cannus horribilis\u201d, grazie alla sua intercessione aveva salvato l\u2019intero popolo salentino dal contagio di peste bubbonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49758239523_4e317b156a_w.jpg\" alt=\"Il particolare della base\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"215\" \/>Il primo giugno 1691, allorquando in Terra di Bari imperversava la peste, da Napoli arriv\u00f2 la sospirata opera del Gigante, che venne accolta a Lecce con tanta gioia e preghiera; lo stesso giorno con una solenne processione venne portata nella chiesa dei padri Olivetani di Lecce. Il tre giugno, con le porte della citt\u00e0 chiuse, una grande processione \u2013 formata da preti, religiosi, militari, 1600 fedeli con le torce in mano, confraternite, fuochi d&#8217;artificio e campane suonate a festa \u2013 accolse solennemente il Santo nella Cattedrale, chiedendo la protezione dal contagio di peste\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUlteriore conferma \u2013 chiosa De Carolis \u2013 arriva anche dal particolare posto alla base della statua argentea, dove si pu\u00f2 notare la classica rappresentazione della peste in atto: Sant\u2019Oronzo sovrasta la citt\u00e0 di Lecce per proteggerla con l\u2019aiuto di un angelo sterminatore che brandisce la spada che scaccer\u00e0 l\u2019epidemia dalla citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>FD<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49758770786_4e0dd52178_n.jpg\" alt=\"L'ex voto turese\" width=\"320\" height=\"288\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17506","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17506"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17506\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}