{"id":17412,"date":"2020-03-11T14:47:00","date_gmt":"2020-03-11T14:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/03\/11\/la-strage-di-turi-su-una-tavola-de-la-domenica-del-corriere-del-1950\/"},"modified":"2020-03-11T14:47:00","modified_gmt":"2020-03-11T14:47:00","slug":"la-strage-di-turi-su-una-tavola-de-la-domenica-del-corriere-del-1950","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/03\/11\/la-strage-di-turi-su-una-tavola-de-la-domenica-del-corriere-del-1950\/","title":{"rendered":"La strage di Turi su una tavola de \u2018La Domenica del Corriere\u2019 del 1950"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49624279208_199fb5d3fe_n.jpg\" alt=\"Turi1\" width=\"246\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La memoria degli avvenimenti nelle piccole comunit\u00e0, come quella di Turi, \u00e8 di primaria importanza perch\u00e9 contribuisce a formare e a cementare le identit\u00e0 locali, genuine ed eterogenee, che costituiscono un patrimonio culturale inestimabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la storia di Turi, tra questi accadimenti si deve annoverare la strage, oggi poco ricordata, avvenuta a Turi il 18 ottobre 1950, che vide la morte di cinque persone, di cui tre ragazzi, che furono travolti da un\u2019automotrice al passaggio a livello al km 30 del tratto Turi-Sammichele. L\u2019evento \u00e8 ricordato da uno splendido disegno, posto in prima pagina, de <em>La Domenica del Corriere<\/em>, n. 45, del 5 novembre 1950. La tavola presenta la seguente didascalia: <br \/>\u00abAlla bestia manc\u00f2 solo la parola. In un passaggio a livello presso Turi (Bari) un&#8217;automotrice invest\u00ec un carro agricolo uccidendo cinque membri di una stessa famiglia. Il cavallo, rimasto illeso, raggiunse da solo la fattoria, si avvicin\u00f2 all&#8217;unico superstite della famiglia, un bimbo di otto anni, gli prese coi denti la falda della giacca e cerc\u00f2 dolcemente di condurlo con s\u00e9. Il bambino segu\u00ec l&#8217;animale e fu cos\u00ec tra i primi a giungere sul luogo del disastro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Domenica del Corriere<\/em> apparve per la prima volta nelle edicole italiane l&#8217;8 gennaio 1899 come supplemento illustrato del <em>Corriere della Sera<\/em>. Stampata in grande formato (sul modello del domenicale <em>La Tribuna illustrata<\/em>), aveva 12 pagine e veniva distribuita gratis agli abbonati del <em>Corriere<\/em>, oppure si poteva acquistare in edicola per 10 centesimi. Non fu concepito come periodico di informazione, per non risultare un doppione del quotidiano, ma venne pensato come settimanale che doveva scandire, come un calendario, le giornate liete, le tragedie, i fatti piccoli e grandi. La prima e ultima di copertina erano sempre disegnate. Al celebre disegnatore Achille Beltrame, allora sconosciuto, fu affidato il compito di rendere con una tavola il fatto pi\u00f9 interessante della settimana. Nel 1945 Beltrame fu sostituito da Walter Molino che, come il suo predecessore, firm\u00f2 memorabili copertine. A differenza dei settimanali dell&#8217;epoca, <em>La Domenica del Corriere<\/em> diede ampio spazio alle fotografie e ai disegni, e questo fu uno dei motivi del suo successo. Nel corso degli anni venti e trenta, il periodico divenne uno dei principali strumenti di informazione non solo della borghesia colta ma di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata. In questo periodo divenne il settimanale pi\u00f9 venduto in Italia: le vendite raggiunsero le 600.000 copie. Sulle pagine de <em>La Domenica del Corriere<\/em> trovarono una vetrina popolare anche le grandi firme del <em>Corriere<\/em>, tra cui Indro Montanelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo al tragico avvenimento turese. Proponiamo la fedele e dettagliata narrazione che il 19 ottobre 1950 ne fece <em>La Gazzetta del Mezzogiorno<\/em>: <br \/>\u00abUna terribile sciagura si \u00e8 verificata nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 6:30, al km 30 del tratto Turi-Sammichele delle Ferrovie del Sud-Est. Un calesse, a bordo del quale si trovava l&#8217;agricoltore Pasquale Lestingi fu Vita di 45 anni, la moglie di questi Laura Pedone, le figlie Pasquina di 10 anni e Maria di 8 anni, nonch\u00e9 il 12enne Oronzo Laruscia, si dirigeva dalla campagna verso il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inconscio della sorte che attendeva la sua famiglia, il Lestingi portava i suoi cari al paese per la festa del Patrono. Giunto al passaggio a livello incustodito del km 30 il Lestingi, poich\u00e9 il mantice del calesse era alzato, non si accorgeva del sopraggiungere dell&#8217;automotrice AD 02 (treno AT 23) e spingeva il cavallo sulle rotaie. La bestia passava ma il veicolo veniva investito in pieno dal convoglio sopraggiunto a grande velocit\u00e0. Prima che l&#8217;automotrice potesse fermarsi il carrozzino ed i corpi dei suoi passeggeri venivano trascinati per diverse decine di metri. Quando il convoglio riusciva finalmente a fermarsi il Lestingi, sua moglie, la figlia Pasquina ed il piccolo Laruscia erano gi\u00e0 cadaveri. Qualche segno di vita dava soltanto la piccola Maria che, a bordo della stessa automotrice, veniva trasportata all&#8217;Ospedale di Turi dove, per\u00f2, decedeva in serata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cause del sinistro vanno attribuite alla disattenzione del Lestingi che aveva mancato di assicurarsi che nessun treno sopraggiungesse, prima di attraversare il passaggio a livello. Quest&#8217;ultimo \u00e8 normalmente incustodito e munito dei prescritti segnali di richiamo. Si trova inoltre nel mezzo di un tratto di binario rettilineo, lungo diversi chilometri, senza ostacoli che impediscano la visibilit\u00e0 della linea. Particolare di tragica ironia: unico superstite \u00e8 stato Il cavallo che trainava il calesse. La bestia, che aveva gi\u00e0 attraversato i binari, liberata dalle stanghe spezzatesi all&#8217;urto, \u00e8 rimasta completamente illesa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Prof. Luca Lombardi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49624279208_199fb5d3fe_n.jpg\" alt=\"Turi1\" width=\"246\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17412","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17412"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17412\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}