{"id":17389,"date":"2020-03-04T09:13:42","date_gmt":"2020-03-04T09:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/03\/04\/in-africa-non-esiste-la-parola-straniero\/"},"modified":"2020-03-04T09:13:42","modified_gmt":"2020-03-04T09:13:42","slug":"in-africa-non-esiste-la-parola-straniero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/03\/04\/in-africa-non-esiste-la-parola-straniero\/","title":{"rendered":"In Africa non esiste la parola \u201cstraniero\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49597554293_a7e7753e7c_n.jpg\" alt=\"Da sinistra, Visitilli, Bamba Moussa e Orofino\" width=\"320\" height=\"155\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019esperienza in prima persona nelle carceri libiche e la storia di Kader Diabate raccontate senza censura da Giancarlo Visitilli. A Turi potr\u00e0 esserci una scuola di italiano per stranieri?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tardo pomeriggio di marted\u00ec 25, \u00e8 approdato a Turi il prof. Giancarlo Visitilli, giornalista e docente di lettere. Invitato da Domus Libri presso il Bar Origine, Visitilli ha presentato il suo ultimo libro \u201cLa pelle in cui abito\u201d. Tra i suoi vari impegni, l\u2019autore ha fondato la cooperativa sociale \u201cI bambini di Truffaut\u201d ed \u00e8 tutt\u2019ora organizzatore e direttore del Festival Cinema &amp; Letteratura \u201cDel Racconto, il Film\u201d. La scrittura e il cinema sono dunque i media con cui il docente 46enne originario di Bari ha maggiormente lavorato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49598052191_ef0b4036e3_n.jpg\" alt=\"domus visitilli\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"156\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la presentazione, Visitilli si \u00e8 gentilmente prestato alle domande della moderatrice Maristella Orofino, che ha introdotto al pubblico i contenuti del libro partendo da un breve sommario che riassume il \u201cviaggio della dignit\u00e0\u201d intrapreso da Kader Diabate: \u00abUn\u2019avventura \u2013 spiega la Orofino \u2013 intervallata da parentesi descrittive in cui viene raccontata l\u2019Africa ancestrale, tribale vissuta da Kader ed il suo contraddittorio contesto culturale dal quale lo stesso Kader decide di andar via\u00bb. La moderatrice non dimentica di far riferimento anche alle vicende dalle forti tinte emotive, come ad esempio l\u2019amore che Kader prova nei confronti di Assetou, una giovane donna data in sposa ad un uomo parecchio pi\u00f9 adulto. Una vicenda, questa, che lascia nel protagonista un dolore immenso: \u00abKader la ricorder\u00e0 per sempre anche con una lettera di un lirismo elevatissimo. Complimenti all\u2019autore per aver saputo tradurre questi sentimenti cos\u00ec lontani e allo stesso tempo vicini\u00bb. Ecco di seguito riportate alcune domande poste dalla moderatrice a cui, con una schiettezza poeticamente corsara, Visitilli risponde a cuore aperto, senza censura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come hai incontrato Kader e cosa ti ha portato alla scrittura del libro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUn anno e quattro mesi fa ero proiettato altrove. Un giorno, mentre ero a scuola, mi arriva la chiamata da uno sconosciuto e, poich\u00e9 faccio il giornalista, durante una pausa rispondo e scopro che dall\u2019altra parte del telefono c\u2019\u00e8 Giuseppe Laterza: inizialmente ho pensato che fosse uno scherzo\u00bb. Di l\u00ec a breve, l\u2019editore e Visitilli si incontrano, seppur, almeno in prima battuta, con scarsi risultati: l\u2019idea di parlare di Kader non colpisce particolarmente il docente barese che rifiuta la proposta, salvo poi contattare Giuseppe Laterza dopo 48 ore, alle 3 del mattino, poich\u00e9 folgorato dall\u2019idea intuitiva di un titolo, ovvero \u201cLa pelle in cui abito\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49598303352_cc7c2b6dbb_n.jpg\" alt=\"domus visitilli (1)\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"210\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superate le divergenze con l\u2019editore, dopo alcuni giorni Visitilli incontra Kader nella cooperativa sociale da lui stesso fondata. In questo luogo, \u201cin cui vivo la massima espressione di uomo\u201d, Visitilli si occupa anche di giovanissime ex prostitute nella cui percezione, comprensibilmente distorta, delle relazioni e dei rapporti sociali, \u201ctutto ci\u00f2 che \u00e8 gesto d\u2019amore, \u00e8 per loro orrore\u201d. Con Kader, come nel caso di queste giovani ex prostitute, bisognava \u201cricostruire un corpo\u201d: \u00abHo incontrato Kader tre volte, ascoltandolo per 10 ore ogni volta. Dopo questi tre incontri non ci siamo pi\u00f9 visti e per due mesi sono rimasto a scrivere un libro di 302 pagine, poi dimezzate. Quello che \u00e8 scattato dopo \u00e8 stata un\u2019esperienza fortissima di pianto condiviso. Nel libro \u2013 dir\u00e0 pi\u00f9 tardi \u2013 ci sono tre lettere: al padre, alla madre e ad Assetou. Kader, nel leggerle, mi ha chiesto: \u201cMa come hai fatto a scrivere con le tue parole cose che, nello stesso modo, avrei detto io alle persone che amo?\u201d. Tra la mia esperienza e la sua ci sono state delle interferenze. Entrambi ad esempio siamo andati via di casa piuttosto presto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL VIAGGIO IN LIBIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la rabbia di un flusso di coscienza autentico, l\u2019autore passa a raccontare la storia di due ragazze della sua cooperativa, rispettivamente di 14 e 15 anni. Le due giovani donne devono sottoporsi ad una delicata operazione di svuotamento, Visitilli \u00e8 spaventato ma non dimentica di essere al loro fianco: questi due episodi ed un\u2019affermazione a lui rivolta da una delle due ragazze lo scaraventano in un abisso di profonda tristezza. \u00abNe ho parlato con il mio psicoterapeuta che mi ha consigliato di staccare. Il giorno del mio compleanno, per\u00f2, parto in Libia con due scafisti per vedere se quanto detto da Kader fosse vero, camuffandomi come un addetto alla distribuzione pasti dei militari\u00bb \u2013 racconta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui gli orrori diventano indicibili, su tutte la storia di Joy colpirebbe qualsiasi sensibilit\u00e0 e insensibilit\u00e0: \u00abL\u2019ho vista morire da un giorno all\u2019altro perch\u00e9 non aveva da mangiare e bere da 13 giorni affinch\u00e9 non potesse difendersi dagli stupri di massa\u201d. Non da meno le interviste condotte assieme a delle nigeriane stuprate con l\u2019impiego di elettrodi applicati al pube: \u201cA 46 anni non avrei mai immaginato di vedere davvero ci\u00f2 che ho raccontato ai miei studenti insegnando Primo Levi. Sono tornato devastato con enormi difficolt\u00e0 nel dimenticare certi odori, il puzzo umano di uomini rinchiusi in 4, in 6, in celle 2&#215;4 a morire di stenti. Buona parte di queste descrizioni sono finite nel libro. I lettori spesso dicono che c\u2019\u00e8 tanta rabbia, ma mi sono impegnato per porre al centro la speranza\u00bb. A questo punto nasce una diatriba su cosa sia davvero medievale: \u201cnoi\u201d o \u201cloro\u201d? \u00abNoi in Italia non conosciamo moltissimi autori e intellettuali africani, mentre Kader aveva sentito parlare dei nostri. Chi \u00e8 davvero nel Medioevo?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IN AFRICA NON ESISTE LA PAROLA \u201cSTRANIERO\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUn genio come Eugenio Scalfari, che ha letto l\u2019impossibile, mi ha detto: \u201c\u00c8 una scoperta aver scoperto che in Africa non hanno la parola \u2018straniero\u2019 per gli esseri umani\u201d. Questo la dice molto dal punto di vista della filosofia del linguaggio. Gli esseri umani non possono essere estranei\u00bb. Inoltre, per tradizione culturale, stando a quanto riferito da Visitilli, gli ospiti in Africa vengono accolti molto facilmente ed invitati a dormire nei letti dei \u201cpadroni di casa\u201d. Queste cose dobbiamo dircele. Cambiano modo di fare integrazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019INTERVENTO DI BAMBA MOUSSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la presentazione di Visitilli \u00e8 stato previsto uno spazio dedicato a Bamba Moussa, presidente dell\u2019Associazione \u201cAPS Ivoire Union ETS\u201d di Turi, al quale viene chiesta una riflessione sull\u2019integrazione: \u00abSono arrivato a Turi da clandestino, ma mi sono messo a lavorare e a sensibilizzare i ragazzi su come integrarsi. Ho studiato statistica e probabilit\u00e0 all\u2019universit\u00e0 e ho imparato che bisogna lavorare nel possibile per fare l\u2019impossibile\u00bb. Dopo queste parole, Bamba ha espresso il desiderio di una scuola di italiano per stranieri, ringraziando l\u2019AUSER poich\u00e9 si \u00e8 mostrata disponibile ad impartire alcune lezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INCA-STRA-RSI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa parola comprensione \u2013 chioser\u00e0 Visitilli sempre in merito all\u2019integrazione \u2013 non mi piace, preferisco conoscenza. L\u2019incastrarsi che crea amore. La scuola ha ruolo fondamentale rispetto all\u2019integrazione, non solo tra neri e bianchi\u00bb. Ma quindi, gli domandiamo, se non esiste la parola \u201cstraniero\u201d, esiter\u00e0 almeno il suo concetto? \u00abLoro non usano lo stra-, l\u2019extra-\u00bb. L\u2019alterit\u00e0 esiste anche nella cultura di Kader e di tanti africani, con la differenza che essa viene tranquillamente inclusa nell\u2019orizzonte degli eventi possibili: insomma ci\u00f2 che \u00e8 sconosciuto non viene inteso come astratto, irreale o se vogliamo alieno, extraterrestre.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49597554293_a7e7753e7c_n.jpg\" alt=\"Da sinistra, Visitilli, Bamba Moussa e Orofino\" width=\"320\" height=\"155\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17389","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17389"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17389\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}