{"id":17322,"date":"2020-02-10T06:26:57","date_gmt":"2020-02-10T06:26:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/02\/10\/la-candelora-unincredibile-tradizione-mondiale\/"},"modified":"2020-02-10T06:26:57","modified_gmt":"2020-02-10T06:26:57","slug":"la-candelora-unincredibile-tradizione-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/02\/10\/la-candelora-unincredibile-tradizione-mondiale\/","title":{"rendered":"La Candelora, un&#8217;incredibile tradizione mondiale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49499050891_fa2fb5e126_n.jpg\" alt=\"candelora\" width=\"320\" height=\"180\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Don Giuseppe spiega il senso religioso di una ricorrenza celebrata da secoli in tutto il mondo, tra credenze meteorognostiche e tradizioni gastronomiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Candelora \u00e8 il nome pi\u00f9 conosciuto di quella che in realt\u00e0 \u00e8 la festa della Presentazione al Tempio di Ges\u00f9, celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio. Durante la celebrazione liturgica si benedicono le candele, simbolo di Cristo &#8220;luce per illuminare le genti&#8221;, come il bambino Ges\u00f9 venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente, ovvero fino alla riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, la festa era chiamata Purificazione della Beata Vergine Maria; con la riforma si volle ricondurre la celebrazione all&#8217;evento originale, cio\u00e8, come detto poc\u2019anzi, quello della Presentazione al Tempio di Ges\u00f9. Ebbene le protagoniste di questo momento di profonda devozione sono le candele, le quali vengono benedette dal sacerdote durante la celebrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio comprendere il senso religioso della Candelora abbiamo intervistato Don Giuseppe Dimaggio, parroco della Chiesa SS. Maria Ausiliatrice, nella quale, domenica 2 febbraio, \u00e8 stata celebrata la luce divina: \u00abDomenica scorsa, la Chiesa ha celebrato la festa della Presentazione di Ges\u00f9 al Tempio. Possiamo affermare che tale festa altro non \u00e8 che il racconto di cosa sia la luce quando tocca la vita delle persone. Quaranta giorni dopo la sua nascita, Ges\u00f9 incontra nel tempio il Dio dei suoi padri, entra nella comunit\u00e0 dell\u2019alleanza osservandone la Legge, compie la prima offerta rituale attraverso i suoi genitori e incontra il popolo dei credenti nelle persone di Simeone ed Anna. Ed \u00e8 proprio uno di questi due fedeli, Simeone, a comprendere che quel figlio d\u2019Israele \u00e8 qualcosa di molto grande. \u00c8 su Simeone che vorrei fissare la mia attenzione perch\u00e9 esprime la gioia serena di \u201caver visto la salvezza preparata davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal riguardo, oso prendere in prestito le parole di don Luigi Epicoco, il quale commentando la pericope evangelica dell\u2019evento sopracitato dice: \u201cAnche noi, come il vecchio Simeone passiamo la maggior parte della nostra vita nel buio di un\u2019attesa. Attendiamo qualcosa dalla vita e lo facciamo a luce spenta, tentando di andare avanti anche quando mancano risposte importanti, anche quando tutto non \u00e8 chiaro. La fede non \u00e8 forse un\u2019ostinazione a camminare nel buio nonostante il buio? E questo \u00e8 possibile solo se si crede con tutto noi stessi che la Luce esiste e che vale la pena credere in lei e aspettarla, fosse anche per tutto il tempo della nostra vita. La buona notizia che ci \u00e8 stata consegnata, domenica scorsa, \u00e8 esattamente questa: giunge il tempo in cui s\u2019incontra ci\u00f2 che si \u00e8 sempre aspettato. \u00c8 quello il giorno in cui si pu\u00f2 lasciare tutto il resto, esattamente come dice Simeone: \u201cOra, o mio Signore, tu lascia andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola\u2026\u201d. \u00c8 un modo pi\u00f9 raffinato di dire un\u2019espressione cos\u00ec diffusa nel popolo: \u201cDopo questo, posso pure morire\u201d. Sembra un po\u2019 macabra come affermazione, ma in realt\u00e0 \u00e8 un distillato di gioia. Infatti ci sono momenti in cui si comprende che si \u00e8 davvero incontrato ci\u00f2 che ha reso la nostra vita qualcosa per cui valga la pena. Capita guardando un figlio, una persona amata, un pezzo della propria vita, un paesaggio, e persino in alcuni casi un dolore che ci ha fatti scoprire pi\u00f9 umani. Quando si fa questa esperienza si \u00e8 cos\u00ec grati da non avere pi\u00f9 paura di niente, neanche della morte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sia concesso sottolineare quest\u2019ultimo passaggio appena riportato dell\u2019esegesi di Don Giuseppe, strutturata con una dialettica comprensibile, mirabilmente vicina al cuore delle persone, e questo non \u00e8 poco. \u201cSimeone \u2013 aggiunge il parroco \u2013 altro non \u00e8, quindi, che un segno per tutti noi, proprio come la vita cristiana, che \u00e8 tale solo se indica qualcosa al mondo: una Luce. Penso a quella candela benedetta che molti di noi hanno portato a casa. \u00c8 un gesto semplice, ma moto significativo. La tradizione vuole che questa candela si accenda nei momenti di temporale e di pericolo. Mi \u00e8 sempre molto piaciuto come gesto. Il senso, infatti, \u00e8 tutto nelle parole della benedizione: \u201cBenedici questi ceri e ascolta le preghiere del tuo popolo che viene incontro a te con questi segni luminosi\u201d. Ognuno di noi, portando a casa quella candela, non si ritrover\u00e0 tra le mani solo un pezzo di cera, ma si sentir\u00e0 accompagnato dalla Luce di Cristo, quella Luce che dovremmo fare entrare nelle nostre case e nelle nostre situazioni. Pensiamo, per un attimo, alla possibilit\u00e0 di usare pi\u00f9 spesso queste candele: quando si alza la burrasca tra marito e moglie, tra genitori e figli, oppure quando \u201cil cielo sembra oscurarsi sopra di noi\u201d. Ecco, quella candela accesa non ci faccia mai sentire soli e soprattutto non ci faccia mai sentire al buio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce, e la storia lo insegna, \u00e8 stata fondamentale nell\u2019evoluzione dell\u2019essere umano, sia che la si voglia intendere ed elogiare da un punto di vista laico, che da uno religioso: questo simbolo \u00e8 troppo importante per essere sottovalutato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Cannel\u00f2re a Turi, in Italia e in Europa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Cannel\u00f2re: ce na\u2019 \u2018nneveche e na\u2019 cchi\u00f2ve, la vern\u00e8te nan\u2019 \u00e8 f\u00f2re. N\u2019alde quar\u00e0nda d\u00ecje j\u00e8 vj\u00ecrne ang\u00f2re\u201d. Al 2 febbraio, giorno della Candelora, viene attribuita un\u2019insolita capacit\u00e0 di prevedere la fine dell&#8217;inverno e, per questo, \u00e8 oggetto di numerosi e variopinti proverbi dialettali meteorologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Turi, sperando di non sbagliare, si afferma che se nel giorno della Candelora non si riscontrano la pioggia o la neve, allora in tal caso l\u2019inverno non \u00e8 ancora terminato: anzi saranno necessari altri 40 giorni di attesa prima che sopraggiunga la primavera. E se pensavate, erroneamente come noi, che questo detto fosse patrimonio esclusivo della nostra citt\u00e0, allora dobbiamo deludervi. Siamo andati a scomodare il \u201cDizionario comparato di proverbi e modi proverbiali italiani, latini, francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi e greca antichi\u201d di Augusto Arthaber (HOEPLI Editore, 1972). Ecco parte del materiale che abbiamo con molta sorpresa scoperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSi sol splendescat Maria Purificante, major erit glacies post festum quam ante\u201d. In questo caso la Candelora \u00e8 chiamata \u201calla vecchia maniera\u201d Maria Purificante, ovvero com\u2019era conosciuta prima della riforma del Concilio Vaticano II di cui si parlava in introduzione; da notare che qui la presenza del Sole predirebbe un inverno anche pi\u00f9 freddo di quello trascorso da met\u00e0 dicembre fino alla stessa Candelora. Tanta certezza trova sostegno in quanto si sta verificando quest\u2019anno: dopo una finta primavera registratasi nei primi tre giorni di febbraio, adesso, mentre stiamo scrivendo, si intravede qualche inedito fiocco di neve. Cambiamenti climatici o meno, la saggezza degli antichi, in questo proverbio latino, appare classica nel senso pi\u00f9 stretto del termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIf Candlemas day be fair and bright, winter will have another flight. If on Candlemas day it be shower and rain, winter is gone, and will not come again\u201d. Anche gli anglosassoni sono della stessa opinione dei latini e dei turesi, con una particolarit\u00e0 che riguarda il caso opposto, ovvero quello della pioggia: traducendo il proverbio, infatti, si direbbe che in caso di pioggia l\u2019inverno \u00e8 andato, a tal punto da non tornare pi\u00f9. A tal proposito, suggeriamo ai numerosi lettori anglosassoni del nostro settimanale la forma \u201cscamb\u00e8te\u201d per meglio esprimere un evento meteorologico che \u201cis gone and will not come again\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSelon les anciens on dit: si le soleil clair luit a la Chandeleur vous croirez qu\u2019encore un hiver vous aurez\u201d. \u00c8, invece, la forma francese che esprime esattamente quanto detto nel proverbio turese: da notare che il giorno della Chandeleur \u00e8 in Francia un momento gustoso, perch\u00e9, per tradizione, si preparano crepes di ogni tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo adesso un attimo in Italia: \u201cPer la santa Candelora, se nevica o se plora dall\u2019inverno siamo fora. Ma s\u2019\u00e8 sole e solicello, noi siam sempre a mezzo il verno\u201d; \u201cDelle cere la giornata ti dimostra la vernata: se vedrai pioggia minuta la vernata fia compiuta, ma se vedi sole chiaro marzo fia come gennaro\u201d. \u201cUoj \u00e8 la Candelora, la vernata \u00e8 sciut fora, risponn san Bias la vernat ancor n&#8217;trasc. Se fa lu solariell quaranta juor d maltiemb, se fa lu solaron quaranta juorn d stagion\u201d (Oggi \u00e8 la Candelora, l&#8217;inverno \u00e8 uscito fuori, risponde San Biagio, l&#8217;inverno ancora non entra. Se c&#8217;\u00e8 poco sole quaranta giorni di maltempo, se c&#8217;\u00e8 tanto sole quaranta giorni di stagione); \u201cA maronna r&#8217; a Cann&#8217;lora, meglij a br\u00e9 u lup&#8217; ca u sol\u201d (Alla madonna della Candelora, \u00e8 meglio vedere un lupo che il sole); \u201cAl d\u00e9 dl&#8217;Inzari\u00f4la, o ch&#8217;al naiva o ch&#8217;al pi\u00f4va dal inv\u00earen a s\u00e4n f\u00f2ra, mo s&#8217;ai \u00e9 al sulad\u00e8l a in ar\u00e4n anc pr un msar\u00e8l\u201d (Il giorno della Candelora, che nevichi o piova, dall&#8217;inverno siamo fuori, ma se c&#8217;\u00e8 il sole ne avremo ancora per un mesetto). E queste sono soltanto alcune delle declinazioni conosciute.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49499275927_bc1caf0e24_n.jpg\" alt=\"I \u201cchinulilli\u201d, panzerottini dolci\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nelle Americhe\u2026 La d\u00eca de la Candelaria e il Giorno della marmotta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Messico, ogni 6 gennaio, le famiglie si riuniscono e tagliano la famosa \u201cRosca de Reyes\u201d (ciambella dei Re Magi), una grossa ciambella di pane dolce decorata con canditi di frutta e zucchero. All&#8217;interno della torta \u00e8 nascosto un piccolo pupazzetto di plastica rappresentante Ges\u00f9. Ogni membro della famiglia taglia una fetta di torta e chi trova il pupazzetto, il 2 febbraio (D\u00eda de la Candelaria), deve dare una festa e offrire i \u201ctamales\u201d (involtini preparati tradizionalmente con un impasto a base di mais ripieno di carne, verdure, frutta o altri ingredienti) e \u201catole\u201d (bibita di farina di mais cotta in acqua o latte) agli ospiti. La tradizione di mettere una statuina raffigurante Ges\u00f9 bambino all&#8217;interno della torta rappresenta Ges\u00f9 che si nasconde dal malefico piano di Re Erode di uccidere tutti i bambini. A proposito di gastronomia, nel Sud Italia, che per certi versi \u00e8 latinoamericano, si registrano le \u201cpitte maniate\u201d (pizze rustiche) calabresi o i \u201cchinulilli\u201d (panzerottini dolci).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49499051046_1cc7f04731_n.jpg\" alt=\"Groundhog Day\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"164\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo adesso del Giorno della marmotta, una tradizione arrivata negli Stati Uniti grazie ai popoli di lingua germanica emigrati in Pennsylvania a partire dai primi anni dell\u2019Ottocento. Giunti in America, questi popoli mantennero buona parte delle loro tradizioni legate alla cosiddetta meteorognostica, parola complicata per indicare i sistemi di previsione non scientifici del tempo, basati su segni e particolari eventi naturali. In Europa la tradizione voleva che si usassero i tassi o gli orsi, mentre in Pennsylvania si afferm\u00f2 la tradizione pi\u00f9 pratica legata all\u2019osservazione del comportamento di una marmotta. Ufficialmente a Punxsutawney la tradizione cominci\u00f2 nel 1886: ogni anno la marmotta viene fatta uscire dalla sua tana la mattina del 2 febbraio e, se vede la sua ombra perch\u00e9 la giornata \u00e8 soleggiata, e rientra nella sua tana, l\u2019inverno durer\u00e0 altre sei settimane. Se invece rimane fuori, perch\u00e9 non vede l\u2019ombra, l\u2019inverno finir\u00e0 prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo potremmo parlarvi anche dell\u2019Imbolc, il momento che per la popolazione celtica segnava il passaggio tra l\u2019inverno e la primavera, ma preferiamo rimandarvi a una ricerca personale, senza spoilerarvi nulla. Concludiamo dicendo che il mondo \u00e8 bello perch\u00e9 vario. E su questo non ci piove\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49499050891_fa2fb5e126_n.jpg\" alt=\"candelora\" width=\"320\" height=\"180\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17322","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17322"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17322\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}