{"id":17247,"date":"2020-01-15T06:33:20","date_gmt":"2020-01-15T06:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/01\/15\/il-dolce-pomo-della-discordia\/"},"modified":"2020-01-15T06:33:20","modified_gmt":"2020-01-15T06:33:20","slug":"il-dolce-pomo-della-discordia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2020\/01\/15\/il-dolce-pomo-della-discordia\/","title":{"rendered":"IL DOLCE POMO DELLA DISCORDIA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49359760737_3cc9421ca2_n.jpg\" alt=\"ciliegia-ferrovia-di-turi\" width=\"320\" height=\"286\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La Ferrovia \u00e8 di Turi o di Sammichele? Polemiche, campanilismi e buoni propositi dietro un pandoro delle Tre Marie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutti sanno, la guerra di Troia ebbe origine dal proverbiale \u201cpomo della discordia\u201d conteso dalle tre dee greche Era, Afrodite e Atena. Altrettanto noto \u00e8 l\u2019elevato consumo di pandori e panettoni di ogni sorta nel periodo che va da inizio dicembre fino ad almeno met\u00e0 gennaio. \u201cMa il nesso qual \u00e8?\u201d \u2013 direbbe un chiacchierato sedicente giornalista locale. Presto detto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49359760817_e841d2618f_n.jpg\" alt=\"80674382_2918296174849468_2254902674153537536_n\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni giorni fa sui social, per parecchie ore e in diverse pagine e gruppi, non si \u00e8 parlato d\u2019altro che del pandoro \u201cRouge\u201d prodotto dalle Tre Marie. Se da un lato le Tre Marie in questione non sono certamente le tre dee greche prima menzionate, dall\u2019altro il pandoro \u201cRouge\u201d \u00e8 stato per davvero un \u201cpomo della discordia\u201d conteso. Pi\u00f9 nello specifico, a suscitare polemiche e dissidi che nemmeno la guerra di Troia, \u00e8 stata la nota stampata sul retro della confezione di questo particolare pandoro nel quale sarebbero incastonate le \u201cnostre\u201d care ciliegie Ferrovia. \u201cNostre\u201d perch\u00e9, stando alla versione fornita dalle Tre Marie, tanto nostre non sarebbero: \u201cLe ciliegie Ferrovia vantano una storia tra realt\u00e0 e leggenda. Si narra infatti che il primo albero nacque all\u2019inizio degli anni Trenta da un nocciolo di ciliegie vicino ad un casello ferroviario delle ferrovie sud-est nella zona di Sammichele di Bari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La descrizione va avanti, ma molti turesi \u2013 apriti cielo \u2013 leggendo \u201cSammichele di Bari\u201d avranno sicuramente esclamato: \u201cPer Zeus! La ferrov\u00ec i\u00e8 du\u2019 Cas\u00e8le?\u201d. Qualcuno per\u00f2 non si \u00e8 limitato ad imprecare e ha piuttosto inforcato gli occhiali e impugnato la penna o la tastiera, a seconda delle disponibilit\u00e0, per scrivere direttamente alle Tre Marie: tra questi c\u2019\u00e8 Stefano Orlandi al quale l\u2019azienda ha risposto con un parafrasato \u201cle faremo sapere\u201d condito con tanti auguri di buone feste; anche Giovanni Miccolis ha espresso la propria andando per il sottile e chiedendo legittimamente se le ciliegie utilizzate fossero davvero della cultivar \u201cFerrovia\u201d o magari di altre qualit\u00e0, ipotizziamo una \u201cBigarreaux\u201d o una pi\u00f9 infingarda \u201cFalz\u00e8tte\u201d. \u201cNoi produttori di ciliegie di Turi (BA) \u2013 scriveva giustamente Miccolis \u2013 conosciamo benissimo quali altre cultivar vengono richieste per i canditi ed anche da quali paesi importate. Tuttavia, preciso che la mia non vuole essere una sfida di \u201ccampanile\u201d ma di \u201cverit\u00e0\u201d, pertanto, cos\u00ec come il Vostro ottimo pandoro e la Vostra ottima azienda non deve essere danneggiata dal contenere inesattezze nell\u2019etichetta (cosa facilmente deducibile e, potenzialmente, inficiante tutto il Vostro sforzo pubblicitario), cos\u00ec ritengo non si debba danneggiare un\u2019intera comunit\u00e0 che produce le sue ciliegie come quella \u201cFerrovia di Turi (BA)\u201d per la quale tanti sforzi si sono prodotti per cercare di vedersi riconoscere il marchio DOP\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La versione di Valentini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, prima di immergerci senza bombole d\u2019ossigeno per provare ad inquadrare quanto nulla sia stato di fatto ottenuto in merito al marchio DOP, concentriamoci su una questione: la Ferrovia \u00e8 di Turi o di Sammichele? \u00c8 giusto parlare di appartenenza territoriale o \u00e8 solo campanilismo? In un post di alcuni anni fa, condiviso dal prof. Raffaele Valentini, autorevole e rispettabile figura dell\u2019ambiente culturale turese, leggiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa ciliegia ha particolare diffusione nella provincia di Bari, in quanto questa provincia rappresenta il 95% della produzione cerasicola pugliese. In particolare, la coltivazione si estende in due distinte zone: una prima a sud-est di Bari individuabile nei Comuni di Turi, Conversano, Acquaviva, Sammichele, Casamassima, Putignano ed altri, ed una seconda a nord di Bari, individuabile nei Comuni di Bisceglie, Ruvo, Corato, Bitonto, Terlizzi, Trani e Molfetta. La provincia di Bari, con le zone di produzione individuate, rappresenta il 30% della produzione dell&#8217;intero territorio nazionale. La migliore qualit\u00e0 \u00e8 la Ferrovia, la cui caratteristica \u00e8 di essere grossa, terminare a punta e possedere un peduncolo lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime notizie su questo tipo di ciliegia si hanno a partire dal 1935; il primo albero nacque da un nocciolo di ciliegie presso un casello sulla via della ferrovia Sud Est a circa 900 metri dalla periferia di San Michele di Bari. Gli abitanti la chiamarono \u201cFerrov\u00ec\u201d cio\u00e8 nata a pochi passi da un binario lungo il passo carraio che porta alla Masseria Sciuscio. Il nuovo albero, curato amorevolmente e con passione dal casellante, un certo Rocco Giorgio, dette i suoi frutti; il casellante poi distribu\u00ec agli amici i semi di quell\u2019albero. Da quel momento in poi, quel frutto prelibato si \u00e8 diffuso rapidamente in tutto il territorio del Sud Barese\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le rivelazioni di Oronzo Dalfino<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49359556876_8b2bb48763_n.jpg\" alt=\"turi-raccolta-ciliegie-1\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"212\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complementari a questa ipotesi, subentrano i chiarimenti offerti da Oronzo Dalfino, ex direttore della BCC di Sammichele il quale \u201csenza alcuna ombra di campanilismo\u201d esclude l\u2019origine della Ferrovia nella contrada \u201cMasseria Caracciolo\u201d, sostenendo invece la stessa tesi del prof. Valentini: \u00abSeppur fascinoso \u2013 racconta \u2013 appare pi\u00f9 veritiero che il leggendario albero sia sorto parallelo ai binari della Ferrovia Sud-Est, in contrada \u201cSciuscio-Malandacca\u201d in territorio di Turi (distante pochi metri dal suo confine con Sammichele)\u00bb. A suo dire il primo a commercializzare la Ferrovia sarebbe stato il sig. Matteo Di Venere ed alcuni dei \u201cUardab\u00f2sche\u201d (famiglia Dell\u2019Aera) sul calare degli anni \u201940 e a partire dagli anni \u201950, quando questi \u201cpionieri\u201d sostavano in Piazza Garibaldi con i loro traini a vendere le marze di Ferrovia: \u00abCurioso al tempo ricordare l\u2019usanza nuziale di portare in dote \u201cu fel\u00e9re\u201d di ciliegie, impiantato in consociazione di altre colture come la vigna. Sta di fatto che nel tempo la cultivar Ferrovia si \u00e8 diffusa man mano in tutto il territorio circostante, tanto che oggi Conversano, Turi, Sammichele possono attestarsi tra i principali produttori dell\u2019area sud barese. Nell\u2019odierna realt\u00e0 la ciliegia ferrovia si \u00e8 diffusa in tutto il mondo, grazie alle sue insuperabili qualit\u00e0 organolettiche ed alla presenza di un locale eccellente vivaismo, riconosciuto a livello internazionale. Pur trovandoci in un epoca di globalizzazione, occorre evitare che la nostra produzione serva a rivalutare ciliegie di provenienza turca, greca o del Nord Africa, immesse nel circuito commerciale dalle stesse aziende che acquistano la nostra produzione. A questo punto ritengo, dal mio canto, conclusa la saga della ciliegia Ferrovia, sperando che cessino i deleteri campanilismi e che si eviti la fine dei polli di Renzo (che a furia di bisticciare tra di loro, si spennarono a vicenda). Vorrei infine fare un inciso, precisando che il da me citato brevetto della cultivar Ferrovia di San Michele, di mia paternit\u00e0 e possesso, attiene ad un clone di originaria Ferrovia da me scoperto negli anni 70 in agro di Sammichele di Bari, in un vigneto di uva primitivo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver spiegato alcune peculiarit\u00e0 di questo particolare clone, Dalfino arriva ad un punto estremamente interessante, quanto pragmatico: \u00abConcludo riservandomi di ritornare sull\u2019argomento, per parlare dell\u2019opera svolta nell\u2019ambito del territorio di azione e competenza dall\u2019allora Cassa Rurale ed Artigiana di Sammichele per lo sviluppo della coltura del ciliegio, della sua commercializzazione, per il sostegno dato agli operatori agricoli con formule di finanziamenti a tasso ridotto per lo scavo di pozzi artesiani, per gli impianti di irrigazione e quant\u2019altro, per la divulgazione della coltura del ciliegio con organizzazione di convegni nazionali, che ebbero come relatori i massini esponenti del mondo Accademico e di Studiosi di chiara fama internazionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il tentativo di \u201cscippo\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima della segnalazione di Miccolis e Orlandi e dell\u2019illuminante parere di Oronzo Dalfino, dalla redazione de \u201cIl Paese\u201d ci si chiedeva: \u00abNon era pi\u00f9 corretto che l&#8217;azienda Tre Marie scrivesse sulla confezione del pandoro rouge a proposito della ciliegia Ferrovia \u201c&#8230;nella zona tra Turi e Sammichele di Bari&#8230;\u201d? La storia questo dice! Questa volta \u00e8 necessario agire immediatamente per evitare un altro intollerabile scippo. L&#8217;Amministrazione comunale intervenga autorevolmente e con vigore chieda alla nota azienda milanese di correggere un testo che oltre ad arrecare un danno all&#8217;economia turese contiene un&#8217;informazione incompleta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, l\u2019Amministrazione e i tentativi di \u201cscippo\u201d. A tal proposito, a Sammichele i toni si sono scaldati con le dichiarazioni dell\u2019assessore Spinelli che ha accusato Turi di provare ormai da tempo a \u201cscippare\u201d la paternit\u00e0 della Ferrovia che, a suo dire, sarebbe solo e soltanto \u201ccasalina\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Angelo Palmisano e il \u201cprotocollo\u201d dimenticato<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49359093553_2ef17ff0d1_n.jpg\" alt=\"angelo palmisano\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Turi, invece, la politica cosa dice? Ne abbiamo parlato con Angelo Palmisano, produttore cerasicolo e capogruppo di minoranza, il quale durante la campagna elettorale sosteneva la necessit\u00e0 di una carta d\u2019identit\u00e0 per la Ferrovia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli scorsi giorni sono sorti dei campanalismi o, se vogliamo, diverse versioni su quella che sarebbe la storia vera della ciliegia ferrovia: \u00e8 giusto definirla come un prodotto esclusivamente turese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa storia narra di un albero nato lungo i binari ferroviari che collegano Turi a Sammichele. La sua diffusione \u00e8 stata talmente veloce che ormai vede un intero territorio, il sud-est barese, patria di questa cultivar. S\u00ec, certo, Turi, con i suoi 3.800 ettari circa, \u00e8 senza ombra di dubbio il paese con la pi\u00f9 ampia estensione di produzione di ciliegia Ferrovia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2012, quando ero assessore all\u2019agricoltura, avviai con i paesi limitrofi produttori di Ferrovia un percorso per la valorizzazione di un prodotto e di un territorio che avrebbe portato, con un\u2019operazione di marketing, a rendere alta l\u2019attenzione dei consumatori sulle caratteristiche organolettiche e di produzione della nostra Ferrovia. Stiamo nuovamente perdendo tempo, rincorrendo inutili campanilismi, mentre altre zone (ad esempio Bisceglie) fanno squadra e riescono ad avere riconoscimenti e finanziamenti. Che l\u2019azienda Tre Marie abbia suscitato queste polemiche non mi lascia stranito. Se non ci diamo una scossa sia a livello politico che associativo, perderemo anche il nostro tanto amato oro rosso a discapito di chi sapr\u00e0 mettere in campo idee ed energie. Ai posteri l\u2019ardua sentenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Turi si ferma alla produzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente anomalo \u00e8 lo status quo che vede Turi ferma alla sola produzione delle ciliegie. Domandando a Palmisano cosa possa fare la politica per permettere alla nostra citt\u00e0 di compiere passi importanti sul fronte della lavorazione, commercializzazione, tutela e valorizzazione del prodotto, ci mostra quello che fu il protocollo d\u2019intesa posto nel 2012 all\u2019attenzione dei Comuni di Casamassima, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Putignano, Sammichele di Bari. Tutto fin\u00ec nel dimenticatoio poich\u00e9 l\u2019Amministrazione dell\u2019epoca decadde, ma resta indubbia la completezza del protocollo, un vero e proprio Manifesto nel quale si parla di strategie da adottare, di accordi e obiettivi comuni che sottendevano ad una filosofia di fondo orientata alla valorizzazione e alla promozione di un oro rosso che oro ormai non lo \u00e8 pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando coi produttori, \u00e8 infatti unanime la malinconia dei tempi precedenti all\u2019euro, quando anche le condizioni metereologiche erano pi\u00f9 favorevoli. C\u2019\u00e8 chi poi sui social cerca di riportare il treno sui binari del marchio DOP, tanto inseguito, ma mai ottenuto: tornare alle mobilitazioni di un tempo, con quintali di ciliegie riversati per strada? Forse oggi manca il coraggio per una scelta del genere, forte ma rischiosa. Aspettare l\u2019appoggio di un politico illuminato potrebbe essere, secondo Biagio Elefante, un\u2019alternativa, sempre ammesso che il futuro sia in tal senso favorevole. E se non lo fosse? Pensare a come saltare la filiera \u00e8 un\u2019opzione possibile? Unirsi in cooperative? O \u00e8 meglio continuare ad utilizzare il Dormex \u201ca\u00f9mme a\u00f9mme\u201d nel proprio \u201cvignale\u201d, sperando di recuperare in un\u2019annata le perdite delle tre, quattro precedenti? O ancora non sarebbe meglio vendere direttamente i terreni o il prodotto in campo e fare cassa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante domande hanno pervaso la mente dei turesi di fronte a quel pandoro delle Tre Marie che intanto, stando a quanto ci riferisce Mimma Laruccia, avrebbe un ostico concorrente proprio qui a Turi: il panettone alla faldacchea di Cristalli di Zucchero. L\u2019azienda (Tre Marie) \u00e8 colpevole di aver mistificato la vera storia della Ferrovia o \u00e8 forse la politica locale ad essere colpevole per non aver fatto abbastanza? \u00abL\u2019azienda si \u00e8 limitata a riportare quello che ha appreso da qualche parte. Che colpa potrebbe averne?\u00bb &#8211; conclude Palmisano.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49359760737_3cc9421ca2_n.jpg\" alt=\"ciliegia-ferrovia-di-turi\" width=\"320\" height=\"286\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-17247","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17247"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17247\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}