{"id":17210,"date":"2019-12-27T13:29:14","date_gmt":"2019-12-27T13:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/12\/27\/a-50-anni-dal-primo-numero-di-turi-chiesa-madre-nova-et-vetera\/"},"modified":"2019-12-27T13:29:14","modified_gmt":"2019-12-27T13:29:14","slug":"a-50-anni-dal-primo-numero-di-turi-chiesa-madre-nova-et-vetera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/12\/27\/a-50-anni-dal-primo-numero-di-turi-chiesa-madre-nova-et-vetera\/","title":{"rendered":"A 50 anni dal primo numero di \u201cTuri Chiesa Madre \u2013 Nova et Vetera\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49255547511_fba9cc8773_n.jpg\" alt=\"78827060_2877981255567461_3684328293466636288_n\" width=\"216\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il racconto di Milko Iacovazzi sul periodico creato da don Vito Ingellis, patrimonio di turesit\u00e0 da tutelare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dovessimo scavare nella mente e nell\u2019archivio storico di Milko Iacovazzi, ne verrebbe fuori un libro, tra i pi\u00f9 romantici che la cittadinanza turese possa mai leggere: salvati nella sua memoria, psicologica e cartacea, ci sono infatti innumerevoli volti, luoghi, realt\u00e0 e storie del passato della nostra citt\u00e0. Ogni tanto, a gamba tesa, queste immagini e questi racconti appaiono sui social network, offrendo ai pi\u00f9 adulti struggenti note di malinconia che finiscono per invadere un presente troppo proiettato verso il futuro: eppure, forse, l\u2019innovazione e lo spirito d\u2019iniziativa turese non \u00e8 da cercarsi nell\u2019avvenire, ma nei tempi andati, quando nella nostra cittadina le idee, i progetti, il dialogo, la vita non mancavano affatto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49255740352_7f2a8c7ac4_n.jpg\" alt=\"Don Vito Ingellis da giovane\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"170\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio a tal proposito ci viene servito su un piatto d\u2019argento da un recente post di Iacovazzi in cui si racconta la storia di \u201cTuri Chiesa Madre \u2013 Nova et Vetera\u201d, un periodico creato dal compianto don Vito Ingellis. Stando alle immagini offerte dal prof. Giovanni Palmisano sul sito www.turionline.it, infatti, nel 1970, don Vito manda in prima diffusione un periodico \u201cformativo ed informativo\u201d in cui si racchiudono \u201cfede, storia, folklore ed\u2026altro\u201d, insomma \u201cbriciole di un po\u2019 di tutto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le prima battute dal tono ironico, la premessa fatta dal sacerdote turese nel primo numero \u00e8 davvero interessante, oltre che ben scritta: \u00abMiei cari, vi sarete chiesti, ricevendo questo ciclostilato, cosa sia e donde venga. Nella pletora di carta stampata, vuole essere un modesto contributo alla nostra cara terra, un periodico senza eccessive pretese, che porti notizie a chi \u00e8 ancora innamorato del \u201cnatio borgo\u201d, a chi ama il paese in cui trascorre ore serene, a chi preferisce l\u2019aria di festa fatta di piccole gioie godute in semplicit\u00e0. Servir\u00e0, speriamo, a richiamare l\u2019attenzione, a ricordare, a far conoscere tante piccole cose, a vivere alcuni attimi in un clima distensivo che, al di l\u00e0 delle ansie quotidiane, fa respirare lo spirito e conduce a celesti cose. Il primo numero vuole essere un omaggio a Sant\u2019Oronzo, del quale si dovr\u00e0 rifare il carro. Questo ciclostilato quale periodicit\u00e0 avr\u00e0? \u00c8 assolutamente prematuro dirlo. Dipender\u00e0 da molti fattori, non escluso quello economico. L\u2019iniziativa si ripeter\u00e0, se riuscir\u00e0 ad interessare, se ingraner\u00e0, se la critica demolitrice, che sa solo essere linguacciuta, non riuscir\u00e0 a scoraggiare chi parte con entusiasmo. Insomma, speriamo in bene ed abbiamo fiducia nella Provvidenza. A tutti i turesi, ovunque essi siano, saluti e benedizioni\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49255065383_bde6db33db_n.jpg\" alt=\"GIORNALE 5\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"213\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quasi 50 anni di distanza, Iacovazzi, nella pletora moderna di Facebook, scrive ricordando questo periodico: \u00abCome un torchio imprime su carta l\u2019inchiostro indelebile, ci\u00f2 che sa essere indissolubile nel tempo \u00e8 solo ci\u00f2 che \u00e8 davvero impresso tra le pagine dei nostri ricordi. Era questo, pi\u00f9 o meno, il periodo della consegna, ma tutto iniziava settimane prima, se non mesi, a comporre lettera dopo lettera, pezzo dopo pezzo, gli articoli che avrebbero occupato gli spazi del suo giornale annuale. Ci preparavamo anche noi, piccoli e grandi ad aiutarlo, Lui, arciprete del nostro paesello: Don Vito Ingellis. Accompagnati dall\u2019odore dell\u2019inchiostro e delle vecchie stampe, si entrava nel suo studio. Il crocifisso grande difronte, vecchie sedie intorno alla stanza, un lungo tavolo al centro, importantissimo per il lavoro di riordino dei fogli. Sulla sinistra una finestra che si affacciava nel giardino, pi\u00f9 in l\u00e0 la porta che comunicava con la sua abitazione. Sulla destra la sua scrivania, antichissima, illuminata da un vecchio abat-jour con la sua luce fioca e calda. Sembrava ogni volta di entrare in un museo, il suo, spesso anche il nostro, noi che passavamo molte sere d\u2019inverno in sacrestia. Il giornale era ormai diventato un classico appuntamento. Il profumo di inchiostro nella stanza della composizione e intorno alle macchine stampanti era meraviglioso. Era sempre in perfetto ordine, e tutto funzionava a meraviglia, la loro \u201cmusica\u201d si mescolava a quella delle nostre voci. Iniziava il lavoro e si proseguiva senza fiato. Finito di ordinare il tutto, dopo le sue minuziose ricerche su storie, personaggi ed eventi che si susseguivano nel nostro paese, si passava al lavoro di stampa. Dopo aver celebrato la messa serale, e dopo aver cenato, ci si ritrovava tutti nel suo vecchio studio. Ognuno di noi aveva un compito ben preciso, a volte si faceva notte, ma il lavoro bisognava completarlo. Si lavorava davvero tanto, gli occhi spesso si chiudevano, ma la soddisfazione di essere l\u00ec e renderti utile era qualcosa di straordinario. Andavano via un po\u2019 di notti prima che l\u2019opera fosse finita del tutto. L\u2019ultimo sforzo era di arrotolare tutti i giornali e chiuderli con una fascetta bianca, in modo che don Vito, potesse scrivere su ognuna di esse nome e indirizzo del destinatario, affinch\u00e9 suo nipote, Vito, dal giorno dopo iniziasse la distribuzione a bordo della sua bici (graziella), mettendo da parte alla fine della giornata, una lauta mancia. Oggi ci manca quel giornale, quel tempo, quella semplicit\u00e0 di fare le cose, quell\u2019umilt\u00e0 che si respirava nell\u2019aria. Siamo presi da mille impegni e distrazioni, senza accorgerci, per\u00f2, che sono le piccole cose che possono renderci sereni e felici. Come delle notti passate a stampare un giornale\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49255547781_596526568d_n.jpg\" alt=\"La prima pagina del primo numero\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"204\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanti i turesi che, pungolati nell\u2019anima dalle parole di Iacovazzi, hanno ricordato il ciclostile (un sistema di stampa meccanico del secolo scorso) di don Vito, la morbidezza di quei fogli, tutti gelosamente conservati da qualche parte in casa. Tra di loro spicca Egidio Buccino che racconta: \u00abDon Vito, suo malgrado, fu costretto a &#8220;chiudere&#8221; il suo periodico proprio perch\u00e9 non aveva collaboratori che con lui, autore di quasi tutti i pezzi pubblicati, avrebbero condiviso il lavoro di dattiloscrittura delle matrici, il lavoro di stampa, ecc. Io, Mario Maselli, Donato Giuliani, Pino Canoci, Michele Zagaria (tanto per citarne alcuni) collaborammo con don Vito, finch\u00e9 abbiamo potuto, nel senso che poi, ognuno di noi, cominci\u00f2 la vita lavorativa, mise su famiglia e queste cose impongono &#8211; obtorto collo &#8211; non solo delle scelte prioritarie, ma anche obblighi che assorbono tempo ed energie. Purtroppo, per tutti noi, non ci fu chi raccolse il nostro testimone, nonostante gli accorati appelli di don Vito, per cui egli, dopo vent&#8217;anni di lavoro certosino e appassionato, con comprensibile dispiacere, fu costretto a scrivere la parola FINE. Resta un&#8217;opera grandiosa, un&#8217;opera &#8220;omnia&#8221; per Turi, che deve essere grata al Padre, al Pastore, allo Storico, al Poeta, al Narratore, per aver fatto conoscere tante pagine di Storia di Turi, di aver inculcato in noi, che abbiamo dattiloscritto, stampato, ecc., l&#8217;amore per questo nostro &#8220;paesello&#8221;, a cui Lui dedic\u00f2 il &#8220;Carme secolare&#8221; Turi, declamato in piazza S. Orlandi dall&#8217;attore Alberto Lupo. Alcune manifestazioni del Giubileo Oronziano si sono potute porre in essere anche grazie alle ricerche documentali e storiche di don Vito. Certo, se in quegli anni ormai lontani, avessimo avuto a disposizione gli strumenti di oggi, l&#8217;esito di &#8220;Turi- Chiesa Madre&#8221; sarebbe stato diverso. Probabilmente. Resta comunque, come lo stesso don Vito diceva &#8220;una fiaccola accesa&#8221; per trasmettere alle prossime generazioni &#8220;il fuoco sacro degli ideali pi\u00f9 belli&#8221;. E quella fiaccola \u00e8 tuttora accesa. Spetta a noi alimentarne la luce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo articolo, come tanti altri su queste pagine, vuole essere un modo per alimentare quella luce cui fa riferimento il sig. Buccino che per\u00f2, forse, meriterebbe anche una certa protezione per evitare che i venti implacabili del tempo possano spegnerla definitivamente: fuor di metafora, le parole di Iacovazzi e queste colonne alimentano la memoria, mentre i ricordi veri e propri sono le copie originali di quel periodico che forse, dopo tanti anni, hanno bisogno di essere ristampati, riletti e conservati in una vetrina ben visibile a tutti. L\u2019archivio in biblioteca, forse, non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente. Altra \u201ccosa\u201d importante ed altrettanto ignota alle giovani generazioni \u00e8 il premio Turi, assegnato nella sua prima edizione proprio a don Vito Ingellis. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia\u2026 che rischia di essere dimenticata.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>FOTO DELL&#8217;ARCHIVIO STORICO DI MILKO IACOVAZZI<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49255547511_fba9cc8773_n.jpg\" alt=\"78827060_2877981255567461_3684328293466636288_n\" width=\"216\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17210\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}