{"id":17174,"date":"2019-12-16T13:34:37","date_gmt":"2019-12-16T13:34:37","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/12\/16\/la-costituzione-che-libera-e-limita-la-stampa-e-lespressione\/"},"modified":"2019-12-16T13:34:37","modified_gmt":"2019-12-16T13:34:37","slug":"la-costituzione-che-libera-e-limita-la-stampa-e-lespressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/12\/16\/la-costituzione-che-libera-e-limita-la-stampa-e-lespressione\/","title":{"rendered":"La Costituzione che libera e limita la stampa e l\u2019espressione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49215650536_187d3e0ed2_n.jpg\" alt=\"I due relatori\" width=\"293\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>A Casa delle Idee una lectio magistralis con Annamaria Barbato Ricci e l\u2019ex direttore ANSA Giampiero Gramaglia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serata di gioved\u00ec 5 dicembre si \u00e8 tenuto il sesto appuntamento del secondo ciclo di seminari sulla Costituzione organizzato da Alina Laruccia, presidente di \u201cDidiario \u2013 Suggeritori di Libri\u201d. Dopo Giorgio Benvenuto, Rosanna Oliva De Conciliis, Stefania Limiti, Gherardo Colombo e Gero Grassi, Casa delle Idee ha accolto altri due relatori d\u2019eccezione, ovvero Giampiero Gramaglia e Annamaria Barbato Ricci. Prima di entrare nel merito della serata, ecco, come sempre, un\u2019istantanea per inquadrare meglio i protagonisti dell\u2019incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CHI \u00c8 ANNAMARIA BARBATO RICCI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laureata in Giurisprudenza, \u00e8 comunicatrice, scrittrice, giornalista e avvocato. A partire dal 1985 si \u00e8 occupata di comunicazione in varie sedi istituzionali. \u00c8 stata capo-ufficio stampa alla presidenza del Consiglio dei Ministri alla fine degli anni \u201990 ed ha lavorato al Formez, alla Simest, all&#8217;UNIDO e all&#8217;UNICEF. Tra le sue attivit\u00e0, Annamaria Barbato Ricci ha curato \u201cLe italiane\u201d, un libro che per certi versi rappresenta il suo impegno costante sul fronte delle pari opportunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CHI \u00c8 GIAMPIERO GRAMAGLIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha lavorato alla Provincia Pavese, alla Gazzetta del Popolo e per trent\u2019anni all\u2019ANSA, di cui \u00e8 stato corrispondente da Bruxelles, Parigi, Washington e, infine, direttore dal 2006 al 2009. Qualche tempo pi\u00f9 tardi, dall\u2019aprile del 2015 a fine anno, \u00e8 stato vice-direttore dell\u2019agenzia di stampa LaPresse. Collabora con vari media, specie Il Fatto Quotidiano, dirige i corsi di giornalismo all\u2019Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino ed \u00e8 autore di alcune pubblicazioni tra cui \u201cComplici\u201d, un libro sulle relazioni tra Italia e Libia, con Luigi Garofalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SINTESI DELLA SERATA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sappiamo da quanto tempo duri l\u2019amicizia tra la Barbato Ricci e Gramaglia, ma ascoltarli dialogare \u00e8 stato piuttosto piacevole, quasi familiare, e questa relazione a due voci ha senz\u2019altro contribuito al dinamismo della serata. Diversi ma compatibili, i due ospiti hanno affrontato alcuni aspetti della Costituzione all\u2019interno di una vera e propria lectio magistralis sul mondo dell\u2019informazione: inutile commentare chi, a fronte di 15 euro per l\u2019intero ciclo di seminari, ha preferito rimanere a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>TRA FASCISMO E REPUBBLICA, LA STEFANI E L\u2019ANSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u00c8 stato difficile convincere Giampiero a venire qui: ha detto subito di s\u00ec\u201d \u2013 esordisce ironizzando la Barbato Ricci. \u201cLa nostra Costituzione \u2013 dir\u00e0 pi\u00f9 tardi &#8211; nasce dalle ceneri del regime fascista, ovvero come garante di libert\u00e0\u201d. E la libert\u00e0 di cui si \u00e8 maggiormente parlato durante la serata non poteva che essere quella di espressione e stampa sancita nella nostra Costituzione con l\u2019art.21, il quale permette il passaggio da un\u2019informazione non libera ad una libera: \u201cPer 30 anni \u2013 racconta Gramaglia &#8211; ho lavorato per l\u2019ANSA, agenzia che nasce nello snodo tra il fascismo e l\u2019Italia repubblicana. Dal 1853 c\u2019era in Italia un\u2019agenzia di stampa, la Stefani che fu la voce dell\u2019unit\u00e0 e dell\u2019indipendenza d\u2019Italia. A partire dagli anni \u201920 era poi divenuta la voce del fascismo anche quando il regime dovette trasferirsi a Sal\u00f2, con due elementi quasi macabri: il direttore Morgagni si suicida dopo aver visto crollare il fascismo; gli succede Daquanno che morir\u00e0 fucilato dopo esser stato fermato a Dongo assieme a Mussolini\u201d. Stando alle spiegazioni di Gramaglia, dopo la tragica fine della Stefani, in Italia nasce una cooperativa tra i maggiori giornali nazionali, ovvero \u201cl\u2019Unit\u00e0\u201d, \u201cAvanti!\u201d e \u201cIl Popolo\u201d: da questa sinergia nasce l\u2019ANSA che, in poco tempo, diventa lo strumento di informazione italiana, dando la notizia del referendum che ha poi portato alla Repubblica e della nascita della Costituzione nel \u201948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ARTICOLO 21<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questo excursus, la parola torna alla Barbato Ricci che saluta il vicesindaco Fabio Topputi, accorso in rappresentanza dell\u2019Amministrazione. Riprendendo la relazione dall\u2019art. 21, Gramaglia e la stessa Barbato Ricci ne sottolineano il valore profondamente antifascista e la lungimiranza: \u201cTutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Con quest\u2019ultima addizione si tutelano anche le forme espressive successive all\u2019emanazione della Costituzione\u201d \u2013 sottolinea Gramaglia. Analizzando le 18 righe successive dell\u2019art.21, l\u2019ex direttore dell\u2019ANSA mostra quelle che sono tutte le indicazioni che, paradossalmente, servono a garantire, limitandola, la libert\u00e0 espressa nelle due righe poc\u2019anzi menzionate. A questo punto Gramaglia opera una rapida sinossi con la Costituzione statunitense che non ha alcuna legge che limiti la libert\u00e0 d\u2019espressione e stampa e che, \u00e8 pur vero, venne scritta in un momento storico totalmente diverso rispetto al 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante, tuttavia, un appunto scaturito da questo confronto: \u201cQuando leggiamo in certe classifiche internazionali che l\u2019Italia \u00e8 al 78esimo posto per quanto riguarda la libert\u00e0 di stampa, molto si basa su questo principio: l\u2019Italia \u00e8 un paese che ha tante leggi che regolamentano e limitano la libert\u00e0 di stampa. Davanti all\u2019Italia ci sono nazioni che non hanno leggi ma che, al contempo, non hanno proprio la libert\u00e0 di stampa in s\u00e9, e questa \u00e8 un\u2019assurdit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pungolato da una domanda della Barbato Ricci, a proposito di come l\u2019art. 21 si sia consolidato nella sua identit\u00e0 durante tutti questi anni, Gramaglia spiega: \u201cL\u2019Italia si \u00e8 dotata di tutta una serie di strumenti legislativi che vogliono fare quello che \u00e8 previsto dalla Costituzione. Il nostro rispetto della libert\u00e0 si \u00e8 svolto su due piani: uno nazionale ed uno internazionale. Dal primo punto di vista, l\u2019Italia si \u00e8 data nel tempo la legge sulla stampa, un ordinamento della professione di giornalista, un testo unico dei servizi media-audiovisivi quando la radio e la TV hanno sopravanzato la stampa scritta e, poi, alla libert\u00e0 di stampa e alle violazioni di norme che possono autorizzare il sequestro dei giornali e pubblicazioni fanno riferimento degli articoli del codice penale. In parallelo l\u2019Italia aderisce ad una serie di atti internazionali che rafforzano la libert\u00e0 di informazione ed espressione: la Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo coeva alla nostra Costituzione, la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali del \u201950, la Carta dei diritti fondamentali dell\u2019UE. Questi tre riferimenti internazionali sono prevalenti sulla normativa nazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA LIBERT\u00c0 DI STAMPA IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa libert\u00e0 di espressione mi pare abbastanza ampia, mentre quella di stampa \u00e8 da sempre funzione di un grosso handicap italiano ovvero l\u2019industria editoriale che non \u00e8 pura ma \u00e8 sempre un aspetto secondario di un\u2019altra iniziativa, o imprenditoriale o politica: il Corriere della Sera, storicamente espressione di un\u2019Italia liberale, i cui editori fanno dei mestieri industriali; la Stampa legata alla FIAT, il Messaggero all\u2019edilizia romana, il Tempo all\u2019industria farmaceutica, la Repubblica che nasce come giornale nuovo, in realt\u00e0 poi legata anch\u2019essa ad una propriet\u00e0 industriale. Quando la TV diventa pi\u00f9 importante dei giornale, la situazione non migliora, perch\u00e9 la RAI, TV unica fino agli anni \u201970, risente di interessi politici e l\u2019aumento dei canali: RAI 1 per la DC, RAI 2 per i socialisti, RAI 3 per i comunisti. Adesso RAI 1 per i grillini, RAI 2 per i leghisti, RAI 3 per il PD. C\u2019\u00e8 un po\u2019 di confusione sul primo canale, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 confusione nel partito di riferimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL GIORNALISMO ONLINE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI giornalisti italiani hanno ritardato l\u2019ammodernamento degli strumenti informativi, facendo battaglie di retroguardia per difendere i posti di lavori in realt\u00e0 poi non difesi. Abbiamo visto come antitetica l\u2019informazione online rispetto a quella tradizionale. Non abbiamo accettato di fondere le due cose. L\u2019effetto \u00e8 stato che l\u2019informazione online in Italia \u00e8 spesso trash, sfrutta il lavoro di giovani colleghi senza alcuna prospettiva e guida: quindi la qualit\u00e0 dell\u2019informazione \u00e8 approssimativa. Molti di noi sono abituati a considerare l\u2019informazione come un diritto da non pagare e dunque di considerare l\u2019informazione gratuita come libera: in realt\u00e0 quell\u2019informazione \u00e8 pagata da chi vuole dare quella notizia. Se pagate la vostra informazione, la condizionate col vostro sostegno e dunque ne siete in qualche modo proprietari e garanti, a differenza di quella gratuita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE FAKE NEWS?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSono sempre esistite, non solo connesse ad internet: il paradiso terrestre, di cui nessuno pu\u00f2 parlare, lo immagineremo per sempre coi quadri del Rinascimento. La differenza col passato \u00e8 che oggi le fake news per radicarsi impiegano poco tempo, diventano universali e vengono avallate da persone o robot che sono l\u00ec per renderle vere. La novit\u00e0 adesso \u00e8 la post-truth: una cosa che diventa vera perch\u00e9 tutti la credono vera\u201d. Come difenderci? \u2013 chiedono a gran voce alcuni presenti, tra cui Vito Catucci ed il vicesindaco Topputi: \u201cUtilizzando al meglio gli strumenti tecnologici di cui disponiamo e controllando la qualit\u00e0 dell\u2019informazione all\u2019origine\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49215650536_187d3e0ed2_n.jpg\" alt=\"I due relatori\" width=\"293\" height=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17174","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17174\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}