{"id":17041,"date":"2019-11-03T15:32:01","date_gmt":"2019-11-03T15:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/11\/03\/fecazzedde-di-muerte-recotte-ascquande-e-chiacune\/"},"modified":"2019-11-03T15:32:01","modified_gmt":"2019-11-03T15:32:01","slug":"fecazzedde-di-muerte-recotte-ascquande-e-chiacune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/11\/03\/fecazzedde-di-muerte-recotte-ascquande-e-chiacune\/","title":{"rendered":"Fecazz\u00e8dde di m\u00f9rte, rec\u00f2tte ascqu\u00e0nde e chiac\u00f9ne"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49007129632_514ef5bd0a_n.jpg\" alt=\"fichi-1\" width=\"320\" height=\"213\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Cos\u2019\u00e8 l\u2019\u00e0neme di m\u00f9rte? La tradizione tra l\u20191 ed il 2 Novembre nel dialetto e nei racconti di Lina Savino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune settimane fa, pubblicavamo su queste pagine l\u2019utile procedimento da seguire per poter produrre, in casa, la salsa ed i cosiddetti \u201cpomodori a pezzetti\u201d. Seppur fuori periodo, questo approfondimento riusc\u00ec a suscitare un certo clamore, merito anche delle accurate indicazioni fornite dalla nostra relatrice d\u2019eccezione, ovvero Lina Savino, 81enne turese: in un vortice di espressioni linguistiche e vocaboli totalmente alieni rispetto al dialetto parlato quest\u2019oggi, vi raccontavamo, scandendola passo dopo passo, una tradizione, quella della salsa, in grado di rinnovarsi senza alcun problema anche nei tempi recenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre settimane pi\u00f9 tardi, sempre grazie al know how della nostra Lina, i lettori hanno avuto modo di annotare la prassi necessaria per ottenere formaggio e ricotta fatti in casa. Questa seconda tecnica, con tutto il bagaglio di termini dialettali che include in s\u00e8, risulta essere senza dubbio a maggiore rischio d\u2019estinzione rispetto a quella della salsa: per questo motivo consigliavamo ai lettori di strappare delicatamente la pagina del numero in questione e conservarla gelosamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi verificheremo se questo consiglio sia stato recepito, preso seriamente, perch\u00e9 parleremo anche della ricotta forte, o meglio la \u201crec\u00f2tte ascqu\u00e0nde\u201d. Prima di procedere oltre, guardiamo un attimo al presente: Halloween \u00e8 alle porte ed alcuni italiani, specie i pi\u00f9 adulti, continuano a combattere la propria crociata contro questa festivit\u00e0 di origine anglosassone. Forse bisognerebbe dar loro una certa ragione, poich\u00e9 le tradizioni italiane, specie quelle meridionali, legate alla commemorazione dei defunti non mancano e non sono da meno. Prima di scatenare inutili battaglie socioculturali, sarebbe appetibile un giorno vedere coesistere, a pari merito e a pieno titolo, entrambe le tradizioni, sia quella straniera che quella nostrana, magari mescolandosi nei punti di contatto che potrebbero esserci, se solo volessimo vederli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cL\u2019atto di devozione\u201d ed il caso di 50 anni fa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn passato, nella notte tra l\u20191 ed il 2 novembre, era usanza fare un atto di devozione alle anime dei morti: per loro le rispettive famiglie imbandivano la tavola come fosse mezzogiorno; non mancavano i bicchieri per bere acqua e vino n\u00e9 le posate ed i piatti per consumare un pasto completo di primo, secondo, frutta e dolce. I dolci solitamente preparati per questa ricorrenza erano i \u201cchiac\u00f9ne\u201d, ovvero dei fichi secchi lavorati, come da tradizione, in un modo particolare\u201d. Prima di andare avanti con le sue preziose indicazioni, Lina racconta: \u201cNella notte tra l\u20191 ed il 2 novembre di circa 50 anni fa, non preparai la tavola per le anime dei defunti. Nei giorni precedenti mi ero ripromessa di rispettare questa tradizione ma mio marito mi spinse verso la direzione opposta dicendomi: \u201cCam\u00ecne, ch\u00ecdde s\u00f2 m\u00f9erte\u201d. Fatto sta che nel cuore della notte sentii qualcosa come dieci mani battere con forza sul tavolo per qualche minuto. Non poteva essere mio figlio perch\u00e9 all\u2019epoca troppo piccolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2018L\u2019\u00e0neme di m\u00f9rte\u2019: fichi secchi e \u2018chiac\u00f9ne\u2019<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49006370773_fdcb37e13c_n.jpg\" alt=\"I \u2018chiac\u00f9ne\u2019\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"213\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sicilia sono noti come \u201cli trizzi di ficu\u201d (le trecce di fico) ed in Calabria alcune composizioni create sempre con i fichi secchi sono da galleria d\u2019arte. Ad ogni modo ci\u00f2 che conta chiarire sin da subito \u00e8 che i chiac\u00f9ne sono fichi secchi mandorlati, ma ovviamente non \u00e8 tutto. Diamo la parola a Lina Savino, che spiega: \u201cSi inizia ovviamente recandosi in campagna, alla ricerca di fichi: durante la raccolta bisogna stare attenti a porli con delicatezza nel secchio per evitare indesiderate rotture del frutto. Tornati a casa, li disponiamo \u201cs\u00f2bbe a n\u00f9 sp\u00f9rte\u201d in legno per farli essiccare al Sole: a seconda del grado di maturazione del frutto, questa fase necessita dai 15 ai 20 giorni. Dopodich\u00e8, quando appaiono ben essiccati, prendiamo i nostri fichi e li laviamo in acqua calda con \u201cn\u00f9 \u2018mm\u00ecsse\u201d di sale\u201d. Adesso capire a cosa equivalga \u201cn\u00f9 \u2018mm\u00ecsse\u201d non \u00e8 affare semplice: possiamo dirvi che la quantit\u00e0 indicata \u00e8 molto approssimativa e la sua unit\u00e0 di misura \u00e8 in termini di dita della mano. \u201cDopo averli lavati, li mettiamo su un panno posizionato \u201cs\u00f2bbe a n\u00f9 sp\u00f9rte\u201d di legno. Dopo 3, 4 giorni dedicati a questa seconda fase di essicazione, i fichi saranno perfettamente secchi.\u201d \u2013 conclude la nostra relatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed invece i chiac\u00f9ne? \u201cIl simbolo dell\u2019\u00e0neme di m\u00f9erte sono sia i fichi secchi che i chiac\u00f9ne. Questi ultimi per\u00f2 sono diversi rispetto ai primi. Per prepararli dobbiamo partire comunque dal fico secco che andremo ad aprire, a partire dalla parte inferiore, nelle sue due met\u00e0: la congiunzione superiore a punta non va completamente spezzata. All\u2019interno di queste due met\u00e0 andremo ad inserire gli \u201cam\u00e8nele\u201d (mandorle) tostate precedentemente in forno ed un po\u2019 di buccia di limone per aromatizzare. Le due met\u00e0 vanno poi chiuse con altre due di un altro fico; in pratica bisogna unire due fichi aperti in uno, in un unico \u201cchiac\u00f2ne\u201d. Tutti i nostri \u201cchiac\u00f9ne\u201d vanno poi messi in forno finch\u00e9 non si \u00e8 ottenuta una buona doratura. Terminata questa cottura, si vanno a conservare in un vasetto di vetro, sul cui fondo vengono disposte un paio di foglie d\u2019alloro e un po\u2019 di cannella\u201d. Man mano che i chiac\u00f9ne riempiono il vasetto formando dei \u201cpiani\u201d, Lina suggerisce di inserire delle foglie d\u2019alloro di volta in volta, di \u201cpiano\u201d in \u201cpiano\u201d: importante dunque schiacciare per bene i chiac\u00f9ne perch\u00e9 \u201cav\u00f2nne a\u2019 \u2018ndes\u00e8\u201d. Su Internet qualcuno suggerisce di arricchire il cuore dei chiac\u00f9ne, non solo con la mandorla, ma anche con la cioccolata. \u00c8 una scelta consigliabile? \u201cF\u00e8sce u\u2019 v\u00e8rme j\u00ecnde\u201d, la sua risposta sentenziosamente negativa, se non proprio proibitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fecazz\u00e8dde di m\u00f9rte e la rec\u00f2tte ascqu\u00e0nde<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49006370733_e2b166b345_n.jpg\" alt=\"La focaccia dei morti\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"193\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSulla fecazz\u00e8dde non c\u2019\u00e8 molto da raccontare. Per tradizione sono focacce molto semplici, insaporite da qualche granello di sale\u201d. Ed invece la ricotta forte? \u201cQuando non si riusciva a vendere totalmente la ricotta fatta in casa, capitava spesso di utilizzarla per farla diventare \u201crec\u00f2tte ascqu\u00e0nde\u201d. Bisognava mettere la ricotta in un vasetto con un cucchiaio di legno, possibilmente al fresco ed in penombra. Ogni due ore, ogni giorno per 40 giorni, bisognava girare il cucchiaio nella ricotta affinch\u00e9 venisse fuori il serio che, con questo procedimento, iniziava ad inacidirsi, rendendo \u201cforte\u201d la ricotta. Avere un po\u2019 di rec\u00f2tte ascqu\u00e0nde all\u2019epoca non era certamente cosa da poco\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49007122362_b63f0667e8_n.jpg\" alt=\"Ricotta-forte\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non osiamo immaginare quanti odori e sapori al giorno d\u2019oggi sono ormai sulla via del tramonto: per riuscire a stimolare una fantasia utile per un improbabile viaggio indietro nel tempo, dovremmo forse pensare al forno comunale del nostro centro storico ormai da tempo inattivo e, salvo alcune occasioni, nemmeno pi\u00f9 di tanto accessibile ed onorato come si dovrebbe a ci\u00f2 che, in questi giorni, era sicuramente il cuore dell\u2019intera popolazione cittadina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciando i toni seppia della malinconia, la speranza \u00e8 che i lettori abbiano salvato nella propria memoria o nel proprio cassetto il precedente articolo sulla preparazione di formaggio e ricotta: con questo numero il loro \u201cscibile caseario\u201d risulterebbe considerevolmente implementato. Per concludere in bellezza questo terzo approfondimento dedicato alle tradizioni turesi e al nostro dialetto, Lina Savino ci ricorda che il fiore simbolo nella commemorazione dei defunti \u00e8 il crisantemo. Che nessuno per\u00f2 lo dica ad un giapponese abituato a festeggiare il \u201cKiku no sekku\u201d ovvero la festa dei crisantemi: celebrata il nono giorno del nono mese (9 settembre), essa coincideva con l&#8217;inizio della stagione fredda e concludeva il periodo attivo e creativo dell&#8217;annata; poich\u00e9 nella corolla del crisantemo \u00e8 sempre stata ravvisata l&#8217;immagine del disco solare circondato dalla sua corona di raggi, la celebrazione aveva lo scopo d&#8217;impedire il decadimento della luce solare e il calo dell&#8217;energia vitale degli uomini, garantendo il benessere della comunit\u00e0. Insomma. tra i due usi del crisantemo c\u2019\u00e8 davvero un mondo, tra l\u2019altro ricco di sorprese come quello del passato che possiamo provare a rivivere nelle parole di Lina Savino.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49007129632_514ef5bd0a_n.jpg\" alt=\"fichi-1\" width=\"320\" height=\"213\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17041","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17041\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}