{"id":17036,"date":"2019-11-04T13:07:13","date_gmt":"2019-11-04T13:07:13","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/11\/04\/domus-libri-buona-la-prima\/"},"modified":"2019-11-04T13:07:13","modified_gmt":"2019-11-04T13:07:13","slug":"domus-libri-buona-la-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/11\/04\/domus-libri-buona-la-prima\/","title":{"rendered":"Domus Libri: buona la prima!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48993932646_f9e0c5e728_n.jpg\" alt=\"gruppo (1)\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Chiesa di San Rocco gremita per la prima uscita di Domus Libri. <\/strong><br \/><strong>Ecco un resoconto della serata e delle suggestioni offerte da Francesco Carofiglio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante pagine di storia potrebbero restituirci le pareti della piccola e preziosa Chiesa di San Rocco! In parte si \u00e8 parlato anche di questo durante la presentazione di Domus Libri, il nuovo Presidio del Libro turese, svoltasi nel tardo pomeriggio del 26 ottobre, proprio all\u2019interno della cappellina cenobitica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48994129277_65d5bf4891_n.jpg\" alt=\"Fabrizio Resta\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"240\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo a prendere la parola \u00e8 stato Fabrizio Resta, presidente di Domus Libri, il quale ha voluto ricordare ai tantissimi presenti la vision e la mission del presidio; successivamente il microfono \u00e8 passato tra le mani di Leonardo Florio che, nell\u2019arco di tempo di uno spot pubblicitario, ha esposto una serie di nozioni storico-artistiche utili per conoscere meglio la cappellina messa a disposizione dal FAI e dalla Chiesa Madre in occasione di questo importante evento: si \u00e8 parlato dunque delle modifiche strutturali, dei restauri ed anche delle scellerate decisioni (per fortuna mai messe in atto) adottate dalle Giunte comunali che si avvicendarono nel 1880 e nel 1884 ed orientate a trasformarlo in un ospedale per colerosi dopo un precedente tentativo di demolizione motivato dallo stato di abbandono in cui l\u2019edificio versava. Tutte queste informazioni sono state attinte dal prezioso lavoro di tesi di Giacomo De Michele, doverosamente ringraziato nel corso della presentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine di questo rapido excursus, \u00e8 intervenuto il vicesindaco Fabio Topputi, che ha ringraziato Domus Libri per l\u2019invito e per l\u2019importante azione culturale su cui la nostra citt\u00e0 potr\u00e0 nuovamente contare. Terminati i discorsi preliminari, i presenti hanno poi potuto addentrarsi nel dialogo a due voci tra Valentino Sgaramella, moderatore dell\u2019evento e giornalista de \u201cLa Gazzetta del Mezzogiorno\u201d, e Francesco Carofiglio, autore de \u201cL\u2019Estate dell\u2019incanto\u201d, ovvero il suo ultimo romanzo, raccontato ed \u201cinteragito\u201d assieme al pubblico durante questa prima uscita in scena di Domus Libri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48994129242_5335cdd3f5_n.jpg\" alt=\"Francesco Carofiglio e Valentino Sgaramella\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, in virt\u00f9 della propria laurea in Architettura, lo scrittore ed illustratore vincitore del Premio Stresa 2010, prima di rispondere alle impegnative domande a lui rivolte da Sgaramella, non ha potuto fare a meno di esprimere alcune considerazioni in merito alla Chiesa di San Rocco: \u201cQuesto \u00e8 un luogo in cui \u00e8 leggibile l\u2019attraversamento dei secoli, come si evince dalla compresenza di una parte pi\u00f9 rustica ed una pi\u00f9 decorata. A proposito del tempo che scorre e lascia le sue tracce, nel mio libro ci sono due protagoniste: Miranda da giovane e Miranda da anziana\u201d. Con questo incipit \u2013 che nella sua semplicit\u00e0 mostra il talento intellettuale di un vero scrittore in grado di trovare continuit\u00e0 tra fili logici apparentemente distanti \u2013 Carofiglio prende per mano i presenti ed inizia a mostrar loro \u2013 ognuno stando \u201cseduto nella propria fantasia\u201d \u2013 quel bosco dove Miranda ha trascorso nel 1939 la propria villeggiatura: colori, ma soprattutto i suoni degli animali sembrano per un attimo irrompere nel silenzio religioso della Chiesa di San Rocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di risonanze fantastiche e riverberi dell\u2019anima, Carofiglio dir\u00e0 pi\u00f9 tardi: \u201c\u00c8 stato per me molto complesso interpretare una voce narrante femminile. Se ci sono riuscito \u00e8 stato grazie ad un lungo studio delle signore novantenni che ho intervistato in Toscana, tra cui la Contessa Diamanti-Capponi. Quando poi ho scritto questo libro, risuonavano in me i racconti e le parole di mia madre, scomparsa nel 2014. Provare a dar voce a pi\u00f9 donne \u00e8 stato per me come interpretare in un teatro: per questo motivo ho provato ad essere Miranda nel quotidiano\u201d. Un\u2019altra considerazione importante da lui sostenuta ha riguardato l\u2019importanza delle parole e della lettura ad alta voce: \u201c\u00c8 fondamentale recuperare il senso delle parole che usiamo, spesso svilite da una comunicazione grossolana. Negli ultimi anni siamo anche stati abituati ad una propaganda politica aggressiva, sgradevole. Ritengo molto importante, inoltre, l\u2019esperienza di leggere ad alta voce, poich\u00e9 utile ad impossessarsi del suono. Se avete tra le mani un romanzo, vi consiglio di dedicare del tempo per leggerlo ad alta voce\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48993387028_e8e4b5a674_n.jpg\" alt=\"gruppo (2)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando ai due volti di Miranda e alle inevitabili polarit\u00e0 dualistiche tra ingenuit\u00e0 e maturit\u00e0, giovent\u00f9 e anzianit\u00e0, impulsivit\u00e0 e ponderatezza, Carofiglio ha poi rimarcato: \u201cQuesta \u00e8 una storia sul senso del limite. A 10 anni, il senso \u00e8 l\u00ec davanti a te ma non ne sei consapevole. Nel raccontare la propria estate a distanza di 80 anni, Miranda crea lo strano artificio dal quale vien fuori il titolo del libro: si creano i segnali di un incanto. Miranda in quell\u2019estate scopre la bellezza e la paura\u201d. Negli sviluppi dell\u2019intervista, Sgaramella chiede a Carofiglio come abbia fatto ad immedesimarsi in una bambina del \u201939: \u201cPur non avendo figli, sono sempre in ascolto col mondo dei giovanissimi. Chiedo loro di partecipare alle conversazioni in maniera attiva. E poi c\u2019\u00e8 da dire che tutti siamo stati bambini\u201d. Anche la scelta del bosco come ambiente principale del romanzo non \u00e8 casuale o astratta dal discorso dell\u2019infanzia: \u201cCon la mia famiglia andavamo spesso in villeggiatura nella Foresta Mercadante. L\u00ec ho sentito e visto i suoni e i colori che riporto nel romanzo. Una volta, quando avevo 9 anni, mio fratello non era rientrato per la cena. Andai di notte nel bosco per cercarlo, quando all\u2019improvviso sentii dei rumori provenire dalla vegetazione: rimasi immobilizzato dalla paura e di quella paura ho un ricordo tutt\u2019oggi perfetto in ogni dettaglio, in ogni singola sensazione. Scappai, convinto di essere inseguito e fortunatamente riuscii a tornare a casa. Da quel giorno rimasi affascinato dalla paura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda interessante ha poi guidato e soffermato l\u2019attenzione sul processo creativo che sottende l\u2019intera stesura di un romanzo: \u201cLe storie \u2013 risponde Carofiglio &#8211; iniziano quando non si sa quasi nulla di ci\u00f2 che si vuole scrivere. A volte \u00e8 un\u2019intuizione. Per continuare poi a scrivere \u00e8 necessario lasciare nella propria mente degli spazi liberi, autonomi. A volte pu\u00f2 anche capitare che i personaggi ti vengano a trovare\u201d. Almeno a parere di chi scrive, la vera perla dispensata da queste riflessioni tessute in tempo reale dall\u2019illustre ospite, riguarda la distinzione tra presente animato e presente vuoto: \u201cAnimare il nostro presente significa essere costantemente curiosi verso il mondo. Perdere la curiosit\u00e0 significa rendere vuoto il nostro presente e sentire quella sensazione spiacevole che si prova quando si libera il tavolo al termine di una ricca cena\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questi spunti, Carofiglio si \u00e8 cimentato nella lettura di un estratto del romanzo, ovvero una lettera scritta da Miranda a suo padre, da tempo distante per lavoro: descrivere a parole l\u2019abilit\u00e0 del lettore nelle pause, nelle prese di fiato, nelle improvvise accelerazioni e nella modulazione del suo tono di voce non \u00e8 affare semplice; forse l\u2019immagine della pelle d\u2019oca \u00e8 pi\u00f9 utile di qualsiasi resoconto verbale. Adesso Domus Libri si appresta a nuovi incontri aperti al pubblico, sui quali non \u00e8 ancora dato sapere nulla: nel frattempo i tanti sostenitori potranno continuare a seguire la pagina Facebook sulla quale, giorno per giorno, vengono postati riferimenti letterari messi in dialogo con le pi\u00f9 disparate forme artistiche, in una sinergia orientata a creare quello stesso incanto desiderato ed ottenuto da Carofiglio nel proprio romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>L.F.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48993932646_f9e0c5e728_n.jpg\" alt=\"gruppo (1)\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-17036","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17036\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}