{"id":16942,"date":"2019-10-06T09:29:14","date_gmt":"2019-10-06T09:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/10\/06\/da-don-bosco-passando-per-raffaele-resta-fino-a-don-giovanni-cipriani\/"},"modified":"2019-10-06T09:29:14","modified_gmt":"2019-10-06T09:29:14","slug":"da-don-bosco-passando-per-raffaele-resta-fino-a-don-giovanni-cipriani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/10\/06\/da-don-bosco-passando-per-raffaele-resta-fino-a-don-giovanni-cipriani\/","title":{"rendered":"Da Don Bosco, passando per Raffaele Resta, fino a Don Giovanni Cipriani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48845191732_8aaca6ba78_n.jpg\" alt=\"banda (2)\" width=\"320\" height=\"197\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>15 Settembre 1963: Don Giovanni e l\u2019idea di creare una Banda dell\u2019Oratorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inauguriamo una rubrica che consentir\u00e0 ai lettori di conoscere i lavori di tesi, le ricerche e i papers scientifici inerenti alla nostra citt\u00e0 e\/o realizzati da dottori e ricercatori turesi di qualsiasi facolt\u00e0 ed ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo spazio si apre con Angela Minoia, laureatasi in Scienze dell\u2019Educazione e della Formazione nell\u2019anno accademico 2016\/17 con una tesi in Storia della Pedagogia dal titolo \u201cDon Giovanni Bosco: Padre e Maestro della Giovent\u00f9\u201d. Una premessa \u00e8 tuttavia doverosa: nel seguente lavoro, come sar\u00e0 possibile leggere, non mancheranno interessanti riferimenti e notizie relative alla nostra citt\u00e0 e, in particolar modo, a due \u201cconcittadini d\u2019eccellenza\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48844636693_af3c2e2aa5_n.jpg\" alt=\"Don Giovanni e Onofrio Resta nel 1990\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"265\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNel 1988 \u2013 esordisce Angela Minoia &#8211; Papa Giovanni Paolo II defin\u00ec Don Bosco \u201cPadre e Maestro della Giovent\u00f9\u201d: in un tempo storico in cui i giovani non avevano importanza n\u00e9 per la Chiesa n\u00e9 per la societ\u00e0, in cui i ceti popolari venivano mantenuti ai margini delle attivit\u00e0 sociali e politiche, Don Bosco volgeva la sua attenzione proprio a queste categorie di persone. Un uomo umile che ha cercato di capire giovani \u201csbandati\u201d e soli, guidandoli con amore disinteressato a diventare \u201cbuoni cristiani e onesti cittadini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stato facile ripercorrere la vita di questo Santo Educatore a cui tocc\u00f2 di vivere in un periodo cruciale della storia d\u2019Italia, dell\u2019Europa e del Mondo, ovvero l\u2019800 e, pi\u00f9 nello specifico, il Risorgimento durante il quale andarono a delinearsi iniziative educative, progetti di riforma scolastica ed articolate posizioni pedagogiche; entrando nel merito, la pedagogia risorgimentale vantava cinque correnti, nel cui insieme fu in grado di rientrare e spiccare la filosofia del presbitero e santo torinese, fondatore delle congregazioni dei Salesiani: all\u2019epoca coesistevano l\u2019educazione pubblica sul fronte laico, con Cuoco e Cattaneo come esponenti; lo spiritualismo di Rosmini e di Gioberti; la tesi dei cattolico-liberali; il riformismo educativo di Aporti e Mayer ed infine il realismo teleologico e metafisico di un grande pedagogista turese, ovvero Raffaele Resta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo approfondire il pensiero di quest\u2019ultimo, la legge teleologica dell&#8217;uomo consiste nello sviluppo completo della personalit\u00e0 individuale, attraverso l&#8217;attuazione della vocazione personale; in maniera complementare, il fine dell&#8217;educazione consisteva dunque, secondo Resta, nel portare la persona a essere maestro di s\u00e9, soggetto responsabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere questa parentesi, utile a ricordare ai nostri lettori il calibro umano e culturale di una tra le pi\u00f9 importanti personalit\u00e0 turesi, il realismo teleologico e metafisico di Raffaele Resta presenta ancora oggi elementi di novit\u00e0 e soprattutto di attualit\u00e0 in grado di concorrere al rinnovamento del sistema formativo italiano, nonch\u00e9 di contribuire alla precisazione di contenuti utili ad alimentare sia un&#8217;autentica \u201cpaideia\u201d (formazione, educazione) che un confronto costruttivo con il dibattito pedagogico contemporaneo. Ad ogni modo, nella visione restiana, l\u2019uomo \u00e8 da intendersi come sistema aperto, mentre la pedagogia rappresenta al contempo la filosofia e la scienza dell\u2019educazione; tutto ci\u00f2 implica dunque che il processo di perfettibilit\u00e0 umana, coincidente con quella trasformazione per cui l\u2019individuo passa dal \u201cfarsi maestro\u201d al \u201cfar da maestro\u201d, trova la sua essenza nell\u2019educarsi al meglio di s\u00e9.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48845004941_55a464a53f_n.jpg\" alt=\"A sinistra GIOVANNI VENUSIO, A destra  FIORENZA HUSTEL (SECONDA MOGLIE DI GIOVANNI VENUSIO, IN REALTA' BALLERINA)\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"267\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente Raffaele Resta non \u00e8 stato l\u2019unico grande pedagogista nato o di passaggio nella nostra citt\u00e0: una menzione importante la meriterebbe ugualmente Gramsci, come anche il compianto Don Giovanni Cipriani, pedagogista ad honorem, in quanto perfetto esempio pratico della filosofia di Don Bosco. Il sacerdote turese, infatti, sulle orme dell\u2019omonimo maestro fondatore dei Salesiani, impegn\u00f2 la sua esistenza nell\u2019edificazione strutturale e spirituale dell\u2019Oratorio della parrocchia intitolata a Maria SS. Ausiliatrice: in particolare, stando ai dati recuperati con perizia dalla stessa Minoia, a maggio del 1952 fu firmato il compromesso di acquisto del primo lotto per erigere l\u2019Oratorio, tra lo stesso Don Giovanni e la marchesa Fiorenza Hustel, vedova Venusio-Incoronati. Un luogo del genere descrive la rappresentazione concreta di quella filosofia educativa che nel pensiero di Don Bosco si condensava nel concetto di \u201cmetodo preventivo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuesto metodo \u2013 spiega la dottoressa Minoia &#8211; consiste nell\u2019evitare la triste necessit\u00e0 di punire, ponendo le condizioni perch\u00e9 ne sia evitata l\u2019occasione. Ci\u00f2 presuppone una organizzazione della vita giovanile in comunit\u00e0, dove il lavoro e l\u2019onesto svago si alternano, senza sconfinare nell\u2019ozio. Gli educatori sono dunque chiamati a vivere nella comunit\u00e0 fornendo il giusto esempio e i fondamentali stimoli, con una vigilanza discreta e rispettosa, ma ferma e costante. Per saperne di pi\u00f9, \u00e8 di imprescindibile valore la sua Magna Charta del sistema preventivo, scritta nel 1877, dal titolo: \u201cIl Sistema preventivo nella educazione della giovent\u00f9\u201d. Don Bosco in essa presenta i due metodi usati in quel tempo nella educazione della giovent\u00f9: preventivo e repressivo. Com\u2019\u00e8 facile intuire, escluse il metodo repressivo perch\u00e9 consiste esclusivamente nel far conoscere la legge ai sudditi, nel sorvegliare e punire i trasgressori: questo \u00e8 il metodo meno faticoso, in quanto il superiore esercita il proprio potere di autorit\u00e0 sui sudditi obbedienti. Il sistema preventivo \u00e8 invece pi\u00f9 impegnativo, perch\u00e9 cambia il rapporto tra l\u2019educatore e l\u2019educando: \u201cprevenire\u201d non \u00e8 reprimere, ma \u00e8 amare, coinvolgere il giovane nel suo percorso educativo, motivandolo alla scelta dei valori spirituali e sociali; l\u2019educatore in questo caso non deve umiliare, ma incoraggiare ad impegnarsi, usando molta dolcezza, carit\u00e0 e pazienza. Importante \u00e8 il concetto di \u201ccastighi\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48844637838_cc6c9ec45f_n.jpg\" alt=\"banda (1)\" style=\"margin: 6px; float: right;\" width=\"320\" height=\"201\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Bosco fu molto chiaro: \u201cDov\u2019\u00e8 possibile, non si faccia mai uso di castighi.\u201d; ad ogni modo, in caso di repressione, \u00e8 importante che l\u2019educatore si faccia amare, se vuole farsi temere: in questo caso, la sottrazione di benevolenza \u00e8 un castigo che non avvilisce mai; allo schiaffo, inoltre, \u00e8 da preferirsi uno sguardo non amorevole, che \u00e8 un castigo e fermezza. Il rimprovero non in pubblico, ma in sede riservata da occhi indiscreti. Percuotere in qualunque modo, mettere in ginocchio in una posizione dolorosa, tirare le orecchie sono invece castighi da evitare assolutamente: d\u2019altronde Don Bosco era ben consapevole di quanto \u201cnon con la violenza, ma con l\u2019amore puoi guadagnarti gli amici che ti vengono inviati\u201d e dunque la pazienza di certo non gli mancava\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nel merito, le parole appena citate dalla Minoia, a proposito dell\u2019amore come mezzo principale per creare rapporti relazionali, derivano direttamente dalla visione onirica che all\u2019et\u00e0 di nove anni convinse il futuro San Giovanni Bosco ad intraprendere una vita votata, consacrata agli altri o, pi\u00f9 nello specifico, al recupero degli altri, in primis i fanciulli abbandonati, ai margini della societ\u00e0: gli \u201cscugnizzi\u201d, per dirla alla Don Giovanni Cipriani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48844637583_41ae7deb45_n.jpg\" alt=\"banda (3)\" style=\"margin: 6px; float: left;\" width=\"320\" height=\"238\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguendo nella nostra disamina, rinveniamo nel prezioso lavoro di tesi della nostra intervistata altre notizie interessanti: il 15 settembre 1963 nasceva nel compianto sacerdote turese l\u2019idea di avere una Banda dell\u2019Oratorio; dai ricordi dello stesso Don Giovanni, ancora una volta magistralmente raccolti dalla Minoia, apprendiamo infatti che: \u00abIl 15 settembre, accompagnando il gruppo dei chierichetti dell\u2019Oratorio alla chiesa di S. Domenico per la processione di Maria SS. Addolorata, era presente la banda di Mola. Passando davanti alla casa del dott. Michele Giannini, questi mi fece la proposta di formare coi ragazzi dell\u2019Oratorio una Banda Musicale. L\u2019idea mi piacque\u2026\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni dopo, ovvero il 22 dicembre 1990, Don Giovanni ricever\u00e0 il Premio Turi dall\u2019allora Sindaco Onofrio Resta in quanto \u2013 cos\u00ec recita la pergamena consegnata nelle mani del sacerdote turese &#8211; \u201cseguendo la pedagogia di Don Bosco, ha speso la sua vita per accogliere, educare, istruire nell\u2019Oratorio i ragazzi turesi, per fondare il Concerto Bandistico Maria SS. Ausiliatrice e per costruire l\u2019omonima Chiesa, superando innumerevoli ostacoli con l\u2019umilt\u00e0, il coraggio e la perseveranza dei Grandi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene non resta dunque che concludere e voltare pagina verso il prossimo lavoro di tesi, tenendo a mente che, precisamente 56 anni fa, nasceva a Turi, timidamente, una realt\u00e0 che nel tempo sarebbe diventata elemento caratterizzante per l\u2019identit\u00e0 collettiva turese: la mitica Banda Cittadina che oggi, doverosamente, porta il nome del suo umile creatore Don Giovanni Cipriani.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>LEONARDO FLORIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La foto dei marchesi \u00e8 stata gentilmente concessa da Michelangelo Venusio Tamburrino<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48845191732_8aaca6ba78_n.jpg\" alt=\"banda (2)\" width=\"320\" height=\"197\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-16942","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-la-voce-del-paese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16942\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}