{"id":1669,"date":"2010-03-15T17:03:58","date_gmt":"2010-03-15T17:03:58","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2010\/03\/15\/fra-storia-e-ironia-fra-storia-e-ironia-finche-son-vergini\/"},"modified":"2010-03-15T17:03:58","modified_gmt":"2010-03-15T17:03:58","slug":"fra-storia-e-ironia-fra-storia-e-ironia-finche-son-vergini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2010\/03\/15\/fra-storia-e-ironia-fra-storia-e-ironia-finche-son-vergini\/","title":{"rendered":"FRA STORIA E IRONIA: *** FINCHE&#8217; SON VERGINI"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1668\" alt=\"finch-son-vergini\" src=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/finch-son-vergini.jpg\" height=\"150\" width=\"320\" srcset=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/finch-son-vergini.jpg 320w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/finch-son-vergini-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/> <\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Alla mezzanotte del <strong>20 settembre 1958 le &#8220;case chiuse&#8221;<\/strong>, chiamate cos\u00ec perch\u00e9 dovevano, per legge, tenere serrate le imposte delle finestre in modo da non dare scandalo, <strong>diventarono chiuse anche di fatto:<\/strong> a imporlo la legge Merlin che, approvata dopo un decennio di battaglia da parte della senatrice socialista Lina Merlin, decretava l&#8217;abolizione dei bordelli. Si chiuse cos\u00ec l&#8217;epoca, iniziata 98 anni prima con il decreto Cavour, delle &#8220;case di tolleranza&#8221;, indirettamente controllate dallo Stato. <\/p>\n<p>Cos\u00ec si viveva nelle case chiuse: <\/p>\n<p>Vietato servire cibi e bevande, vietato suonare e cantare, vietato aprire le persiane, le case di tolleranza erano state concepite dalle due leggi che le avevano istituite prima e riorganizzate poi &#8211; nel 1860 e nel 1888 &#8211; come luoghi di &#8220;passaggio&#8221; del sesso a pagamento: entrare, consumare, uscire. Anche per questo, probabilmente, nell&#8217;immaginario collettivo sono sempre rimaste luoghi quasi mitici, dove si respirava sempre e comunque un&#8217;atmosfera di peccaminosa lussuria. Ovviamente per questo erano nate e si erano sviluppate, ma il mito si fondava anche sull&#8217;alone di mistero che circondava questi luoghi. Dove, invece, la vita era regolata da ritmi rigidi e sempre uguali, e dove circolavano personaggi di ogni genere, <strong>ognuno indicato con il proprio soprannome. <\/strong><\/p>\n<p><strong>C&#8217;erano i &#8220;flanellisti&#8221;<\/strong>, cio\u00e8 coloro che andavano nei bordelli solo per guardarsi in giro, per respirare l&#8217;atmosfera, per guardare le ragazze di sottecchi, per sentirsi parte di un mondo che, il pi\u00f9 delle volte, poteva solo sognare e non permettersi. Ma c&#8217;era anche chi usava il salone della maison come fosse una biblioteca: molto spesso, infatti, gli universitari andavano proprio l\u00ec per preparare in pace e tranquillit\u00e0 gli esami, e i militari per garantirsi un posto caldo dove stare seduti. E una regola non scritta dei postriboli era che, nonostante i flanellisti abituali non fossero ben visti dalla maitresse, dovevano essere trattati con ogni riguardo. <\/p>\n<p>Poi c&#8217;erano quelli che andavano al bordello solo per parlare con una ragazza: i<strong> &#8220;parlanti&#8221;<\/strong>, che con la prostituta di turno sfogavano i propri sentimenti repressi, e i &#8220;teneroni&#8221;, che cercavano orecchie sulle quali riversare la storia delle proprie disgrazie. E poi <strong>i &#8220;ciceri&#8221;<\/strong>, che invece miravano a far parlare le ragazze, a sapere la loro storia, a capire perch\u00e9 avevano scelto di far quel mestiere. Tutti &#8220;tipi&#8221; particolarmente disprezzati, questi: nelle case di tolleranza, infatti, per ottenere il rispetto delle ragazze bisognava dimostrare la propria virilit\u00e0, e quindi consumare invece di blaterare. <\/p>\n<p>Naturalmente avevano un soprannome anche coloro che nelle case chiuse andavano non per fare sesso con una ragazza ma per dar sfogo alle proprie devianze: <strong>i &#8220;guardoni&#8221;<\/strong>, che affittavano un buco dal quale spiare ci\u00f2 che accadeva in una stanza, e <strong>i &#8220;sottomarini&#8221;,<\/strong> che compravano il diritto di<strong> stendersi sotto il letto<\/strong> di una delle ragazze per assistere all&#8217;amplesso. <\/p>\n<p>Un soprannome aveva anche il medico inviato periodicamente dalle autorit\u00e0 per la visita ginecologica: veniva chiamato <strong>&#8220;tubista&#8221; <\/strong>(il perch\u00e9 \u00e8 facilmente intuibile) ed era particolarmente temuto. Quando trovava una ragazza infetta da una malattia venerea, infatti, il medico aveva l&#8217;obbligo di comunicarlo sia alla tenutaria sia alle autorit\u00e0, e la malcapitata veniva sospesa a tempo indeterminato dal &#8220;servizio&#8221;. Ovviamente senza stipendio, perch\u00e9 le ragazze, nei bordelli,lavoravano a cottimo: tante prestazioni, tanti soldi ricevuti dalla maitresse, che generalmente tratteneva il 50% per coprire le spese di mantenimento e di struttura. <\/p>\n<p>Il rito prevedeva che gli uomini, giunti nel salone, guardassero per un po&#8217; le ragazze, poi scegliessero quella che li attirava di pi\u00f9 e a quel punto passassero alla cassa per comprare la &#8220;marchetta&#8221;, il gettone che dava diritto ad ottenere la prestazione. Dopo aver scelto, il cliente consegnava la marchetta alla prostituta, che lo portava in camera per consumare. <\/p>\n<p>Una &#8220;pensionante&#8221;, mediamente, riusciva a fare 30-40 marchette al giorno: le ragazze, insomma, guadagnavano piuttosto bene. Nel 1888, anno della revisione delle tariffe con la legge Crispi, ad esempio, una marchetta costava 1 lira. Significa che ogni giorno una ragazza poteva guadagnare anche 40 lire, e pur dovendone dare met\u00e0 alla tenutaria della casa gliene restavano pur sempre 20: un patrimonio, rispetto alle 3 lire di stipendio giornaliero di un operaio. <\/p>\n<p><strong>Le ragazze,<\/strong> che avevano tutte un nome d&#8217;arte e facevano carriera non tanto grazie alla prestanza fisica quanto alle capacit\u00e0 professionali, potevano restare in un postribolo al massimo per quindici giorni, dopodich\u00e9 dovevano trovarsi una sistemazione in un postribolo di un&#8217;altra citt\u00e0: ogni &#8220;scaglione&#8221; di pensionanti veniva per questo chiamato &#8220;quindicina&#8221;, e i frequentatori abituali delle case chiuse attendevano con ansia l&#8217;arrivo del nuovo &#8220;turno&#8221;, sperando che tra le ragazze ci fosse anche quella in particolare sulla quale erano giunte voci favorevoli provenienti da altre citt\u00e0 d&#8217;Italia. Si trattava di un metodo per evitare che i clienti si innamorassero delle ragazze frequentandole troppo a lungo, ma anche per far offire in tutte le citt\u00e0 d&#8217;Italia le grazie di ogni &#8220;pensionante&#8221;. Ufficialmente ogni ragazza doveva arrangiarsi per trovare la prossima casa di tolleranza nella quale soggiornare per i successivi 15 giorni; in realt\u00e0 esisteva una figura, c<strong>hiamata &#8220;collocatore&#8221;, che a tutti gli effetti era il &#8220;manager&#8221; <\/strong>delle singole ragazze: un antesignano del moderno protettore, insomma, al quale spettava l&#8217;incombenza di far fruttare al massimo le doti della sua protetta. E si trattava di un mercato particolarmente fiorente: negli ultimi anni di vita delle case chiuse, bastava collocare una sola ragazza per poter vivere di rendita. <\/p>\n<p>Continuano ad essere esposti nelle case, non in quelle di tolleranza per\u00f2. <strong>I tariffari delle prestazioni delle prostitute<\/strong> dei bordelli pre-Merlin sono diventati oggetti per collezionisti. Difficile trovare pezzi originali, pi\u00f9 alla portata le riproduzioni. Su ebay si acquistano anche a dieci euro. <\/p>\n<p>Nelle tabelle con le tariffe ovviamente non ci sono gli euro ma le lire. Una e mezzo per una semplice, con una in pi\u00f9 scatta la doppia. Per i dotati, anche nel portafogli, un\u2019ora a sette lire e venti centesimi. In tempi di caro vita e soprattutto ottanta anni dopo l\u2019adozione di quelle tariffe, sono cifre che fanno sorridere. Ma se un impiegato medio allora guadagnava tre lire al mese \u00e8 facile immaginare che per entrare nei bordelli<strong> gli uomini fossero costretti a fare sacrifici. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Certo, entrare si poteva, anche senza pagare. <\/strong>Ma guai a toccare prima della marchetta. Lo ricordano i pi\u00f9 anziani, lo ricorda anche a un cartello, pure quello in vendita su ebay a cinque euro. Un altro invita i gentili clienti a \u201corinare all\u2019interno della casa onde evitare di lordare la pubblica via\u201d. Per chiudere la proverbiale ironia livornese. In un manifesto che stava appeso all\u2019ingresso di una casa di tolleranza, ora oggetto conteso dai collezionisti, si legge: <strong>\u201cTrombatele finch\u00e9 son vergini&#8221;<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.tgcom.mediaset.it\/cronaca\/articoli\/articolo426716.shtml\" onclick=\"foto('\/bin\/375.$plit\/orig_C_0_articolo_426716_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg');return false;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.tgcom.mediaset.it\/bin\/63.$plit\/C_0_articolo_426716_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg\" class=\"sx\" height=\"225\" width=\"300\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<h2><a href=\"notizie\/attualita\/1124-con-trullando-per-valorizzare-il-territorio.html?phpMyAdmin=249be9a92230f4edfb2945ad723064de\">CON TRULLANDO PER VALORIZZARE IL TERRITORIO<\/a><\/h2>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1668\" alt=\"finch-son-vergini\" src=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/finch-son-vergini.jpg\" height=\"150\" width=\"320\" srcset=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/finch-son-vergini.jpg 320w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/finch-son-vergini-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/> <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1668,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-1669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1669\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}