{"id":16553,"date":"2019-05-08T06:24:11","date_gmt":"2019-05-08T06:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/05\/08\/ciliegie-una-partenza-sotto-i-migliori-auspici\/"},"modified":"2019-05-08T06:24:11","modified_gmt":"2019-05-08T06:24:11","slug":"ciliegie-una-partenza-sotto-i-migliori-auspici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/05\/08\/ciliegie-una-partenza-sotto-i-migliori-auspici\/","title":{"rendered":"Ciliegie, una partenza sotto i migliori auspici"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/40801821783_b572d09dce_n.jpg\" alt=\"Tino Sabino\" width=\"320\" height=\"316\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Tino Sabino, agronomo e cerasicoltore turese, prevede una produzione abbondante soprattutto nelle \u201czone calde\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra qualche giorno prender\u00e0 il via la nuova annata cerasicola. Come sempre si inizier\u00e0 dalla raccolta delle \u201cBigarreaux\u201d, per poi proseguire con la \u201cGiorgia\u201d e concludere la volata con la \u201cFerrovia\u201d, la regina delle ciliegie turesi sulla cui vendita sono riposte le speranze di buona parte delle famiglie turesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per capire che scenario ci attende abbiamo interpellato Tino Sabino, agronomo e produttore turese. Come ci racconta, i primi segnali lasciano sperare in un\u2019annata che vedr\u00e0 una produzione abbondante soprattutto nelle \u201czone calde\u201d, vale a dire nei terreni limitrofi a Conversano. Quantit\u00e0 minori ma qualit\u00e0 presumibilmente migliore segneranno invece le \u201czone fredde\u201d, quelle pi\u00f9 vicine a Gioia del Colle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, i produttori continuano a tenere le dita incrociate, auspicando che le condizioni meteorologiche non riservino tristi sorprese, come accaduto negli ultimi due anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si capisce che tipo di annata si prospetta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo si vede molto tempo prima della fioritura. La preparazione della raccolta che partir\u00e0 nei prossimi giorni comincia nella primavera-estate dell\u2019anno precedente, quando la pianta inizia a gemmare. La gemma deve \u201caccumulare\u201d il freddo invernale per diventare produttiva: potenzialmente, pi\u00f9 ore di freddo riceve migliore sar\u00e0 l\u2019annata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali sono le previsioni per quest\u2019anno?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAbbiamo avuto un\u2019estate piovosa e un inverno freddo, per cui le gemme erano predisposte a portare avanti per bene la fioritura. Fioritura che, soprattutto nella prima parte, ha avuto condizioni climatiche particolarmente ottimali nelle zone calde, ovvero nella porzione di territorio pi\u00f9 vicina a Conversano, dove ci sar\u00e0 una buona produzione. Nelle zone fredde (quelle verso Gioia) invece si attende una quantit\u00e0 inferiore di ciliegie\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La grande quantit\u00e0 pu\u00f2 influenzare la qualit\u00e0 del prodotto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa qualit\u00e0 \u00e8 generalmente inversamente proporzionale alla qualit\u00e0: maggiore \u00e8 la produzione dell\u2019albero, minore sar\u00e0 il calibro delle ciliegie, poich\u00e9 le piante quando sono eccessivamente \u201ccariche\u201d hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 a nutrire i frutti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci sono metodi utili ad aumentare il calibro della ciliegia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi pu\u00f2 intervenire con concimazioni e altre tecniche che possono incidere fino a un certo punto, poi c\u2019\u00e8 il limite biologico e fisiologico della pianta su cui l\u2019uomo pu\u00f2 ben poco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Considerando i cambiamenti climatici che stiamo subendo, le tecniche agronomiche riescono a garantire uno standard di produzione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSicuramente ci consentono di ovviare a vari ostacoli. Ad esempio, stiamo avendo inverni pi\u00f9 miti e, ricollegandoci a quanto detto all\u2019inizio, le gemme diventano sempre meno propense a produrre. Un problema che \u00e8 stato affrontato con la tecnica dell\u2019innesto, che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di adattare alle radici che attecchiscono nei nostri terreni variet\u00e0 molto pi\u00f9 produttive rispetto a quelle tipiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai cambiamenti climatici si deve tener conto anche della globalizzazione, che introduce una serie di problemi che tirano in ballo le recenti frontiere dei trattamenti fitosanitari. Anche qui abbiamo un esempio concreto: quest\u2019anno stiamo fronteggiando un nuovo insetto \u201cimportato\u201d dall\u2019estero. \u00c8 simile al moscerino della frutta e, poich\u00e9 ha un ciclo di sviluppo molto rapido, sta avendo risvolti negativi sulle produzioni costringendo a ricorrere a trattamenti fitosanitari mirati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questo discorso dei parassiti \u201cimportati\u201d rientra anche la Xylella Fastidiosa. Pi\u00f9 fonti parlano del rischio di contagio anche per i nostri ciliegi. \u00c8 un timore fondato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPurtroppo s\u00ec. Essendo un insetto polifago, la Xylella Fastidiosa pu\u00f2 attaccare mandorli e ciliegi. In Puglia non ci sono ancora casi di contagio di piante diverse dall\u2019ulivo; tuttavia nell\u2019ambiente originario, che \u00e8 quello della California, i mandorli convivono da anni con questo parassita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019immediato \u00e8 fondamentale sensibilizzare gli agricoltori a prendersi cura delle piante, attuando tutti i trattamenti di lotta al vettore, indispensabili per arginare l\u2019infestazione. In futuro dovremo imparare a convivere con questa \u201cmalattia\u201d, contrastandola con tecniche fitosanitarie peculiari che progressivamente si affineranno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Turi ha investito la maggior parte della propria superficie coltivabile in ciliegeti. Nei prossimi anni occorrer\u00e0 differenziare la produzione, puntando anche su altre colture?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl limite nella scelta delle colture \u00e8 dato dalla vocazione del territorio e quindi dal clima. Noi abbiamo un territorio vocato alla produzione del ciliegio, dell\u2019albicocco, del percoco e a una produzione di nicchia di olive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 giusto rispettare queste vocazioni, naturalmente bisogna evitare gli estremi come la monocoltura. Sarebbe opportuno optare per una rotazione delle colture che meglio attecchiscono nei nostri campi, questo per scongiurare che il terreno si stanchi e perda fertilit\u00e0 e per evitare che i parassiti, proprio perch\u00e9 vivono a contatto con una sola tipologia di pianta, si \u201cspecializzino\u201d diventando resistenti ai trattamenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una domanda al produttore: si riescono a coprire i costi di produzione delle ciliegie?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn agricoltura una percentuale considerevole del successo di un\u2019annata \u00e8 legata alle condizioni metereologiche: abbiamo gi\u00e0 avuto dimostrazione di come sia sufficiente una grandinata per distruggere un intero raccolto e capovolgere le sorti. Prescindendo dalle dinamiche contingenti, il fatto che a Turi ci siano tantissime aziende agricole \u00e8 la dimostrazione che un tornaconto c\u2019\u00e8, altrimenti in molti avrebbero cambiato mestiere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 il livello di conoscenza dell\u2019agricoltore turese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl livello tecnico \u00e8 molto alto: i nostri agricoltori non sono pi\u00f9 i contadini classici che sapevano solo come si arava la terra; sono imprenditori agricoli che hanno imparato a prendersi cura delle proprie piante per ottenere la migliore produzione. Quello che manca \u00e8 il poter essere aggiornati sui recenti mezzi tecnici e su come possano integrarsi con quelli tradizionali, sulle nuove patologie e sull\u2019evolversi della nutrizione. A questo si somma la difficolt\u00e0 ad adeguarsi alle normative regionali. Direttive e protocolli che, come quest\u2019anno, spesso giungono a campagna iniziata, dando all\u2019agricoltore, gi\u00e0 oberato di lavoro, pochi giorni di tempo per mettersi in linea\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Possiamo dire che sappiamo come produrre ma pecchiamo nel \u201csaper vendere\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn realt\u00e0 il settore \u00e8 ben strutturato: abbiamo grossi commercianti che riescono ad assorbire la grande produzione del territorio. Il passo successivo \u00e8 capire che l\u2019agricoltore deve avvalersi di figure formate nel settore del marketing, che permettano di piazzare il prodotto strategicamente, aumentando anche i margini di guadagno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>FD e NZ<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/40801821783_b572d09dce_n.jpg\" alt=\"Tino Sabino\" width=\"320\" height=\"316\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-16553","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16553\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}