{"id":16474,"date":"2019-04-11T15:21:40","date_gmt":"2019-04-11T15:21:40","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/04\/11\/un-primitivo-da-suggellare\/"},"modified":"2019-04-11T15:21:40","modified_gmt":"2019-04-11T15:21:40","slug":"un-primitivo-da-suggellare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2019\/04\/11\/un-primitivo-da-suggellare\/","title":{"rendered":"Un Primitivo da suggellare"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/7905\/33669134218_5d4c2353a4_n.jpg\" alt=\"lions cantine coppi\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I Lions Club di Turi e Manduria stringono un gemellaggio presso le Cantine Coppi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si poteva scegliere location migliore delle Cantine Coppi per sigillare un gemellaggio avviato lo scorso fine febbraio. Domenica 31 marzo infatti, presso le Cantine Coppi, si \u00e8 svolta la cerimonia di gemellaggio tra il Lions Club di Turi Matteo Pugliese e il Lions Club Manduria, due Club che condividono il passato delle loro genti dedito all\u2019agricoltura, cuore del tessuto economico del Sud d\u2019Italia, e alla produzione del buon vino, il Primitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande soddisfazione \u00e8 stata espressa dai presidenti dei due club Lions, la presidente del Lions Club di Manduria, Giovanna Caforio Massarelli, \u00e8 il presidente del Lions Club di Turi, Domenico Resta, nel trovare partner con cui condividere pi\u00f9 strettamente i principi lionistici, suggellando, attraverso questo vincolo lo scopo di unire i club con i vincoli dell\u2019amicizia e della reciproca comprensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La condivisione del comune passato e presente agricolo e l\u2019eccellenza del Primitivo prodotto \u00e8 stata rimarcata pi\u00f9 volte durante la mattinata dal presidente del Lions Club di Turi, Domenico Resta, che ha sottolineato come il gemellaggio tra i due Club suggelli la comunione di intenti di operare insieme per far s\u00ec che l\u2019oro nero, diventi sempre pi\u00f9 motivo di orgoglio, benessere, prosperit\u00e0 per i due paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla scia del precedente incontro, quando il sindaco del Comune di Sava, Dario Iaia, coordinatore regionale delle Citt\u00e0 del vino ha parlato del Primitivo come risorsa per il territorio, si \u00e8 puntato l\u2019accento sull\u2019aspetto commerciale del prodotto e sulle prospettive di sviluppo. \u00c8 sempre pi\u00f9 forte il rapporto tra vino e territorio, un rapporto che rappresenta ancora oggi l\u2019unicit\u00e0 del vino italiano, la sua originalit\u00e0 assoluta, la sua capacit\u00e0 di tradursi in opportunit\u00e0 di sviluppo per il turismo, di tutela dell\u2019ambiente, di opportunit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come nasce il primitivo? \u201cLa storia del primitivo si perde nella notte dei tempi. Giunto in Puglia con ogni probabilit\u00e0 dall&#8217;altra sponda dell&#8217;adriatico per mano degli Illiri, popolo della regione balcanica dedito alla coltivazione della vite, inizi\u00f2 ad essere commercializzato in tutto il mediterraneo dai fenici antichi frequentatori delle nostre coste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi documenti di questo straordinario vitigno risalgono alla seconda met\u00e0 del 1700, quando un uomo di chiesa, don Fancesco Filippo Indelicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle, not\u00f2 che tra tanti vitigni che si usava coltivare nelle sue vigne, ve n&#8217;era uno che giungeva a maturazione prima degli altri e dava un&#8217;uva particolarmente nera, dolce e gustosa che si poteva vendemmiare ad agosto. L&#8217;Indelicati selezion\u00f2 il vitigno che in quel tempo era chiamato zagarese, per poi denominarlo &#8220;primitivo&#8221;, termine derivante dal latino primativus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da alcune citazioni si pu\u00f2 dedurre con certezza che agli inizi del XIX secolo il primicerio don Francesco Filippi Indelicati e gli altri viticoltori, diffusero il primitivo di Gioia del Colle in terra di Bari e Brindisi e in terra d&#8217;Otranto (le odierne province di Taranto e Lecce).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primitivo venne introdotto nel 1820 a Turi, Cassano, Monte San Michele, Noci, Castellana Grotte. Se nelle Murge il primitivo inizi\u00f2 a brillare di luce propria, sar\u00e0 poi nelle soleggiate terre salentine ed in particolare in quelle circostanti, quali gli agri di Manduria e Maruggio, favorevoli al miglioramento delle sue qualit\u00e0. Quest&#8217;ultimo viaggio del primitivo lo si dovette alle nozze della contessina Sabini di Altamura e Don Tommaso Schiavoni-Tafuri di Manduria. La nobildonna infatti port\u00f2 dalla sua citt\u00e0 natale alcune barbatelle scelte dalla preziosa pianta, una specie di dote che il marito manduriano seppe sfruttare molto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, la variazione di terreno, un microclima differente, le caratteristiche diverse della zona rispetto a quella murgiana, diedero vita ad un primitivo di Manduria pi\u00f9 alcolico, corposo e di colore vellutato con riflessi violacei\u201d. Fu in tal modo che si differenziarono i due vini che proseguirono a vivere autonomamente dando vita a due interessi, commerci, mercati diversi che vedono oggi il Primitivo di Manduria distinguersi a livello mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una giornata quindi conviviale, all\u2019insegna dell\u2019amicizia, che ha rappresentato per i due club l\u2019impegno ad essere ancora pi\u00f9 presenti nella comunit\u00e0, valorizzando l\u2019eccellenza del primitivo e collaborando alla promozione dello sviluppo locale e delle opportunit\u00e0 di progresso sociale e di lavoro che ne derivano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/7905\/33669134218_5d4c2353a4_n.jpg\" alt=\"lions cantine coppi\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-16474","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16474\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}