{"id":15372,"date":"2018-03-26T13:30:24","date_gmt":"2018-03-26T13:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2018\/03\/26\/diciottenni-di-ieri-nelle-pagine-di-tazzer\/"},"modified":"2018-03-26T13:30:24","modified_gmt":"2018-03-26T13:30:24","slug":"diciottenni-di-ieri-nelle-pagine-di-tazzer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2018\/03\/26\/diciottenni-di-ieri-nelle-pagine-di-tazzer\/","title":{"rendered":"Diciottenni di ieri, nelle pagine di Tazzer"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm1.staticflickr.com\/817\/40082238975_72a7bea0ce_n.jpg\" alt=\"Sergio Tazzer Didiario 2018 (1)\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Parole e ricerca per raccontare una generazione chiamata in Guerra: <br \/>\u201cI ragazzi del Novecento\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorremmo mettere a confronto due secoli, due generazioni differenti, due realt\u00e0 storico -sociali ben diverse, per comprendere quanto e cosa sia cambiato. In bene o in male non possiamo dirlo noi. Sicuramente tanto \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corso della storia ci ha condotto a quelli che siamo oggi. Ragazzi, genitori, cittadini con libert\u00e0 di scelta e opinione, in grado di scrivere il proprio futuro e percorrere strade verso sogni e obiettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. \u00c8 solo un pregio di noi abitanti del XXI secolo, che ogni giorno dovrebbero dire \u201cgrazie\u201d a chi con sofferenze, rinunce, sacrifici, ardore, ha speso la sua vita per la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un capitolo di storia italiana, quella contemporanea, \u00e8 stato sfogliato e analizzato nel pomeriggio di marted\u00ec 20 marzo presso la Casa delle Idee e nella mattinata del 21 in un liceo putignanese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm1.staticflickr.com\/794\/27104942688_3bdb07e336_n.jpg\" alt=\"Sergio Tazzer Didiario 2018 (2)\" style=\"margin: 5px; float: right;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ospite di \u201cDidiario &#8211; Suggeritori di libri\u201d, Sergio Tazzer, presidente del CEDOS &#8211; Centro di Documentazione Storica sulla Grande Guerra, autore de \u201cRagazzi del Novantanove\u201d, Kellermann Editore. Nel primo centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, siglata dall\u2019armistizio dell\u201911 novembre 1918, infatti, Tazzer, classe 1946, trevigiano, giornalista e ricercatore, ha partecipato a due incontri. Il primo a Turi, organizzato in collaborazione con l&#8217;Associazione Nazionale Bersaglieri sezione \u201cA. Pedrizzi\u201d di Turi. Accanto all\u2019autore, sono intervenuti il generale B. EI Emilio Motolese, Alina Laruccia, presidente dell\u2019a.p.s. \u201cDidiario &#8211; Suggeritori di libri\u201d, Domenico Resta, storico. Letture di Angela Antonacci. Mercoled\u00ec 21 marzo, Sergio Tazzer ha parlato ai diciottenni, a Putignano ospite del Polo liceale \u201cMajorana &#8211; Laterza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la Prima Guerra Mondiale ha avuto la sua &#8220;meglio giovent\u00f9&#8221;. La cronaca militare dell\u2019epoca cos\u00ec la descriveva nell\u2019ordine del giorno firmato dal generale Armando Diaz il 18 novembre 1917: \u201cI giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno \u00e8 stato magnifico\u201d. E aggiungeva, immortalandoli per sempre: \u201cLi ho visti i ragazzi del \u201999. Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm1.staticflickr.com\/808\/27104942238_bf40f9d9c0_n.jpg\" alt=\"Sergio Tazzer Didiario 2018 (4)\" style=\"margin: 5px; float: left;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La letteratura ha raccontato, con la penna di Gabriele D\u2019Annunzio, il passaggio tremendo di un\u2019intera generazione di adolescenti dalla famiglia alla trincea: \u201cLa madre vi ravvivava i capelli, accendeva la lampada dei vostri studi, rimboccava il lenzuolo dei vostri riposi. Eravate ieri fanciulli e ci apparite oggi cos\u00ec grandi!\u201d. Quei grandi fanciulli erano nati l\u2019ultimo anno dell\u2019Ottocento: da qui il loro nome e cognome, \u201cI ragazzi del \u201899\u201d. Fu l\u2019ultima leva di 265mila italiani chiamati a \u201cresistere, resistere, resistere!\u201d sul fiume Piave, come esortava Vittorio Emanuele Orlando, l\u2019allora presidente del Consiglio. Giovani di diciott&#8217;anni, a volte non compiuti, che hanno contribuito in modo decisivo \u201calla Vittoria\u201d, come si diceva, e all\u2019indipendenza dell\u2019Italia il 4 novembre 1918. Spesso a costo della vita, perch\u00e9 decine di migliaia di loro non sono pi\u00f9 tornati dal fronte del Nord-Est. Un dato certo non esiste, in un conflitto che per l\u2019Italia ha significato seicentomila morti e quasi un milione di feriti, di cui la met\u00e0 mutilati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, si sa, entra in guerra il 24 maggio 1915, come si rievoca nel celebre \u201cil Piave mormor\u00f2: non passa lo straniero!\u201d. Anche questa canzone si deve a un giovane fante, Luigi Saccaro. A lui si rivolse, visitando i soldati impegnati sul Piave, il re Vittorio Emanuele III. Gli chiese come vedesse la temibile avanzata dell\u2019esercito austro-ungarico, dopo la gi\u00e0 vissuta e drammatica disfatta di Caporetto a fine ottobre del 1917. Il soldato semplice, Saccaro Luigi, rispose: \u201cFin qui arriver\u00e0 il nemico. Ma da qui non si passa\u201d. Parole che sono diventate melodia nell\u2019inno tuttora suonato nelle cerimonie di Stato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm1.staticflickr.com\/785\/26104280997_f34d54bb04_n.jpg\" alt=\"Sergio Tazzer Didiario 2018 (3)\" style=\"margin: 5px; float: right;\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la vera \u201cleggenda del Piave\u201d fu quella dei ragazzi \u201cabili e arruolati\u201d di gran corsa, perch\u00e9 bisognava rinforzare l\u2019ultima linea prima che fosse troppo tardi. \u201cOggi dall\u2019Adige all\u2019Adriatico le nostre armate passano all\u2019attacco contro gli italiani\u201d, comunicavano, trionfanti, i bollettini del comando austro-ungarico. E i soldati tedeschi sfidavano gli italiani con sicumera: \u201cAndare Bassano bere caff\u00e8\u201d. Proprio in quelle stesse e tragiche ore sul muro di una casetta semi-distrutta e abbandonata una mano ignota scriveva la struggente \u201crisposta\u201d italiana: \u201cTutti eroi! O il Piave o tutti accoppati\u201d. Era l\u2019ora della verit\u00e0 per tutti. E l\u2019arrivo di questi giovani, molti imberbi, che cantavano con lo spirito innocente e temerario tipico dell\u2019et\u00e0 e dell\u2019epoca di sacrifici, fu un\u2019iniezione di coraggio e di tenerezza per i veterani, che erano stanchi e demoralizzati da tre anni di conflitto sanguinoso, dal freddo, dalle malattie, dalla fame. E poi la nostalgia di casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutto sono state ventisette le classi chiamate alle armi, la pi\u00f9 vecchia quella degli uomini nati nel 1874. Perci\u00f2 questi diciottenni che giungevano con passo svelto ma poco marziale, impetuosi come il fiume che dovevano difendere e generosi come la vita che molti di loro avrebbero dato per l\u2019Italia, furono subito percepiti alla stregua di fratelli minori. Fratelli che infondevano speranza nel momento pi\u00f9 buio. Giovani del popolo -figli di contadini, artigiani, falegnami- che bisognava paternamente proteggere, perch\u00e9 anche il loro addestramento era stato rapido: sul Monte Grappa e sul Piave non c\u2019era pi\u00f9 tempo. \u201cSul ponte di Bassano noi ci darem la mano\u201d, dice un\u2019altra malinconica canzone, evocando un amore lontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo \u201cragazzo del \u201899\u201d \u00e8 scomparso a 107 anni nel 2007. Si chiamava Giovanni Antonio Carta, caporal maggiore di fanteria della Brigata Sassari e Cavaliere di Vittorio Veneto. Ma c\u2019\u00e8 chi dice che non fosse l\u2019ultimo, come si conviene a una leggenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo accurate ricerche, l&#8217;autore ingaggia un serio tentativo di censirli uno a uno, cogliendoli nel terreno che li vide agire, nelle lettere spedite a casa, nei reperti oggi orgogliosamente custoditi dagli eredi e spiega che quei baldi erano &#8220;giovani borghesi e figli delle classi subalterne, spronati dalla propaganda a difendere la loro terra, la loro casa e la loro famiglia, il loro onore e quello dell&#8217;Italia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tazzer, per\u00f2, non intende fare agiografie n\u00e9 aggiungere parole ai &#8220;paroloni&#8221; contenuti nelle altisonanti motivazioni di decorazione al valor militare, scritte nello spirito del tempo, riproposte dall&#8217;autore proprio per aiutarci a coglierlo. No, Tazzer li racconta nel loro essere &#8220;ragazzi&#8221; nella vivezza dei loro giorni cos\u00ec carichi di speranze e ideali. Nelle loro paure, nelle loro debolezze che per\u00f2 si aprono a gesti eroici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Questo libro vuole ricordarne alcuni, nei momenti di tranquillit\u00e0 delle retrovie, come in quelle bestiali della battaglia, in modo da farne memoria&#8221; &#8211; ha aggiunto Tazzer. E la motivazione \u00e8 semplice e vera perch\u00e9 constata la condizione di un paese dalla memoria breve (oltre che di parte). &#8220;Semplicemente perch\u00e9 lo meritano, in quest&#8217;Italia distratta&#8221;. &#8220;Ho riportato le memorie come furono scritte, con gli stessi errori di ortografia e di sintassi, ed anche in dialetto, quando cos\u00ec sono state trovate&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec c&#8217;\u00e8 Francesco Bombardiere, u surdatu picciriddu, per statura ed et\u00e0, venuto al nord &#8211; per combattere &#8211; dalla provincia calabra. Si cucina due rape nel giorno del suo compleanno. Luigi Panza nel suo corredo da soldato ha gavetta, mutande, tazza, borraccia e cucchiaio tra le altre cose tutte diligentemente catalogate. Il cucchiaio, infilato nel taschino sul petto, gli sar\u00e0 preziosissimo: per fermare una pallottola al cuore. Solo due storie, tra tante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm1.staticflickr.com\/817\/40082238975_72a7bea0ce_n.jpg\" alt=\"Sergio Tazzer Didiario 2018 (1)\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-15372","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15372"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15372\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}