{"id":14634,"date":"2017-04-03T14:42:59","date_gmt":"2017-04-03T14:42:59","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2017\/04\/03\/qpippi-resiste-alle-difficolta-familiariq\/"},"modified":"2017-04-03T14:42:59","modified_gmt":"2017-04-03T14:42:59","slug":"qpippi-resiste-alle-difficolta-familiariq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2017\/04\/03\/qpippi-resiste-alle-difficolta-familiariq\/","title":{"rendered":"&#8220;Pippi resiste alle difficolt\u00e0 familiari&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2872\/33369928730_c4b841cdab_n.jpg\" width=\"320\" height=\"240\" alt=\"WhatsApp Image 2017-03-30 at 17.04.52\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 da circa un anno si svolge a Turi, all&#8217;interno di un progetto pi\u00f9 ampio Famiglie in Centro per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, un programma di intervento innovativo in favore di bambini che vivono in contesti di particolare vulnerabilit\u00e0, che impegna non solo le famiglie, ma anche gli operatori sociali e gli insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo programma, chiamato P.I.P.P.I, atto a prevenire l&#8217;allontanamento dei minori dai loro nuclei familiari, si ispira al noto personaggio letterario <em>Pippi calze lunghe<\/em>, che come si ricorder\u00e0 grazie alle sue capacit\u00e0 e all&#8217;immaginazione riesce a resistere e superare le difficolt\u00e0 familiari. Nel contesto di generale fragilit\u00e0 e sfilacciamento dei rapporti sociali, il progetto si rivolge a dieci famiglie residenti nell&#8217;area dei quattro Comuni dell&#8217;ambito territoriale, le quali, selezionate dal servizio sociale pubblico, partecipano volontariamente al processo di sviluppo del proprio potenziale verso un significativo cambiamento delle condizioni di benessere della famiglia e dei bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro del programma ci sarebbero proprio i bambini che vivono le condizioni di emarginazione, povert\u00e0 o solitudine in cui sono poste le famiglie, e che, nei casi pi\u00f9 diversi, subirebbero queste condizioni fino a veder negati i propri bisogni: dalla socialit\u00e0 e gioco con i propri coetanei fino al diritto ad una istruzione scolastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il programma non si qualifica attraverso la sola modalit\u00e0 di assistenza domiciliare, \u00abnon c&#8217;\u00e8 il singolo operatore che va in famiglia e risolve le cose\u00bb, ci spiega Carmen Tatamaro referente del Centro Aperto Polivante aderente al progetto, ma con un supporto per l&#8217;autonomo cambiamento. \u00abIl progetto &#8211; continua la Tatamaro &#8211; coinvolge la famiglia fin dall&#8217;inizio, e lo fa attraverso la valutazione dei bisogni dei figli a cui non si era data risposta prima\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"> \u00abL&#8217;innovazione del progetto sarebbe nel metodo &#8211; aggiunge l&#8217;educatrice &#8211; svolgendosi con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti nei contesti di vita del bambino\u00bb. Questo finisce con il rafforzare le capacit\u00e0 di cambiamento da parte dei genitori, degli educatori e degli insegnanti. Infatti il metodo di lavoro, studiato dall&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Padova e finanziato dallo Stato e dalla Regione Puglia,&nbsp; si dispiega su cinque ambiti di intervento: gruppi per genitori e bambini, educativa domiciliare, coinvolgimento delle scuole, attivit\u00e0 dei formatori sul territorio, famiglie d&#8217;appoggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno di questi, il lavoro collettivo che svolgono i genitori attraverso i gruppi di lavoro, aperto a chiunque voglia parteciparvi, \u00abproduce intuizioni che cambiano la genitorialit\u00e0 di tutti\u00bb, conclude la Tatamaro, mentre, gli stessi operatori ed insegnanti che partecipano ai percorsi di formazione vengono a pensare diversamente il loro lavoro a partire dallo studio dei contesti di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2872\/33369928730_c4b841cdab_n.jpg\" width=\"320\" height=\"240\" alt=\"WhatsApp Image 2017-03-30 at 17.04.52\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-14634","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14634"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14634\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}