{"id":14185,"date":"2016-06-02T14:24:44","date_gmt":"2016-06-02T14:24:44","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2016\/06\/02\/xylella-la-replica-del-consorzio-mediterrae-alla-risposta-dellunione-europea\/"},"modified":"2016-06-02T14:24:44","modified_gmt":"2016-06-02T14:24:44","slug":"xylella-la-replica-del-consorzio-mediterrae-alla-risposta-dellunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2016\/06\/02\/xylella-la-replica-del-consorzio-mediterrae-alla-risposta-dellunione-europea\/","title":{"rendered":"Xylella. La replica del Consorzio Mediterrae alla risposta dell&#8217;Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c7.staticflickr.com\/8\/7398\/26710431494_f61d64190e_n.jpg\" alt=\"Il Vice Presidente Corte Costituzionale prof. Paolo Maddalena e l'economista Davide Stirelli\" height=\"290\" width=\"320\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sig. Presidente della Comunit\u00e0 Europea N.H. il Dr. Jean Claude Junker, <br \/>Sig. Presidente del Consiglio Italiano On. Matteo Renzi, <br \/>Sig. Ministro delle Politiche Agricole On. Maurizio Martina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito di quanto rappresentato nell\u2019interpello di questo Consorzio Mediterrae, di cui al riferimento a., ed a seguito della nota interlocutoria pervenuta da parte della S.V. Ill.ma con il nota a riferimento b., con la presente per riscontrare la Vs. nota a riferimento c., Ares (2016) 2009068 del 24.04.2016, a firma del Sig. Bernard Van Goethem, da Lei incaricato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per motivi di opportunit\u00e0, riassumiamo per punti quanto evidenziato e\/o chiesto dall\u2019Adv. Ventrella nella sua nota del 08.02.2016, alla S.V.Ill.ma pervenuta in data successiva del 15.02.2016, ed in particolare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) alla gravit\u00e0 delle conseguenze del Piano degli interventi (Piano Silletti Due, datato 30 settembre 2015) prodotto dal Comitato Scientifico, nominato dal Ministero dell\u2019Agricoltura Martina, sulla base della Decisione U.E. del 18 maggio 2015, sottoscritta dal dr. Vytenis Andriukaitis, ed eseguito dal Commissario Silletti. Il Piano, almeno inizialmente, prevedeva lo sradicamento di piante sane di olivo insistenti nel raggio di 100 metri da una pianta di olivo colpita da CoDiRO\/Xylella;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) al ragionevole dubbio che la prefata Decisione UE del 18 maggio 2015 e quindi il Piano Silletti Due fossero stati fortemente influenzati dal Dr. Donato Boscia, ricercatore del CNR di Bari, che per inciso ci risulta essere un virologo e non un batteriologo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) alle valutazioni del Dr. Boscia erano prive di ogni fondamento tecnico e scientifico, in quanto non era dimostrata la patogenicit\u00e0 del batterio ed era invece noto che le cause del CoDiRo erano e sono diverse, tra cui diversi patogeni (pi\u00f9 specie di funghi), ma soprattutto numerosi fattori abiotici, come le condizioni di fertilit\u00e0 del suolo, l\u2019impiego massivo di prodotti chimici di sintesi e pi\u00f9 in generale di pratiche agronomiche ad alto impatto ambientale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) alla richiesta di verificare tutto l\u2019iter che port\u00f2 alla sottoscrizione della citata Decisione del 18 maggio 2015 e di valutare l\u2019opportunit\u00e0 di annullarla;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5) alla circostanza per cui, ancora oggi, non ci sono pubblicazioni di rilievo che dimostravano una relazione diretta tra Xylella e CoDiRO, mentre vi sono evidenze del contrario: i fenomeni di disseccamento degli alberi d\u2019olivo sono connessi a molte e diverse cause, riconducibili a modelli agricoli non sostenibili;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6) alla devastante azione dell\u2019uso massivo di prodotti chimici di sintesi rende necessario ed opportuno verificare la possibilit\u00e0 di implementare l\u2019applicazione del Piano d\u2019Azione Nazionale, di cui alla Comunicazione CE 12 07 2006 . 372, la Direttiva UE n. 128 del 2009 e dal Decreto Internazionale del 22 gennaio 2014, sull\u2019uso sostenibile dei pesticidi e degli agrofarmaci su tutto il territorio nazionale, anche per gli effetti devastanti che potrebbero implicare nella catena alimentare umana;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7) alla acclarata esistenza di procedure che potrebbero essere verificate e\/o potenziate con un piano di ricerca finalizzato ad approfondire la problematica CoDiRO\/Xylella. Alcune di queste procedure sono orientate all\u2019allontanamento o disorientamento della \u201cSputtacchina\u201d (ritenuta principale vettore del noto batterio), mentre altre sono orientate al contenimento\/eradicazione del batterio, ritenuto causa del CoDiRO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di tutto ci\u00f2, con la nota a riferimento a., dell\u20198 febbraio 2016, si chiedeva alla S.V.Ill.ma e alle altre Eminenti Personalit\u00e0, cui si scriveva per competenza, di valutare l\u2019opportunit\u00e0 di considerare tutta la problematica del CoDiRO nel quadro di una emergenzialit\u00e0 Nazionale e\/o Europea per, poi, attuare un conseguente annullo della Decisione di esecuzione della Commissione U.E. del 18 maggio 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di quanto sopra rappresentato, spiace far rilevare che nella Vs. risposta a riferimento c., del 27.04.2016, sono state rilevate numerose inesattezze, a volte anche grossolane, oltre che contraddizioni e\/o considerazioni fuorvianti, che proveremo, qui di seguito, ad evidenziare; in particolare \u00e8 stato rilevato quanto segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>1.<\/strong><\/span> \u00e8 vero il fatto che \u201cla Xylella fastidiosa \u00e8 regolata nell\u2019UE quale organismo da quarantena in forza della Direttiva 2000\/29\/C, e che la sua introduzione nell\u2019Unione e il suo movimento all\u2019interno della stessa vanno proibiti\u201d; inoltre la Direttiva recita che \u201cGli Stati membri hanno l\u2019obbligo legale di attuare, tutte le misure necessarie per eradicare il batterio, al fine di impedirne l\u2019ulteriore diffusione.\u201d Ma \u00e8 anche vero che, ancora oggi, diversi patologi (anche quelli che credono che la Xylella sia l\u2019agente causale) affermano che l\u2019eradicazione del batterio \u00e8 impossibile e che non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di patogeno da quarantena;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>2.<\/strong><\/span> \u00e8 vero che \u201cil primo focolaio\u201d \u00e8 stato \u201cnotificato dalle autorit\u00e0 italiane nell\u2019ottobre del 2013\u201d, ma nessuno ha dimostrato in maniera inequivocabile che il primo focolaio \u00e8 apparso nell\u2019ottobre del 2013 e che da allora \u201cla situazione \u00e8 peggiorata\u201d. Per poterlo affermare bisognava conoscere quale era la situazione prima del 2013. Siamo in molti ad essere convinti che la situazione attuale \u00e8 molto vicina a quella che era da diversi anni, per non dire decennio, e quindi che tutto questo peggioramento di cui si parla non \u00e8 avvenuto dal 2013;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>3.<\/strong><\/span> non corrisponde al vero l\u2019affermazione per cui \u201cnon \u00e8 attualmente disponibile nessun metodo di controllo per curare sul terreno le piante malate\u201d; al riguardo diverse associazioni di olivicoltori del Salento, anche in collaborazione con alcune istituzioni pubbliche e centri di ricerca universitari e internazionali, hanno dimostrato che la potatura, la fertilizzazione, l\u2019irrigazione ed il ripristino di buone e adeguate pratiche agronomiche riescono a bloccare e\/o a contenere il CoDiRO;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>4.<\/strong><\/span> \u00e8 vero che alcuni di questi metodi sono ancora in fase sperimentale, ma il fatto che non siano considerate adeguatamente dall\u2019EFSA come strumenti per contenere la patologia e quindi i patogeni, inclusa la Xylella, lascia abbastanza perplessa una larga fascia del pubblico e del privato, soprattutto del Salento che con le piante di olivo vive in empatia. Tutta gente che \u00e8 rimasta e continua ad essere quasi inascoltata. A Bruxelles si guardano le carte, nel Salento gli olivi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>5.<\/strong> <\/span>all\u2019interno della Vs. del 27\/04\/2016 si coglie una contraddizione. Prima, si asserisce che \u201cGli Stati membri hanno l\u2019obbligo legale di attuare tutte le misure necessarie per eradicarlo (il batterio, ndr) o, laddove ci\u00f2 non fosse pi\u00f9 possibile, per impedirne la diffusione.\u201d E dopo si riporta che \u201c\u2026 considerata l\u2019ampia gamma di piante ospiti (del batterio, ndr) interessate e la grande diffusione della sua popolazione vettore (sputacchina, ndr) sul territorio dell\u2019Unione, il radicamento della malattia nell\u2019UE \u00e8 ritenuto estremamente probabile come indicato inoltre dall\u2019EFSA nel gennaio 2015.\u201d Tuttavia, entrambe le affermazioni permettono di concludere, senza dubbi, che la Xylella non \u00e8 pi\u00f9 da considerare un batterio da quarantena e che la soluzione del problema non \u00e8 l\u2019abbattimento delle piante infette e sintomatiche, ma, in attesa dei risultati delle ricerche in atto e di altre da avviare, la cosa pi\u00f9 razionale da fare \u00e8 di dare ai salentini la possibilit\u00e0 di ripristinare adeguate pratiche agronomiche e di iniziare ad applicare alcune tecniche suggerite dai primi risultati di alcune ricerche avviate, ed ancora in corso, da parte di associazioni locali private e\/o centri di ricerca pubblici in collaborazione con le prime. Anche il Consorzio Mediterrae srl ha avviato una sperimentazione innovativa in collaborazione con studiosi ed imprese che producono know how, i cui risultati sembrano molto incoraggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>6.<\/strong><\/span> Una seconda contraddizione interna si coglie laddove si afferma \u201c\u00c8 pertanto cruciale che le misure unionali siano attuate immediatamente senza ulteriore indugio. In proposito l\u2019EFSA ha anche confermato il 31 marzo 2016, in aggiunta al suo precedente parere del 6 gennaio 2015, che la rimozione delle piante infette, seguendo un approccio sistemico, \u00e8 l&#8217;unica opzione per prevenire l&#8217;ulteriore diffusione del patogeno a nuove aree. Nella fascia esterna della zona di contenimento confinante con la zona cuscinetto la rimozione delle piante infette e un rigoroso monitoraggio possono rivelarsi efficaci per prevenire la diffusione del patogeno nella zona cuscinetto. Nelle zone di recente introduzione, come ad esempio nel caso dei nuovi focolai nella zona cuscinetto, la rigorosa rimozione sia delle piante infette sia delle piante ospiti, indipendentemente dal loro status sanitario, entro il raggio descritto nell&#8217;attuale legislazione dell&#8217;UE, pu\u00f2 essere efficace per ridurre la diffusione del patogeno, se praticata in modo rigoroso e se si rilevano in tempo i nuovi casi d&#8217;infezione&#8221;. Ma come! Prima (punto 4) si evidenzia il fatto che ormai \u201cil radicamento della malattia nell\u2019UE \u00e8 ritenuto estremamente probabile\u201d e qui, invece, continua ad associare l\u2019emergenza alla \u201crigorosa rimozione sia delle piante infette sia delle piante ospiti\u201d? In tutto ci\u00f2 \u00e8 difficile cogliere una logica. Come gi\u00e0 detto, abbattere le piante d\u2019olivo per ridurre la diffusione del batterio non ha alcun supporto scientifico. Persino il noto Purcell afferma che l\u2019abbattimento \u00e8 inefficace e porta come esempio quello delle piante di vite in California.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>7.<\/strong> <\/span>Una conferma dell\u2019incongruenza relativa alla rimozione delle piante sta anche nel fatto che la tanto richiamata direttiva 2000\/29 la dove parla di eradicazione si riferisce agli organismi da quarantena e giammai alle piante ospiti (cio\u00e8 agli alberi d\u2019olivo). Eradicare il batterio non significa sradicare gli alberi. La citata direttiva parla di distruzione (art. 13 paragrafo 11) di piante importate se non rispettano le misure di prevenzione. E ancora parla di distruzione delle piante infette quando parla di rimborso (dal 50% al 100%) delle spese da parte dell\u2019UE. La direttiva non dice che per eradicare il batterio bisogna sradicare le piante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>8.<\/strong><\/span> \u00c8 vero che \u201cnella \u2026. relazione del 31 marzo 2016 (Scientific Opinion) l&#8217;EFSA concludeva che recenti dati scientifici confermano il fatto che la Xylella fastidiosa \u00e8 l&#8217;agente causale dei sintomi che colpiscono gli ulivi in Puglia.\u201d Ma \u00e8 altrettanto vero che sempre nella stessa relazione l\u2019EFSA conclude che: \u201cGli effetti additivi (sul CoDiRO, ndr) di altri fattori di stress che contribuiscono alla gravit\u00e0 dei sintomi e la progressione della malattia (del CoDiRO, ndr) in condizioni reali sono difficili da valutare a causa della scarsit\u00e0 di dati. Ci\u00f2 \u00e8 vero anche per quanto riguarda gli effetti collaterali degli erbicidi, come per esempio l&#8217;influenza del glifosato sulla composizione della flora microbica sia del suolo e sia delle comunit\u00e0 endofitiche nelle piante (Kuklinsky-Sobrel et al., 2005; Imparato et al, 2016; Newman et al, 2016). L\u2019insieme delle attuali conoscenze\/prove non consente di trarre conclusioni chiare sui loro effetti o loro impatto.\u201d In altre parole, poich\u00e9, per l\u2019EFSA, \u00e8 pi\u00f9 difficile stabilire una connessione tra CoDiRO e fattori abiotici, inclusi altri fattori biotici, come diverse specie di funghi, si preferisce considerare la Xylella \u201cl\u2019agente causale\u201d della malattia e non altri agenti e\/o altri fattori, pi\u00f9 visibili in campo che sulle carte. A questo punto si potrebbe dar ragione a chi ritiene che si cerca di dare tutte le colpe alla Xylella perch\u00e9 cos\u00ec si ha diritto al rimborso delle spese (fino al 100%) sostenute per la distruzione delle piante d\u2019olivo, mentre non si hanno contributi se si tratta di applicare un modello di agricoltura a basso impatto ambientale e magari eliminare le vere cause ambientali della malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>9.<\/strong><\/span> Per l\u2019occasione, abbiamo analizzato le quattro dichiarazioni conclusive della relazione del 31 marzo 2016 e abbiamo riscontrato diverse inesattezze e\/o incongruenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima<\/strong> riguarda l\u2019espressione dei sintomi e la diffusione della X. fastidiosa: il Panel (di esperti dell\u2019EFSA) afferma: non \u00e8 possibile quantificare gli effetti ambientali, la struttura fisica e composizione biologica del suolo e valutare gli effetti positivi o negativi di particolari trattamenti (applicazioni di erbicidi\/insetticidi) su X. fastidiosa subsp. pauca e sul CoDiRO degli olivi. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 mancano i dati di studi a lungo termine in condizioni di campo. Ci\u00f2 non \u00e8 vero, in quanto negli USA esiste una ricca letteratura sugli effetti del glifosato applicato alle colture transgeniche, ma che continua ad agire sulle colture non transgeniche allevate in rotazione alle piante transgeniche, resistenti al Roundup (nome commerciale del glifosato), uguale a quello usato per decenni nel Salento per distruggere (disseccare) le erbe sotto gli alberi d\u2019olivo. Quindi, conosciamo bene gli effetti negativi del glifosato sulle piante, come l\u2019olivo, che sono costrette a vivere o meglio a sopravvivere su un terreno reso ormai sterile e impoverito di microflora e di microelementi dalle decennali applicazioni di glifosato. Vale a dire di una molecola sintetica che uccide la maggior parte delle forme viventi e che, fra l\u2019altro, \u00e8 stata classificata come probabile cancerogena per l\u2019uomo. Non c\u2019\u00e8 bisogno di ulteriori sperimentazioni. Il Panel afferma ancora che: \u201cmigliorare lo stato di salute delle piante infettate da X. fastidiosa pu\u00f2 prolungare la loro vita produttiva, ma non pu\u00f2 salvarle dall\u2019infezione batterica.\u201d Ci\u00f2 non \u00e8 vero, in quanto le piante che migliorano la loro salute possono ridurre la carica batterica fino a debellarla completamente attraverso la produzione di fitoalessine e altri metaboliti che la pianta, se in buona salute, produce in abbondanza quando \u00e8 attaccata da patogeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda<\/strong> si concentra sull\u2019eziologia del CoDiRO. Il Panel afferma che: \u201cl&#8217;adempimento dei postulati di Koch fornisce la prova della relazione diretta tra il patogeno e la malattia degli ulivi, ..\u201d L\u2019affermazione si basa sui risultati di un report (Saponari et el., 2016), non di una pubblicazione. Tuttavia, nel caso della Xylella, come in altri casi (vedi quello del Vibrio cholerae), la presenza del batterio non significa presenza della malattia, ragione per cui il postulato n. 2 di Koch non \u00e8 rispettato. Non si tratta di un cavillo, ma come minimo dell\u2019esistenza o sviluppo di una resistenza\/tolleranza della pianta al batterio. Ci\u00f2 dovrebbe significare anche una riduzione della fonte di inoculo. In ogni caso, \u00e8 stato abbondantemente chiarito che la Xylella \u00e8 una conseguenza della vulnerabilit\u00e0 delle piante d\u2019olivo e non la causa. Vulnerabilit\u00e0 dovuta a fattori abiotici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La terza<\/strong> torna a parlare di abbattimento delle piante: \u201cil Panel conclude che la rimozione di piante infette \u00e8 un&#8217;opzione di riduzione del rischio che, rimuovendo le fonti di inoculo, pu\u00f2 contribuire a ridurre l&#8217;incidenza delle infezioni nella zona esterna al focolaio e prevenire l&#8217;ulteriore diffusione del patogeno.\u201d Insomma la rimozione delle piante d\u2019olivo \u00e8 il chiodo fisso dell\u2019EFSA e del suo Panel di esperti. Le osservazioni a questa posizione dell\u2019EFSA sono state gi\u00e0 evidenziate nei punti 5 e 6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La quarta<\/strong> ed ultima conclusione riguarda gli effetti secondari dei pesticidi: \u201ccon riferimento ai trattamenti fitosanitari richiesti dalla decisione (UE) 2015\/789 (articoli 6 e 7), il Panel ( di esperti dell\u2019EFSA) evidenzia il fatto che, a dispetto degli effetti indesiderati dei prodotti fitosanitari, non esiste attualmente alcuna prova di alcun effetto negativo di tali trattamenti sull&#8217;interazione di X. fastidiosa con ulivi infetti e in particolare della gravit\u00e0 della espressione dei sintomi del CoDiRO e l&#8217;esito dell&#8217;infezione.\u201d \u00c8 una frase veramente scioccante. Per caso i pesticidi sono un nutrimento per le piante? Tutti sappiamo che i pesticidi inquinano ed avvelenano l\u2019ambiente e quindi le piante e organismi non target. In questo modo si rompe l\u2019equilibrio degli ecosistemi. C\u2019\u00e8 bisogno di prove?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>10.<\/strong><\/span> Leggendo le direttive e le decisioni della C.E. si ha la percezione che esse fissano prima l\u2019obiettivo che vogliono raggiungere (abbattimento delle piante d\u2019olivo) e poi costruiscono artatamente il percorso per raggiungerlo. L\u2019obiettivo, invece, dovrebbe essere la conseguenza logica di quello che suggeriscono la storia, i fatti e i risultati della ricerca. Queste conoscenze suggeriscono che la cosa pi\u00f9 saggia da fare non \u00e8 l\u2019abbattimento degli alberi affetti da CoDiRO o con la Xylella, ma la loro cura e\/o guarigione, eliminando le cause che hanno reso le piante suscettibili alla malattia. L\u2019accanimento contro il batterio e la sua eradicazione attraverso lo sradicamento degli alberi \u00e8 una follia. Nel corso dei secoli, le piante hanno imparato a convivere con i patogeni, al punto che spesso nel corso evolutivo il parassitismo si \u00e8 evoluto in utili simbiosi. Tutto ci\u00f2 richiede tempo e pazienza, che l\u2019Homo sapiens aveva e che l\u2019Homo oeconomicus ha perso. Purtroppo, senza alcun riferimento a chi ci legge, siamo governati, per lo pi\u00f9, da questa seconda specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>11.<\/strong><\/span> Il batterio Xylella non pu\u00f2 essere paragonato al bacillo della peste nera (Yersinia pestis) o al virus Ebola o al punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus) o ancora alla fillossera della vite (Phylloxera vastatrix), come erroneamente hanno fatto alcuni entomologhi. La Xylella pu\u00f2 essere abbattuta e\/o controllata e\/o addomesticata, se non viene costretta a diventare pi\u00f9 virulenta con trattamenti che la vogliono eradicare a tutti i costi. Perch\u00e9 non proviamo a chiedere a qualche evoluzionista dei batteri? Ad animali e piante superiori servono migliaia di anni per evolversi, ai batteri pochi mesi. Queste conoscenze dovrebbero suggerire di combattere il batterio non cercando di farlo fuori direttamente, ma di migliorare i meccanismi di difesa delle piante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto sopra rappresentato, concludiamo che gli sviluppi della faccenda Xylella stanno confermando in modo sempre pi\u00f9 solare che Xylella e CoDiRO si possono controllare e\/o contenere con interventi messi a punto dalle ricerche (pubbliche e private). La soluzione dell\u2019abbattimento degli alberi d\u2019olivo \u00e8 da cestinare definitivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto che ci sembra pi\u00f9 rilevante, a questo punto, \u00e8 che diventa sempre pi\u00f9 di dominio pubblico la perdita di fiducia nelle istituzioni, quando sono chiamate ad intervenire per risolvere i problemi della gente, delle societ\u00e0 civili e, nel caso in specie, degli olivi del Salento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, riteniamo che la miglior azione che il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker potrebbe compiere per far cambiare opinione alla gente sarebbe quella di verificare ed approfondire le informazioni e\/o indicazioni sopra esplicitate ed eventualmente annullare la Decisione di esecuzione della Commissione (UE) 2015\/789 del 18 maggio 2015 e di affidare tutta la problematica degli olivi del Salento ad un Comitato multidisciplinare, composto da soggetti pubblici e privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non siamo di nessun partito, abbiamo scritto questa nota con obiettivit\u00e0, con la speranza di dare un contributo alla soluzione di un problema che purtroppo \u00e8 finito nelle mani della Legge. Facciamo si che esso ritorni nelle mani degli agricoltori salentini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuri di un Vs. intervento, restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bari, 23 maggio, 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cordiali e Sentiti Saluti<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>CONSORZIO MEDITERRAE<\/strong> <br \/> L\u2019Amministratore Delegato <br \/> <strong>ADV Natale VENTRELLA<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c7.staticflickr.com\/8\/7398\/26710431494_f61d64190e_n.jpg\" alt=\"Il Vice Presidente Corte Costituzionale prof. 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