{"id":13833,"date":"2016-02-08T11:52:43","date_gmt":"2016-02-08T11:52:43","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2016\/02\/08\/ripercorrendo-le-pagine-del-nostro-passato\/"},"modified":"2016-02-08T11:52:43","modified_gmt":"2016-02-08T11:52:43","slug":"ripercorrendo-le-pagine-del-nostro-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2016\/02\/08\/ripercorrendo-le-pagine-del-nostro-passato\/","title":{"rendered":"Ripercorrendo le pagine del nostro passato"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1489\/24541033340_21d90a8e86_n.jpg\" width=\"320\" height=\"240\" alt=\"DSC04902\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta \u00e8 l\u2019Ites \u201cSandro Pertini\u201d che rinnova il suo appuntamento con la storia e il ricordo, perch\u00e9 \u201cdalla memoria si costruisce il domani\u201d. Nella mattina di luned\u00ec 1 febbraio, l\u2019auditorium scolastico ha fatto un passo indietro nel tempo e riaperto, per non dimenticare, quella triste pagine della nostra storia contemporanea che ogni 27 gennaio vogliamo ricordare. La Sho\u00e0, l\u2019olocausto degli olocausti, l\u2019eccidio di massa perpetrato dai nazi-fascisti nei confronti degli ebrei, omosessuali, minoranze etniche, i non appartenenti alla razza ariana. La Sho\u00e0, emblema di tutti gli olocausti che spesso i nostri libri di storia non raccontano o che trattano solo marginalmente, verso la quale si sono sviluppate correnti di pensiero e di interpretazione che spesso hanno negato la sua reale esistenza, trova realizzazione e testimonianza dalle voci di chi quei momenti, quei giorni interminabili, li ha vissuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPerch\u00e9 tra sapere e non sapere, preferisco sapere\u201d \u2013 ha tuonato dal palco il prof. Osvaldo Buonaccino D\u2019Addiego, organizzatore della mattinata. \u201cIl giorno della memoria ha senso se sappiamo tradurre e tramandare l\u2019ignavia di un\u2019idea folle di superiorit\u00e0 razziale\u201d, anche quando i suoi diretti testimoni non ci saranno pi\u00f9. E quest\u2019anno l\u2019Istituto turese ha ospitato ed ascoltato Gilberto Salmoni, genovese, classe 1928.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha parlato della sua fortuna nella sfortuna, il signor Salmoni. Della sua fortuna ad essere stato rinchiuso nel campo di Buchenwald, un campo di concentramento \u201cdove ti sfinivano per la fatica, ma dove non esistevano le camere a gas\u201d \u2013 ha pi\u00f9 volte ripetuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piccoli nell\u2019aspetto, con una dolcezza negli occhi, ha raccontato agli oltre trecento studenti presenti in sala l\u2019assurda follia di un uomo che \u00e8 riuscito a imprimere nel popolo tedesco quell\u2019idea della superiorit\u00e0 razziale che ha condotto alla morte di tantissime persone. Il suo racconto, ricco nella sua memoria, si fa carico di flashback che si intrecciano e si incontrano per descrivere il periodo in cui fu separato dalla sua famiglia e si ritrov\u00f2 a Buchenwald. \u201cMia madre, mio padre e mia sorella erano in un vagone, io e mio fratello in un altro. Sul vagone dove c&#8217;erano i miei c&#8217;era scritto Auschwitz e gi\u00e0 si sapeva bene che non c&#8217;era da aspettarsi niente di buono. Sul nostro c\u2019era scritto Buchenwald, che per noi era un nome sconosciuto. Quando siamo arrivati a Buchenwald ci hanno portato alle docce, alcuni dicevano &#8220;vediamo se esce il gas\u201d. \u201cEravamo \u201cschiavi di Hitler\u201d, ci svegliavamo prestissimo e non avevamo tempo per pensare. Si guardava a chi avesse la fetta di pane pi\u00f9 grossa, l\u2019unica della giornata. E si partiva per lavorare\u201d \u2013 ricorda Salmoni. \u201cA pranzo \u2013 rammenta oggi con un sorriso amaro \u2013 avevamo solo una tazza di caff\u00e8; poi a sera, una zuppetta leggermente solida\u201d. Ma \u00e8 a suo fratello, di circa quindici anni pi\u00f9 grande, che il testimone indirizza i suoi ricordi pi\u00f9 significativi, poich\u00e9 la persona che, grazie alla sua professione di medico, \u00e8 riuscito ad evitargli situazioni ben pi\u00f9 gravi e a salvarlo quando fu colpito da scorbuto. Ma non solo suo fratello. \u00c8 lo spirito di solidariet\u00e0 tra prigionieri che sottolinea ancora: \u201cQuando sono stato trasferito nella baracca francese, ci fu un episodio che mi \u00e8 rimasto impresso: ad alcuni arrivavano pacchi dalla Croce Rossa. Pacchi personali ma il cui contenuto fu diviso tra tutti noi\u201d \u2013 evidenzia Salmoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 sugli aspetti meno conosciuti, che si sofferma la sua testimonianza. Meno conosciuti dai pi\u00f9, ma che hanno dato vita a medaglie future. \u201cA Buchenwald c\u2019erano 904 prigionieri di et\u00e0 inferiore ai 16 anni. Questi furono divisi in due baracche, affidate ad un capobaracca. Lui li ha salvati e per loro, il capobaracca e il suo vice erano come un padre\u201d.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha aperto una finestra sulla clandestinit\u00e0, il signor Gilberto Salmoni, parlando del Comitato clandestino presente nel campo tedesco e di cui faceva parte anche suo fratello e comandato da alcuni internati. \u201cNeppure io sapevo dell\u2019esistenza di questo, mio fratello non me ne ha mai parlato. L\u2019ho saputo in seguito, per altra via. Seppi che stavano organizzando un assalto alle torrette, che per fortuna non compirono perch\u00e9 anticipati dall\u2019esercito di liberazione. \u201cA un certo momento di SS non se ne vedevano pi\u00f9, c\u2019era solo la polizia interna del campo composta di internati con i fucili. Abbiamo detto \u201callora siamo liberi veramente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPurtroppo la nostra nazione ha dimostrato di essere leader nella disorganizzazione. Gli Inglesi, neanche a dirlo, due giorni dopo la liberazione sono venuti e hanno portato subito via i loro prigionieri. Ma anche i Francesi e i Cecoslovacchi. Per tutte le altre nazionalit\u00e0 \u00e8 arrivato qualcuno. Allora ci siamo arrangiati a cercare di rientrare in Italia\u201d \u2013 ha continuato amaramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 tornato a Genova circa due mesi dopo la liberazione e, come ha raccontato al pubblico dell\u2019Ites dopo la domanda di uno studente, non ha mai voluto raccontare quel che \u00e8 stato. \u201cHo ripreso in mano la mia vita, ripartendo da dove mi ero fermato. Ho studiato\u201d \u2013 ha ammesso, lasciando parlare il professor Buonaccino che ha sottolineato come poi il signor Salmoni si sia laureato in ingegneria e in psicologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOggi \u2013 conclude ringraziando tutti per l\u2019ospitalit\u00e0 \u2013 ogni volta che racconto la mia testimonianza sento il bisogno di farmi un bagno in mare\u201d, sfogando cos\u00ec il suo bisogno di libert\u00e0 e pregando che mai pi\u00f9 possano ripetersi barbarie simili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la storia, sappiamo, continua a parlare di olocausti, ancora poco conosciuti ai pi\u00f9, taciuti dai mass media, ma purtroppo attuali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><object width=\"640\" height=\"480\"><param name=\"flashvars\" value=\"offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157662000576214%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157662000576214%2F&amp;set_id=72157662000576214&amp;jump_to=\" \/><param name=\"movie\" value=\"https:\/\/www.flickr.com\/apps\/slideshow\/show.swf?v=261948265\" \/><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><embed type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"https:\/\/www.flickr.com\/apps\/slideshow\/show.swf?v=261948265\" allowfullscreen=\"true\" flashvars=\"offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157662000576214%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157662000576214%2F&amp;set_id=72157662000576214&amp;jump_to=\" width=\"640\" height=\"480\" \/><\/object><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1489\/24541033340_21d90a8e86_n.jpg\" width=\"320\" height=\"240\" alt=\"DSC04902\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-13833","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13833","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13833"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13833\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}