{"id":13575,"date":"2015-11-16T06:47:53","date_gmt":"2015-11-16T06:47:53","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/11\/16\/turi-nella-grande-guerra-5\/"},"modified":"2015-11-16T06:47:53","modified_gmt":"2015-11-16T06:47:53","slug":"turi-nella-grande-guerra-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/11\/16\/turi-nella-grande-guerra-5\/","title":{"rendered":"Turi nella Grande Guerra \u2026."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm6.staticflickr.com\/5732\/22611143517_ce2d13e4a4_m.jpg\" alt=\"12190827_10201214161112274_9037400185067583452_n\" height=\"240\" width=\"135\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta che devo iniziare un articolo vado in cerca di qualche episodio che racconti la guerra senza dover necessariamente riferire di morte invece, leggendo le cronache, i diari dei soldati, i bollettini di guerra e la storia delle varie brigate, vengono alla ribalta fatti che mi fanno cambiare idea e al tempo stesso rabbrividire. Oggi, per esempio, voglio prima di tutto rivolgere un piccolissimo pensiero ai moderni mocciosetti che hanno \u201cimbrattato\u201d per puro dileggio un simbolo alla memoria e al sangue versato per renderli individui liberi ed a cui consiglio di leggere quello che scrive un capitano sul suo taccuino: \u00abIl 22 mattino il mio sguardo fu colpito da un macabro spettacolo: gli uomini del mio primo plotone erano distesi, immobili, lungo il reticolato nemico. Certamente essi erano caduti nel compiere l\u2019azione loro affidata, ed io piansi la morte di quei valorosi.&nbsp;Il giorno stesso, alle ore 14, il reggimento ripetette l\u2019attacco con lo stesso procedimento del giorno innanzi. La dolorosa esperienza del 21, la conoscenza dei luoghi pi\u00f9 battuti e la scarsa reazione del nemico ci consentirono di sfruttare meglio il terreno e le formazioni e di ridurre in tal modo le perdite. Naturalmente il risultato fu, e non poteva essere diversamente: nullo \u2013 anche perch\u00e9 la fanteria nostra non aveva pi\u00f9 lo spirito e la fiducia di prima, e le artiglierie, diminuite di numero e scarsi di munizioni, non potevano sostenerci come sarebbe stato necessario\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggere di interi reggimenti annientati nel giro di pochi giorni e notare tra essi un nome che mi sembra familiare o il paese di nascita ed effettuare un controllo per saperne di pi\u00f9. Siamo nei primi giorni di novembre e il 148\u00b0 reggimento della brigata Caltanissetta \u00e8 impegnato in continui ed incessanti attacchi per la conquista e la repentina perdita di poche centinaia di metri della localit\u00e0 bosco Lancia sul Monte San Michele che vedranno soccombere 65 ufficiali e 3945 uomini di truppa e, spulciando tra i nomi, appare quello di Volza Antonio, cl. 1894, da Luigi e Maria Lefemine. E notare che di questo soldato non appare traccia sul nostro Monumento e nell\u2019archivio comunale, mentre \u00e8 visibile nell\u2019archivio dell\u2019Albo dei Caduti del Ministero della Difesa; cos\u00ec come accade per il soldato Candita Giuseppe, nato a Turi nel 1894, figlio della guardia carceraria Francesco e di Addolorata Giusti che, il 22 ottobre, cadeva con il 139\u00b0 reggimento, durante gli scontri sul Monte S. Michele. Cercheremo, vaglieremo altre notizie e fonti cos\u00ec da dare a questi e altri \u201csoldati dimenticati\u201d il giusto ricordo e valore al loro sacrificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto il gen. Cadorna, fermamente deciso a sbaragliare gli austro-ungarici sulla linea dell\u2019Isonzo e penetrare e conquistare i territori che gravitano su Gorizia e sul Carso, sferra il 10 novembre, con solo due settimane di preparazione, la 4a battaglia dell\u2019Isonzo. Gli obiettivi assegnati alla 2a Armata sono di premere su Gorizia e alla 3a Armata di coprire tutto il fronte che dall\u2019Isonzo arriva al mare. Le localit\u00e0 dove si avranno i maggiori scontri sono Monte Sei Busi, Monte San Michele, Monte Sabotino e il Podgora, che vedranno i nostri soldati combattere non solo i nemici e le loro formidabili difese ma anche le asperit\u00e0 del terreno e le piogge torrenziali, con indosso ormai delle divise lacere, con scarsit\u00e0 di viveri e stremati dai tanti assalti. Mentre le truppe alpine si impegnano a cannoneggiare gli avamposti austriaci e riescono con piccole e ardite scalate a conquistare numerosi passi alpini. Durante questi assalti cadranno gli appartenenti al 10\u00b0 reggimento Regina: l\u201911 nel Bosco Cappuccio il soldato dell\u20198a Compagnia Domenico Esposito, cl. 1882, di Vincenzo e Angela Girolamo, sposato con Giuseppa Rosa D\u2019Addiego e padre di Angela (1909), di Vincenzo (1912) e Giovanni (1915), e il soldato Francesco Spada, cl. 1891, di Giuseppe Oronzo e Giulia Tozzoli il cui corpo verr\u00e0 ritrovato solo a fine gennaio del 1916; il 12 il caporal maggiore dell\u201911a Compagnia Giovanni Genghi, cl.1888, di Angelantonio e Lucrezia Intini; il 1\u00b0 dicembre il soldato della 10a Compagnia Paolo Savino, cl.1891, di Francesco e Maria Giuseppa Sabino, sposatosi da pochi mesi con Caterina Avella; mentre apparteneva alla 12a Compagnia del 68\u00b0 Reggimento della Brigata Palermo il soldato Raffaele Carone, cl. 1891, di Vitantonio e Vita Domenica Valerio caduto il 21 novembre sulla cima 1 del Monte S. Michele.&nbsp; L\u2019inconcludenza degli attacchi e i continui ed inutili sacrifici di vite umane, che ammontano a quasi 50000 italiani e 30000 austriaci, concludono di fatto il 5 dicembre le 4 grandi battaglie per l\u2019Isonzo del 1915. &nbsp;<br \/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br \/>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &#8211;5&#8211; continua&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Alberto Lenato<br \/>Presidente ANB Turi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm6.staticflickr.com\/5732\/22611143517_ce2d13e4a4_m.jpg\" alt=\"12190827_10201214161112274_9037400185067583452_n\" height=\"240\" width=\"135\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-13575","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13575"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13575\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}