{"id":13033,"date":"2015-05-11T13:58:02","date_gmt":"2015-05-11T13:58:02","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/05\/11\/a-fianco-dei-docenti-per-una-qbuona-scuolaq\/"},"modified":"2015-05-11T13:58:02","modified_gmt":"2015-05-11T13:58:02","slug":"a-fianco-dei-docenti-per-una-qbuona-scuolaq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/05\/11\/a-fianco-dei-docenti-per-una-qbuona-scuolaq\/","title":{"rendered":"A fianco dei docenti per una &#8220;Buona Scuola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c2.staticflickr.com\/6\/5610\/15626665190_671d7681c6_n.jpg\" alt=\"Il Dirigente Scolastico, prof. Andrea Roncone\" height=\"240\" width=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha creato una mobilitazione nazionale, ha determinato il fermo totale della maggior parte delle scuole italiane, ha portato in piazza l&#8217;intero comparto docente, genitori e studenti. Parliamo del DDL sulla &#8220;Buona Scuola&#8221; che il governo Renzi ha presentato e che \u00e8 in via di definizione.<br \/>Ma cosa ha determinato questa grande manifestazione e cosa ha portato la classe docente a scioperare? Cosa pensano i dirigenti scolastici della stessa proposta di riforma?<br \/>Tanti i punti che hanno scatenato lo sciopero, primo fra tutti, l&#8217;affidamento alla figura del dirigente scolastico, della possibilit\u00e0 di valutare i &#8220;suoi&#8221; docenti, di definire l&#8217;assegnazione di meriti o bonus, di assegnare ad uno, piuttosto che ad un altro, un impiego nella scuola, superando le classiche graduatorie fino ad ora adoperate e attingendo da un albo a cui i docenti sono iscritti. <br \/>Sono questi solo alcuni punti della grande manovra sulla scuola su cui il Governo Renzi sta lavorando, determinando, come \u00e8 anche accaduto in altre situazioni, in anni precedenti e con proposte di riforma scolastica di altri governi, scioperi e striscioni contro l&#8217;iniziativa.<br \/>Abbiamo voluto parlare della \u201cBuona Scuola\u201d con il neo dirigente scolastico dell&#8217;Ites \u201cPertini \u2013 Montale\u201d di Turi, <strong>il prof. Andrea Roncone<\/strong>. I nostri pi\u00f9 attenti lettori ricorderanno che, all&#8217;avvio della sua dirigenza nell&#8217;Istituto, il prof. Roncone ci aveva dato l&#8217;impressione \u2013 non sbagliando \u2013 di un&#8217;impostazione aziendale sulla gestione della scuola, un&#8217;immagine non distante dall&#8217;idea che la riforma renziana stava per presentare.<br \/>Lo abbiamo interrogato sugli aspetti predominanti del Decreto, quelli pi\u00f9 scottanti e dibattuti e, come neo presidente provinciale dell&#8217;Associazione Nazionale Presidi, ha chiarito la sua e la posizione dell&#8217;intera Associazione, la pi\u00f9 rappresentativa della categoria nell&#8217;intera nazione.<br \/>\u201cRiteniamo che il Ddl presentato dal governo Renzia sia prevalentemente positivo, con alcuni aspetti negativi\u201d &#8211; esordisce il dirigente Roncone. Inizia cos\u00ec a inquadrare la situazione della scuola italiana, rapportando non solo la figura dei docenti, rispetto ai colleghi europei, ma la stessa immagine che la scuola ha nell&#8217;intera area industrializzata del vecchio Continente.<br \/>\u201cNella scuola italiana esistono diverse anomalie, prima fra tutte la mancanza di un sistema di valutazione dei docenti, nonostante gi\u00e0 altri governi, si pensi alla Moratti, o a Berlinguer, abbiano provato ad introdurlo\u201d. \u201cSiamo l&#8217;unico Paese europeo a non averlo, impedendo cos\u00ec un sistema di crescita o di carriera per la figura di docente utile per la sua professione \u2013 se questi lo desidera \u2013 e per la stessa scuola\u201d. A noi \u2013 prosegue con fermezza il professor Roncone &#8211; \u201cnon interessa chi debba valutarli, purch\u00e9 ci sia, perch\u00e9 diverrebbe lo strumento per premiare e valorizzare il docente che lavora bene\u201d. <br \/>Porta cos\u00ec a confronto la situazione di stasi che la condizione di docente vive in Italia, senza la possibilit\u00e0 di una crescita o un avanzamento di carriera utile a valorizzare il suo operato e le sue azioni. Rapporta in tal senso l&#8217;arbitrio di ogni persona o famiglia a scegliere lo specialista a cui fare riferimento, o il diritto di usufruire di servizi pubblici senza alcuna dubbio o interrogativo sulla qualit\u00e0, che dovrebbe essere gi\u00e0 insita in un sistema. \u201cLo Stato italiano ha il dovere di valutare i suoi docenti, perch\u00e9 il loro ruolo \u00e8 alla base della formazione e della crescita dei futuri cittadini e come genitore devo avere la certezza e la sicurezza che mio figlio abbia una formazione che sia la migliore e non che sia nelle mani di un docente &#8216;stanco&#8217; della sua professione\u201d. Ma non sono solo i docenti che andrebbero valutati. \u201cSono anni \u2013 rincara la dose &#8211; che ANP chiede la valutazione dei dirigenti, in base al loro lavoro, agli obiettivi che vengono raggiungi, ai risultati della scuola \u2013 ripete &#8211; Perch\u00e9 un dirigente che non fa nulla deve guadagnare ugualmente rispetto ad uno che si impegna per far crescere la sua scuola? Dove sta la meritocrazia in tutto questo?\u201d. <br \/>Passa cos\u00ec a commentare la sua fortuna di aver incontrato docenti che dimostrano grande professionalit\u00e0 e passione per il loro lavoro. \u201cPerch\u00e9 non posso gratificarli? &#8211; si chiede &#8211; Perch\u00e9 non posso dare loro un merito per il lavoro compiuto? Perch\u00e9 devo accontentarli con delle briciole ed in maniera ugualitaria?\u201d \u201c\u00c8 una montatura dei sindacati quella che si instaurerebbe uno scontro o una competizione tra docenti, perch\u00e9 piuttosto sarebbe positivo per la crescita del docente e della stessa scuola\u201d &#8211; aggiunge Roncone.<br \/>Rimanere \u201cil fanalino di coda europea nel settore scolastico? Restare agli ultimi posti rispetto a alla scuola europea? Perch\u00e9 non provare a introdurre delle innovazioni?\u201d &#8211; propone il dirigente.<br \/>\u201cNon siamo tutti uguali; non lavoriamo tutti allo stesso modo; pertanto \u00e8 opportuno che il Governo dia gli strumenti per valorizzare e dare maggiore merito a chi lavora bene\u201d.<br \/>Ma non \u00e8 solo questo l&#8217;elemento conteso del decreto. Importante \u00e8 anche la cancellazione delle graduatorie e la formazione di un albo di docenti da cui i dirigenti possono attingere per creare la loro \u201csquadra di lavoro\u201d. Un&#8217;immagine forse un po&#8217; brutale, anche questa di matrice aziendale, ma che porta, ancora una volta, ad inquadrare la scuola come una realt\u00e0 dalla quale \u201csfornare\u201d dei prodotti competitivi e preparati. \u201cPerch\u00e8 per altri sistemi lavorativi possiamo avere la possibilit\u00e0 di scegliere con chi lavorare e di chi avere bisogno, mentre per una scuola non possiamo applicare la stessa relazione? Perch\u00e9 devo accogliere un insegnante, magari senza pi\u00f9 la passione per la sua professione e persino incapace di farlo, piuttosto che permettere ad una persona meritevole, che ancora non ha avuto la possibilit\u00e0, di farlo? E perch\u00e9 non devo accogliere e anche pagare di pi\u00f9 un docente che dimostra di saper lavorare, o permettere ad un insegnate di essere conteso dalla scuola che lo paga di pi\u00f9?\u201d. \u201cFino a ieri i docenti si lamentavano del basso stipendio che portavano a casa, rispetto ai colleghi europei. Oggi che gli vien data una possibilit\u00e0, la contrastano\u201d &#8211; commenta amaramente il preside Roncone. \u201cMa non \u00e8 colpa dei docenti \u2013 chiarisce &#8211; piuttosto dei loro sindacati, dell&#8217;intero comparto, che fermo agli anni &#8217;70\/&#8217;80 vogliono fare i propri interessi, a discapito dei suoi iscritti, di una reale possibilit\u00e0 di cambiamento della scuola e degli studenti\u201d.<br \/>Non si raccontano stranezze se si nominano alcuni insegnati \u201cstanchi\u201d della loro professione; incapaci di fornire curiosit\u00e0 e preparazione agli studenti. \u201cFormazione, crescita, progetti, valutazione sono alla base di un progetto educativo. Ecco perch\u00e9 noi dirigenti scolastici siamo dalla parte dei docenti: perch\u00e9 valutarli significa dare loro merito, significa premiarli, significa dare la possibilit\u00e0 di una maggiore gratificazione\u201d che potrebbe essere pure alla base di una buona competizione. \u201cMa nessuno vorr\u00e0 punirli. Chi sia a valutarli, non ci interessa. La competizione \u00e8 una falsit\u00e0 montata dai sindacalisti. Se una persona vale, va premiata!\u201d<br \/>Uno degli aspetti negativi risiede nella posizione dei dirigenti: \u201cabbiamo responsabilit\u00e0 che a volte non ci competono. Avevamo pi\u00f9 volte chiesto che venissero individuate delle figure professionali a cui le scuole di determinati distretti potessero usufruire per le necessit\u00e0 scolastiche, cos\u00ec da poterci noi concentrare sulle attivit\u00e0 didattiche &#8211; educative della scuola\u201d &#8211; spiega Roncone, portando ad esempio l&#8217;incapacit\u00e0 di un dirigente di comprendere lo stato di una struttura scolastica e la spesa che la scuola autonomamente deve addossarsi per avere consulenze esterne. \u201cAlleggerire anche l&#8217;aspetto burocratico, che appesantisce il lavoro di responsabilit\u00e0 di un dirigente: si parla di autonomia del dirigente, ma questo contrasta con i ruoli degli altri organi scolastici a cui noi siamo per legge tenuti a far riferimento\u201d.<br \/>A seguito dello sciopero, \u201cnon sappiamo cosa accadr\u00e0 \u2013 rimarca infine il professor Roncone &#8211; ma i peggiori ostacoli alla crescita dei docenti, sono i loro sindacati!\u201d.<br \/>\u201cPerch\u00e9 perpetrare il malessere della scuola italiana? Perch\u00e9 perpetrare con lo stato di malessere degli insegnanti?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c2.staticflickr.com\/6\/5610\/15626665190_671d7681c6_n.jpg\" alt=\"Il Dirigente Scolastico, prof. 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