{"id":12978,"date":"2015-04-20T14:01:11","date_gmt":"2015-04-20T14:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/04\/20\/ridateci-le-nostre-bambine\/"},"modified":"2015-04-20T14:01:11","modified_gmt":"2015-04-20T14:01:11","slug":"ridateci-le-nostre-bambine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/04\/20\/ridateci-le-nostre-bambine\/","title":{"rendered":"Ridateci le nostre bambine! L&#8217;inchiesta sulle adozioni a Turi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm9.staticflickr.com\/8778\/16591945183_9d984b32fa_n.jpg\" alt=\"La mamma stringe a se la ciocca di capelli delle sue bambine\" height=\"213\" width=\"320\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Articolo pubblicato su &#8220;La Voce del Paese&#8221; (edizione Turi), nelle edicole da venerd\u00ec scorso.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><br \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Delle piccole, Livia (6 anni) e Margherita (3), ai genitori restano solamente i ricordi e una ciocca di capelli tra le mani, custodita come una sacra reliquia da benedire con lacrime di disperazione.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\">Le due bambine sono state prima sottratte con un decreto lampo, poi affidate all\u2019Istituto \u201cDe Bellis\u201d di Castellana, dopodich\u00e9 mamma Rosa e pap\u00e0 Francesco, residenti in una casa comunale del centro storico di Turi, ne hanno perso la patria podest\u00e0, e le piccole sono state date in adozione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Due domeniche fa, nemmeno il tempo di aprire in Istituto l\u2019uovo di Pasqua insieme. Per Rosa e Francesco \u00e8 stata un\u2019amara sorpresa, quando hanno scoperto prima delle festivit\u00e0, di aver perso ogni diritto e possibilit\u00e0 per manifestare affetto. <\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\">Quando poi i genitori hanno deciso, con coraggio, di raccontare tutta la storia ai nostri microfoni, gi\u00e0 dai primi sguardi, si insinuava il sospetto che Rosa e Francesco, assieme alle due adorate bambine, siano vittime di una giustizia a orologeria, oltre che di continui disservizi da parte di incompetenti assistenti sociali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Intanto, precisiamo che il 22 ottobre 2014 il legale difensore di Rosa e Francesco aveva presentato ricorso per chiedere al giudice la \u201crevoca della decadenza dalla responsabilit\u00e0 genitoriale, del divieto di incontri con i genitori, e dell&#8217;affidamento delle figlie ad estranei\u201d. Perch\u00e9, a giudicare dai verbali redatti dagli stessi assistenti sociali, non ci sono i termini di legge per picconare questa famiglia, strappandone dall\u2019albero i figlioli come fossero rami da ripiantare altrove.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\">Anche in questo caso, la giustizia sembra viaggiare a due velocit\u00e0: \u00e8 stata rapida nel recidere il cordone ombelicale che legava Livia e Margherita ai genitori, ed \u00e8 stranamente pigra nel decidere su un ricorso e sulla serenit\u00e0 futura di questa famiglia, pi\u00f9 urgente che mai, perch\u00e9 le bambine date in adozione crescono in fretta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">In sintesi, tutta la vicenda \u00e8 costellata di stranezze. Le elenchiamo provando a ricostruire i fatti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>1)<\/strong> Nel 2013 il Comune di Turi, di concerto con l\u2019Amministrazione, affianca alla famiglia di Rosa e Francesco, una home-maker (assistente domiciliare). Come da prassi, l\u2019assistente ha il compito di seguire,&nbsp; rieducare i genitori, favorire il dialogo all\u2019interno del nucleo familiare, attraverso un percorso indicato dalle assistenti sociali del Comune. La situazione non \u00e8 appare grave, anzi, la famiglia ce la mette tutta e migliora sotto il punto di vista della pulizia, dell\u2019alimentazione e del dialogo interfamiliare. I progressi sono documentati sui verbali. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Poi, inspiegabilmente, il servizio viene interrotto dal Comune. L\u2019home-maker non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. Cambia. Il programma salta pi\u00f9 volte. L\u2019assessore ai Servizi Sociali dell\u2019epoca (Mariangela Volpicella) non riesce a gestire il caso. L\u2019abbandono porter\u00e0 alle estreme conseguenze che le due bambine, Margherita aveva 1 anno e mezzo, Livia ne aveva 4, finiranno nell\u2019Istituto \u201cDe Bellis\u201d. L\u2019affido in un Istituto \u00e8, tra l\u2019altro, molto pi\u00f9 costoso per le casse comunali. Pi\u00f9 oneroso e meno efficiente di un assistente domiciliare, che ti segue direttamente a casa, socializza, entra nel tessuto familiare, senza necessariamente allontanare e minare l\u2019affetto tra genitori e figli. La stessa sorte di finire in quell\u2019Istituto tocc\u00f2 al figlio maggiore di Rosa e Francesco, Carmelo che oggi ha 18 anni, e a Caterina di 16 anni, l\u2019altra figlia che ci confida di non volerci pi\u00f9 tornare l\u00ec dentro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>2)<\/strong> Restando fedeli alle relazioni compilate dalle assistenti sociali, non emergono condizioni gravi da giustificare lo strappo e l\u2019affido delle piccole Livia e Margherita. Non ci sono aggressioni o maltrattamenti da parte dei genitori. N\u00e9 abusi di qualsivoglia natura. Nulla di grave. Si parla tutt&#8217;al pi\u00f9 di pranzi a orari irregolari, come ormai capita in quasi tutte le famiglie, anche, e forse soprattutto in quelle facoltose, dove entrambi i coniugi sono istruiti e puntano alla carriera professionale, a sostegno della quale sarebbero capaci di tutto, perfino dimenticare i propri figli nei supermercati. \u00c8 vero, le piccole Livia e Margherita hanno preso i pidocchi, ma non certamente a casa loro. Anche se fosse, non si giustifica l\u2019adozione per un parassita che si annida in quasi tutte le scuola d\u2019Italia, che si contrasta con un semplice programma di pulizia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>3)<\/strong> Da ottobre 2014, giorno del ricorso, fino al dramma in cui decade la patria potest\u00e0, il giudice temporeggia. Non emette sentenza. Non decide. La giustizia ha incomprensibilmente rallentato il suo corso. Invece, le bambine, per poco o niente, erano state sottratte in modo rapido, come fossero un pacco regalo da spedire per la gioia di qualcuno, che magari non potr\u00e0 pi\u00f9 avere figli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Noi invece ci prendiamo il tempo per porci alcuni legittimi quesiti. Che tipo di relazioni intercorrono tra assistenti sociali di Turi, tribunale e famiglie che prendono in affido le bambine? Perch\u00e9 tutta questa fretta di portarle via da una famiglia che si stava impegnando a seguire un modello? Tanto zelo non si concilia con i rallentamenti, i disservizi e l\u2019inerzia di sindaco e assessore Giuseppina Caldararo; quest\u2019ultima \u00e8 stata messa al corrente ma non se ne fa carico. Da un\u2019insegnante, mamma, oltre che assessore, ci saremmo aspettati maggiore interesse e sensibilit\u00e0. Dovrebbe dimettersi; sarebbe un primo passo verso la buona politica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Il sospetto \u00e8 che Comune e Tribunale abbiano adottato due pesi e due misure: chi abita le stanze del potere si \u00e8 mostrato forte con i deboli (in questo caso con chi ha firmato chilometri di carte senza che qualcuno ne illustrasse il significato). E debole con i forti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">NICOLA TEOFILO<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm9.staticflickr.com\/8778\/16591945183_9d984b32fa_n.jpg\" alt=\"La mamma stringe a se la ciocca di capelli delle sue bambine\" height=\"213\" width=\"320\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-12978","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12978"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12978\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}