{"id":12705,"date":"2015-02-03T14:39:06","date_gmt":"2015-02-03T14:39:06","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/02\/03\/con-franco-schonheit-per-conoscere-e-non-dimenticare\/"},"modified":"2015-02-03T14:39:06","modified_gmt":"2015-02-03T14:39:06","slug":"con-franco-schonheit-per-conoscere-e-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2015\/02\/03\/con-franco-schonheit-per-conoscere-e-non-dimenticare\/","title":{"rendered":"Con Franco Schonheit per conoscere e non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm8.staticflickr.com\/7345\/16247730100_07124a9abc_n.jpg\" width=\"320\" height=\"180\" alt=\"DSC06489\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinnova l\u2019appuntamento con la sua tradizione, l\u2019ITES \u201cS. Pertini\u201d di Turi, scrivendo Franco Schonheit nel suo corridoio di testimonianze della Shoah nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella settimana della memoria, nella mattinata di venerd\u00ec 30 gennaio, l\u2019Auditorium dell\u2019Istituto turese ha riaperto una delle pagine pi\u00f9 tristi del libro di storia contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un percorso avviato dal 1999, \u201cprima ancora che si istituisse la Giornata della Memoria\u201d, l\u2019Istituto turese, per un giorno, ferma la sua programmazione, per conoscere, riflettere, commentare quello che tra gli Olocausti ha scatenato e continua a suscitare critiche e commozioni; paure e stupore; suggestione e incomprensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vestito a festa, l\u2019Ites di Turi ha accolto Franco Schonheit, deportato nel lager di Buchenwald ed oggi, all\u2019et\u00e0 di 88 anni, a Turi \u201cuna delle dieci tappe nazionali\u201d \u2013 come lui stesso ha tenuto a precisare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRingrazio il professor Buonaccino, vera anima di questa giornata\u201d \u2013 ha espresso il dirigente scolastico, prof. Andrea Roncone, salutando tutti i presenti. In prima fila, l\u2019Assessore alla cultura e vicesindaco, Lavinia Orlando, il Comandante della stazione dei Carabinieri, il Maresciallo Giovanni Sacchetti, il Dirigente Scolastico dell\u2019Istituto Comprensivo \u201cResta \u2013 De Donato Giannini\u201d, prof. Ferdinando Brienza, con una rappresentanza della scuola, l\u2019ex dirigente scolastico del \u201cPertini\u201d, il prof. Erminio Deleonardis, una rappresentanza dell\u2019Ites \u201cMontale\u201d di Rutigliano e la presidente del Consiglio d\u2019Istituto, la signora Angela Cicerone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un percorso attraverso quello che rappresenta il legame che la scuola di Turi ha stretto con i deportati di questa \u201cstupidit\u00e0 del male\u201d, ha rappresentato l\u2019arrivo del testimone che poi, salito sul palco, accompagnato da un lungo applauso, ha presto ricordato Nedo Fiano. \u201cHo visto la sua foto nel corridoio della scuola e vi racconter\u00f2 quello che lui forse non ricorda\u201d. \u201cFiano ha memoria della sua prigionia ad Auschwitz, ma rischi\u00f2 di morire proprio a Buchenwald\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA TESTIMONIANZA &#8211;<\/strong> Quello di Buchenwald fu uno dei pi\u00f9 importanti campi di concentramento e di sterminio nazisti situato sul suolo tedesco. Fu costruito su una collina boscosa dell&#8217;Ettersberg (Buchenwald significa letteralmente Bosco di faggi) e qui furono internati circa 250.000 persone. Pi\u00f9 di mille italiani trovarono la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 la capacit\u00e0 di vincere e affrontare quella politica di annientamento ad aver permesso a Franco Sch\u00f6nheit, ferrarese (1927), di sopravvivere al campo di concentramento e di riprendere in mano la sua vita. \u201cNon volevo regalare al fascismo gli ultimi due anni della mia vita\u201d. \u201cCos\u00ec \u2013 ha raccontato il testimone \u2013 appena a Ferrara, mi rimboccai le maniche e ripresi presto a studiare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno spirito combattivo, una forza d\u2019animo da leone, una capacit\u00e0 di affrontare e non farsi abbattere da quanto vissuto, ha permesso al testimone ferrarese di superare il periodo di deportazione, riprendere in mano la sua vita e andare avanti. Uno spirito dimostrato anche nella mattinata scolastica quando, in barba alla sua et\u00e0 e al tema trattato, sempre in piedi, dinanzi al grande pubblico di studenti del triennio, ha ascoltato e risposto alle diverse domande che gli sono state poste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 agosto del 1944 Sch\u00f6nheit arriv\u00f2 a Buchenwald su un treno dopo quattro giorni di viaggio e fu liberato l&#8217;11 aprile dell&#8217;anno successivo. \u201cAppena arrivai al campo, capii che dovevo imparare almeno 1000 parole in tedesco: perch\u00e9 l\u00ec non ti chiamavano mica per nome\u201d. \u201cEri solo un numero!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sch\u00f6nheit ha sottolineato pi\u00f9 volte la fortuna avuta in alcuni momenti che gli hanno permesso di sopravvivere, ma ricorda anche, come quella fortuna, fosse in parte frutto di una condizione psicologica non comune fra gli internati, il \u201ccoraggio dell\u2019incoscienza, la certezza di potercela fare e di dover rischiare per poter sopravvivere\u201d, in costante lotta contro i pessimisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL VIDEO &#8211;<\/strong> A raccontare le mostruosit\u00e0 avvenute nel campo di Buchenwald, un video preparato per l\u2019occasione e mostrato alla vasta platea. Un documento di quanto non solo la sperimentazione sugli uomini, ma anche la follia della razza, ha realizzato. Buchenwald fu il campo dove maggiormente fu sperimentato l&#8217;annientamento per mezzo del lavoro. I prigionieri troppo debilitati venivano uccisi per mezzo di iniezioni di fenolo, somministrate dai dottori delle SS. Molti altri, invece, morivano ingerendo veleno messo nei cibi o di tifo, anche questo iniettato nei prigionieri a loro insaputa. \u201cNel blocco 50, dove i medici nazisti facevano gli esperimenti medici di ogni genere, la pelle dei prigionieri che avevano tatuaggi, dopo l&#8217;uccisione, fu conciata, e utilizzata per fare copertine di libri, schienali per poltrone o paralumi per Ilse Koch, &#8220;la strega di Buchenwald&#8221;. Teste ed organi conservati in teche ed esposti in musei personali, come reperti preziosi, furono mostrati ai tedeschi all\u2019indomani del\u2019apertura dei cancelli del campo. \u201cIl 16 aprile 1945, \u00abun&#8217;ordinanza del comandante americano\u00bb, costrinse mille cittadini di Weimar a visitare il campo per la visione di &#8220;reperti&#8221; riguardanti un orrore ancora visibile dopo la liberazione\u201d \u2013 si ascolta dal documentario mostrato. \u201cFu organizzata una sorta di &#8220;mostra degli orrori&#8221; dei crimini perpetuati dai nazisti. Lo scopo era quello di mostrare ai cittadini ci\u00f2 che fecero i loro connazionali nazisti, e di far capire di quali crimini anche essi si erano resi implicitamente complici, poich\u00e9 molti avevano asserito di non sapere che cosa era successo a pochi chilometri dal luogo in cui vivevano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cittadini di Weimar, per la maggior parte persone anziane, sfilarono in una sorta di processione a due a due attraverso un corridoio formato da due file di militari che condussero i visitatori in un percorso &#8220;macabro&#8221; e preordinato dei diversi blocchi. La visione comprendeva: camion stracolmi di cadaveri, mucchi di cadaveri in terra, fosse comuni con centinaia di morti, luoghi fatiscenti dove i prigionieri vivevano, un &#8220;campionario&#8221; di internati scheletrici con visi emancati e occhi infossati, che si trascinavano a stento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su dei tavoli all&#8217;aperto, inoltre, erano stati posti in mostra diversi pezzi che dimostravano la crudelt\u00e0 degli &#8220;artigiani nazisti&#8221; di Buchenwald: Paralumi fatti di pelle con tatuaggi degli uccisi, teste umane miniaturizzate di alcuni prigionieri esposte come trofei, posaceneri fatti da vertebre umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sgomento, pianto ed incredulit\u00e0, furono le reazioni alla vista\u201d.<\/p>\n<p><object width=\"640\" height=\"480\"><param name=\"flashvars\" value=\"offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157650214932058%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157650214932058%2F&amp;set_id=72157650214932058&amp;jump_to=\" \/><param name=\"movie\" value=\"https:\/\/www.flickr.com\/apps\/slideshow\/show.swf?v=1811922554\" \/><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><embed type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"https:\/\/www.flickr.com\/apps\/slideshow\/show.swf?v=1811922554\" allowfullscreen=\"true\" flashvars=\"offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157650214932058%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F91470992%40N02%2Fsets%2F72157650214932058%2F&amp;set_id=72157650214932058&amp;jump_to=\" width=\"640\" height=\"480\" \/><\/object><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm8.staticflickr.com\/7345\/16247730100_07124a9abc_n.jpg\" width=\"320\" height=\"180\" alt=\"DSC06489\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-12705","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12705"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12705\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}