{"id":1262,"date":"2010-01-20T08:21:08","date_gmt":"2010-01-20T08:21:08","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2010\/01\/20\/tradizioni-carnevalesche-anche-turi-ha-la-sua-storia\/"},"modified":"2010-01-20T08:21:08","modified_gmt":"2010-01-20T08:21:08","slug":"tradizioni-carnevalesche-anche-turi-ha-la-sua-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2010\/01\/20\/tradizioni-carnevalesche-anche-turi-ha-la-sua-storia\/","title":{"rendered":"TRADIZIONI CARNEVALESCHE, ANCHE TURI HA LA SUA STORIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1259\" height=\"150\" width=\"320\" src=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/023_23-3.jpg\" alt=\"023_23-3\" srcset=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/023_23-3.jpg 640w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/023_23-3-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>A Turi non ci sono pi\u00f9 tracce del carnevale<\/strong>. Eppure il paese ha alle spalle una tradizione molto importante. In passato i festeggiamenti di Carnevale erano organizzati dall\u2019<strong>Arciconfraternita cattolica del Purgatorio<\/strong>, la pi\u00f9 antica di Turi. Nel \u2018700 era normale che la chiesa prendesse a cuore l\u2019organizzazione del Carnevale, e nel nostro paese questa usanza \u00e8 rimasta fino agli anni &#8217;30 del secolo scorso. La causa dell&#8217;interruzione fu un grosso incidente avvenuto in piazza durante i festeggiamenti: tra la folla, durante i giochi, fu uccisa una persona. Il Vescovo di Conversano, allora, decise di bloccare i festeggiamenti del carnevale nel 1931.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Tuttavia, il popolo sentiva troppo forte la voglia di manifestare la festivit\u00e0 delle maschere e, pur di festeggiarla, lasci\u00f2 che i \u201c<strong>Facchini<\/strong>\u201d prendessero in mano la situazione e sobbarcassero sulle loro spalle, nel vero senso della parola, l\u2019organizzazione dei riti ludici. Essi non erano considerati poco importanti, come l\u2019accezione negativa dei giorni nostri farebbe pensare, ma uomini in gamba, capaci di metter su il carnevale da soli. I Facchini, uomini forzuti, abili nei lavori pesanti e di manodopera, riuscirono a far continuare questa tradizione di teatro-spettacolo di piazza. Molti \u00a0ricordi sono ancora vivi nei cuori di qualche turese, infatti alcuni bambini vissuti in quegli anni, adesso non pi\u00f9 giovincelli ma frequentanti l\u2019universit\u00e0 della terza et\u00e0, ricordano quelle fasi goliardiche di festeggiamento quasi con devozione.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>Il carnevale turese<\/strong>, sin dalla prima \u201cversione\u201d dell\u2019Arciconfraternita del Purgatorio, <strong>si apriva con i festeggiamenti del giorno del 17 gennaio<\/strong>, ancor oggi apri pista del periodo di carnevale, proprio in concomitanza con la festa di Sant\u2019Antonio Abate, protettore degli animali. Continua, infatti,\u00a0 la benedizione degli animali nella pi\u00f9 importante piazza del paese: Largo Pozzi. I facchini, per l\u2019occasione, accompagnavano il Sindaco dal Palazzo di Citt\u00e0 al fal\u00f2, tradizione ripresa circa una decina di anni fa con l\u2019accensione di un piccolo fuoco nelle piazze pi\u00f9 importanti turesi, spostandosi ogni anno. Il fal\u00f2 rappresentava il momento di degustazione dei \u201cperckiedde\u201d, biscotti somiglianti a dei porcellini ricoperti di vincotto, accompagnati dall\u2019immancabile primitivo locale.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>Le principali attrattive carnevalesche si tenevano il giorno prima delle \u201cCeneri<\/strong>\u201d. Una di esse era il rito dell\u2019 \u201c<strong>albero della cuccagna<\/strong>\u201d, che consisteva nell\u2019issare un palo, cosparso di grasso animale, sul quale gli uomini tentavano di salire in cima per raggiungere il bottino. Un anno il premio messo in palio fu un porcellino vivo e una damigiana di vino. Il maiale, infatti, \u00e8 il simbolo del carnevale, e insieme al primitivo, costituiscono due dei pi\u00f9 importanti simboli della civilt\u00e0 contadina. I premi erano messi in palio dai pi\u00f9 ricchi, ai quali veniva richiesto un contributo in cambio della festa offerta.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1260\" height=\"174\" width=\"284\" src=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_1.jpg\" alt=\"affresco_1\" style=\"margin-top: 10px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; float: left;\" srcset=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_1.jpg 832w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_1-300x185.jpg 300w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_1-768x473.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/span><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ci si divertiva con pochi soldi e molta fantasia. <strong>Il divertimento era collettivo<\/strong> perch\u00e9 ognuno contribuiva nel suo piccolo a donare o organizzare qualcosa. Il carnevale abbatteva le barriere tra ricchi e poveri: in quelle occasioni tutti diventavano di pari grado senza distinzione di ceto sociale. Il carnevale, come voleva la tradizione, permetteva, almeno pe<\/span><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">r una volta l\u2019anno, la trasposizione dei ruoli.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In quegli anni, nei paesi, nelle frazioni, nelle citt\u00e0, nei nuclei di case di campagna, costituiva l\u2019unico periodo in cui si presentavano occasioni ufficiali di gioco e divertimento. In un locale di Via XX Settembre, di fronte all\u2019attuale Palazzo di Citt\u00e0, gi\u00e0 nel 1910 adibito ad osteria sulla ex \u201cvia dei pozzi\u201d, sono ancora oggi visionabili delle pitture raffiguranti le manifestazioni su citate.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-1261\" height=\"199\" width=\"282\" src=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_2.jpg\" alt=\"affresco_2\" style=\"margin: 10px 0px 10px 10px; float: right;\" srcset=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_2.jpg 816w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_2-300x212.jpg 300w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/affresco_2-768x542.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Negli anni \u201860\/\u201970, la festa pass\u00f2 dalle mani dei lavoratori a quella degli intellettuali, <strong>le Matricole<\/strong>, giovani studenti che avrebbero rappresentato l\u2019alta societ\u00e0 del paese negli anni futuri. Con l\u2019avvento di questa generazione cambi\u00f2 il modo di festeggiare il carnevale: scomparve il teatro e al suo posto si svilupp\u00f2 la <strong>tradizione dei carri allegorici in cartapesta<\/strong>, sotto l\u2019influenza della tradizione putignanese, nata negli anni \u201840. Tale spostamento delle tradizioni fu permesso negli anni dalla \u201crivoluzione automobilistica\u201d, con l\u2019avvento delle \u201c<st1:metricconverter productid=\"500\u201d\" w:st=\"on\">500\u201d<\/st1:metricconverter> che permisero una velocizzazione degli scambi culturali tra paesi limitrofi.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">I carri, come avviene tutt\u2019ora, erano ideati basandosi sulle problematiche nazionali e locali. All\u2019epoca, le uniche notizie nazionali riguardavano i cantanti di Sanremo e le poche notizie che si cominciavano ad apprendere dalle prime televisioni. I carri venivano realizzati dagli artigiani, maestri nel manipolare la cartapesta, in due grandi capannoni: quello dell&#8217;ex cantina sociale di Via Rutigliano e quello dell\u2019attuale cooperativa cerasicola in Via Sammichele. Il rito prevedeva la sfilata dei carri allegorici seguendo un itinerario molto semplice: partenza da Largo Pozzi, poi su verso il Comune, a sinistra verso il campanile della chiesa di San Giovanni, per chiudere di nuovo verso Largo Pozzi passando dal Carcere, costeggiando Piazza Aldo Moro. Quello s\u00ec che era un carnevale molto seguito!\u00a0Diffuso il rito degli sfott\u00f2 tra classi di lavoratori diversi. Ad esempio si organizzavano come gli attuali gruppi mascherati che corrono a piedi tra un carro e l\u2019altro e finti funerali su \u201cpersonaggi\u201d di Turi.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Un altro gruppo mascherato rimasto nella storia era quello degli studenti di medicina che chiedevano la fine della costruzione dell\u2019ospedale per lavorare a Turi. Quindi <strong>il carnevale<\/strong>, sotto lo scudo della satira, <strong>gi\u00e0 veniva sfruttato come strumento di critica e richieste politiche e sociali<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Le matricole, come i loro predecessori, allestivano in piazza Silvio Orlandi un palco su cui si svolgeva il rito del battesimo della matricola: ultimo ricordo della tradizione teatrale dei facchini ormai nel dimenticatoio.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Anche per le matricole venne il momento di lasciare spazio a una nuova tradizione: quella dei <strong>veglioni:<\/strong> un modo per festeggiare il carnevale e per far soldi allo stesso tempo. Con questa nuova usanza si perse l\u2019abitudine di festeggiare nei giorni di apertura e chiusura del Carnevale, ma si sfruttavano pi\u00f9 giorni possibili per guadagnare grazie alle cene di gruppo. Col passare del tempo, infatti, si cap\u00ec che il carnevale poteva essere sfruttato a scopo di lucro, proprio come ai giorni nostri. Tutto questo a discapito del puro spirito di divertimento che caratterizzava la festa nella prima met\u00e0 del secolo.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">A cavallo degli anni \u201880\/\u201990 prese piede <strong>il carnevale dei bambini<\/strong>, che con le scuole portavano nelle strade i festeggiamenti.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Purtroppo, col passare del tempo tempo, la tradizione iniziale si \u00e8 andata affievolendo sempre pi\u00f9, fino a scomparire del tutto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Seppur negli ultimi anni c\u2019\u00e8 stato un bieco accenno di voglia di ricominciare e di sfruttare qualche tradizione forestiera, non si \u00e8 pi\u00f9 riusciti a riportare nel nostro paese la voglia di festeggiare il carnevale. Si preferisce uscire fuori paese per trovare a pochi chilometri festini, carri o sfilate.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>Turi non ha nemmeno una maschera caratteristica<\/strong> passata alla storia, come la ha Putignano (Farinella, da cui il nome della Sala Bingo) e non ha una tradizione specifica come quella dei festini di Sammichele, anch&#8217;esso avente una propria maschera tipica: &#8220;l&#8217;omn curt&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In basso vi regaliamo una galleria fotografica del carnevale dei bambini.<strong> <\/strong>Le foto sono del prof. Giovanni Palmisano. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><strong>Via con i riconoscimenti dei volti noti&#8230;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visita http:\/\/picasaweb.google.it\/redazioneturiweb\/  2010\/carnevale{\/gallery}<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1259\" height=\"150\" width=\"320\" src=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/023_23-3.jpg\" alt=\"023_23-3\" srcset=\"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/023_23-3.jpg 640w, https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/01\/023_23-3-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1259,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-1262","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1262\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1259"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}