{"id":12474,"date":"2014-12-03T14:53:37","date_gmt":"2014-12-03T14:53:37","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2014\/12\/03\/per-un-futuro-migliore-serve-la-dignita-del-presente\/"},"modified":"2014-12-03T14:53:37","modified_gmt":"2014-12-03T14:53:37","slug":"per-un-futuro-migliore-serve-la-dignita-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/2014\/12\/03\/per-un-futuro-migliore-serve-la-dignita-del-presente\/","title":{"rendered":"Per un futuro migliore serve la dignit\u00e0 del presente"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm8.staticflickr.com\/7533\/15919754721_591df76575_m.jpg\" width=\"162\" height=\"240\" alt=\"Vito Notarnicola\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cgil e Uil torneranno sul piede della protesta il 12 dicembre, in uno sciopero generale che coinvolger\u00e0 tutti i settori. \u201cPer il lavoro, per un futuro migliore, c\u2019\u00e8 bisogno di dignit\u00e0 del presente\u201d: \u00e8 questa la frase d\u2019ordine che animer\u00e0 tutti i lavoratori, per chiedere a Governo e Parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro e la legge di stabilit\u00e0, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa ed il rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova e buona occupazione. A tal proposito, abbiamo chiesto al consigliere comunale Vito Notarnicola, coordinatore della Cgil di Turi, di tornare sull\u2019argomento e rispondere ad alcune domande che ci aiutino a comprendere meglio ci\u00f2 a cui si sta andando incontro con il <em>jobs act<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La libert\u00e0 di licenziare senza giusta causa (abolizione art. 18) incentiva le imprese ad assumere a tempo indeterminato? Elimina il lavoro precario? <\/strong>\u00c8 ovvio che le aziende preferiscano avere le mani libere per poter gestire i costi del personale, che molto incidono sui complessivi costi di gestione. Avere dipendenti con contratti a tempo indeterminato ed a piene tutele (come prevedeva l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nella formulazione originaria) non consente alle imprese la possibilit\u00e0 di usufruire di quella flessibilit\u00e0 che molte pretendono, tanto in ingresso quanto in uscita; tale problema, comunque, \u00e8 risolto: se sul primo punto le aziende giovano di numerose tipologie contrattuali (se ne contano ben quarantasei), che consentono di assumere attraverso modalit\u00e0 meno gravose per le imprese rispetto al tradizionale tempo indeterminato, rispetto al secondo, indebolendo o abolendo l&#8217;articolo 18, si forniscono alle aziende maggiori possibilit\u00e0 di licenziare. Ci\u00f2 determina una sostanziale trasformazione del contratto a tempo indeterminato in contratto a tempo determinato, cos\u00ec non eliminando affatto il lavoro precario ed anzi accrescendolo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abolire l&#8217;art. 18 elimina la differenza tra &#8220;lavoratori garantiti&#8221; e &#8220;lavoratori non garantiti&#8221;? <\/strong>Occorre chiarire che l&#8217;articolo 18 \u00e8 entrato in vigore con l&#8217;approvazione della Legge n. 300 del 1970 (a tutti nota come Statuto dei lavoratori), con l&#8217;obiettivo di tutelare diritti e libert\u00e0 fondamentali dei dipendenti; esso costituisce l&#8217;applicazione della c.d. tutela reale e norma, in particolare, il caso di licenziamento illegittimo (ovvero, privo di giustificato motivo). Nella formulazione originaria, l&#8217;articolo in questione prevedeva che il datore di lavoro non poteva licenziare il dipendente senza una giusta causa, eccetto i casi di azienda con un numero di lavoratori inferiore a quindici (in cui l&#8217;imprenditore non ha l&#8217;obbligo di reintegro, potendo scegliere di concedere un indennizzo). Con la riforma Fornero, la disposizione in analisi \u00e8 stata depotenziata, attraverso la previsione di tre tipologie di licenziamento (discriminatorio, disciplinare ed economico), limitando il reintegro solo alle prime due modalit\u00e0, cos\u00ec diminuendo la tutela a favore dei dipendenti e riconoscendo alle imprese maggiori libert\u00e0 di movimento nei licenziamenti. La riforma in analisi in questi giorni va nel medesimo senso, stabilendo che le sia pur limitate tutele rimaste in vigore dopo la riforma Fornero non siano applicabili a favore dei nuovi assunti. Se a ci\u00f2 si aggiunge l&#8217;ulteriore proposta volta a discriminare i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato nel senso di non riconoscere loro le stesse tutele previste a favore dei colleghi pi\u00f9 anziani, il cerchio si chiude: si proceder\u00e0 nel verso di rendere tutti i lavoratori progressivamente meno garantiti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi \u00e8 contro i provvedimenti del governo \u00e8 un conservatore? <\/strong>Se per conservatore intendiamo un soggetto che si batte a favore di diritti &#8211; ancora molto attuali &#8211; per i quali i nostri genitori hanno fortemente lottato, posso orgogliosamente e con convinzione definirmi un conservatore. Preciso, inoltre, che non intendo per questo negare la necessit\u00e0 di attualizzare le regole del mercato del lavoro, ma \u00e8 necessario che tale processo avvenga nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il governo Renzi \u00e8 il nuovo che avanza? <\/strong>Renzi ha di nuovo il mero utilizzo di espressioni e di modalit\u00e0 comunicative differenti e pi\u00f9 moderne rispetto a quelle adoperate dai suoi predecessori. Per il resto, poco o nulla ha rottamato, tanto nelle idee quanto nei fatti: ha consolidato politiche tipicamente berlusconiane e montiane, ha favorito l&#8217;incremento del potere di finanza e grossa imprenditoria ed ha affossato le fasce sociali pi\u00f9 deboli, che, al contrario, necessitavano (e necessitano) di incentivi immediati in grado di rimettere in moto l&#8217;economia (cosa ben diversa dall&#8217;erogazione dei tanto celebrati 80 Euro, che non hanno risollevato alcunch\u00e9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il piano per il lavoro (jobs act) serve a rilanciare l&#8217;economia e creare occupazione? <\/strong>L&#8217;affermazione per cui l&#8217;economia italiana possa essere rilanciata per il tramite della modifica del sistema del lavoro \u00e8 un falso; lo stesso concetto vale rispetto a chi pensa che le aziende possano ritornare ad investire in Italia, cos\u00ec creando occupazione, con la sola riforma del Jobs Act. Pensiamo alla modifica dell&#8217;articolo 18 targata Fornero: presentata come la soluzione di tutti i mali, ha in realt\u00e0 dimostrato che, nonostante l&#8217;abbassamento delle tutele in favore dei lavoratori, il lavoro non \u00e8 aumentato e lo stesso varr\u00e0 anche per la riforma del Jobs Act. Se l&#8217;intento \u00e8 quello di creare occupazione attraverso la precarizzazione del mondo del lavoro, la politica fornisce una falsa risposta rispetto ad una realt\u00e0 che comunque non muta.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I soldi per fare questo (rilanciare l\u2019economia e creare lavoro) non ci sono? Esistono alternative al jobs act? <\/strong>L&#8217;elenco di soluzioni alternative rispetto a quelle proposte da Renzi \u00e8 lungo e variegato: imporre alle aziende beneficiarie di finanziamenti statali di produrre in Italia, vietando quelle delocalizzazioni tanto amate dai nostri grossi imprenditori (da FIAT fino a Prada); valorizzare il made in Italy, puntando alla formazione continua, incentivando economicamente la ricerca e potenziando gli uffici brevetto; combattere le infiltrazioni mafiose; incentivare il rientro in Italia di capitali, umani e materiali; premiare le aziende sane che fanno dell&#8217;innovazione un punto di riferimento; ingaggiare una decisa lotta contro evasione ed elusione fiscale. Le alternative, come appena dimostrato, ci sono, basterebbe solo cominciare ad applicarle.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm8.staticflickr.com\/7533\/15919754721_591df76575_m.jpg\" width=\"162\" height=\"240\" alt=\"Vito Notarnicola\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-12474","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12474\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioturi.lavocedelpaese.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}