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Politica

E se i turesi facessero lo sciopero fiscale?

Ventrella 2

Una parte delle cartelle TARI è sbagliata ed irregolare, metri quadrati raddoppiati ad alcuni, metri quadrati non inseriti ad altri, numero dei componenti familiari inesistenti, conteggio dello sconto mal calcolato (30% calcolato 3%), ecc, questo è l’ultimo pasticcio dell’Amministrazione Coppi, l’ennesima brutta figura! Evidenzio, non per colpa dell’ufficio di ragioneria che è oberato di lavoro, pur avendo, il Comun  a disposizione un sito internet, venuto a costare circa 100.000 euro e che se ben predisposto avrebbe potuto evitare lunghe code e perdite di tempo per l’aggiornamento della banca dati.. Ormai è dal 2007 che la politica a Turi è arrivata nelle mani di gente impreparata e incapace! Se fosse solo questo, nessun  problema, rientrerebbe nella routine della politica turese. tanto per ricordare, il buco di bilancio di un miliardo delle vecchie lire, di qualche anno fa,  accertamento fasullo   ex ICI! Il problema è che, il Regolamento comunale TARI dice una cosa e l’ufficio di ragioneria ne fa un’altra. Mi spiego meglio. L’articolo 20, comma 1, del regolamento approvato in Consiglio comunale, afferma che “in deroga a quanto previsto al comma 1, per gli anni 2014 e 2015, nel calcolo della quota fissa della tariffa può essere rapportato alla sola superficie, senza considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1° ed 1b dell’allegato al DPR n. 158/1999”. L’ufficio di ragioneria, invece, ha inviato i conteggi calcolando i metri quadrati dell’immobile per la tariffa corrispondente al numero degli occupati dello stesso. Quindi quel “puo’” non si capisce bene se, deve essere considerato, “potrebbe” o “deve”! Mi chiedo: ed il Bilancio comunale come è stato fatto? Quale cifra è stata inserita per la TARI! Dov’e’ la programmazione? Dove sono i progetti di sviluppo? E la minoranza, dov’era, quando in Consiglio comunale si è discusso del regolamento? Se tanto mi da tanto  e se e se è vero che un’Amministrazione comunale è lo specchio di una parte della cittadinanza, è facile dare una spiegazione al successo elettorale di alcuni soggetti! E se i turesi prendessero in considerazione  l’ipotesi di non pagare una tassa illegittima, di fare uno sciopero fiscale? In primis, proprio, perché non ci si riconosce nella politica locale. Uno sciopero non contro un partito o delle persone, ma uno sciopero contro un sistema perverso, che da anni attanaglia Turi!  Vorrei ricordare il caso di Mahatma Gandhi ed il suo impegno non violento per l’indipendenza dell’India. La marcia del sale 12 marzo 1930. La manifestazione, non violenta, aveva l’obiettivo di colpire la tassa su sale, ove vigeva un assoluto monopolio britannico. Gandhi ed i suoi marciarono per oltre 200 miglia presso le vie dell’oceano, raccogliendo un pugno di sale dalle saline per rivendicarne , simbolicamente, il possesso del popolo indiano. Di qua un suo celebre aforisma.”La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, e non dal fare ciò che gli altri dicono o fanno”.  Certamente, lo sciopero fiscale, si pone al di fuori della legge e della legalità, ma non nel nostro caso perché  stiamo di fronte ad un atto amministrativo illegittimo, impugnabile. L’atto della  TARI è illegittimo perché è viziato. Il Consiglio comunale ha approvato una legge e l’ufficio di ragioneria ne disconosce il ruolo, cioè, un organo amministrativo ha invaso la competenza di un altro organo che appartiene allo stesso settore amministrativo. I politici non dialogano con gli uffici. Assurdo! Quindi, qual è la migliore risposta ad una classe politica inadeguata? Lo sciopero fiscale! Gesto supremo di democrazia compiuta, forma legale di disobbedienza civile volta a colpire una Pubblica Amministrazione che è incapace di amministrare e gestire la cosa pubblica. Se tutti continueranno a pagare una tassa illegittima, significa che l’amministrazione non ha colpe e sta facendo la cosa giusta se, invece, facciamo mancare, giustamente,  un’alta percentuale di gettito garantito dalla TARI, gli amministratori faranno i conti con incassi piu’ limitati e per una volta, responsabilizzeremmo la politica a cambiare registro, individuando, lo si spera, persone preparate e competenti per la gestione pubblica. 

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